Archive for gennaio 15th, 2012

La Domenica del Bosco

LA STORIA DELL’EURO L’euro come moneta europea circola nelle nostre tasche ormai da dieci anni ma la sua gestazione e conseguente nascita risale a molti anni prima ed è parallela alla storia dell’unità dell’Europa. Ripercorriamo la strada della nascita della moneta unica con una breve sintesi:

Verso l’Euro

La storia dell’euro ha inizio nel 1951 quando il 18 aprile i sei paesi Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Olanda firmano un trattato per gestire in comune le rispettive industrie del carbone e dell’acciaio (CECA – Comunità Europea del carbone e acciaio). Il 25 marzo 1957 con il trattato di Roma nasce la CEE (Comunità Economica Europea), avente per obiettivo la libera circolazione di persone, beni e servizi al di là dei confini nazionali. SME, Sistema Monetario Europeo, entrato in vigore il 13 marzo 1979, ha come obiettivo di stabilizzare i tassi di cambio tra le monete degli stati membri della CEE e di contribuire al rafforzamento delle relazioni monetarie internazionali. Inoltre esso è volto a dare nuovo impulso al processo di integrazione europea. In una piccola città dell’Olanda il 7 febbraio 1992 viene firmato il trattato di Maastricht in cui viene creata l’Unione Economica e Monetaria (UEM) con il progetto di introdurre una moneta unica. Il trattato è entrato in vigore il 1° novembre 1993. La CEE trasformata in Unione Europea fonda su tre fondamentali pilastri con compiti di politica economica, politica estera e di sicurezza comune, politica di giustizia e affari interni. 15 dicembre 1995. Vertice a Madrid del Consiglio dei capi di Stato o di governo dei paesi dell’Unione Europea dove viene dato il benestare al Patto di stabilità e si decide che la nuova moneta unica avrà il nome di “euro”.

Origine del termine euro

Il termine “euro” è stato scelto perché radice si “Europa” e si trova in tutte le lingue europee. Non ha il plurale. Il simbolo grafico dell’euro (€), il glifo, si ispira alla lettera dell’alfabeto greco “epsilon” e si riferisce all’iniziale della parola Europa. Le linee parallele indicano la stabilità della moneta. Il termine “glifo” deriva dal greco glufe (intaglio), che indica un qualsiasi incavo che presenta una sezione tonda o angolare come ornamento architettonico. L’euro è la moneta unica dell’Unione Economica e Monetaria ed è stato adottato dal 1° gennaio 1999.  L’abbreviazione ufficiale dell’euro è EUR ed è stata registrata presso l’Organizzazione  Internazionale per la Standardizzazione (ISO). Verrà utilizzata per tutte le operazioni economiche, finanziarie e commerciali. La Banca Centrale Europea (BCE) è indipendente e non può pertanto, ricevere o sollecitare istruzioni né dagli Stati membri né dalle istituzioni europee. La BCE è stata formalmente istituita il 1° giugno 1998 ed è pienamente operativa dal 1° gennaio 1999. Il suo compito principale è garantire la stabilità dei prezzi nel sistema europeo di banche centrali nazionali degli Stati membri dell’Unione Europea monetaria. Il 31 dicembre del 1998 alle 12,53 Yves Thibault de Silguy ministro delle finanze dell’UE annuncia all’Europa la fissazione del tasso di conversione  tra le monete nazionali e l’euro. La parità irrevocabile per la moneta italiana è  pari a 1936,27 per un euro. Scade il termine ultimo per la ridenominazione dei Titoli di Stato: i titoli cartacei cessano di esistere e vengono convertiti in obbligazioni su conto titoli elettronico. Il 1° gennaio 1999 alle ore 8 il Ministro italiano Carlo Azeglio Ciampi si reca alla Zecca di Stato per coniare il primo euro italiano. A partire dal 1° gennaio 2002 l’euro entrò in circolazione con 8 monete metalliche, di cui 6 monometalliche (1, 2, 5, 10, 20 e 50 centesimi di euro) e due bimetalliche (1 e 2 euro), e con 7 banconote (5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 euro). ). Le monete hanno una faccia nazionale e una comune  a tutti gli stati membri che rappresenta sullo sfondo la carta dell’Unione Europea con le 12 stelle che compongono la bandiera dell’Europa. L’Italia ha optato per la soluzione artistica riportando sulle monete le immagini della propria storia artistica, figurativa e monumentale.

L’aspetto delle monete e quello delle banconote sono state definite per concorso. Per le monete la decisione definitiva è stata assunta dal Consiglio Europeo di Amsterdam nel giugno 1997 ed è stato dichiarato vincente il disegno presentato da Luc Luyes, esperto informatico della Zecca Belga, mentre per le banconote è stato scelto il disegno di Robert Kalina, della Banca Centrale austriaca, presentato nel 1996 al Consiglio Europeo di Dublino.

La bandiera Un drappo blu, colore dell’Europa con 12 stelle gialle, è la bandiera che dal 1986 è diventata ufficialmente la bandiera della Comunità. A differenza della bandiera USA, le 12 stelle non simboleggiano il numero degli stati aderenti.

L’inno L’Inno alla gioia di Ludwig van Beethoven, composto per il quarto movimento della sua IX Sinfonia, dal 1985 è l’inno ufficiale dell’Unione Europea.

La giornata d’Europa La festa dell’Europa si festeggia il 9 maggio: in quella data nel 1950, infatti, uno dei “padri fondatori”, il ministro francese degli Esteri, Robert Shumann, propose di mettere in comune le industrie del carbone e dell’acciaio di Germania e Francia.

Le sedi delle istituzioni europee

Strasburgo: Parlamento Europeo; Bruxelles: Consiglio dell’Unione Commissione Europea; Lussemburgo: Corte di Giustizia, Corte dei Conti; Francoforte: Banca Centrale Europea.

¹ - Notizie diffuse con il volume “La LIRA d’Italia” distribuito da EDITALIA – Gruppo Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Cari amici mi è sembrato quasi doveroso, riportare la storia sulla idea e sulla nascita della moneta europea al compimento del 10° anno della circolazione dell’euro, ma spero di non avervi annoiato.  In ogni caso, per farmi perdonare, vi racconto una storiella, di quelle terra terra che siamo soliti pubblicare nel nostro amato Bosco per scambiarci un sorriso e l’augurio di Buona Domenica. È una storiella dei tempi della vecchia lira, senza bancomat né carte di credito ma oggi ve la racconto in euro.

I DUE COMPARI

(Il ricco e il povero)

Si conoscevano da  ragazzi, due vite parallele ma con destini diversi: Marco che si era affermato nella vita, viveva con una certa agiatezza tale da essere considerato “ricco” mentre Gianni che continuava la sua battaglia quotidiana per cercare di guadagnarsi il pane era considerato “povero”. In effetti era proprio così uno ricco e uno povero ma questo non impediva che fossero sempre in grande e fraterna amicizia, anzi erano diventati pure compari perché Marco aveva tenuto a battesimo uno dei figli di Gianni. Gianni sapeva che in caso di necessità poteva sempre rivolgersi all’amico fraterno. Così avvenne che un bel giorno Gianni andò  a chiedere un prestito all’amico Marco. “Compà, il lavoro scarseggia, sono in ristrettezze, devo pagare la bolletta della luce e non so come fare, se puoi aiutarmi” Marco rispose: “Certo ma ci mancherebbe, quanto ti serve?”. Gianni non fece in tempo a pronunciar parola che Marco continuò: “Vedi quel mobile, vai, apri il primo cassetto in alto e prendi quanto ti serve”. Gianni aprì il cassetto indicatogli dal compare e si meravigliò di trovarlo pieno di biglietti di ogni taglio, 50, 10, 20, 100 e anche 200 €uro, spiegazzati e messi alla rinfusa tale da colmare completamente il cassetto. Gianni prese quattro biglietti da 50 e rivolgendosi all’amico disse: “Compà, duecento euro ho preso, restituisco appena posso, grazie”. - “Stai tranquillo” risponde Marco, “Vieni, bevi, ho versato anche per te” e sorseggiarono insieme un paio di bicchieri di buon vernaccia. Passò un pò di tempo e Gianni, riaggiustate le sue finanze, tornò da Marco a ripianare il debito: “Ecco compà, son venuto a riportare quanto dovuto” e tese la mano con i soldi verso l’amico che gli disse “Vai rimettili dove li avevi presi.” Gianni così fece notando che in quel cassetto continuava a regnare una grande confusione con biglietti di ogni taglio e monete messi lì in ordine sparso. Con gli alti e bassi delle economie di Gianni, lavorante a giornata e in continuo precariato, le richieste di aiuto all’amico Marco si ripetevano periodicamente, vuoi per l’acquisto di una bombola di gas, oppure per il corredo scolastico del figlio che andava alla scuola media ecc., Gianni umilmente chiedeva e Marco bonariamente prestava e ancora Gianni, appena poteva, restituiva. Il sistema era sempre lo stesso: Alla richiesta di Gianni, Marco rispondeva “Vai, sai dove sono, prendi quanto ti serve “  e all’atto della restituzione “Vai, rimettili dove li hai presi”. I soldi erano lì, sempre alla rinfusa in un cassetto pieno e Gianni pensava che Marco forse non sapeva neppure quanto possedeva in totale. Con l’umiliazione di dover chiedere sempre, la tentazione era forte e una volta, all’atto della restituzione, Gianni fece finta di rimettere a posto la somma avuta in prestito ma in realtà si tenne i soldi in tasca.  Passò del tempo e Gianni ebbe ancora bisogno di ricorrere all’amico per un urgente bisogno di denaro. Costernato si presentò da Marco che come al solito rispose “Vai, sai dove sono, prendi ciò che ti serve”. Gianni aprì il cassetto e lo trovò vuoto: “Compà ma qui non c’è niente” disse, al che Marco rispose : “Se non c’è niente vuol dire che l’ultima volta non li hai rimessi, se li avessi rimessi li avresti trovati.” Una bella amicizia che durava da una infinità di anni si era rovinata irreparabilmente. Valeva la pena rovinare una bella amicizia per pochi soldi? L’onestà, forse, ripaga sempre.

Lucio Anneo Seneca, filosofo latino (4 a.C – 65 d.C) disse:

"Finchè vivi, continua ad imparare come si vive"

http://www.youtube.com/watch?v=4daDMXbeHwk