Archive for gennaio, 2012

Giovanni Boldini

 

 

 

 

Giovanni Boldini

(1842-1931)

Confesso di non essermi mai imbattuta in  questo artista che, solo recentemente ho avuto modo di conoscere e le cui opere mi hanno lasciato un certo non  so che d’intrigante.
Riguardando i Blog ho visto che in passato (2010) Flavio trattò l’argomento, in modo egregio. Non mi sembra, pertanto, inutile aggiungere qualche altro elemento, in merito ad  alcune tra le sue opere più significative  per conoscere le vostre impressioni ed emozioni, se ve le suscitano.
Mi ha colpito,intanto, la modernità di questo pittore.

 

Boldini dipinge donne bellissime ed elegantissime, affusolate e sontuose, e lo  fa con grande sapienza. I volti sono straordinariamente realistici e resi nei minimi dettagli (si intuisce perfino il colore blu delle vene sottopelle), la luce è dipinta con una maestrìa rara, e gli abiti sono dipinti con pennellate ora cariche, ora più leggere, ma sempre veloci e sapienti, quasi un guizzo che fa intuire più che descrivere.

Il risultato è la leggerezza: sembra di sentire il fruscìo di sete e chiffon. Anche le gondole di Venezia sono solo una pennellata, ma che arte!
Alla fine dell’Ottocento impazzerà, da qualche tempo, quell’euforia di frivola mondanità estrema, fatta di mode e di vizi, di eccessi e di bellezze esuberanti, di locali à la page, di giochi di seduzione e ambiguità di costumi. Se ci fu un artista che seppe immortalare questo spirito edonista della Belle Epoque fu proprio Giovanni Boldini, il Ferrarese Parigino, le parisien per eccellenza, quintessenza del peintre mondain che, dopo aver metabolizzato la tradizione ferrarese rinascimentale, il colorismo veneto  e la rivoluzione dei macchiaioli, scelse di asservirsi alla febbre contagiosa dell’alta società, inseguendo da vicino e in presa diretta la febbricitante mondanità di Parigi, dove visse per oltre trent’anni e dove morì nel 1931 a 89 anni. Proprio in questo sta la grandezza estetica di Boldini, un pittore padrone di una maestrìa tecnica tale da farsi bastare pochi tratti e solo alcune pennellate per lasciare, all’occorrenza, lo spettatore a bocca aperta, esteticamente coinvolto, quasi preso da una sindrome stendhaliana, all’interno di quel mondo fatto di luccichii e lustrini che egli effigiò.
I suoi meriti, tuttavia, non si esauriscono qui, vanno ben oltre l’impatto puramente estetico.
Piccolo, tarchiato, per niente avvenente, Boldini seppe perfettamente godersi la propria vita e le opportunità che Parigi poté offrirgli.

Sin dagli esordi fiorentini, in quegli anni della seconda metà dell’Ottocento, che lo videro lavorare spalla a spalla con il gruppo dei macchiaioli, come dimostrano le sue opere iniziali, e ancor più nel mondo parigino altisonante, nel quale arrivò stabilmente sul finire dell’Ottocento, la joie de vivre e la leggerezza dell’essere non l’abbandonarono mai, come traspare in ogni sua tela e in ogni suo tocco.

Accanto alla copiosa produzione di cui abbiamo parlato, affiancò una serie di vedute delle città che visitò, ma non mancò di rappresentare anche la vita all’aperto, quella delle rive della Senna e della campagna francese.
La Grande Strada a Combes-la-Ville  esemplifica bene il bottino che Boldini strappò agli Impressionisti.
Questo cielo, già illuminato dalla luce reale di un assolato pomeriggio primaverile, ha come
contrappunto un’atmosfera più cupa, ma strepitosamete reale, nella Passeggiata mattutina, dove quel cielo grigio che preannuncia il temporale convive con una figura che, per contro, mostra molte leziosità, ma meno aderenza al reale

 

 

 

 

 

 

 

Un segno, un tratto, pochi gesti per delineare una figura, e poi ancora la messa a fuoco su un particolare, un oggetto, un volto, una mano.
Tutto il resto è segno, puro movimento. Lo stesso movimento protagonista delle rappresentazioni di cavalli, suo soggetto ricorrente, ma soprattutto dell’affascinante Notturno a Montmartre (Cavalli di notte) dove, dall’oscurità di un fondo bruno, emerge l’efficace movimento di una carrozza in corsa.
Bellissima La cornice dorata nella quale è protagonista niente altro che una semplice cornice, unico elemento definito e a sua volta incorniciato da una schiera di segni e pennellate veloci ma  ben studiate

Altra opera di Boldini, molto particolare: Il bimbo con il cerchio, dove il tratto tipico del pennello del pittore riesce a cogliere la frustrazione di un fanciullo strappato dalla madre al proprio gioco.
Infine, L’Amazzone (Alice Réginault a cavallo). La migliore caratteristica di questo dipinto sta nell’assoluta disinvoltura di Boldini nel combinare, senza remore, un paesaggio fatto di stesure di colore.

 

Quasi campiture orizzontali sovrapposte, anticipazione di tante correnti contemporanee, ed un piccolo barboncino in corsa, che pare essere stato rubato da un  dipinto rococo.
Il quasi assoluto piacere estetico che ogni dipinto dell’artista esprime, contribuisce, senza alcun dubbio, a dimostrare la fama  che Boldini riscosse presso i contemporanei.

 

 

     

 

 

 

La Domenica del Bosco

LE ETÀ DELLA FEDE

Al pari dell’Amore, di cui abbiamo fatto cenno qualche settimana fa, anche la Fede religiosa ha le sue fasi nell’arco della vita di ciascun individuo.
A partire dal Battesimo, somministratoci nella nostra completa incoscienza, per convinzione di fede cristiana dei nostri genitori, gli incontri con la fede nella prima infanzia sono avvenuti con l’insegnamento della preghierina prima di andare a dormire e con il convincimento inculcatoci sull’esistenza di un Angelo Custode per ciascuno di noi. Questa convinzione già ci infondeva una certa serenità sul nostro approccio nell’affrontare le quotidiane difficoltà.
Poi vennero le prime lezioni di catechismo, ed anche qui tanti dubbi ma piano, piano ci siamo convinti che, da buoni cristiani, avevamo il dono della Fede.
Nel crescere ed affrontare le peripezie dell’esistenza nel difficile compito di risolvere il problema vita, in moltissimi casi la nostra fede è stata di grande aiuto ma qualche volta, in preda alla disperazione e alle incognite del futuro per le vicende negative del vivere, sono sorti forti dubbi. Allora incertezze e incredulità hanno preso il sopravvento e la fede è venuta meno. Trascurando i due estremi, cioè  i casi di abiura e quelli invece della vocazione al sacerdozio, col tempo e con la maturità si ritorna sui propri passi e ci si riavvicina alla Chiesa e a Dio con più certezza, convinzione e fede, quasi come una illuminazione, una esigenza spirituale interiore alla quale sentiamo di non poter rinunciare. Chi più, chi meno, tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo vissuto situazioni analoghe.
Ce ne dà un esempio il nostro affezionato amico, Ottorino Mastino, che ha voluto esprimere in versi l’evolversi delle convinzioni di fede nell’animo umano.

L’ALTISSIMO

Sono particella di atomo
in un cosmo infinito,
sbattuto dal vento,
fecondato
dalle grazie del Padre.

Nella mia atmosfera astratta
ho inconsciamente obliato
la potenza del Signore.

Nel sentire il fragore del mare,
nel silenzio della foresta,
nei prati colmi di fiori,
nell’aurora infuocata,
nei tramonti rossi,
nella meravigliosa carrellata
di una conquista spaziale,
ho dimenticato
la Sua parola.

Ho ardito cianciare
del bene e del male,
ho censurato,
ho giudicato,
ho osato sondare
la immensità di Dio.

Ho cercato la verità;
e infine ho trovato
la giocondità del vero:
lo Spirito mi ha irradiato
di felicità:
ho trovato la Verità.
La Sua luce mi abbaglia:
riconosco la mia nullità.

Ottorino Mastino

 

Va bene, questa settimana l’abbiamo buttata un po’ sul mistico ma sempre ricorrendo ai nostri ricordi più o meno giovanili. Concludiamo, quindi con un aforisma sulla stessa linea:

“Questo è il mistero della grazia, non arriva mai troppo tardi”

(Francois Mauriac 1885-1970).

 Felice Domenica a tutti.

Giuseppe3.ca

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NON DIMENTICHIAMO !!

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Gli Orsi


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Sono animali molto belli, ma anche un po’ temibili se vengono attaccati. Le mamme Orse sono affettuosissime con i loro cuccioli e molto protettive e tenere.

Mamma Orsa e cucciolo

L’orso polare (o bianco) è lungo quasi 2,50 m. e pesa   1000 kg circa; ha un pelo bianco (nei giovani) folto ed impermeabile ed un corpo snello con collo lungo, testa piccola e orecchie corte.

Mamma ora con il suo cucciolo

Ha zampe rivestite di peli, utili per camminare nella neve. E’ un abile nuotatore e si nutre specialmente di foche anche se non disdegna uccelli e pesci.

Orsetto che gioca

L’orso polare d’estate si ciba anche di tuberi e frutta. E’ piuttosto solitario ma, in caso di cibo abbondante, può  fare gruppo.  Le femmine cadono in letargo in inverno, mentre il maschio è sempre attivo.


Luglio ed agosto sono i mesi in cui avvengono gli accoppiamenti; la gestazione dura circa Orso padre e cucciolo3 mesi e il parto avviene nella tana dove i piccoli (1 o 2) sono riscaldati dal corpo della madre, che li abbraccia teneramente. In questo periodo la femmina non si nutre, ma consuma le risorse di grasso accumulato per nutrire i cuccioli. Dopo un anno di vita, i cuccioli imparano l’arte del nuoto e a procurarsi il cibo da soli.

Orso polare cucciolo


L’orso bruno (quello Marsicano), che noi conosciamo,  è interamente ricoperto da una folta pelliccia di colore variabile, dal marrone chiaro al marrone scuro.

Serie di orsi  cuccioli

Gli orsi mutano il pelo ogni anno. La  pelliccia invernale viene persa durante il periodo estivo e completamente sosituita durante l’autunno.  

 


  


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La Domenica del Bosco

Buona Domenica

Prosegue il nostro incontro settimanale  per augurarci La Buona Domenica con un racconto inviatoci dall’amico Cicco che ha voluto presentarci una storia ripescata dalle sue memorie di gioventù.

 

PENSIERI  DELLA GIORNALAIA ALL’ANGOLO DELLA  VIA

Aprendo il mio cassetto dei  ricordi, mi affiora alla  mente l’edicola dove noi compriamo i nostri giornali, sorgeva all’angolo della strada ed era  gestita da  una  anziana venditrice, amica di tutti i clienti abituali.
Sotto le feste di Natale il misero spazio veniva ricoperto di luce dipinti di vari colori che quando passavo per curiosare le varie riviste e a chiedere quando sarebbe arrivato il nuovo Topolino, Tex ecc. mi appariva il suo pallido viso sorridente ed io pure le sorridevo che a volte mi sembrava di vivere con i riflessi delle luci che emanavano calore e un sottofondo musicale di una canzone  tipica natalizia, in una  terra lontana dove regna la pace.
Il suo sguardo mi dava sicurezza e mi chiedevo che cosa penserà ella nelle lunghe giornate di lavoro?  La sua mente correrà ai parenti, alla casa, alla sua  terra, ma forse anche, tutta  circondata com’è di giornali, i suoi pensieri volteggeranno intorno al mondo della carta stampata!
Ella si è alzata all’alba per poter ricevere i giornali che arrivano freschi di stampa, e ricevendoli  cosi ancora  umidi, ella pensa al lavoro notturno di tanti e tanti che vi hanno collaborato: al giovane cronista pieno di passione e di speranza, al critico consumato e severo che stronca o innalza un  autore, un artista con poche autorevoli righe di lode o di biasimo; al lavoro delle macchine, al febbrile movimento degli uomini intorno ad esse. Ed ora, eccoli i giornali!  Già arriva il primo cliente :<<Per favore “Corriere”>>.
Il primo è sempre lui il vecchio signore mattiniero: ordinato, meticoloso, apre il giornale e scuote la testa scontento: <<Ai miei tempi i parlamentari …….>> <<Tutti  cosi >> pensa la  giornalaia <<Ai nostri tempi tutto andava meglio! Macché meglio! Erano i nostri  occhi, il nostro giovane spirito a giudicare tutto con ottimismo! >>.
I clienti cominciavano ad affluire svelti e numerosi, non c’è tempo per pensare. Ecco la solita  giovane domestica: dalla sporta spunta  la  bottiglia del latte ed esce un buon odore di pane fresco .
Il solito <<Corriere>> per i padroni, e un giornalaccio illustrato, evidentemente per la sua personale lettura. <<Che peccato! con quel bel viso ridente ed ingenuo…… che peccato non poter dire: “oh figliola, non codesta robaccia!…”
Ma forse sarebbero parole sprecate ; non mi crederebbe .E se ne vendono tanti!>>. I compratori si succedono . Arriva l’ora dei bambini <<Per favore quando esce “Topolino “? Ella risponde benevole, e pensa che bisognerà aumentare l’ordinazione di <<Topolino>>, altrimenti ne rimarrebbero privi troppi bambini. Ormai tutti lo chiedono! Poi vengono le ore di sosta. Li ferma per ore e ore, sente di più la stanchezza e forse, più il freddo. Ha sempre con sé il lavoro a maglia, e quando riposa, sferruzza.
Con questo, accompagna. i suoi pensieri che ora vanno solo alla casa, ai suoi figlioli, agli affari. Poi vengono i giornali della sera e il lavoro riprende: <<Per favore “Corriere”; per favore L’Avanti>>.
Il mio sguardo di adolescente, penetra in questa figura, di tanta pacatezza a porsi in ascolto a tutti, indistintamente, maturava in me la consapevolezza che le situazioni le creiamo noi con piccoli gesti dal sorriso. Questa buffa anziana era  un punto di riferimento, in attesa al mattino del pullman, per andare a scuola che più delle volte lo perdevo, perché  dialogando con lei, forse l’atmosfera Natalizia, le luci, la musica ecc. stavo  bene, e rimanevo incantato dal fascino e dalle parole che l’anziana giornalaia emanava.
Buona lettura augurandovi una Buona Domenica.

  CICCO53   


AFORISMA DEL  GIORNO

Se sono stato di aiuto a qualcuno, se ho scorto di sfuggita un particolare in più della natura e dell’essenza del bene assoluto, se sono stato ispirato a raggiunger più ampi orizzonti di pensiero e azione,  se sono in pace con me stesso, è stata una giornata di successo.    (Alex Noble)

Giuseppe3.ca

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ARTE : I quadri della nostra amica!!

Arte

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I quadri della nostra amica Lieve

I dipinti di Lieve  sono ad olio, di  varia grandezza , che non superano i  60X70 cm., e si ispirano a diversi grandi  della pittura, (anche se qualcuno ha tutti i crismi dell’originalità).

Lasciamo ogni commento  agli amici di Eldy, e del Bosco in particolare, che sapranno sicuramente esprimere le loro emozioni. Eccone alcuni esemplari.  Giovanna3.rm

Lieve -signorina

Lieve -il porto visto dal mio terrazzo

Lieve -ortensie

Lieve - serata deludente

Lieve - un sogno

Lieve - fiore

Lieve -cesto con frutta bacche  e foglie

Lieve - tralcio di ortensie secche

Rubrica

Gio'

Sabry

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