Pensieri e non solo….!!

L'amica Silvana ci scrive:

Ho pensato al Natale e a tutti i pranzi ufficiali in famiglia, agli obblighi, alle gioie... ecc. e ho  scritto qualcosa che riguarda i rapporti familiari proprio in occasione delle feste in cui ci si ritrova

un pò tutti, volenti o no.

Mi piacerebbe che fosse pubblicato.....

Silvana1.ge    

W  IL  NATALE  ???

Le feste natalizie si avvicinano e tutti vorremmo che il pranzo di Natale fosse un'occasione gioiosa per incontrare genitori, figli, fratelli, cognati, consuoceri e celebrare tutti insieme  il rito della famiglia perfetta. I rituali sono infatti importanti perché danno l'idea dell'appartenenza ad un gruppo. Forse però può essere più realistica la domanda riportata in uno spot commerciale che chiede: “Siete pronti all'invasione dei parenti?” C'è in tutti il desiderio di amore, serenità, però dobbiamo sempre fare i conti con le emozioni. Può capitare che le festività diventino l'occasione per far riemergere, anche involontariamente, piccole ferite antiche, malumori che pensavamo di aver dimenticato, che invece sono lì…. pronti a riemergere. La rete dei legami familiari è invisibile ma molto presente: ci può soffocare quando, ad esempio, ci riesce difficile confrontarci con i parenti. La cicatrizzazione delle ferite affettive che tendono a cronicizzarsi però è possibile. Per sanare antichi debiti, dobbiamo avere il coraggio di trovare i nodi irrisolti e scioglierli. Anche in assenza di gravi conflitti, spesso fiumi di rancore scorrono sotterranei e rendono  complicati i rapporti. Il sistema famiglia è  infatti terribilmente complesso, governato da equilibri invisibili e mosso da emozioni e motivazioni che sfuggono alla ragione, supportati da sentimenti contradditori. Un passo faticoso ma necessario per lo scioglimento dei nodi, è quello di accettare l'idea della propria corresponsabilità. Ci vuole però consapevolezza di come noi ci poniamo rispetto agli altri componenti della famiglia. Potremmo scoprire di essere sgradevoli, polemici, ipercritici proprio perché siamo preda delle nostre emozioni, poco riflessivi, concentrati su di noi. Cercare il confronto pacato, usando tutta la nostra saggezza, le nostre risorse interiori, partendo magari da una costruttiva autocritica, può essere utile. Gli equilibri cambiano nel momento in cui si cominciano a mettere in discussione le apparenze. Per uscire dalla cristallizzazione dei comportamenti, certe cose bisogna dirsele: può essere duro spezzare un equilibrio mettendo qualcosa in discussione,  ma  non c'è niente di male a litigare, anzi, dalla lite si può ripartire con un equilibrio familiare più autentico, soprattutto più stabile perché c'è stato un momento importante di confronto e chiarimento. Certo, ci sono parenti che non abbiamo scelto, che però dobbiamo integrare. Persone con una loro storia, un sistema di valori che può essere diverso dal nostro: il conflitto è sempre latente. Può esserci in noi la tentazione di far sempre prevalere la nostra cultura, il nostro sistema di vita, invece è utile fare un passo indietro, rispettare gli altri con le loro idee diverse dalla nostre, non esasperare il confronto su scale di valori contrastanti. Anche se ci dovessimo sentire degli “alieni” paracadutati in un gruppo familiare che non ha niente in comune con noi, non dobbiamo mai rinunciare all'idea che il confronto con il diverso da noi ci apre orizzonti di conoscenza che portano arricchimento. Alle volte è la paura (di non essere capiti, di essere giudicati) che inquina i rapporti. Spezzare il circolo delle nostre paure potrebbe significare una migliore disposizione nei confronti dei familiari, ci potrebbe aiutare ad essere meno rigidi, meno giudicanti, più tolleranti a “digerire” ciò che non ci piace. Assodato il fatto che non dobbiamo cambiare per compiacere gli altri, potremmo provare a modificare il nostro punto di vista: non partire dalla loro estraneità, ma osservare le loro diversità, individuare gli elementi comuni per costruire un campo neutro in cui sia più difficile entrare in conflitto. L’obiettivo dovrebbe essere quello di trovare la giusta sintonia, l’accordo affettuoso. Una famiglia in  cui ci si guarda con rispetto  ci regala momenti di autentica gioia, di calore umano, ci garantisce una coesione affettiva necessaria al nostro equilibrio interiore. Non dimentichiamo infine  che la famiglia è una palestra di apprendimento per la costruzione di tutti i nostri rapporti sociali. La chiusura mentale in famiglia può significare analoga chiusura fuori di casa, dove l’incontro  con etnie differenti, può risultare tanto più faticoso quanto più la nostra  mente non è pronta ad inglobare le differenze, ad elaborarne l’impatto emotivo. Il pregiudizio trova in queste difficoltà un terreno molto fertile. Costruire rapporti sociali accettabili, a partire da noi, è una impresa difficile, non impossibile… Auguro a tutti un Natale veramente sereno!

Silvana  


COMMENTI

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  1. il 28 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Cara Silvana, hai detto tutto quanto c’era da dire in questa “operazione verità” di Natale. Quel che rimarrà, alla fine, è forse quel che c’era già all’inizio, sotterrato da incrostazioni che non lo facevano emergere. O quel che siamo stati capaci di tirar fuori. Per essere più solidali, più affettuosi, più sinceri. Che se poi non saremo riusciti, almeno ci avremo tentato. Sia lode alla buona volontà. Grazie, comunque, Silvana.

  2. il 28 dicembre, 2011 lieve dice:

    Hai detto tutto e di più , Silvana.
    Secondo me, per trovare la giusta sintonia col parentato , è meglio tacere… E magari ringraziare chi ha inventato questa festa, che arriva solo una volta l’anno…
    non è difficile tacere e non giudicare per un giorno su 365….

  3. il 28 dicembre, 2011 ANGELOM dice:

    Cara Silvana, purtroppo a volte in un giorno dove si ci riunisce per essere sereni e amarsi l’un l’altro ci si fa prendere la mano a snocciolare vecchi rancori, strani comportamenti ,che neanche noi se analizziamo non riusciamo a capire. Il tuo articolo chiarisce la vericità delle cose. Il rispetto e la consapevolezza di essere a confronto di altri parenti con varie esigenze e problematiche c’invita solo a molta riflessione e buongusto. Purtroppo oggi non c’è più quel senso del pudore, ma si agisce secondo la varia natura.

  4. il 28 dicembre, 2011 giuseppe3.ca dice:

    Silvana, intanto esprimo i miei complimenti per il bellissimo articolo dal quale traspare il senso concreto delle cose e come andrebbero affrontate per una sana convivenza tra parenti consanguinei e acquisiti.
    Infatti, spesso e volentieri gli incontri e le riunioni conviviali del Natale con parenti e affini sono piene di falsi sorrisi, ipocrisie e falsità e il più delle volte non si vede l’ora che si arrivi alla fine per dire: “Oh, finalmente, anche quest’anno è andata.” Mentre sarebbe giusto sempre, con il dovuto tatto e diplomazia, cogliere l’occasione per cercare di appianare le cose come vuole lo spirito del Santo Natale. Grazie per il tuo prezioso consiglio.

  5. il 28 dicembre, 2011 mariuccia dice:

    Anche in questo articolo, ritrovo la mia saggia amica Silvana. E’ verissimo che, per stabilire buoni rapporti familiari, occorre anche tanta umiltà (cosa rara, credimi). L’umiltà di sapersi mettere in discussione, pronti a riconoscere i propri errori, senza pensare che, se ci sono conflitti, la colpa è sempre degli altri…
    Chissà perchè, in questo momento, mi viene in mente qualcuno in particolare, vittima di tutto e tutti… Immagino che Natale avrà passato, fra litigi e recriminazioni, come ogni anno…fra urli e mancate risposte… Speriamo lo legga il tuo articolo e lo tenga presente per il futuro! Ti auguro un 2012 pieno di salute, serenità e, perchè no? Di amore! Un bacione.

  6. il 28 dicembre, 2011 franco muzzioli dice:

    Cara Silvana il tuo articolo (sfogo!?!?)è sacrosanto ,ma non deve essere la “letterina di Natale” . In quel giorno siamo tutti più buoni …..e poi….i caratteri rimangono quelli che sono …..e le abitudini pure.
    Ci sono familiari che ci sono piovuti dal cielo e che non è indispensabile accettiamo come una benedizione.
    Io penso che dobbiamo essere, come dici tu, autocritici, disponibili e altruistici , ma senza perdere la nostra autenticità e senza catene e vincoli inossidabili.
    Io sono sempre per le distanze minime idispensabili, quel piccolo territorio dove solo persone che di solito si capiscono e si sopportano possono calpestare, gli altri dovranno vivere (se possibile) a quella distanza di sicurezza che eviterà scontri ed incomprensioni.
    Poi a Natale ,sotteriamo pure le asce di guerra, prendiamo se necessario mezzo ansiolitico in più, sfoderiamo il nostro miglior sorriso …..tanto dopo passata la Festa…….

  7. il 28 dicembre, 2011 nadia rm dice:

    è Natale,che bello,tutti i figli a casa,bello, bello e insperato visto che uno non vive in questa citta’, con i figli ci sono nuore e generi,bello,bello anche questo se non fosse che……..il figlio che non vive in questa citta’si è portato dietro anche i suoceri,ne sono stata davvero contenta,fino a quando……….vedo una bottiglietta di amuchina che gira troppo per i miei gusti,gira troppo tra nuora e consuocera.Giuro,avrei voluto sbatterle fuori di casa a calci nel sedere ma sono stata molto educata dicendo;quando l’avete terminata ne ho altra io.

  8. il 28 dicembre, 2011 lieta dice:

    nadia ahahah davvero so rivati sti limiti e te sei dimostrata na gran signora brava nadissimia navigata de la vita ahahah

  9. il 28 dicembre, 2011 scoiattolina dice:

    a però ziettaaa ……..

  10. il 29 dicembre, 2011 livio.ge dice:

    Frequento eldy in modo discontinuo ma vi leggo volentieri.A scrivere ci metto un pò di più…non sono abituato a mettere nero su bianco. scusatemi. L’articolo sul natale mi piace perchè Silvana ha scritto cose su una realtà che tutti viviamo. E’ vero, ci vuole più saggezza, meno egoismi perchè andare d’accordo si può e si deve, per essere tutti un pò più sewreni. Basterebbe qualche volta fare un passo indietro, e saper ascoltare gli altri e anche perdonare, a volte. Silvana, brava per come e per cosa scrivi. Grazie a tutti.

  11. il 29 dicembre, 2011 cicco53 dice:

    Ciao a tutti, io penso che definire,una letterina di Natale, l’articolo di Silvana, non è corretto visto il contenuto e i vari messaggi che essa ha voluto dare,certo ci possono essere delle divergenze di opinioni,che ognuno in base al suo modo di essere esprime . Spesso noi pensiamo alle gravi crisi della vita,a quei momenti che danno la vera misura di un uomo e ci chiediamo se sapremmo essere all’altezza. Tuttavia i piccoli turbamenti ,la tensione della vita quotidiana ci devono preoccupare ,maggiormente perché sono questi che provocano quell’offuscamento delle facoltà mentali per cui ci mostriamo inferiori a noi stessi o che ci impediscono di esplicare la nostra vera personalità. Se ci esercitiamo a riflettere prima di parlare,a prevedere,ad avere riguardo degli altri ,impareremo ad agire con mente lucida,a dire e a fare ciò che è nelle nostre intenzioni, e mantenere pieno dominio do noi stessi. Se il nostro modo di percepire le cose ,che un individuo in questo caso del Natale(il parente indesiderato ), con tanta umiltà si dice che la sua presenza crea scompiglio e reca conflitti ecc. Quindi avere il coraggio di esporsi con coerenza e consapevolezza . I conflitti più delle volte li creiamo noi con comportamenti non coerenti perché ci costa tanto a dover spiegare le ragioni delle scelte ,allora si preferisce dare tutto per scontato ,per il quieto vivere. Il Natale è un momento di incontro di festa con spazi aperti di dialogo totale di condivisione,dove si esprimono i pensieri più belli di socialità , dove prevale il senso di unità assoluta ,sia che sono parenti ,che amici. Dare un messaggio di amore e di pace senza conflitti , se no che senso ha festeggiare una ricorrenza , tenendo nascosto il disagio ?. Giustamente come fa notare Silvana , questi equilibri si possono raggiungere, se noi ci guardiamo dentro con autocritica di non creare conflitti agli altri ,con gesti basati sul rispetto generale di un dialogo giusto ,senza rancore. Questo è possibile non solo a Natale ,ma ogni giorno ,che ci vede impegnati sui tutti i fronti , dalla famiglia ,la società,i luoghi di lavoro, le amicizie ecc. La coerenza porta ad una autenticità di dare una risposta a tutti i problemi che circondano . Vi auguro un felice anno nuovo a tutti.

  12. il 29 dicembre, 2011 Nembo dice:

    Siamo tutti vittime del consumismo, abbiamo perso il significato della vera festa, che al di la del significato religioso, si basa tutto sulla falsità che si ha con i vari parenti, sedersi a tavola con loro e condividere il tutto regali compresi è una tortura, una sofferenza anche per un solo giorno ed è difficile da digerire… oltre che il panettone,dal Ntale nn si scappa il corpo e la mente deve festeggiare qualcosa per nn sentirsi diversi.E’ una festa importante, ma completamente spogliata del suo senso.Auguri a tutti Voi per un prospero Anno Nuovo ricco di pace e serenità.

  13. il 30 dicembre, 2011 lieve dice:

    Caaaspita, Nembo, ma non riesci a rilassarti neanche un giorno all’anno???
    Sorridi, caro, il 25 dicembre arriva solo una volta su 365,non è difficile, se po fa!!!! basta poco , che ce vo???
    Ti siedi insieme agli altri ti stampi un sorriso ebete, e annuisci…. che ce vo?? Magari prima ascolta quella canzoncina che dice:”Io penso positivo perchè son vivo”, e te la ripeti mentre ascolti le vaghezze di chi sta vicino, e sopratutto pensa che anche costui , o costei è nei tuoi panni… e che si ripete la canzoncina fra se e se…e che non ne può più come te….e che magari pensa che sei ebete con quel sorriso stampato…chissà…se ci pensi, ti risulterà più simpatica/o….
    Buon anno! Nembo!

  14. il 30 dicembre, 2011 lieve dice:

    Quest’anno, il mio sorriso era talmente ebete ,che fra la famiglia, circolava la voce che mi stessi rimbecillendo…
    Si chiedevano che ne era della mia grinta,delle mie proteste del mio puntualizzare e del mio dare un motivo ad ogni situazione, (mia e degli altri)…. è un passo avanti, sono contenta e orgogliosa di essere cresciuta e di poter sopportare meglio i vari caratteri della mia grande famiglia;
    oppure, chissa, nun me po fregà de meno? Ognuno ha il proprio carattere, e il mio magari è meno digeribile degli altri, bisognerebbe sdoppiarsi e guardarsi con gli occhi di chi ci guarda e chi ci ascolta…sono certa che prima o poi ci arriverò….Intanto ho incominciato con non spendere per fare regali,solo per i piccoli, (i figli dei nipoti)in fondo babbo natale arriva per loro, non per i loro genitori….Ho regalato alle madri le mie tele che imgombravano, (così mi sono levata di casa un pò di zavorra….e le ho donate a caso , perchè comunque sono certa che “la tela dell’uno era meglio di quella dell’altro”….
    Naturalmente ho ricevuto complimenti da tutti… chissà quanti reano sinceri…ma nun me po fregà de meno,avevo un motivo per regale, hahahahaha……Per quanto riguarda i regali ricevuti son tutti già in cantina, insieme a quelli di anni e anni… Alla mia dipartita se daranno una mano ai miei figli a sgomberare li troverannno ancora impacchettati, col nome di chi li ha regalati… Forse mi tengo una zuppiera non per usarla ,ma per metterla nella collezione di zuppiere… ce ne stà ancora una , la prossima la schiaffo giù per le scale….
    Ok mi sa che mi sono sfogata abbastanza! che bello il bosco di Eldy!!!!! Auguri a tutti, tutti tutti, belli e brutti

  15. il 30 dicembre, 2011 lieta dice:

    ahhaa lieve ke forza l’ebetismo e l’imbecillità di ki ci casca nei nostri presunti lassa perde, ahahhaha fra te e nadia me fate morì de risate vedo i vs presunti natali, mi ce voglion ste scenette vissute de noi femmine, ahahah ciao

  16. il 30 dicembre, 2011 Nembo dice:

    Ciao Lieve, vero quello che dici, sono sempre -operativo-in tt,Vasco dice…le nostre vite hanno un senso se glielo diamo,il mio punto fermo della vita è essere sempre coerente nel giusto e nello sbagliato così sono a posto con me stesso,perchè quanto più capisci te stesso, tanto più capisci il mondo. Contracambio gli auguri augurandoti che il 2012 concretizzi tt i tuoi sogni e speranze, un abb.Nembo

  17. il 30 dicembre, 2011 silvana1.ge dice:

    Ringrazio la Redazione per aver dato spazio alla mia riflessione, e anche tutti coloro che hanno commentato, dando testimonianza dei loro vissuti ed esperienze. Mi pare di capire che in tutti noi ormai vi sia la convinzione che il Natale andrebbe vissuto con più semplicità, con più rigore ed autenticità. Riproporre il Natale della nostra infanzia (che ci portiamo dentro e al quale forse aspiriamo ancora) è impossibile: la società è cambiata e ha cambiato anche noi. La realizzazione di un sano equilibrio tra passato e presente è possibile, e forse realizzabile con tanta buona volontà e un pizzico di umiltà. Il che non costa poi molto!
    Auguro a tutti un 2012 un pò effervescente, ma soprattutto ricco di salute, saggezza e tanto amore ! Grazie a tutti!!

  18. il 31 dicembre, 2011 anna dice:

    E’ vero costruire rapporti umani accettabili è difficile, con le parole si possono dire tante cose, io credo che siano i nostri comportamenti e i piccoli gesti di tutti i giorni che possono fare la differenza. Buon anno a tutti.

  19. il 01 gennaio, 2012 Ughetta Va dice:

    Per questo nuovo anno voglio anch’io promuovere il mio pensiero nell’auspicare tutto il bene possibile,che ciò che si desidera possa realizzarsi.Voglio dedicarvi una filastrocca.

    Filastrocca di Capodanno
    fammi gli auguri per tutto l’anno:

    Voglio un gennaio col sole d’aprile,
    un luglio fresco, un marzo gentile,

    Voglio un giorno senza sera,
    voglio un mare senza bufera,

    voglio un pane sempre fresco,
    sul cipresso il fiore del pesco,

    che siano amici il gatto e il cane,
    che diano latte le fontane.

    Se voglio troppo, non darmi niente,
    dammi una faccia allegra solamente.

    Gianni Rodari