Archive for dicembre 28th, 2011

Pensieri e non solo….!!

L'amica Silvana ci scrive:

Ho pensato al Natale e a tutti i pranzi ufficiali in famiglia, agli obblighi, alle gioie... ecc. e ho  scritto qualcosa che riguarda i rapporti familiari proprio in occasione delle feste in cui ci si ritrova

un pò tutti, volenti o no.

Mi piacerebbe che fosse pubblicato.....

Silvana1.ge    

W  IL  NATALE  ???

Le feste natalizie si avvicinano e tutti vorremmo che il pranzo di Natale fosse un'occasione gioiosa per incontrare genitori, figli, fratelli, cognati, consuoceri e celebrare tutti insieme  il rito della famiglia perfetta. I rituali sono infatti importanti perché danno l'idea dell'appartenenza ad un gruppo. Forse però può essere più realistica la domanda riportata in uno spot commerciale che chiede: “Siete pronti all'invasione dei parenti?” C'è in tutti il desiderio di amore, serenità, però dobbiamo sempre fare i conti con le emozioni. Può capitare che le festività diventino l'occasione per far riemergere, anche involontariamente, piccole ferite antiche, malumori che pensavamo di aver dimenticato, che invece sono lì…. pronti a riemergere. La rete dei legami familiari è invisibile ma molto presente: ci può soffocare quando, ad esempio, ci riesce difficile confrontarci con i parenti. La cicatrizzazione delle ferite affettive che tendono a cronicizzarsi però è possibile. Per sanare antichi debiti, dobbiamo avere il coraggio di trovare i nodi irrisolti e scioglierli. Anche in assenza di gravi conflitti, spesso fiumi di rancore scorrono sotterranei e rendono  complicati i rapporti. Il sistema famiglia è  infatti terribilmente complesso, governato da equilibri invisibili e mosso da emozioni e motivazioni che sfuggono alla ragione, supportati da sentimenti contradditori. Un passo faticoso ma necessario per lo scioglimento dei nodi, è quello di accettare l'idea della propria corresponsabilità. Ci vuole però consapevolezza di come noi ci poniamo rispetto agli altri componenti della famiglia. Potremmo scoprire di essere sgradevoli, polemici, ipercritici proprio perché siamo preda delle nostre emozioni, poco riflessivi, concentrati su di noi. Cercare il confronto pacato, usando tutta la nostra saggezza, le nostre risorse interiori, partendo magari da una costruttiva autocritica, può essere utile. Gli equilibri cambiano nel momento in cui si cominciano a mettere in discussione le apparenze. Per uscire dalla cristallizzazione dei comportamenti, certe cose bisogna dirsele: può essere duro spezzare un equilibrio mettendo qualcosa in discussione,  ma  non c'è niente di male a litigare, anzi, dalla lite si può ripartire con un equilibrio familiare più autentico, soprattutto più stabile perché c'è stato un momento importante di confronto e chiarimento. Certo, ci sono parenti che non abbiamo scelto, che però dobbiamo integrare. Persone con una loro storia, un sistema di valori che può essere diverso dal nostro: il conflitto è sempre latente. Può esserci in noi la tentazione di far sempre prevalere la nostra cultura, il nostro sistema di vita, invece è utile fare un passo indietro, rispettare gli altri con le loro idee diverse dalla nostre, non esasperare il confronto su scale di valori contrastanti. Anche se ci dovessimo sentire degli “alieni” paracadutati in un gruppo familiare che non ha niente in comune con noi, non dobbiamo mai rinunciare all'idea che il confronto con il diverso da noi ci apre orizzonti di conoscenza che portano arricchimento. Alle volte è la paura (di non essere capiti, di essere giudicati) che inquina i rapporti. Spezzare il circolo delle nostre paure potrebbe significare una migliore disposizione nei confronti dei familiari, ci potrebbe aiutare ad essere meno rigidi, meno giudicanti, più tolleranti a “digerire” ciò che non ci piace. Assodato il fatto che non dobbiamo cambiare per compiacere gli altri, potremmo provare a modificare il nostro punto di vista: non partire dalla loro estraneità, ma osservare le loro diversità, individuare gli elementi comuni per costruire un campo neutro in cui sia più difficile entrare in conflitto. L’obiettivo dovrebbe essere quello di trovare la giusta sintonia, l’accordo affettuoso. Una famiglia in  cui ci si guarda con rispetto  ci regala momenti di autentica gioia, di calore umano, ci garantisce una coesione affettiva necessaria al nostro equilibrio interiore. Non dimentichiamo infine  che la famiglia è una palestra di apprendimento per la costruzione di tutti i nostri rapporti sociali. La chiusura mentale in famiglia può significare analoga chiusura fuori di casa, dove l’incontro  con etnie differenti, può risultare tanto più faticoso quanto più la nostra  mente non è pronta ad inglobare le differenze, ad elaborarne l’impatto emotivo. Il pregiudizio trova in queste difficoltà un terreno molto fertile. Costruire rapporti sociali accettabili, a partire da noi, è una impresa difficile, non impossibile… Auguro a tutti un Natale veramente sereno!

Silvana