La finanza internazionale è innocente ??

 

La finanza internazionale è innocente

E’ un articolo scritto da Gianni Pardo  sul giornale web “Il legno storto” dell’11 dicembre 2011.

A me piace perché fa ragionare ed è per questo che lo sottopongo alla vostra attenzione.

 

Vi trascrivo l’articolo:

 

“Come mai “i mercati”, come si dice, hanno tanto potere? Come mai la finanza internazionale può mettere in pericolo la sopravvivenza economica delle nazioni? Come mai il problema della moneta, per esempio in Grecia, sembra avere più peso della volontà del Parlamento?

Questi interrogativi  hanno spinto parecchi a pensare che non sono i governi che guidano realmente i Paesi ma le forze della finanza internazionale. Potenze oscure, malvagie. Plutocrati che pensano solo a guadagnare sul disastro, a costo di rovinare interi popoli. Ma questa è una visione ingenua e vagamente infantile. Chiariamo la realtà con una parabola. 

 

C’era un marchese che viveva in un bel castello insieme con la famiglia. La moglie, un’ex modella, amava i bei vestiti e andava a Londra per un concerto rock o a Montreal per una mostra di pittura. I tre figli non erano da meno e la servitù, tanto lautamente pagata da essere invidiata da tutto il contado, non comprendeva meno di quaranta persone. Purtroppo, benché il patrimonio fosse ingente, le spese superavano le entrate. Il marchese da prima cominciò col pagare in ritardo i fornitori e gli stipendi dei dipendenti, poi prese a far debiti, rilasciando cambiali alle banche e, poiché alla scadenza non era in grado di pagarle, rilasciava nuove cambiali con l’ammontare maggiorato. Andò avanti così per parecchio tempo finché le banche cominciarono ad allarmarsi. Ormai il marchese doveva tanto denaro a tanta gente che era meglio per tutti che non fallisse. Gli istituti di credito però pretesero garanzie reali e il marchese offrì in pegno quadri e tappeti. Poi si passò ad un’ipoteca sulla casa e infine ad un’ipoteca su tutti i feudi. I debiti continuavano ad aumentare e le banche avrebbero preferito vedersi rimborsare il denaro piuttosto che avere nuovi titoli di credito: ma il marchese non aveva un soldo e, per convincerle a fargli ancora credito, da un lato ventilava il proprio fallimento, dall’altro offriva interessi più alti. I quali interessi aumentavano il suo debito complessivo, rendendo ancora più improbabile che il capitale fosse restituito.

 

Il nobile, pur vivendo nel suo castello, pur essendo il proprietario dei feudi, in realtà non possedeva più niente. I creditori potevano disonorarlo da un giorno all’altro facendolo fallire, potevano buttarlo fuori dalla sua stessa casa, lui e tutta la sua famiglia, mentre i servitori, che gli avevano fatto credito, erano pronti a passare alle vie di fatto.

 

A questo punto Papandreou, pardon, il marchese si mise a promettere che avrebbe assolutamente cambiato modello di vita. Purché non lo mettessero sul lastrico, purché gli dessero ancora denaro almeno per pagare la servitù e il cibo della sua famiglia, si impegnava a dimezzare le spese, razionalizzare l’amministrazione, sorvegliare meglio la produzione delle campagne, insomma far sì che la famiglia guadagnasse più di quanto spendeva. E un giorno avrebbe rimborsato banche e servitori. Accettò perfino che ci fossero degli incaricati dei creditori all’interno del castello per sorvegliare che quelle promesse fossero mantenute.

 

Ora ci si può chiedere: erano le banche e i dipendenti ad essere cattivi, o era il marchese e tutta la sua famiglia che si erano permessi assurdi lussi a spese degli altri? Sono colpevoli i creditori della Grecia e dell’Italia, se trepidano temendo di perdere i soldi che hanno prestato, o sono questi Paesi che rischiano di divenire i truffatori dell’Europa e dei loro stessi cittadini che hanno avuto fiducia nello Stato?

 

Fra l’altro questa truffa non sarebbe affatto indolore, come pensano quelli che dicono: l’Italia non paghi e gli altri si attacchino al tram. Non solo perché i principali creditori sono gli stessi risparmiatori italiani, ma perché le conseguenze del fallimento sarebbero drammatiche: per anni inflazione a carico dei ceti più deboli, fallimenti delle imprese, disoccupazione, abbassamento del livello di vita, vertiginoso aumento del costo dei beni importati, assoluta assenza di investimenti stranieri, disonore che si ripercuoterebbe per molti decenni non sul blasone in sala da pranzo ma sull’economia dell’intero Paese. Se il governo greco ha sfidato la rivoluzione non è stato per non deludere le banche francesi, ma perché il costo di un default sarebbe più tragico di quello che la gente vive oggi. Anche se attualmente è tanto esasperata che ammazzerebbe volentieri i ministri.

 

Non è la finanza internazionale, la colpevole della situazione. Nessuno insegue nessuno pregandolo di accettare un prestito. Chi contrae un prestito e poi non è in grado di rimborsarlo è l’unico colpevole dei guai in cui può trovarsi.”.

 

Questo è l’articolo. Intendiamoci, quando si passa dal racconto ai fatti concreti non tutto è così facile come viene dipinto. Ma la semplicità serve a spiegare bene il debito. Quando, poi, si passa dal “rientro del debito” ai tempi e ai modi del “rientro” c’è da discutere ancora. Ma mi sembra inutile che ci addentriamo ora. Vi aspetto al dialogo. Volete?

 

Lorenzo.rm

   

     


COMMENTI

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  1. il 13 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Queste vacanze di Natale saranno molto diverse dalle solite, se non altro per le discussioni, le polemiche, ecc. che sono connesse alle decisioni assunte dal governo tecnico del Prof. Monti che ha sostituito quello di Berlusconi. Mi auguro, ci auguriamo, che il dialogo sia serrato anche fra noi eldyani.

  2. il 13 dicembre, 2011 giosue.vi dice:

    x me l’italia è in amministrazione controllata,i tecnici che si sono messi a comandarcisono tutti banchieri FALLITI che sono li x recuperare il danno fatto alle banche ,cercano solo di recuperare credito dallo stato poi mandano tutto all’aria ,io non ho fiducia di questa gentalia

  3. il 13 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Giosué, i tuoi dubbi sono anche di tante persone. L’articolo afferma che la finanza internazionale è innocente, ma si tratta di una innocenza particolare. Nessuna istituzione finanziaria vuole di proposito mandare all’aria un’impresa debitrice, o addirittura un sistema. Il fatto è che, comunque, la finanza non fa beneficenza e vale quello che tu dici: in caso di difficoltà i creditori cercano di salvare il salvabile o, addirittura, di accrescere il loro credito. Ripeto, la finanza non fa beneficenza.

  4. il 13 dicembre, 2011 giosue.vi dice:

    lorenzo dobbiamo stare attenti hai nostri riparmi ,,questi sono avvoltoi ciao lorenzo

  5. il 13 dicembre, 2011 franco muzzioli dice:

    Nei tempi passati i debiti nazionali venivano risolti in modo più radicale, Filippo “il bello” re di Francia ,indebitatissimo coi Templari, che cosa fece? Li accusò di eresia, sodomia ed assassinio e li mise tutti al rogo estinguendo ipso facto tutti i debiti.
    Chi mettiamo ora al rogo…forse le banche..ma hanno anche i nostri risparmi…poi la colpa non è solo loro , ma di tutti…chi ha speso più del dovuto indebitandosi, chi fa politiche scorrette e non egualitarie, chi specula, chi fa usura legalizzata, chi froda, chi evade…allora mettiamo l’animo in pace stringiamo la cinghia , incrociamo le dita e……speriamo.

  6. il 13 dicembre, 2011 anna dice:

    caro Franco la cinghia la deve tirare chi ha sbagliato e continua a sbagliare,non i poveri dipendenti oppure i pensionati, la legge deve essere uguale per tutti, oppure vige la legge del taglione.

  7. il 13 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Eh sì, Giosué, che dobbiamo stare attenti ai risparmi. Tutto potrebbe essere considerato “patrimonio” e, quindi, tassato.

  8. il 13 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Franco, grazie. Ne hai messa di carne al fuoco, pur in un commento sintetico. Vedi, io non riesco ancora a capire le ragioni di questa crisi. Che sia un portato del mondo economico-finanziario, non ho dubbi. Che qualcuno degli stati interessati non abbia le carte completamente in regola, può essere. Ma che la ricetta sia unica per tutte le manifestazioni della “cosiddetta” (la chiamo cosiddetta, come vedi) crisi, non mi va proprio giù. E che ci si debba adeguare a decisioni assunte da paesi cosiddetti (sempre cosiddetti come vedi) più forti e virtuosi dell’Italia non mi piace per niente. La verità, forse, è che il capitalismo, nelle sue forme finanziarie-monetarie, si sta avvitando su se stesso e chissà quali guai potrà combinare.

  9. il 13 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    E quindi, in definitiva, penso che abbia ragione Anna. Dovrebbe in primo luogo pagare chi sbaglia e specula, non tutti, con la motivazione che i grandi numeri permettono risultati e i piccoli numeri no. E non mi va neppure la fretta eccessiva, il “si salvi chi può”, “il decreto salva Italia”. Intanto si dovrebbe partire dal contenimento dei costi e non dalla tassazione dei cespiti. E poi, l’armonizzazione fiscale, se di armonizzazione si tratta e non di imposizione, dovrebbe essere concertata e non prescritta da chi si ritiene più forte ed importante.

  10. il 14 dicembre, 2011 Nembo dice:

    Lorenzo, i tuoi articoli toccano sempre i nostri cuori, ma sono sempre di attualità facendoci ragionare, riflettere esternando la propria rabbia. La finanza internazionale può mettere in pericolo e lo ha dimostrato la sopravvivenza economica di tutte le nazioni, la stessa è comandata da potenze oscure, malvagie, ovvero un insieme di corrotti e infami che pensano solo a fare i propri interessi in soldoni sui disastri che loro stessi hanno creato. La finanza internazionale ha una dimensione competitiva su tutto e con la sua diffusione crescente di strategie sui mercati esteri volendo in poche ore può squilibrare tutto, la stessa può destabilizzare un intero paese, cioè, avendo solo scopi chiaramente individuali.
    Ritornando al nostro paese, che ha un pil più antico del mondo, che ormai siamo in mutande, (l’altra volta avevo scritto in pantaloni corti)che il nostro paese viene attaccato, perché la sua classe dirigente, di destra, centro sinistra, centristi, hanno dimostrato di non intendere minimamente quale sia stata la posta in gioco, poiché tutti per anni erano impegnati in basse lotte di potere, nella difesa di interessi personalistici e nella copertura di vaste reti di interessi di corruzione che ora piano piano vengono scoperti, ora invece abbiamo con i professori al potere (cerchia ristrettissima èlite di signori) che dispongono di strumenti ideali di controllo, per fare piangere milioni di operai, pensionati, disoccupati, cassintegrati ecc.., approntando la ormai famigerata manovra, (la quinta nel 2011) che, ci ha depredato, in compenso nulla a loro è stato tolto, anzi, il governo ha deciso di togliere dal decreto la norma che tagliava le identità a deputati e senatori, motivandolo che siano le camere a legiferare la materia, mi domando chi si assume le iniziative idonee per fare questo. Le tassazioni degli immobili –nn di culto-di proprietà delle chiese, dei sindacati, norme sulle tv locali, e altri ancora nulla, non esiste alcuna norma in merito, e questi professori dovevano salvarci…gli stessi, massoni o doppiogiochisti con le loro idee spalleggiati da alcuni partiti fanno solo guadagnare le banche a danno dell’economia reale, se fossi io il direttore della Bocconi non sarei molto contento della pubblicità che mi stanno facendo, dove è l’equità sociale e la crescita del lavoro di questo -governo tecnico- risoluzione del tutto negativa, per me detestabile dal punto di vista democratico-elettorale. In Italia la previdenza sociale e vecchiaia o cassa nazionale degli operai così chiamata nasce nel 1898, con obbligo di iscrizione nel 1919 che cambia ancora nome e ancora con modifiche nel 1934, indico queste date per dire come provocazione che in quel periodo di -totalitarismo imperfetto- ci ha dato la “pensione” in regime di democrazia ci tolgono la pensione. Finanza internazionale o meglio mala finanza che nasce per eventi storici remoti, già ampiamente discussi nel blog del bosco, fino ad arrivare ai giorni nostri con il nostro stile di vita e il liberalcapitalismo occidentale si sono imposti con queste ripercussioni che tutti noi sappiamo, il sistema mondiale finanziario ci ha seppellito, questa finanza decide tutto senza rispondere a nulla e a nessuno se non a se stessi, mettiamoci dentro pure la UE, la cui stessa esistenza e decisioni sono sottratte a volte al voto parlamentare o consultazioni, salvo venire convalidate a giochi fatti. La Consob, figlia della Seac Americana, anziché curarsi de tutelare il risparmio pensano a curare gli interessi dei potenti che li hanno nominati, questo è solo un esempio della finanza corrotta che comanda. Che dire…viviamo nella speranza di vedere nuove classi dirigenziali delinearsi all’orrizonte. Speriamo che babbo natale porti più intelligenza meno arroganza ai nostri politici, che gli stessi la smettono di offendere la nostra intelligenza.
    Un saluto a tutti per un sereno S. Natale.

  11. il 14 dicembre, 2011 lieve dice:

    Non se ne viene a capo… lorè,è un enorme gatto che si morde la coda, troppi interessi, da parte di tutti,le colpe sono molteplici,sia all’interno che all’esterno del nostro paese, non tutte della stessa misura, ma tutte dettate dall’ingordigia.La colpa maggiore a mio parere ce l’ha chi ci si tuffa per accaparrarsi la propria parte,quindi tutti…
    Che Dio ce la mandi buona!

  12. il 14 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Sì, Nembo, che sia sereno il Natale per tutti noi, anche se siamo molto arrabbiati. D’altra parte, c’è poco da essere allegri, come giustamente fai rilevare tu, dati alla mano. In questo mondo, come ben sappiamo, la maggior parte delle azioni si fanno per interesse ed è tutto molto complicato, anche quella che potrebbe sembrare la più facile delle azioni. Le finanziarie, i decreti, si susseguono e non sembra mai esserci un’azione conclusiva. In fase di diagnosi sembrano essere tutti d’accordo, in fase di prognosi ognuno pensa per sé. Secondo il mio parere, e l’ho detto varie volte, questo dovrebbe essere il momento di un sano patriottismo e di azioni “giuste”. Di nuove istituzioni. Di tagli di spese inutili. Di nuove norme sul piano internazionale. E, buoni ultimi, di sacrifici. E invece si parte proprio dai sacrifici, mentre si presentano assai sfumate tutte le altre azioni. Speriamo, Nembo, che Chi sta lassù ci dia una mano, in particolare, dandoci un animo sereno.

  13. il 14 dicembre, 2011 giuseppe dice:

    Personalmente ho un sospetto (molto concreto in verità) che è questo: i soldi che ci danno sotto la voce stipendio, pensione e qualsiasi altra forma, in realtà non sono nostri ma ce li lasciano in prestito perciò spendiamoli il più velocemente possibile, prima che ce li riportino via.

  14. il 14 dicembre, 2011 lieve dice:

    E’ quello che ho sempre pensato anche io , Giuseppe,in realtà è una progrannazione concertata tra la politica e sindacati per lasciarti sopravvivere, e ti fanno pure credere che paghi le tasse,già calcolate alla base…Se sei bravo a sopravvivere e riesci anche a metterti da parte un gruzzoletto x la vecchiaia, te li fregano, con i sistemi che oggi sono quelli che vediamo….

  15. il 14 dicembre, 2011 lieve dice:

    Spenditeli Giuseppe e goditi un Buon Natale!!!!

  16. il 14 dicembre, 2011 lieve dice:

    Hai visto che bella foto di gruppo??
    Quelli sò altri magnoni che devi sfamare… E loro non si accontentano de du spaghi ojo e aijo….

  17. il 14 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Grazie a Lieve e Giuseppe per i loro contributi al dialogo. Le accuse contro le “caste” di vario tipo si sprecano oggi. Ma il problema non è quello di farsi tanti nemici. Il problema, scusate il bisticcio, è risolvere i problemi. Parlo un attimo del decreto e dico che non l’avrei chiamato “salva Italia”, anche perché non c’era da salvarla. Il decreto è nato su richiesta della UE per rientrare dal debito. Punto. Poi si sono inserite altre problematiche, che hanno ampliato e complicato il quadro. Se lo si vede, quindi, in termini più ampi per aggiustare, con l’occasione, le cose che non vanno nel nostro Paese, allora si doveva partire dai problemi, decidere, e quindi proporre le soluzioni più acconce. Purtroppo nella mia vita professionale ho operato partendo sempre dai programmi; ecco perché questo modo di procedere mi sembra atipico. Che, comunque, dobbiamo sperare in meglio è pacifico. Speriamo, speriamo. Anche Monti passerà.

  18. il 14 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Una provocazione voglio fare sull’Europa. Ma chi dice che la permanenza in Europa, e la stessa sopravvivenza dell’Europa, siano le cose migliori per il mondo? Il mondo va avanti comunque e l’Europa dei paesi ricchi, come l’Italia, non risolve i problemi dei paesi più poveri, non diffonde lo sviluppo ed è piena di contraddizioni al suo stesso interno. In più, ha una moneta non sostenuta da una banca centrale. Non sarebbe meglio ripensarla e continuare con strutture più adatte? Per esempio, attraverso l’unione o la collaborazione con paesi extra europei?

  19. il 14 dicembre, 2011 nikodireggio dice:

    buongiorno chi ha le spalle coperte si lamenta e chi la coperta non cè l’ha cosa deve dire? ALLA FINE TANTI BLA BLA ………ma tutto si vive in modo individuale………..la crisi la doivrebbero pagare chi ha sempre scialato………..io vivo già con difficoltà chissà adesso……di risparmi zero una famiglia a monoreddito vive alla giornata deve svangare
    comunque pagano sempre gli stessi……….no al governo di prima no a questo governo di fantocci. non cè dignità per quelli che lavorano onestamente………

  20. il 14 dicembre, 2011 giuseppe dice:

    Si, tutti andiamo a spendere i soldi che ci danno ma mentre spendiamo ci rendiamo conto che quelli che abbiamo in mano non bastano neppure per l’essenziale e allora che fare? Accumuli altri debiti, come hanno fatto loro. Poiché anche le Banche sono indebitate perché in effetti lavorano con i soldi che, in teoria dovrebbero essere nostri, allora mi domando ma i soldi dove sono? E` tutto un giro di debiti ed il più ricco e colui che ha più debiti. Misteri dell’alta finanza, mi rifiuto di cercare di capire e cerco di sopravvivere.

  21. il 14 dicembre, 2011 lieve dice:

    Si va alla Caritas , Giuseppe….Niko….. Ci vedremo tutti lì, a fare la fila….

  22. il 14 dicembre, 2011 lieve dice:

    Con chi lorè?? Chi ci fila? chi può accollarsi un paese tanto ricco , ma pieno di debiti??La cina? , l’america?? chi altri? lorè??
    A me nn è mai andata giù sta cosa di fare l’ammucchiata con gli altri europei… siamo troppo diversi, ed ognuno ha le proprie necessità.
    e poi noi abbiamo un apparato di sanguisughe da mantenere che ci costa un sacco… chi se li ingoia???

  23. il 14 dicembre, 2011 lieve dice:

    Monti deve andare a scalare i suoi monti, lorè, sedersi in cattedra, e spiegare la teoria, perchè di pratica zero…
    Io credo che la sua governante,(o chi per lei fa i conti della spesa) ci sarebbe arrivata meglio a capire che le spese superflue ed esagerate, sono le prime che devono essere eliminate,che se ci sono più appartamenti che non danno reddito,si vendono, e che le vacche puoi anche spremerle, ma più di tanto latte non ne danno… le fai schiattà….
    E’ comodo signor professore,succhiare latte finchè ce n’è… ma domani?? che fai? te magni le bistecche? e poi?? ossa? so dure quelle… ma che lo dico a fa….tanto domani tu non ci sarai , signor professore tu mangerai bistecche senz’osso, e berrai latte d’asina…caro ed equo signor so tutto io….

  24. il 14 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Nicoletta, hai tutta la mia solidarietà. Questa crisi è oscura, e se è vero che l’occasione è anche buona per dare una ramazzata alle cose che non vanno, tuttavia si sono toccati i soliti noti, cioé quelli che non possono sfuggire, mentre continuano a non essere realizzate le riforme dei centri di costo, dove ci sarebbe da risparmiare aggiustando.

  25. il 14 dicembre, 2011 nico dice:

    D’accordo su tutto ragazzi e ragazze,una calorosa stretta di mano a tutti.Poi vi dirò quello che hò notato mancare a questi signori(si fa per dire),specie quelli “adulti”che si nascondono dietro uno scudo con simbolo che dovrebbe assere sacro, dimentichi dell’insegnamento di COLUI che per questo è stato inchiodato su quei legni.Questo è il pensiero che mi viene guardandomi attorno.salve a tutti.

  26. il 14 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Sì, Giuseppe, i debiti chiamano debiti. E c’è poco da capire i tecnicismi, o, come meglio li chiamano, le tecnalità. Tutta questa storia è nata da precise richieste di Francia e Germania e ora le richieste si sono ampliate sicché il debito dello stato da ripianare è diventato ulteriore debito a carico dei cittadini attraverso le imposte. Con l’aggravante che con i buoni del tesoro i cittadini sono comunque creditori, anche se di soldi che si deprezzano. Con le imposte non hanno nulla a pretendere.

  27. il 14 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Lieve, sei decisamente pessimista. Ma nessuno si dovrebbe accollare l’Italia. Dovremmo semplicemente ridurre i costi e non aumentare le tasse. Sembra facile ma non lo è. Sembra urgente ma non è possibile se non con ferite mortali al sistema.

  28. il 14 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    E, quanto al Professore, Lieve, è stato pagato comunque in anticipo con l’immeritata nomina a senatore a vita e con l’invenzione di un governo apposito che, se doveva soltanto fare un programma di contenimento del debito, poteva anche essere sopportato, ma che, se deve fare riforme, non ha titoli democratici. Comunque, sono mie idee, naturalmente. Ognuno può pensarla legittimamente in altro modo.

  29. il 14 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Un’altra cosa mi viene in mente. Si dice che i saldi del decreto non possono essere toccati. Ma chi stabilisce se i saldi sono opportuni, in quantità e qualità? Dalle mie parti si direbbe che siamo alle prese con una vera e propria opera dei pupi.

  30. il 14 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Nico, se dovessimo davvero ispirarci a Cristo in croce, credenti e non credenti, non ci troveremmo certamente di fronte a questi problemi. Ma c’è un’aria di disimpegno, di noncuranza che fa pensare. Ci stanno a salvare e non l’abbiamo capito.

  31. il 14 dicembre, 2011 silvana1.ge dice:

    Ci tocca vivere in balia degli “incantatori di serpenti”: il precedente ci parlava di un paese dei balocchi che non c’è, quest’ultimo ci mette di fronte al baratro su cui stiamo ballando approntando la ricetta “miracolosa”…mentre i pesi sulle nostre spalle aumentano. Tasse e ancora tasse. Tutti temiamo fortemente un default che sarebbe una tragedia proiettata anche sulle generazioni future, tuttavia il fatto che non vi sia l’equità sperata in questa manovra, sommata a tutte le variabili finanziarie internazionali che gettano pesanti ombre sui paesi fragili come il nostro, non ci consente di esprimere fiducia piena e nemmeno un pò di ottimismo. Mi domando però: Se queste misure drastiche erano così urgenti e indispensabili, perchè non sono state decise prima? Immagino per i soliti motivi elettorali perchè sono misure scomode fortemente penalizzanti per qualsiasi schieramento politico che le proponga. Allora se erano urgenti, ma sono state disattese a lungo, ci potremmo fidare di politici (di qualunque colore politico) che non sappiano assumersi l’onere di un progetto politico serio, strutturale? Se la risposta è NO, allora quale altra alternativa ci potrebbe essere? Teoricamente la risposta utopistica potrebbe essere: forgiare una nuova classe politica non corrotta, non corruttibile, preparatissima che sappia sanare il sistema paese interamente. Per attuare questo, penso però che ci voglia molto, molto tempo e per l’Italia invece il tempo è scaduto. Ritornando all’esistente, non ci resta che pagare, sognando un paese che non c’è o forse sperare almeno che i sacrifici che stiamo affrontando non siano del tutto inutili.Per il resto…incrociamo le dita…

  32. il 15 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Grazie, Silvana, del tuo pacato ed intelligente intervento. L’articolo di partenza era incentrato sulle responsabilità (eventuali) delle istituzioni finanziarie, rilevando che non c’erano. A ognuno il suo, dunque. Siamo arrivati alle responsabilità vere, dunque, quelle politiche nostre. Se l’abnorme incremento del debito, ci dicono, è stato determinato dall’abnorme incremento delle spese, occorrerebbe diminuire le spese per giungere ad un equilibrio. Ma, c’è un piccolo ma: per chi ha comprato titoli pubblici, l’inganno è fatale. Si aspettava un guadagno, seppur piccolo, e si trova senza guadagno e con nuove imposte e tasse. Con un persistente punto interrogativo in merito a mercati finanziari non cristallini e a manovre ulteriori doi contenimento del debito.Pagheremo, certo, non possiamo esimerci. Ma siamo scontenti, e questo non può negarcelo nessuno. tanto più quando il risanamento si sarebbe potuto ottenere in altro modo.

  33. il 15 dicembre, 2011 lieve dice:

    esatto ,Lorè, in alro modo , RIDUCENDO I COSTI !! ed è quello che ci aspettavamo dall’illustre professor Monti, io mi fregavo già le mani pensando.”Mo ve mette a posto,razza di sanguisughe” …. e invece ha messo a posto me , te e tutti gli italiani, i soliti noti, perchè cercare gli ignoti ce vole tempo…. siamo con le spalle al muro, lorè ciononostante ne prendiamo ogni giorno…(legnate)….

  34. il 15 dicembre, 2011 giosue.vi dice:

    buttiamo fuori questi governanti che ci hanno portato al lastrico ,,e siamo appena algli inizi,il bello deve ancora avvenire ,aspettiamo ..loro prendono piu’ in un giorno che noi in un mese , se ci fossimo noi faremo le stesse cose che fanno loro per le nostre tasche,

  35. il 15 dicembre, 2011 anna dice:

    Lo sceriffo di Nottingham ci ha sistemato per le feste, e solamente oggi è emerso da studi statistici di Confindustria che l’Italia è in piena recessione.
    Complimenti alle nostre sangiusughe che tempismo nel fare il manovrone.
    Come faremo a pagare è un mistero? se non si lavora, rimandiamo tutto al mittente????????

  36. il 15 dicembre, 2011 giosue.vi dice:

    x il sig. berlusconi i conti dell’italia erano a posto.::::x le sue tasche,

  37. il 15 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Lieve, effettivamente l’impostazione del decreto contiene sorprese inaspettate, ma sono altri a farci l’esame. In altre condizioni ed in altri tempi il debito pubblico, per quanto alto fosse, non aveva connotazioni così negative e veniva considerato indispensabile per forzare gli investimenti. E, quanto agli assetti del bilancio degli enti pubblici, non so se vi ricordate quanti complimenti venivano rivolti agli assessori al bilancio di comuni, provincie e regioni per le loro misure di “finanza creativa”, che significava impieghi in titoli più remunerativi della semplice tenuta in cassa a disposizione. Evidentemente i tempi sono cambiati.

  38. il 15 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Giosué, calmati, i governanti si buttano fuori democraticamente togliendo loro il consenso mediante le elezioni. E dispiace che il Presidente della Repubblica abbia usato una scorciatoia per insediare un presidente del consiglio, nominato peraltro senatore a vita, per decantare la situazione politica senza elezioni, ed un governo di tecnici, tenendo al loro posto le camere. Ciò ha comportato indubbiamente un aumento dei costi istituzionali (mentre si sarebbe dovuto ridurli).

  39. il 15 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Eh sì, Anna, è questo il pericolo: che, mediante l’accresciuta tassazione, si aumentino gli effetti della recessione in atto. Ad onor del vero, vengono preannunciate anche azioni di rilancio dell’economia. Vedremo.

  40. il 15 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Vedi, Giosué, rispondo al tuo ultimo commento, non so più nulla sui reali conti dell’Italia, a questo punto. Può darsi che gli esaminatori si siano incattiviti o che i governanti di una volta fossero troppo ottimisti. Il bicchiere si può vedere mezzo pieno o mezzo vuoto e io, ripeto, non ci capisco più niente.

  41. il 15 dicembre, 2011 giosue.vi dice:

    lorenzo a parole hai ragione tu,ma con i fatti danno ragione a me.

  42. il 16 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Sei comunque un caro amico, Giosué.

  43. il 16 dicembre, 2011 giosue.vi dice:

    lorenzo scusami ,ma io quello che devo dire lo dico ciao

  44. il 16 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    E fai bene, Giosué, questo è un posto per parlare fra amici, non uno in cui ognuno dice la sua e scompare. Mi dispiace anche che c’è qualcuno che non ha ancora capito e non viene.

  45. il 18 dicembre, 2011 giosue.vi dice:

    lorenzo riprova fra 6 mesi a ripetere questo articolo di economia è vediamo cosa cambia,,????? ciao grazie.

  46. il 19 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Non cambierà molto. Vogliamo scommettere?

  47. il 20 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Tante grazie, Riccardo, degli auguri, che ricambio di tutto cuore assieme agli altri amici della redazione. Io penso che il vero dramma, oltre a quello delle misure eventualmente sbagliate, sia la permanenza del ghetto Europa, formato da paesi ricchi sulla carta ma dai piedi d’argilla in quanto esposti a tutte le intemperie della finanza mondiale. Per risolvere i problemi di questi paesi “ricchi” altro che misure sul bilancio ci vorrebbero. Abbiamo dimostrato, come Europa, che il nostro sviluppo non si diffonde e che siamo pieni di problemi, attuali e, presumibilmente, futuri. Mentre ci sono paesi, poveri sulla carta, che crescono in maniera esponenziale lottando seriamente e concretamente.

  48. il 21 dicembre, 2011 lieve dice:

    Non ho capito Lorè,ma allora che significa? Che ai paesi “ricchi nella carta” nun je po fregà de meno dell’Europa?
    e che alla fine , quando saremo diventati come i paesi “poveri sulla carta” ci daremo da fare x svilupparci?
    Se è così non mancherà molto… ormai siamo alla frutta….

    Riccardo 2.co, se mi annoveri fra gli amici di bosco ti ringrazio degli auguri e te ne porgo altrettanti!

  49. il 21 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Lieve, voglio dire che non si può più dare per scontato, in considerazione delle crisi ricorrenti, che i paesi più ricchi siano capaci di diffondere il loro sviluppo. e che è invece molto probabile che i paesi ex poveri si sviluppino talmente da mettere in crisi i paesi ricchi. Quindi, tutte queste diatribe sui bilanci, debiti pubblici, regole, salvezza dell’Italia e dell’euro mi fanno un po’ ridere. Ma sono opinioni personali, naturalmente.

  50. il 22 dicembre, 2011 lieve dice:

    …… e famose du risate…. Lorè… non ci resta che ridere,(per non copiare Benigni e Troisi)

  51. il 22 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Sì, Lieve, il riso fa buon sangue. D’altra parte, non conoscendo bene i segreti delle cose che ci avvengono intorno, correremmo il rischio di essere faziosi stupidi, parteggiando per questo o per quello senza capire.

  52. il 24 dicembre, 2011 lieve dice:

    Lorè, quanto hai ragione!!!
    Mo si sta parlando di tornare alla lira, chissà cosa c’è sotto…. Dopo averci spennati ben bene, in nome dell’europa, anzi,della germania,ci butteranno nella pentola e ci cuoceranno a fuoco lento?

  53. il 24 dicembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Beh, Lieve, l’idea di tornare alla lira è largamente minoritaria. E, per scongiurare tale ipotesi, si paventa il pericolo dell’inflazione a due cifre del passato. Tuttavia, in piena recessione come siamo, l’inflazione è da escludere a priori. Dunque si rimarrà nell’euro. Sono le condizioni per rimanerci che destano inquietudine. Le regole, si sa, le stanno facendo gli altri e noi le subiamo. E le speranze riposte in un governo dei tecnici, per ciò stesso sottratto, come doveva, ai giochi politici, stanno venendo meno. Oggi nasce il Bambino Gesù. Raccomandiamoci a Lui. Vuoi?

  54. il 25 dicembre, 2011 lieve dice:

    voglio , voglio , lorè….