Archive for novembre 20th, 2011

GIORNATA MODIALE DELL’INFANZIA !!

OGGI E' LA GIORNATA MONDIALE DELL'INFANZIA ....

NOI DEL BOSCO VOGLIAMO ESSERE

SOLIDALI CON QUESTA MANIFESTAZIONE ....

ASCOLTATE BENE QUESTO VIDEO

   

La domenica del Bosco

 

Per il relax della domenica ecco un altro piacevole raccontino. Ce lo ha mandato l'amico Cicco e molto volentieri lo presentiamo all'attenzione

dei lettori del Bosco.

LA FIORAIA ALL’ANGOLO DELLA  VIA

La figura di questa  donna mi è rimasta nella mente, nel periodo della mia infanzia trascorsa in Liguria, in un paesino nell’entroterra al confine con la Francia.

Penso  che si possa fare  un parallelo tra la situazione dell’immigrazione di un  tempo e il sistema dell’immigrazione attuale, che mette in luce tanta  tristezza, sia dal punto di vista dell’accettazione-integrazione, che come convivenza  sociale.

La donna, cioè la  fioraia, di quegli anni si può raffigurare come  una immigrata del  sud, che per dare da mangiare ai suoi figli aveva fatto la scelta di sacrificarsi in una terra ostile con pregiudizi ecc.

All’angolo della strada, proprio a due passi da casa mia, c’era sempre una vecchia  fioraia che  vendeva  bellissimi fiori con particolare garbo e gentilezza. Consigliava il meglio ad ognuno che le chiedeva fiori, e per noi, che li volevamo regalare alla  mamma, aveva sempre pronta una parola, e……. uno sconto speciale!

L’espressione della  fioraia era dolce, ma spesso triste, quasi nostalgica, e quando nessuno chiedeva la sua merce lei era  pensosa.

Che pensava l’anziana  fioraia? Certo, nelle rigide giornate invernali, col vento che la investiva e la raggelava, forse pensava alle calde stanze delle signore impellicciate che chiedevano alle sue ceste profumate ancora gioia per le loro belle case.

Ma  alla signora elegante, ne seguiva, un’altra, austera, dal volto triste e severo, e la fioraia credeva che forse le sue ceste profumate avrebbero dato modo ad una madre di fare qualcosa di tangibile, di umano, offrire ancora tenerezza al figlio perduto.

Le  venivano in mente i figlioli lontani, i nipotini che vivevano in povertà, lieti nella  casetta da cui essa era partita per venire in Liguria, nella grande città. Guardava le corolle dei garofani, delle rose, e ricordava  le piantagioni della sua bella riviera, il mare, il  cielo azzurro, e  sognava di poter tornare là con i suoi cari per godere la vista di quei fiori che erano, in questo luogo, tutto il suo avere.

Il suo avere in denaro! A questo pensiero le si stringeva il cuore il denaro era sempre poco, e a casa  erano tanti i nipotini che avevano bisogno del  pane! Bisogna vendere  tanti fiori!

“Comprate, belle signore, comprate! Portate la  gioia di questo gentile ornamento alle vostre belle case!”

La  sua  voce gentile si propagava nel quartiere ed i suoi occhi brillavano di speranza, una luce giovanile le ringiovaniva il volto al pensiero dei figli e dei nipoti che l’attendevano……

Non voleva altro, null’altro desiderava, poter vivere ancora un po’ la  vita  semplice e serena nella propria casa e vedere ancora, anche una sola volta, la fioritura della smagliante primavera della sua terra.                        Buona lettura a tutti

CICCO53

 

 

      Ringraziamo Cicco per l'ammirevole impegno e invitiamo gli altri amici a seguirne l'esempio, invitandoli ad inviare in redazione i lavori che ritengono di proporre per la pubblicazione.

        Per la gioia delle amiche che, in più occasioni, hanno espresso ammirazione per le composizioni dell'affezionato e stimato poeta Ottorino Mastino, proponiamo, oggi, questa sua ode alla vita:

LA VITA

La vita dell’uomo

è un grandioso dono.

La vita vola

tra tempeste, venti

e sole sereno.

La vita è una nuvola

leggera,

fuggente.

La vita

è un’ombra

tra singhiozzi

e baci.

La vita, è un nettare,

una malvasia generosa,

da saper gustare,

sorseggiare

piano piano.

La vita: è musica

soave, dolce, armoniosa.

La vita è fugace, godila,

afferrala

anche contro vento.

La vita val sempre

la pena

d’esser vissuta.

Ottorino Mastino

    .

Concludo con un aforisma che ho trovato leggendo qua e là:

Non andare dove il sentiero potrebbe condurti. Vai, invece, dove non c'è sentiero e lascia un segno. (Anonimo)

In fondo è ciò che già cerchiamo di fare nel Bosco dove ognuno è libero di tracciare il proprio sentiero e lasciare un segno del suo passare.

BUONA DOMENICA, cari amici, grazie per la vostra cortese attenzione.

Giuseppe3.CA