Testuggini Terrestri

Im Mondo degli Animali 1

Diamo il benvenuto ad un amico del Bosco, Luciano, fratello di Carlotta e amante degli animali, che ha voluto inviarci un suo contributo, molto apprezzato. Luciano possiede un allevamento di 190 Tartarughe, oltre a degli Scoiattoli e  un Riccio. Ci auguriamo di poterci avvalere, anche in seguito, della sua collaborazione. Molte persone possiedono Tartarughe: immagino che leggeranno volentieri l'articolo, apprendendo il modo migliore per il loro mantenimento. Intanto,  ringraziamo molto Luciano per questo suo scritto e le immagini, che vi proponiamo.

 

Testudo Graeca Ibera

Oggi vi voglio parlare di un animale di affezione, quasi al pari del cane o del gatto, ma molto più discreto e tranquillo, non fa rumore, non graffia, non strappa la stoffa del divano, non vi sveglia nel cuore della notte, non rosicchia tutto quello che trova, non bisogna portarlo fuori due o tre volte al giorno per i bisogni..., per 5/6 mesi all’anno va in letargo, insomma non vi complica la vita più di tanto: la Testuggine terrestre comunemente chiamata da tutti con il termine Tartaruga. Si tratta di un animale a rischio di estinzione e protetto dalla Convenzione di Washington. La legge ne vieta il prelievo in natura, l’acquisto e la vendita a meno che non sia fatta da soggetti autorizzati che devono rilasciare la documentazione prevista, l’obbligo di denuncia delle nascite in cattività, la denuncia del luogo di detenzione degli esemplari, ecc. In Italia vi sono ancora colonie selvatiche autoctone presenti in varie Regioni: Toscana, Sardegna, Sicilia, Puglia. Allevatori amatoriali si occupano di piccole colonie in cattività, provvedendo anche alla riproduzione degli esemplari. Numerosissime Testuggini sono invece presenti presso privati cittadini che le hanno “trovate” o che ne sono venuti in possesso “per eredità”, dato che si tratta di animali che non hanno difficoltà a vivere fino a 100 anni se allevati con cura. La maggior parte delle persone, purtroppo, è completamente all’oscuro perfino delle loro necessità alimentari, per cui spesso muoiono anzitempo per carenze di ogni tipo ed incidenti “domestici”.

INFORMAZIONI DI MASSIMA PER L'ALLEVAMENTO DELLE TESTUGGINI TERRESTRI.

Tutti gli animali necessitano di uno spazio all’aperto, per la Testuggine è fondamentale disporre di un giardino o uno spazio riservato di circa 8/10 mq. per ogni esemplare adulto. Per evitare fughe è meglio recintare con uno steccato, un muretto a secco o una rete fitta, parzialmente interrata e con i bordi rivolti verso l’interno.

  Recinto a steccato

La zona destinata allo scopo dovrà essere soleggiata almeno per qualche ora al giorno, questo permetterà loro di riscaldarsi ed all’organismo di provvedere al fissaggio del calcio nelle ossa e nella corazza mentre una casetta potrà ripararle dal troppo sole, dalla pioggia e fungerà da ricovero per la notte.

  Recinto muro a secco

    

 

Quasi tutti pensano che sia sufficiente alimentarle con qualche foglia di insalata, pomodori, o con gli scarti vegetali e non della cucina. Niente di più sbagli

Le Testuggini sono essenzialmente erbivore e necessitano prevalentemente di una alimentazione a base di erbe selvatiche (80/85%), quelle che abitualmente raccogliamo per cucinarle e mangiarle con la piadina vanno benissimo, ma anche il tarassaco, la malva, il trifoglio bianco o rosso, la piantaggine, ecc. Qualche foglia di insalata romana, radicchio rosso o cicoria che compriamo al supermercato possono essere somministrati come integrazione, ma va ricordato che non devono mai diventare la parte preponderante o sostitutiva delle erbe selvatiche.

Somministrazione pasto

Si può aggiungere un po’ di frutta (10/15%) due/tre volte la settimana: mela, pera, cocomero, melone avendo però cura di togliere il torsolo ed i semi. Gli alimenti che tassativamente non devono essere somministrati sono tutti quelli con cui empiricamente le Testuggini non possono cibarsi in natura quindi: carne cruda o cotta, pane, pasta, cibo per cani e gatti, crocchette, formaggi, ma anche banane, legumi (fagioli, piselli ecc.)

 

Abbeveratoio

 

Un sottovaso di grande diametro pieno di acqua pulita non deve mai mancare. In natura le Testuggini sono animali solitari e che solo in occasione di un incontro “fortunato” potranno accoppiarsi per poi riprendere ognuno la propria strada.

 

       Accoppiamento

 

L’accoppiamento può avvenire durante tutto l’arco di tempo in cui gli animali sono attivi, più o meno da aprile a settembre, ed è preceduto da un vero e proprio corteggiamento seppur condotto dal maschio con modalità piuttosto rudi ed aggressive. La femmina viene inseguita insistentemente, ripetuti morsi alle zampa posteriori ma anche alle anteriori ed alla testa la costringeranno ben presto a fermarsi cercando riparo contro una pietra, un tronco o semplicemente in un angolo del recinto. A questo punto il maschio le salirà sopra il carapace ed estroflettendo l’organo riproduttivo dalla base della coda la feconderà.

    Deposizione uova

                                                                                            

 

Data la occasionalità e difficoltà di potersi accoppiare tutti gli anni, la natura ha fornito le femmine di un organo particolare chiamato “spermateca” in cui il seme del maschio viene immagazzinato e conservato, così da permettere la deposizione di uova feconde anche per alcuni anni dopo l’ultimo accoppiamento Per quanto riguarda le Testuggini i genitori non provvedono alle cure parentali: il maschio se ne va dopo l’accoppiamento e la femmina appena le uova saranno mature scaverà una buca in cui deporle per poi andarsene anche lei.

 

Schiusa uova

                                                                                                    

Dopo circa tre mesi le uova si schiuderanno ed è vero che i piccoli alla nascita sono perfettamente autonomi ed in grado di alimentarsi da soli, ma in natura ben presto dovranno fare i conti con le possibilità di sopravvivenza.

Neonata

 

Il letargo invernale, che presiede all’equilibrio fisiologico delle Testuggini, manifesta la sua importanza influendo beneficamente sul processo metabolico, sullo stato di salute e sulla regolarizzazione del ciclo riproduttivo. Semplificando possiamo equiparare le nostre amiche a semplici batterie solari, che sono in grado di funzionare fino a che possono assorbire calore dal sole, ma che si spegneranno malinconicamente quando, in autunno, riprenderà la graduale riduzione del periodo di insolazione con conseguente calo della temperatura.

   

Interramento per letargo

A metà autunno, di norma, inizieranno ad alimentarsi sempre più raramente, fino a smettere del tutto, per prepararsi ad affrontare il letargo con l’intestino completamente svuotato.

Cercheranno un posto adatto a trascorrere il lungo sonno, generalmente interrandosi fino a scomparire, a volte rifugiandosi sotto un fitto cespuglio o anche in un anfratto. E buonanotte a tutti fino alla prossima primavera.

Riflessioni dell’autore: animali predatori, incendi, allagamenti ne fanno strage, ma questa è la natura. Non ha scuse l’uomo con il bracconaggio, i disboscamenti, i pesticidi, i mezzi agricoli, la cementificazione di aree fino a ieri protette ed altre amenità. Per questi animali, timidi, schivi, inermi, inoffensivi così come per tanti altri con le stesse difficoltà di sopravvivenza, pare non ci sia più posto nel mondo di oggi ed ancora meno in quello di domani. Ma …. un solo pensiero mi rincuora: esistevano sulla Terra 400 milioni di anni fa, quando l’uomo era ancora di là da venire. Penso proprio che ci saranno anche dopo che l’uomo avrà finito di autodistruggersi. Sarà la loro rivincita. 

                                                  

 


COMMENTI

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  1. il 27 settembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Un servizio stupendo, quello di Luciano, da conservare come un pezzo di scienza naturale. Di fronte alle sue 190 tartarughe mi sono sentito piccolo piccolo, io che ne ho appena 2 e non sono riuscito a dare loro una discendenza. Ma mi sembrano felici e vivono bene i loro 36 anni. Una coppietta deliziosa, maschio e femmina, che si fanno prendere e ti guardano con sguardo intelligente.

  2. il 27 settembre, 2011 lieve dice:

    Ma che bello! Interessantissimi e curiosi sti animali, viene voglia di allevarli.
    grazie Luciano! bell’articolo

  3. il 27 settembre, 2011 sandra vi dice:

    molto interessante questo articolo,a me piacciono moltoqueste bestiole,nn sono mai riuscita a tenerle .Im]n grecia dve vivo molti mesi da mia figlia ,ne troviamo con facilita.Mi piace farle conscere ai miei nipoti,ma nn posso tenerle in giardino x i cani che tentanodi rovesciarle.

  4. il 27 settembre, 2011 bonollo giosuè vi dice:

    bellisimo articolo luciano anchio amo molto gli animali ho anche le tartarughe terrestri da 11 anni che curo con piacere grazie dei consigli luciano

  5. il 28 settembre, 2011 carlotta dice:

    ciao fratellone… grazie per questo passaggio nel Bosco… speriamo non sia l’ultimo e chi lo sà…magari riusciamo anche a sapere come mai Lorenzo non è ancora riuscito a dare una discendenza alla sua coppia di tartarughe o a capire come fare per evitare che i cani di Sandra le rovescino… mò siamo curiosi

  6. il 28 settembre, 2011 carlotta dice:

    Grazie Giò… bella presentazione!

  7. il 28 settembre, 2011 ANGELOM dice:

    Grazie Luciano che con il tuo articolo ci hai fatto conoscere da vicino particolarità che non conoscevo di questi piccoli animali. Nei giardini della mia città, in una vasca sono poste in fila lungo cumili di pietre, una serie di tartarughe tutte in fila che fanno bella mostra. Questo spettacolo lo trovo molto bello, ogni tanto seguo la loro nuova posizione.

  8. il 28 settembre, 2011 Lorenzo.rm dice:

    Carlotta, le uova le fa la mia tartaruga, sono anni che le fa ma dentro non c’è stato mai il tartarughino. Sterilità? Molto probabile. Prima pensavo potesse dipendere dalle condizioni di umidità o di freddo. Ora non ci penso più.

  9. il 28 settembre, 2011 carlotta dice:

    Lorenzo, una delle cose utili da sapere è senza dubbio il luogo dove vengono tenute, cosa hanno a disposizione per poter trovare e successivamente scavare il posto che ritengono utile alla deposizione delle uova… se la femmina fa le uova, di certo non è sterile e molto probabilmente non lo è neppure il maschio, visto che la feconda. Ci potrebbe essere invece un fattore legato all’ambiente in cui vivono.Di più nn posso dirti…nn sono io l’esperta…sono solo la zia
    Se consideri che una tartaruga è fertile per tutto il corso della sua vita…forse hai ancora la possibilità di vedere delle piccole tartarughine che rompono il guscio d’uovo…

  10. il 28 settembre, 2011 luciano dice:

    GRAZIE A TUTTI!!!
    In particolare al Bosco, che mi ha permesso di pubblicare un articolo su questi animali che mi stanno particolarmente a cuore, a Giovanna3rm per il cappello di presentazione, a Carlotta ed a tutti quelli che hanno espresso il loro favorevole consenso sull’argomento.
    Vorrei precisare che le Testuggini sono animali molto presenti nelle famiglie italiane, si parla di qualche milione di esemplari, ciononostante va rimarcato il fatto che la quasi totalità dei proprietari è all’oscuro di come vadano allevate e nutrite,
    Lo conferma la quantità di richieste di aiuto che mi pervengono ormai da più di 15 anni ed anche dall’estero.
    Raccomando sempre a tutti di utilizzare Internet per informarsi meglio.
    Per chi ha la fortuna di potersi avvalere dei consigli di un allevatore esperto le cose saranno notevolmente facilitate.
    Gli animali domestici, anche le Testuggini, non sono nostri!
    Ce ne siamo solamente impossessati.
    Il minimo che possiamo fare per loro è di fargli trascorrere un’esistenza sana, serena e dignitosa in nostra compagnia.
    Il Sito http://www.tartaclubitalia.it è molto esauriente sull’argomento e ci potete trovare tutte le informazioni che vi necessitano.
    Dal 2002 il Tarta Club Italia è il promotore della Fiera Tartarughebeach, che si tiene tutti gli anni a Cesena nel mese di Settembre, ed è ritenuta dagli addetti la più bella Fiera d’Europa.
    E dopo questo spot rinnovo un caloroso saluto a tutti.
    Grazie per l’ospitalità.
    Luciano

  11. il 28 settembre, 2011 giuseppe3.ca dice:

    Ho letto con interesse l’articolo perchè la testuggine terrestre è un animale che mi è molto simpatico. Ne ho avuto anch’io una coppia ma le tenevo in un giardino non recintato da muretti per cui sono migrate nei giardini confinanti e non le ho più ritrovate. Molto interessanti le informazioni di Luciano: Un grazie particolare a Giovanna per aver richiamato l’attenzione su questo animale con millenni di storia.

  12. il 28 settembre, 2011 giovanna3.rm dice:

    Grazie a te, Luciano, per tutto ciò che ci hai insegnato del mondo delle Tartarughe.
    Quando avrai tempo e voglia, sarei lieta di ricevere un ulteriore tuo articolo sugli animali, qualunque essi siano.
    Un caro saluto.

  13. il 29 settembre, 2011 nikodireggio dice:

    buongiorno veramente interessante…..che meraviglia tartarughe e tutto il resto traspare amore per la natura e per gli animali

  14. il 29 settembre, 2011 giovannavc dice:

    Grazie ,Luciano x questo bellissimo scorcio di belle foto ed anche x aver spiegato come fare con i nostri amici animali ,che meritano tutto il nostro amore ,grazie ,ancora

  15. il 08 dicembre, 2011 nardini norberto dice:

    Complimenti per l’interessante e completa esposizione; un’amica (molto preoccupata) possiede da tempo, 35/40 testuggini terrestri tenute libere in giardino; le zampette sia anteriori che posteriori, da alcuni giorni risultano mangiate con conseguente infezione. Addirittura, ha trovato anche un carapace vuoto in posizione eretta, appoggiato al muretto. Pensiamo sia opera di un animaletto predatore non abbiamo individuato chi possa essere. Escluderei cani e gatti. Hai soggerimenti? grazie, Norberto