BUONA DOMENICA

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LILLA (Il mio primo cucciolo) Un musetto, un corpicino, quattro zampette, un codino e due occhi ancora chiusi: stava rannicchiata in una mano in cerca di calore, tremava ancora in un fremito di vita che di li a poco gli sarebbe potuta mancare. Mio padre l’aveva raccolta in una discarica in un freddo mattino d’inverno. Passando di lì in bicicletta, rientrando a casa dal suo lavoro notturno, aveva sentito un flebile lamento e si fermò per accertare di che si trattasse. Tre cuccioletti partoriti da poche ore giacevano per terra, gettati via forse per ridurre una cucciolata numerosa. Due erano ormai esanimi ma questa, una femmina, dava ancora segni di vita e mio padre la raccolse, la tenne al caldo sotto l’ascella all’interno della giacca e la portò a casa: voleva salvargli la vita. Cucciloo di Bassotto sdraiato L’attenzione di noi bambini fu tutta per questo esserino inerme che nelle nostre mani dava disperatamente segni di voler vivere e cercava il calore di una mamma che non avrebbe mai conosciuto e dalla quale non avrebbe potuto avere né il latte né l’amore materno. La lavammo con acqua tiepida e la sistemammo in un giaciglio improvvisato su un telo pulito, ma preferiva stare rannicchiata nel calore di una mano cercando disperatamente con il musetto qualcosa a cui attaccarsi. Cucciolo . BassottoSorse subito il  problema di come alimentarla. L’inventiva di mio padre risolse tempestivamente il quesito: con un contagocce riuscimmo a farle calare in gola un po’ di latte di mucca e dopo averne sprecato parecchio nel tentativo di farla ingoiare, finalmente si addormentò, accoccolata nella mia mano che tenevo immobile appoggiata sulle ginocchia per non disturbare il suo Bassotto adulto scuroprimo sonno. Sentivo il suo cuoricino battere e questo mi dava la certezza che era viva. La seconda fase fu la costruzione di un mini biberon utilizzando proprio la pompetta di gomma del contagocce, forato nella punta e infilato in una mini bottiglia nella quale versavamo del latte appena scaldato: Lilla, questo il nome che le avevamo dato, ci si attaccava facilmente e non sprecava più neppure una goccia del prezioso liquido. Ciascuno di noi rinunciava ad un poco del suo latte, al mattino, per riservarlo alla cuccioletta ormai adottata, la sentivamo nostra. Era una bastardina, semi bassotta, dal pelo liscio bruno scuro con striature nere che, alla luce dei raggi del sole, assumeva splendenti riflessi violacei. Il nome le derivò proprio dalla caratteristica del suo manto. Mangiava, dormiva, mangiava e dormiva di nuovo: era salva. Dopo bassotto_tedescocirca una settimana gli si aprirono due occhioni di un bel marrone scuro e cominciarono a guardarsi intorno, curiosi, cercando di capire dove si trovasse. Ma più che con la vista ci riconosceva ormai con l’olfatto, infatti rimase morbosamente affezionata,  per tutta la sua esistenza, al suo primo contatto umano, cioè a mio padre del quale aveva sicuramente memorizzato l’imprinting olfattivo. Per noi bambini fu una grande occasione per apprendere l’importanza dell’amore per gli animali ma, soprattutto, per il valore della vita di qualsiasi natura essa fosse, e mio padre questo lo sapeva. Con il solo esempio e senza tante parole ci aveva impartito una grande lezione.Lilla visse 18 anni ed ebbe diverse cucciolate accoppiandosi sempre con bei cagnoni grandi il doppio dei lei. Trovava il modo di farsi Mamma Bassotta e i suoi cuccioliseguire nel cortile di casa, si sistemava su un gradino per dar modo a quei maschi infocati e smaniosi di arrivare a lei perché altrimenti da soli, per quanti sforzi avessero fatto, non sarebbero riusciti a risolvere il problema, lei stava troppo in basso per loro ma Lilla dimostrava grande intelligenza anche nel suo istinto amoroso. La prima volta ebbe due maschi, cuccioli che crebbero bellissimi e li tenemmo in casa, avevamo lo spazio sufficiente. Successivamente, Lilla, aveva avuto cucciolate di quattro ma non ne abbiamo mai soppresso alcuno. Siamo riusciti a sistemarli sempre con persone che amavano gli animali e far contenti tanti bambini che anelavano di avere il loro cucciolo personale....... Giuseppe3.ca

“Quando l’uomo imparerà a rispettare le creature minori della creazione, siano animali o vegetali, non occorrerà che nessuno gli insegni ad amare il suo simile.”

(Pensiero di Albert Schweitzer, Premio Nobel per la Pace 1952)

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COMMENTI

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  1. il 21 agosto, 2011 Lorenzo.rm dice:

    E’ bella la tua testimonianza, Giuseppe, e riscalda il cuore di quanti amano gli animali. Speriamo che tocchi anche quello di chi non li conosce e non li apprezza a fondo. Io pregherei i nostri amici di portare il loro mattone aggiungendolo alla tua storia. Chissà che non ne venga una testimonianza collettiva interessante. Io, ad esempio, ho avuto un meraviglioso cane, Whisky, che è vissuto per 11 anni e poi ho ho avuto e accudito altri cani e gatti. Mi hanno dato moltissimo e io li ho considerati sempre dei figli. Esagerato? Per me no.

  2. il 21 agosto, 2011 giovanna3.rm dice:

    Molto commovente, Giuseppe, la storia della tua Lilla. A mio parere emerge, soprattutto, la figura di tuo padre che, con la sua sensibilità, ha insegnato ai propri figli ad amare gli animali, facendoli crescere in compagnia di una grande amica come Lilla.
    Sai bene che questo atteggiamento è molto raro, in modo particolare nel nostro Paese. I genitori regalano un cucciolo – comperato per giunta – al proprio bimbo o bimba, poi si insegna loro come abbandonare il grande amico di giochi, affettuoso, generoso ….in autostrada. Questo è ciò che accade, ahimé, molto spesso.
    Seconde te, in che modo cresceranno questi figli dopo insegnamenti del genere?

  3. il 21 agosto, 2011 Giuseppe3.ca dice:

    Lorenzo, condivido il tuo pensiero e spero anch’io che il racconto possa stimolare altre testiminianze. Grazie intanto per la tua che è già molto preziosa.

  4. il 21 agosto, 2011 Giuseppe3.ca dice:

    Giovanna, intanto grazie a te, unitamente a Sabrina, per l’opera di completamento e contorno.
    Per quanto relativo all’atto di regalare un cane al proprio figlio solo per renderlo contento in quel momento, e, dopo che il bambino ha creato un legame affettivo con l’animale, costringerlo ad un brusco distacco con l’abbandono in autostrada della povera incolpevole bestiola, non è certo un buon insegnamento sui valori della vita, di qualsiasi natura essa sia. Mi domando se questi genitori si rendono conto di quanto vanno a perdere nella stima dei figli nel loro confronto.

  5. il 21 agosto, 2011 carlotta dice:

    Grazie Giuseppe, una bella storia e un gran bel insegnamento
    Bellissimo e quanto mai vero il pensiero di Schweitzer a cui vorrei aggiungere che, prima di ogni altra cosa, l’uomo debba amare se stesso… perchè se non ama se stesso non potrà mai amare gli altri e non avrà nulla da insegnare…

  6. il 21 agosto, 2011 carlotta dice:

    scusate… dovrebbe*
    la frettaaaaaaa!

    BUONA DOMENICA A TUTTI DE ♥

  7. il 21 agosto, 2011 Mariuccia dice:

    Bel racconto Giuseppe…mi ricorda l’adozione di Pippo, il cane che ho raccolto proprio lì, in terra di Sardegna, tantissimi anni fa, nel corso di una vacanza estiva. Un giorno, mentre visitavamo Stintino, vedemmo sbucare dietro la macchina in sosta, un “cosino” di circa 3 mesi, 2 occhietti vispi e simpatici, che ci guardò e sembrava dire: “Salve, sono senza famiglia, mi volete?”…sembra impossibile da credere, ma il suo sguardo era davvero interrogativo… Ai nostri sorrisi, seguì una gran scodinzolata, e sono certa che in quel momento pensò: “E’ andata…”. Saltò in macchina senza invito e da quel momento fu parte della famiglia. Non c’è più da 10 anni ormai, ma ancora mi manca.

  8. il 21 agosto, 2011 Giuseppe3.ca dice:

    Carlotta, scusata! Diciamo che l’uomo che ama se stesso potrebbe essere anche solo un egoista, precisiamo che dovrebbe amare i propri simili e il proprio ambiente cioè la natura che lo circonda, animali, piante, mare e terra tutto compreso. Grazie per il tuo intervento.

  9. il 21 agosto, 2011 Giuseppe3.ca dice:

    Mariuccia, è stato amore a prima vista tra il cane, poi chiamato Pippo, e la tua famiglia ma non ritengo che Pippo sia stato opportunista pensando come dici tu “E` andata”. Può essere molto più probabile, invece, la nascita immediata e spontanea di una simpatia reciproca e in questo i cani sono bravi nel sentirla e nel darla molto più degli esseri umani tra loro. Grazie per la tua valida testimonianza.

  10. il 21 agosto, 2011 carlotta dice:

    Giuseppe… amare se stessi NON nel senso di “narcisi” o “egoisti”, capisci ammè! ma nel senso di avere dentro di sè l’amore a 360° Se non lo hai…non sei capace ne di trasmetterlo ne tantomeno di insegnarlo ai tuoi figli
    E’ più chiaro ora???

  11. il 21 agosto, 2011 Giuseppe3.ca dice:

    Carlotta, tranquilla, capito già da prima: la precisazione è una mia riflessione che è un di più. Grazie cmq.

  12. il 21 agosto, 2011 nikodireggio dice:

    buongiorno questa storia vissuta in prima persona da giuseppe è molto commovente e tenera già il nome del cucciolo mi porta empatia LILLA……..immagino il padre in biciclettache pedala non è da tutti fermarsi ad un lamento avrebbe potuto tirar dritto sono un animo nobile e tenero.salvare un cucciolo accoglierlo portarlo a casa secondo me immaginava la gioiia dei suoi bambini.
    gli occhi del cagnolino parlano che bella esperienza.
    Anche io ho avuto un cucciolo il suo nome era SHEB era un meticcio piccolo ma anche attacabrighe con noi era molto affettuoso e furbo il padrone per lui era davide gli e stato regalato da un amico ed era stato maltrattato.
    in casa c’era un altro cucciolo che era mio figlio insieme
    si divertivano. ho avuto anche due mici una si chiamava GIA
    era una bella gatta striata che saltava per aprire le maniglie l’altra era tutta nera con occhioni verdi il suo nome era SHIRIN nello stesso periodo hanna partorito i gattini ma GIA non ha voluto allattarli allora SHIRIN allatava tutti quanti era diventata magrissima che tenerezza
    un diverso comportamento da un gatto all’altro che ne pensate? MI FACEVA UNA GRANDE TENEREZZA da li a qualche giorno la GIA è SPARITA perchè creature minori?
    GRAZIE PER QUESTO MOMENTO TENERO di condivisione ogni domenica è una sorpresa

  13. il 21 agosto, 2011 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Nikol, confesso una cosa: in quella foto che allatta i cuccioli, la cagnetta sembra proprio la mia Lilla. Che emozione rivederla.

  14. il 21 agosto, 2011 giuseppe24.to dice:

    caro giuseppe devo dire che con il tuo racconto, il mio cuore si e’ gonfiato di commozione !da un inizio triste tuo padre con la sua bonta’, con la pieta’ e l’amore per la natura ha evitato una triste sorte ad un esserino indifeso !un esserino che crescendo e’ riuscito con il suo amore e la riconoscenza , dare tanta gioia sia a te che alla tua famiglia !ora capisco che tu possa guardando una cagnolina provare quella emozione e tenerezza !! solo una persona con un animo buono come il tuo puo’ provare questi sentimenti !come vorrei che tutti li provassero !!ciao giuseppe ciao

  15. il 22 agosto, 2011 Giuseppe3.ca dice:

    Si Giuseppe24, in quanto a bontà d’animo ne dimostri tanta anche tu ed è bello sentirsi in sintonia tra esseri umani ma pure con gli animali e la natura in cui viviamo. Grazie.

  16. il 23 agosto, 2011 annamaria3ca dice:

    bravo Giuseppe,mi è piaciuta moltissimo!!!!!!!!!!Annamaria