Archive for agosto 5th, 2011

Giovani e vecchi !!

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L’ho trovato nella Stanza di Mario Cervi (Il Giornale, 30 luglio 2011, pag. 39), con il titolo completo “E’ troppo facile per i giovani incolpare i vecchi”. C’è la lettera di un lettore e la risposta di Cervi.

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Scrive il lettore: 104107131“ Non ho figli, ho una nipote di 16 anni: studia, è brava, fa del suo meglio. Ci vediamo una volta a settimana quando da Bologna viene a Ravenna. Ieri a pranzo mi ha posto una domanda al mercurio, e non raccomando a nessuno di trovarsi nelle stesse circostanze: “Senti zio…è vero che vi state mangiando il nostro futuro?”. Silenzio in sala. Mi è andato di traverso il boccone. Poi ho risposto sì senza tentennamenti. Le ho spiegato qualche perché: la previdenza, il debito pubblico, il deficit sanitario, il lavoro che non troverà, il decadimento economico e morale del Paese forse inevitabile in quanto ciclico; il consumo sconsiderato che facciamo del territorio…Lei scuoteva la testa, poi ha detto che siamo “debosciati e incoscienti”. Non ho potuto far altro che incassare con un po’ di vergogna, ho affondato il mento nel colletto della camicia, sono rimasto in silenzio. Cosa rispondete ai vostri ragazzi?”

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Risponde Cervi: “Caro         , non sono indulgente –anzi- nei confronti del mondo in cui viviamo, e soprattutto nei confronti della dirigenza che anziani031abbiamo avuto e che abbiamo. Ma sono molto meno risoluto di lei nel riconoscere che sua nipote ha ragione. Questi ragazzi della ricca Europa hanno sempre il dito puntato contro le generazioni precedenti. Ci bollano –uso le parole da lei usate- come “debosciati e incoscienti”. Tali sono i padri o i nonni o, nel suo caso, anche gli zii. Capisco le frustrazioni di chi si affaccia alla vita e la trova diversa da come l’immaginava o la sperava. Ma gli arrabbiatissimi ragazzi e ragazze hanno avuto in dono un lungo periodo di pace autentica, senza incombenti minacce di conflitti apocalittici. Hanno avuto in dono una società affluente deve anche i più squattrinati hanno almeno un paio di telefonini e l’automobile. Hanno avuto in dono la possibilità di scegliere il loro lavoro e di demandare agli immigrati incombenze faticose cui non son disposti ad assoggettarsi. La mia generazione –senza risalire a secoli remoti- ha avuto in dono una guerra mondiale, con le sue atrocità, le sue sofferenze, le sue miserie. Cosa avremmo allora dovuto dire noi, dei padri e dei nonni? Con questo non voglio per niente occultare o minimizzare le difficoltà –per tutti- d’un momento che è in Italia di ristagno e di crisi economica. Ma qualche argomento per replicare a una nipote ispirata dalla veemenza dei suoi sedici anni credo che le sarebbe stato possibile trovarlo. E spiegarglielo, magari prima che uscisse per l’”happy hour”.

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giovani-anziani Non c’è che dire. E’ un bello scambio in cui sono inseriti argomenti di grande rilievo, a mio parere. Elementi che possono consentirci un franco dibattito fra noi.  Che ne pensate? Lorenzo.rm

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