Archive for luglio 13th, 2011

Strangers in the night !!

Animals 1 -R 132

STRANGERS IN THE NIGHT

(Straniero nella notte)

(Parodiando la bella canzone di Frank Sinatra)

Si tratta di una  storiella  realmente accaduta ad una famiglia americana del Texas.

Due gatti che si abbracciano

"In questo periodo, da queste parti,  come ovunque, il caldo è micidiale. Per mitigare un po’ la calura e permettere piccole correnti d’aria il portone d’ingresso della nostra casa resta sempre aperto.

L’altra mattina stavo andando a comperare dei cornetti per la colazione. Indossai la cosa più leggera che trovai e, aprendo la porta, fui  improvvisamente investito da un delicato miao e da una creatura dal pelo nero che scodinzolando e con passi armoniosi si introdusse nel nostro appartamento. Lo sconosciuto gattone era appena entrato che la nostra gatta Mumfi si presentò per accogliere e salutare l’ospite,  in realtà un po’ sorpreso.

I due cominciarono ad annusarsi e  strofinarsi la testa l’un l’altro gioiosamente, come non avevo mai visto tra due estranei.

Come se fosse a casa sua, il gattone si diresse senza esitazione verso la ciotola di Mumfi dove trovò solo dei rimasugli. Anche la scodella con l’acqua fu di suo gradimento.

Munfi era totalmente affascinata dalla nuova  presenza e cominciò a rotolarsi sul tappeto, emettendo dei miagolii sospetti e provocatori.  La nostra gatta è sterilizzata ed era evidente che lo fosse anche lui: tutto ciò mi apparve molto strano!

Nel frattempo, mia moglie si era alzata e si affacciò sorpresa ed innervosita per i rumori che provenivano dall’ingresso. Appena si accorse dell’ospite inatteso, il suo malumore scomparve per incanto e cominciarono i convenevoli  e le coccole di rito: da una parte Munfi, dall’altra il gatto nero. Il quadretto era perfetto.

Andai a fare le mie commissioni, convinto che, al mio ritorno, avrei ritrovato la calma e l’intruso avrebbe preso la sua strada. Ma non fu così.

La tavola per la colazione non era preparata e notai subito che il pelo del nuovo arrivato luccicava: nel frattempo spazzola e pettine avevano fatto la loro bella figura. Gli era stato dato anche un nome: Pinkerton. Munfi faceva la sua parte, leccandogli con impegno la sua pelliccia.

Facemmo colazione mentre i due gatti cacciavano e inseguivano vespe e altri insetti.

Verso le 11 il caldo divenne soffocante e Pinkerton, in un baleno, saltò dal balcone  sul tetto del garage e scomparve.

Bene, pensai, in fondo si è trattato solo di un breve interludio.

Verso le 11 di sera andammo a letto e, come al solito, Mumfi, guadagnò il suo posto tra noi due. Verso le 3 mi alzai per andare in bagno e, sempre mezzo addormentato, ritornando a letto mi accorsi che Munfi aveva due code…..Accesi la luce e capii: tra me e mia moglie c’erano Munfi e Pinkerton. Ovviamente, era entrato dal balcone.

Da allora è diventato un habitué. Non abbiamo mai saputo chi fossero i suoi padroni, ma la cosa era secondaria.

Nonostante tutto, Pinkerton è un vero gentleman; lascia sempre mangiare Munfi per prima e lui si accontenta degli avanzi.

Anche se il mio spazio nel  letto si è notevolmente ridotto, va tutto bene lo stesso. All’inizio credevo che questo accomodamento desse fastidio a mia moglie, ma è vero esattamente il contrario. Anzi, se per due o tre notti Pinkerton non si presenta, si innervosisce molto. Munfi è altrettanto felice, dunque tutto per il meglio”. Giovanna3.rm

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Giovanna R