Archive for maggio, 2011

COME OCCUPARE IL NOSTRO TEMPO LIBERO !!

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COME OCCUPARE IL VOSTRO TEMPO LIBERO

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Vi siete mai domandati come occupare il vostro tempo libero? A volte ci preoccupiamo che ce ne sia poco per dedicarci a quello che a noi piace, quante volte abbiamo detto “vorrei farlo, ma non ho tempo”, se riflettiamo è veramente così? Si tratta solo di sapersi organizzare. Ecco esposti qui di seguito dei consigli, senza nessuna presunzione, delle idee da sviluppare e personalizzare per riuscire a trovare un prorpio metodo di gestire il tem,po a disposizione. Innanzi tutto il benessere psico-fisico, per iniziare bene la giornata, bisogna dedicare il tempo giusta e giusta quantità al sonno, elemento essenziale della nostra vita.

Fare ginnastica

Fare una scaletta con gli impegni indereogabili e quotidiani e valutare il tempo libero che ci rimane. Dopodoché si occupa Giovane che legge un libroqusto tempo; facendo dello sport, uscire con gli amici, sistemare la casa, fare un lavoretto manuale (dipingere, scrivere, leggere, ecc.) . Molte persone, avendo disponibilità di tempo, o perché sole o perché portate ad una forma ammirevole di altruismo, si dedicano al volontariato in enti, aiutando anziani, persone disabili, o altre forze deboli della nostra società. Noi Eldyani la maggior parte del tempo la passiamo davanti al video, chattando, scrivendo commenti e leggendo nei vari blog e parlando con persone coonoscenti e no, nelle stanze. Questo penso sia un buom modo di socializzare, ma non bisogna mai esagerare.

Spesso la giornata non va come vorremmo, a causa di imprevisti e contrattempi, non Ragazza cge fa joggingfacciamone un problema, accettiamo serenamente di modificare i nostri piani, rimandando magari al giorno dopo. Questi sono solo consigli sui quali riflettere ed impegnarsi per capire come migliorarsi, spunti per imparare a gestire il proprio tempo libero.

Naturalmente ognuno ha il suo modo come occuparlo, ma cerchiamo di sfruttarlo al meglio delle nostre possibiliotà e con la massima tranquillità.

Angelom

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Buona Domenica dal Bosco !!

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Buon giorno a tutti e una buona Domenica dal blog bosco

200562541611314918iwaf2....oggi facciamo le nostre congratulazioni alla nostra cara amica

Sandra

che nel concorso "racconta il mio eldy " è arriavata seconda

...facciamo i complimenti anche a Giulio e Francesca

Scoiattolina

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Gentil farfalletta che svolazzi leggiadra tra le stanze di Eldy, chi sei ?

Ma si! Ti ho riconosciuta sei Nicoletta. 200562541611314918iwaf2

Hai trovato un sentiero e che fai?

Lo segui sognante e arrivi nel Bosco,  ti fermi, chiudi gli occhi e ti lasci cullare dal dolce stormir delle fronde. Non basta, l’ispirazione ti assale e di getto scrivi i tuoi versi dettati dall’estro del momento per descrivere ciò che le ali della fantasia ti mostrano attorno. Ti immergi in un bosco incantato e non rinunci all’elogio per un amico, ad una colazione virtuale, ad un sorriso, poi prosegui il tuo cammino.

Dolce, inimitabile Nicoletta.

Giuseppe

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Attraverso il bosco

i miei vagabondaggi

mi portano

200562541611314918iwaf2al capanno

i ranocchi

saltano la trovo li

a leggere Erri De Luca

condividiamo

una colazione ti sorrido

e ritorno sul sentiero....Nicoletta !!

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Essere mamme oggi!!

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Mamme oggi

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L’articolo è di Giuseppina Manin ed è stato pubblicato sul Corriere della Sera del 26 marzo u.s. , a pag. 45, con il titolo La 1video inchiesta sulle mamme……… L’ho riprodotto parzialmente per noi, per farne oggetto di dibattito e per dar conto di una bella iniziativa sulla condizione delle donne oggi nel particolare momento in cui diventano mamme.

Ecco l’articolo: “ Son tutte belle le mamme del mondo/ quando un bambino si stringono al cuor….”. Sanremo 1954, Gino Latilla intonava l’inno di una mammità “urbi et orbi” ma soprattutto nazionale. Di un’Italia tutta casa letto chiesa, unificata e pacificata nel nome di mammà. ……………. Sessant’anni dopo, quegli stessi versi danno il titolo ad un docu-film “Son tutte belle le mamme del mondo” sulla condizione femminile nell’Italia di oggi. Dove le mamme, perduta l’aureola e un po’ anche la bussola, sembrano avere vita dura, anzi durissima. Iniziata a febbraio a Genova, nei giorni scorsi tappa a Milano, prossimamente a Torino, e poi a Roma e in altre città, la video inchiesta …., condotta da un team di documentariste, promette di esplorare da diversi punti di vista il fatidico dilemma: essere o non essere madri? Interrogativi e risposte affidati alla viva voce delle dirette interessate, donne di ogni specie e di ogni età. Italiane o mammestraniere, purché qui residenti, sono invitate a partecipare. Basta una telefonata (347 7146669) oppure una mail (info@sontuttebelle.org) per offrire la propria testimonianza alla telecamera.

“Tanti occhi  per un film itinerante e in progress, che vuole coinvolgere donne diverse per condizione sociale, età, professione” , spiega (una delle documentariste). Ciascuna invitata, a seconda del suo percorso personale ed emozionale, a riconoscersi in uno dei macroargomenti suggeriti dalle autrici : maternità come scelta, maternità come ricerca favorita dai progressi della medicina, maternità come esperienza psico-fisica, maternità solitaria, sia per chi è mamma single sia per chi si sente deprivata di affetti e sostegno. Infine maternità lontana: la donna che partorisce in una terra che non è la sua. “Diversi capitoli di un tema complesso, oggi caratterizzato da sviluppi del tutto originali. Da un lato le nuove frontiere della fecondazione artificiale che incoraggiano tentativi e speranze, talora ai limiti dell’accanimento, dall’altro il fenomeno in crescita delle donne mai madri. A volte per scelta, più spesso per ragioni di lavoro, di carriera”……. “Stando alle prime donne che ci hanno risposto, lavoro e maternità si rivela un binomio impossibile  da conciliare. Non solo per la gestione quotidiana, ma proprio perché spesso, dopo aver avuto un figlio, una donna non ritrova più il suo posto (di lavoro). Tra i casi più singolari, quello di una mamma ingegnere dei Mamma_bimbo400--400x300metalli, specializzazione rara, che pur non le è bastata a conservare il suo ruolo, e nemmeno un altro impiego, pur se a livello più basso. Se non dai un’assoluta disponibilità di tempo, ogni porta lavorativa si chiude”. Ragione per cui oggi una ci pensa molto, ma proprio molto a fare figli. “Se un tempo la primipara quarantenne era un’eccezione, oggi l’eccezione è la ventenne. Diventare madre insomma è diventato un vero colpo di testa, un salto nel vuoto. Bisogna proprio averne una gran voglia”. Più di tutto però a colpire è la solitudine delle mamme prime. “Quelle per la prima volta incinte. Senza nessuno al fianco a darti una mano, un consiglio. Sole con le loro paure, i loro dubbi. Un tratto sottolineato da tutte. Perché la famiglia come struttura sociale d’appoggio si è disintegrata, c’è maggior scollamento tra generazioni, non esistono più ostetriche di riferimento, i consultori sono vissuti come strutture gelide, estranee”. Tra le solitudini più struggenti quella di chi diventa madre in un Paese straniero”.

Fin qui l’autrice dell’articolo, che, come si nota, ha riportato tra virgolette stralci delle conversazioni avute con le responsabili e conduttrici del progetto. Io credo che un’inchiesta itinerante di questo tipo raccoglierà senz’altro elementi utilissimi alla conoscenza del fenomeno-madre in Italia oggi e potrebbe trasformarsi in un fiume inarrestabile di testimonianze sul modo in cui tale condizione, così importante, viene vissuta dalle donne.....Lorenzo.rm

Discutiamone fra di noi se vi va !!

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L’Incurabile curiosità dei gatti

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L’incurabile curiosità dei gatti

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zampauQuesta divertente storiella è accaduta ad una famiglia inglese, in un piccolo villaggio di campagna nel Galles.

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zampauLa loro prima gattina si chiamava Blacky.  Stavano costruendo la loro villetta ed erano soliti portare con sé la gatta, quando andavano a sorvegliare i lavori, perché potesse  conoscere ed esplorare la casa che cresceva. Fecero la stessa cosa anche quando si trattò di piastrellare il bagno. Una certa sera, gli operai  finirono di lavorare molto tardi e se ne andarono; anche i proprietari avevano deciso di ritirarsi: si erano fatte ormai le 2 di notte.

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zampauAll’improvviso sentirono un miagolìo, ma non riuscirono a individuare da dove provenisse. Cominciarono a girare per tutta la casa, più volte, poi si accorsero che vicino al bagno il miagolìo si faceva  sempre più forte e nitido, ma del gatto nessuna traccia. Finalmente capirono che il rumore proveniva dalla parte interna  della parete. Occorre precisare che questa famiglia stava costruendo una villetta in legno, con le pareti incavate, ossia vuote. Non c’erano problemi perché  erano saldamente sigillate, ad eccezione di una piccola apertura, proprio nella parete del bagno. La parte superiore di questa apertura misurava circa 20 cm., all’interno non vi erano ostruzioni, ma il vuoto scendeva per circa 2m.50, e proprio lì si era andata ad infilare Blacky per le sue esplorazioni!

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zampauCosa potevano fare i padroni per ricuperare il gatto? In un primo momento, pensarono di calare una tavoletta alla quale  appesero una cordicella. Blacky, infatti, da buon gatto intelligente,  fece la cosa esatta e vi saltò sopra, ma si accorsero che non potevano farla risalire più di una trentina di cm. Provarono e riprovarono senza successo.

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Fu necessario, infine, aprire un  buco nella parete, sperando di non ferire la gatta con la sega. Non poterono farlo  troppo in alto, perché non avrebbero potuto raggiungere Blacky.

Finalmente l’avventura ebbe fine con successo e tirarono fuori la gatta completamente coperta di trucioli e segatura: ormai era diventata  bionda, anziché nera!

zampauNaturalmente  Blacky fu felicissima di uscire dalla sua prigione ma era anche molto agitata. Ci volle tempo e pazienza per calmarla e vi riuscirono solo  con i suoi croccantini prediletti. Non c’è bisogno di aggiungere che quella notte nessuno chiuse occhio! La mattina seguente quando arrivarono gli operai e seppero dell’accaduto scoppiarono in una clamorosa risata! Da quel giorno, e per molto tempo, Blacky girò puntualmente alla larga dal bagno......Giovanna3.rm

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LA BIANCA SIGNORA DEL CONERO !!

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Il Parco del Conero

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Parco del Conero

Verde, aspra e sorprendete... in una giornata limpida basta salire in vetta al Monte Conero, per abbracciare le colline “rotolanti”, i borghi e le cittadine ricchi di storia, i monti innevati dei Sibillini e della Laga, il mare con le calette e le spiagge dorate. Qui inizia uno dei tratti più belli e suggestivi di tutto il litorale adriatico : il Parco del Conero. Rocce a strapiombo e calde atmosfere, la prima sensazione è quella di trovarsi in un angolo meraviglioso, dove la natura si è divertita a dipingere un capolavoro. Dalle dolci colline marchigiane, il paesaggio del Parco passa all'incanto delle scena che offre quello che la gente del posto chiama familiarmente “il Monte”. Originatosi a seguito di una lunga azione di sedimentazione marina iniziata nel Giurassico, il Monte Conero è emerso nel Pliocene, cinque milioni di anni fa, con i suoi 572 metri di altezza, punta di meridiana di un Parco esteso per 6.011 ettari. Prima area regionale protetta nelle Marche (1987) con quattro città al suo interno, un angolo di mondo che nello scrigno dei gioielli ha panorami mozzafiato che fanno capolino tra la macchia mediterranea e la parte agricola, la falesia che si tuffa nel mare cristallino creando calette e spiagge di indubbio incanto, il rosso dei corbezzoli, il giallo oro delle ginestre, il viola della lavanda, i lecci, gli ulivi e le viti. Il termine Conero deriva dal greco komaros, che significa corbezzolo, un arbusto dai frutti rossi e zuccherini ancora oggi diffusissimo in tutta la zona.

Strada del Monte Conero vista di Pietralacroce

Strada del Monte Conero vista di Pietraluce

Partendo da Ancona, capoluogo delle Marche, lasciandosi alle spalle il Passetto, la strada del

Monte che attraversa l'intero promontorio, si inerpica e consente improvvise visuali di piccole  spiagge di ciottoli bianchi, di scogliere calcaree, di calanchi brulli che tagliano la macchia mediterranea e conduce alla Baia di Portonovo.

“La Bianca Signora del Conero”... qui il tempo sembra essersi fermato, d'inverno le onde del mare ed il verso dei gabbiani e degli animali sono l'unico suono che l'orecchio coglie.

D'estate il turismo approda in questo angolo di paradiso, un insieme di baie di ciottoli bianchi lambite da un mare trasparente color smeraldo.

E poi, immersi in tramonti ineguagliabili, la cena nei caratteristici ristorantini pieds dans l'eau.

Baia di Portonovo e Fortino Napoleonico

Baia di Portonovo con il Fortino Napoleonico

Incastonata nel verde della macchia mediterranea e lambita dal blu dell'Adriatico, la Chiesa di Santa Maria di Portonovo XI sec. eretta in candida pietra del Conero, gioiello di architettura romanica, con caratteristiche che fondono la croce greca con le forme della basilica latina, sta a ricordarci che nel 1034 fu edificato, in questo splendido luogo, un Monastero. Sembra impossibile che così vicino al mare sopravviva un edificio eretto mille anni fa. La spiaggia della Vela con il suo sciabordìo è a pochi metri, è qui che sorge la “Chiesetta” come la chiamano gli anconetani. Affascina la posizione, Santa Maria sta appollaiata ai piedi del Monte Conero, lambita da un bosco (dove scorazzano anche i cinghiali) con la zona absidale rivolta verso il mare.

Chiesetta di S.Maria dallo scoglio della Vela

Chiesetta di S. Maria dallo scoglio della Vela

La storia di Santa Maria è avvolta nel mistero, fu infatti costruita fra il 1034 e il 1050 ma nulla si sa del suo architetto. Inconfondibile invece lo stile romanico, con elementi bizantini e lombardi. Alla chiesa era annesso un monastero benedettino andato distrutto. Fino al XIV sec. il complesso fu un importante centro economico e religioso nonostante l'insolita posizione sul mare che lo esponeva alle scorrerie dei pirati. Ma a decretarne la fine non fu un popolo invasore bensì un terribile terremoto che nel 1320 distrusse il monastero e costrinse i frati benedettini ad abbandonare Portonovo. La chiesetta restò miracolosamente in piedi. Nel 1810 fu utilizzata come ricovero dalle truppe napoleoniche di stanza nel Conero. Nel 1894 lo Stato Italiano, divenuto proprietario, avvia il primo restauro a cui sono seguiti quello più importante nel 1988 e nel 1995 fino ad oggi e che le ha restituito l'antico splendore. L'interno è sorprendente, con le sue cinque navate così armoniosamente suddivise da far sembrare lo spazio più ampio di quello che è realmente. Al centro della navata si innalza ariosa una cupola ellittica di chiara influenza bizantina. Da qui piovono a terra i raggi del sole filtrati da quattro bifore. Un gioco di luce che contribuisce a rendere ancor più mistica e contemplativa l'atmosfera di Santa Maria. L'aria salmastra e il silenzio accompagnato dal lento infrangersi delle onde sulla riva, rendono questo luogo un angolo di straordinaria pace interiore.

Chiesa S. Maria di Portonovo

Chiesa di S. Maria di Portonovo

Chiesetta di S.Maria Portonovo - Presbiterio

Dettaglio del Presbiterio, con al centro l'icona di fine '800 raffigurante  la Vergije Eléusa o Madonna della Tenereza.

Le poderose colonne della navata centrale poggiano su un pavimento originale a disegni geometrici in pietra e cotto. Indicano che i rettangoli e i rombi tracciati a terra probabilmente delimitavano gli spazi riservati ai frati da quelli dei fedeli. Bellissime alcune pietre della estrema navata di destra che sembrano quasi scogli lavorati, forse blocchi presi direttamente dal mare. Uscendo dalla Chiesetta, la luce del sole per un attimo abbaglia lo sguardo e all'ombra dell'ulivo si indugia un po' prima di lasciare questo luogo pieno di armonia. Mille anni di storia per questo “faro” che illumina di fede la costa anconetana.

Chiesa di Santa Maria vista dal mare

Chiesa di S. Maria vista dal mare

Carlotta.an

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Una preghiera !!

Purtroppo la bimba dimenticata in macchina , è volata tra altri angeli .....

vittima di una vita frenetica ...

....il suo papà sono certa che non voleva fargli del male,

non sto giustificando nessuno ....

........non si è scordato di prendere il pane o il latte

ma si è scordato la bimba in macchina sotto il sole ...

penso che avrebbe voluto morire lui al posto del suo piccolo angelo ...

vivra' con questo tormento per tutta la vita....

facciamo una preghiera per questa famiglia che sta attraversando  un momento davvero brutto

La Redazione Del Bosco

http://www.youtube.com/watch?v=mCHdzQOt86s&feature=related