Archive for aprile 17th, 2011

Arte del Bosco ……..RENOIR !!

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Renoir occupa un posto preponderante nell’ambito dell’Impressionismo. Infatti,

si devono a lui e a Monet (del quale seguì l’esempio) i primi quadri secondo questa tecnica, che si chiamerà “impressionista”, nei quali la luce crea spazi vibranti e dove gli impulsi del sentimento generano una freschezza nuova. Ma, contrariamente a Monet, Renoir quasi non può concepire un quadro senza la presenza umana. Così, pur dedicandosi completamente al paesaggio, è anzitutto un artista di figure e in special modo il pittore delle donne, privilegiando i nudi femminili.

Gli stessi colori, di grande finezza, partecipano all’ambiente agro-dolce dei motivi che lo sguardo dei personaggi, privi di desiderio d’amore, “sensibilizza”.

Renoir è innamorato della natura, della trepida dolcezza delle sue forme e dei suoi colori, e per lui dipingere significa avvolgere in un unico amoroso aabbraccio il creato e le creature.

Formatosi nel suo studio e nella contemplazione dei lavori degli antichi maestri, conservati al Louvre, conquistato dal vigoroso naturalismo di Courbet, Renoir è travolto poi dall’entusiasmante scoperta della pittura “en plein air”, a cui fu indirizzato da Monet. E il suo linguaggio, maturo, è una gioia, luce calda e solare, incorrotta pienezza di sentimento; tutta la realtà, da un fascio di fiori a un fresco volto di bimba, da un ballo popolare a un giovane corpo femminile, vibra per lui di un’unica emozione, che è una calda e consapevole felicità di esistere. Come piume si muovono i suoi pennelli per accarezzar le forme, e i colori si intridono di luce, le composizioni sono strofe sempre nuove di un canto appassionato alla bellezza del vero.

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Quando, verso il 1884, la rimeditata lezione dei grandi del passato indusse Renoir a modificare il suo linguaggio, facendo più fermi i contorni, più concluse le sue immagini, la sostanza fantastica della sua visione non mutò, ed è ancora quella che trionferà nella fase estrema della sua attività, allorché Renoir approdò ad una pittura tutta di colore, un colore che definiva le forme e si faceva interprete di un’esaltante concezione dell’universo, rigorosa e possente come avevano realizzato l’ultimo Tiziano e il migliore Rubens.

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La Grenouillère

Renoir - La Grenuillère 1

La Grenuouillère, letteralmente”stagno delle rane”, è il nome di un ristorante con annesso stabilimento balneare, nell’isolotto di Croissy, sulla Senna, dipinta da Renoir e da Monet nel 1869. Entrambi gli artisti restituirono lo spettacolo della luce, del colore, del movimento come indicazione vitale poetica dell’attimo nel quale gli occhi non sono che lo strumento dei vari movimenti della percezione.

Il luogo sembra un paesaggio rurale, in realtà era un sito urbano per eccellenza, dove i parigini si recavano per passare ore felici e spensierate, passeggiando, nuotando e remando in barca. E’ un ambiente fatto di elementi impalpabili, acqua, aria, luce che filtra tra gli alberi, che il pittore tradusse con rapidi tocchi restituendocene tutta l’ariosità ed è indubbio che siano proprio questi elementi a costituire il fascino di un simile ambiente.

La tela della Grenouillère, eseguita “en plein air”, fu dipinta nel 1869, anno d’oro per l’Impressionismo, in cui le tele di Renoir e degli altri artisti del tempo captarono in modo particolarmente felice luminosità di atmosfera, brillìo di luce, tremulo riflesso dei luoghi e delle figure, nelle acque specchianti della Senna. Il riflesso variabile dell’acqua e delle luci, il palpitare delle foglie fanno da sfondo a una commedia i cui protagionisti erano appunto il complesso della Grenouillère e i piccoli eventi registrati sulla tela.

Da notare il verde cupo delle foglie dell’albero sulla rotonda che staccano in maniera perfetta il primo piano dal piano di fondo, trattato con diversa tonalità di verde, in questo secondo piano pochi tocchi di bianco-celeste riescono a dare l’illusione perfetta di un ulteriore piano di profondità.

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N.B. – Abbiate la pazienza di attendere qualche secondo dopo l’ultima immagine del testo: arriveranno pian piano tutte le altre immagini.......Giovanna3.rm

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BUONA DOMENICA DAL BOSCO !!

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fiori_stw-435Oggi vi propongo questa poesia che dimostra cosa è capace di fare una donna che, con le sue virtù e tutta la sua determinazione, riesce a riportare alla vita sociale un uomo emarginato e distrutto nel morale, risvegliando in lui le sue valenti doti artistiche con la sola buona azione di tenerlo al suo fianco. Un grazie ad Ottorino, autore dei versi e un grande elogio all’essenza femminile nel suo essere donna. Giuseppe.

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IL BARBONE

Fu violinista il barbone distinto,fiori_stw-435 nobile decaduto, coperto di stracci, per giorni muto, seduto nel porto fissando sgomento il chiaror dell’alba o le luci rosse del tramonto. Consumava il tempo melenso e inerte, a volte lanciando nell’oleoso scalo, una lenza senz’amo. Scorre il tempo E lo rivedo un giorno fiori_stw-435Trasformato, sereno, gaio elegante, tornato alla vita, tra le calde colonne di un Tempio, aspirando il profumo, al contatto  affettuoso, di una dolce fanciulla giuliva.

Ottorino Mastino

separatori (184) http://www.youtube.com/watch?v=2VCQjyXrvGs Rubrica_cura_23584 Giuseppe3ca_23412