Archive for aprile, 2011

….X TRANQUILLO !!

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FULVIA__10779

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SEEEEEEEEEEE_11940SOOOOOOOOOOO_11968SIIIIIIIIIII_12020

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…… X Rossana1 !!

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CARA AMICA MIA TVB E TI RINGRAZIONE PER I BELLISSIMI

SCRITTI CHE MI DANNO TANTA GIOIA ......

TVB_ROSSANA_10256 http://www.youtube.com/watch?v=2Wq36t2fb2A&feature=related

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DEDICA ……TI AMO AMORE MIO !!

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AUGURI MARINOLOSCO !!

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Questa poesia è già stata pubblicata nel Blog Poesie ......

oggi per il compleanno del nostro

VECCHIO LUPO

viene riproposta qua nel Bosco ...

auguri amico caro ...sono sicura che anche LUCIA  sta leggendo questo scritto

e chissa se gli saranno scese le lacrime ( a me si )

MARINO   T.V.B   E     AUGURI DI CUORE  PER IL TUO COMPLEANNO ....scoooo

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Ciao lucia dopo aver strascorso quasi cinquant’anni insieme, farfallabbluper il volere del Supremo ci siamo separati,le mie giornate ora sono vuote,anche se le figlie e i nipoti mi sono vicini, a volte giro per la casa sperando di trovarti, tu non ci sei, ma ogni cosa mi parla di te, mi siedo sul divano abbracciando il tuo cuscino. Quando mi sento solo apro la finestra del mio cuore, tendo le orecchie al vento, una voce mi sussurra tutto l’amore della mia Lucia, e non mi sento piu’ solo, sento il mio cuore che batte piu’ veloce del vento, quella voce mi dice, uccelliniLucia è sempre con te e non ti lascera’ mai, lei ti ama, come l’amo io, questo amore è cosi bello, cosi felice, cosi gioioso, che non finira’ mai. Un giorno ti ritrovero’ e solo allora resteremo per sempre insieme, è nessuno ci separera’ mai. Ti amo non dimenticarlo mai....tuo marito !!

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UNA CANZONE PER MARINO E LUCIA

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Buona Pasquetta e Buon 25 Aprile !!

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Cosa si indica con il termine “Pasquetta”?

Con il termine Pasquetta si indica, popolarmente, il primo lunedì dopo la domenica di Pasqua (propriamente chiamato: Lunedì dell'Angelo). Con questa festa si vuole ricordare l'apparizione di Gesù risorto ai due discepoli in cammino verso il villaggio di Emmaus, a pochi chilometri da Gerusalemme. E' consuetudine tra i cristiani, proprio per ricordare il viaggio dei due discepoli, di trascorrere questa giornata con una passeggiata "fuori le mura": una "scampagnata" fuori città.

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Buona Pasqua !!

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La Pasqua cristiana, come viene festeggiata in Italia, è preceduta da un periodo di penitenza. Questo spazio di tempo, detto Quaresima, della durata di quaranta 01_uova_di_pasquagiorni, va dalle Ceneri (il mercoledì delle Ceneri, è il giorno in cui il sacerdote pone la cenere sulla testa dei fedeli, in ricordo dei residui dell'ulivo benedetto arso) al Sabato Santo (sabato prima di Pasqua), prevede moderazione alimentare. La penitenza è interrotta solo per la mezza Quaresima, ossia il giovedì della settimana centrale della Quaresima, in cui si sospende l'astinenza e si ritorna per un giorno all'atmosfera del carnevale.

Negli ultimi giorni prima della domenica di Pasqua, in Italia, come in molti Paesi cattolici, si svolgono diversi riti che rievocano la Passione di Cristo. In questa occasione, hanno luogo molte cerimonie folcloristiche in cui vengono rappresentati alcuni episodi della Passione, si benedicono le case, si consuma l'agnello pasquale, e si distribuiscono uova e dolci a forma di colomba.

L'uso di regalare uova è collegato al fatto che la Pasqua coincide con l'inizio della primavera, che anticamente era celebrata con riti per la fecondità ed il rinnovamento della natura. L'uovo simboleggia, infatti, la vita che si rinnova.

Dopo la lunga preparazione alla Quaresima, il ritmo dei riti evocativi della Passione si intensifica e raggiunge il vertice il Venerdì Santo. Con la Pasqua la comunità dei fedeli vive un giorno di lutto universale, espresso attraverso diverse forme di partecipazione popolare.

In molte regioni italiane, all'alba del Venerdì Santo, le donne vanno in chiesa e, a ginocchia nude5 sul pavimento, recitano una breve preghiera. Molte delle preghiere di oggi sono molto antiche, alcune risalgono anche al Quattrocento. In molte regioni italiane, all'alba del Venerdì Santo, le donne vanno in chiesa e, a ginocchia nude sul pavimento, recitano una breve preghiera. Molte delle preghiere di oggi sono molto antiche, alcune risalgono anche al Quattrocento. Oltre alla preghiera, la riproduzione degli eventi, che accompagnarono la morte e la resurrezione di Cristo, è il modo più diretto che la gente ha per partecipare al dolore della perdita. Così, nelle regioni d'Italia vengono messe in atto molte recite in cui, fin dal Medioevo, viene rievocata la morte di Gesù.

PRESO DA INTERNET

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Al di là della tradizionale processione dell’incontro che si effettua con le statue del Gesù risorto e della Madonna immancabilmente 001 (2)la mattina del giorno di Pasqua nella maggior parte dei paesi della Sardegna e del mondo cattolico in genere, vorrei presentare una storia con usi ormai plurisecolari che si ripete, ogni anno, il lunedì dell’Angelo, cioè il giorno dopo Pasqua:

Nella cittadina di Pirri, oggi ormai inglobata nel tessuto urbano di Cagliari, i festeggiamenti della Santa Pasqua sono fortemente legati al culto della Beata Vergine Santa Maria Chiara, ovvero sono i festeggiamenti in onore di Santa Maria Chiara indissolubilmente legati alla Santa Pasqua perché pare che il ritrovamento del simulacro sia avvenuto proprio in un lontano lunedì di Pasqua.

Il culto e la devozione per Santa Maria Chiara (o de Clara o de Monte Claro) ebbe origine nelle propaggini del 001 (32)colle omonimo, situato tra Pirri e Cagliari, il quale prese il nome per la presenza nel suo territorio di un cenobio intitolato proprio alla Vergine, nella prima metà del XIII secolo.

Di tale costruzione si conserva ancora oggi qualche testimonianza, infatti, 001 (126)in tale zona, si ritrovano degli elementi costruttivi tipici dell’architettura cistercense, introdotti per la prima volta in Sardegna in seguito alla politica religiosa portata avanti dal sovrano turritano, Gonario de Lacon (Gunale), morto nel monastero di Clairvaux, in odore di santità, intorno al 1153, dopo essere stato in pellegrinaggio in Terra Santa nel 1147 (al rientro del quale ebbe modo di conoscere san Bernardo di Chiaravalle) e aver fondato in quegli stessi anni, l’abbazia di Santa Maria di Corte presso Sindìa, che donò ai monaci cistercensi.

Fu proprio questo Ordine benedettino a introdurre nel nostro territorio il culto e la devozione per Santa Maria Chiara nei primi anni del duecento.

Le vicende sono storicamente note. Nel 1236 la reginareggente del regno di Calàri (uno dei quattro stati sovrani che nel 001 (174)Medioevo dividevano la Sardegna) Agnese de Lacon Massa e suo marito Ranieri della Gherardesca, conte di Bolgheri e marchese di Massa, donavano alla chiesa di San Panataleone di Lucca, allora in possesso dei monaci cistercensi, l’abitato di Flumentepido, nel Cixerri, con tutte le sue pertinenze, terre colte e incolte, pascoli, acque, salti, animali e servi “…pro remedio animarum nostrarum et parentum nostrorum peccaminum remissione…”

001 (194)Oltre a questo abitato i benedettini ebbero in donazione dagli stessi sovrani altre pertinenze e in quel frangente entrarono in possesso anche del colle di Monte Claro con tutte le sue adiacenze, nelle cui falde fu eretto un cenobio che diede nome allo stesso colle, a ridosso del quale si sviluppò un insediamento: Villa di Sancta Maria de Clara. L’origine del culto per Santa Maria Chiara è da ricollegarsi proprio a quel momento storico che coincide con il massimo sviluppo della presenza dell’Ordine Cistercense nell’isola, voluto e concepito da Roberto da Molesme nel 1098 e al quale San Bernardo di Chiaravalle, poco tempo dopo, avrebbe dato un impulso ed un vigore straordinari.

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Ma è, soprattutto, nelle fonti documentarie conservate nel prestigioso Archivio della Corona d’Aragona di Barcellona (specialmente per gli anni compresi fra il 1322 e il 1584) che ritroviamo le indicazioni più significative le quali, in modo chiaro ed inequivocabile, ci rimandano sempre alla Clairvaux di San Bernardo e al culto Mariano da lui ampiamente rinnovato e diffuso in tutta l’Europa.

001 (212)Il ridimensionamento prima, il successivo abbandono e conseguente decadimento delle strutture del monastero (cenobio) di Monte Claro, portarono, negli anni immediatamente successivi al 1584, alla esigenza di traslare il prezioso simbolo sacro. Nella cultura popolare si racconta che sorse allora la diatriba tra il capoluogo Cagliari e la cittadina di Pirri per il possesso del simulacro. Si decise di affidarsi alla volontà divina ponendo la statua su un carro trainato da un giogo composto di due buoi (uno di Cagliari e uno di Pirri) e lasciare che fossero le bestie senza guida a decidere la direzione e quindi ad indicare a chi affidare la santa: Cagliari o Pirri.

I buoi si diressero verso Pirri. Ancora oggi si perpetua il rito della traslazione della statua di Santa Maria Chiara da Monte Claro (ove è stata costruita una cappella) alla Parrocchia di San Pietro Apostolo in Pirri (ove viene custodita e venerata) con una processione notturna, immancabilmente il lunedì dopo Pasqua. Nel martedì di Pasqua, invece si effettua, con il simulacro della santa, la processione diurna con un percorso che varia di anno in anno al fine di poter interessare, via, via, tutte le strade cittadine. Nell’ottava di Pasqua, infine, altra processione che rispetta rigorosamente il percorso dell’incontro del giorno di Pasqua tra il Gesù risorto e sua madre, la Madonna. Buona Pasqua a tutti.

Giuseppe3.CA

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