Archive for febbraio, 2011

LUTTO ITALIANO !!

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UN  SOLDATO

Io sono stato quello che gli
altri non volevano essere.
Io sono andato dove gli
altri non volevano andare.
Io ho fatto ciò che gli altri
non volevano fare.
Io non ho preteso niente
da quelli che non sanno dare.
Con rabbia ho accettato di
essere criticato come se avessi
commesso un sbaglio ad
accettare il mio dovere.
Ho visto il volto del terrore
ed ho sentito il freddo morso
della paura.
Ho gioito per il dolce gusto
di dare un momento d’amore.
Ho pianto, ho sofferto e ho
sperato…. ma più di tutto,
ho vissuto quei momenti che
gli altri dicono sia meglio
dimenticare.
Rientrato in patria agli altri
Potrò dire che sono orgoglioso
Per tutto quello che sono
Stato….un Soldato.

GRAZIE MASSINO

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Ancora vittime Italiane purtroppo in Afghanistan, stamattina il Tenente Alpino Massimo Ranzani di anni 36, del 5° reggimento Alpini Vipiteno è deceduto e altri 4 militari feriti gravemente nel corso di rientro di una operazione di assistenza medica alla popolazione locale. Ancora una volta da un ordigno micidiale improvvisato chiamato in gergo (jed) salgono così a 37 gli Italiani deceduti in Afghanistan dall’inizio nostra missione 2004, gli stessi erano tutti a bordo di un lince, ultimo attentato contro i nostri militari risale al 18 Gennaio 2011. Una missione può comportare vite umane, ma credo che i nostri politici non possono cavarsela con una riflessione e un minuto di silenzio, credo che sia doveroso pensare oltre all’umanità,e sensibilità , interrogarsi di mandare in Afghanistan mezzi più adeguati per la missione che stiamo facendo.Un augurio ai feriti di un pronta guarigione….Nembo

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Buon Compleanno …..STEFY.RM !!

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Una Triste Domenica !!

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Oggi non credo ci siano parole o poesie che possano colmare l’atroce ingiustizia toccata a dei piccoli Angeli
….e questa poesia del nostro amico Ottorino è adatta per chi compie queste atrocita’  verso il prossimo e verso delle bambine come
la Piccola Sara           La Piccola Yara
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L’uomo è perfetto ?

L’uomo tradisce,

inganna,

prende,

ingiuria,

è infedele,

è fellone,

ribaldo,

malvagio,

empio,

birbante,

briccone,

malfattore,

malandrino,

scellerato;

diserta,

ruba,

rapisce,

usurpa,

trafuga,

piglia,

afferra,

strappa,

estorce,

cattura,

lotta.

A volte dona,

tramuta,

concede,

regala,

elargisce,

offre.

Ottorino Mastino

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ADDIO PICCOLA YARA !!

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glitter 1Il 26 novembre viene rapita  una piccola donna di nome YARA la sua unica colpa è di aver vissuto  in  un mondo schifoso …… non si rendono  conto del male che fanno  alle vittime e alle  famiglie  che vengono colpite da questi lutti inconcepibili  ….

CIAO PICCOLA YARA

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LIBIA UN VERO MASSACRO

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LIBIA UN VERO MASSACRO

Libya ProtestsVedendo quello che sta succedendo, notando che il mondo sta solo a guardare, spinto dalla emotività-rabbia, mi chiedo se un pazzo-tiranno che dista in linea d’aria 200 Km.  da noi, possa fare tutto questo bagno di sangue ritenendoci complici di un complotto internazionale per rovesciare il suo governo. Mi chiedo altresì in che cosa consiste la politica italiana ed europea, e dove sono rintanati tutti i cosiddetti pacifisti che si stracciano le vesti!!!  Dove sono tutti i moralisti? Possibile che non analizzino il quadro strategico di questi giorni e non capiscano che  non siamo di fronte a rivolte spontanee, ma indotte, che mirano a replicare in tutto il nord Africa quanto avvenuto anni or sono?

Le vittime della guerra civile in Libia sono più di 10.000 e 50.000 i feriti. In questi giorni di scontri si è assistito ad un particolare fenomeno che non si era mai verificato nelle altre rivoluzioni mediorientali: i ragazzi sono scesi in piazza a dorso scoperto, un gesto per dimostrare che non sono intimoriti dalle forze di regime e che sono pronti a morire per i propri ideali. Libya ProtestsCosì purtroppo è stato, perché si è sparato su  questa gente inerme. Il movimento per il cambiamento in Libia ha lanciato un appello, attraverso le pagine di un quotidiano Asharq-Al Awasat, ai piloti dell’aviazione nazionale chiedendo loro di bombardare il rifugio del tiranno, ossia il covo di Gheddafi a Bad al-Aziza, un gesto che, sostengono, restituirebbe al popolo indipendenza e libertà; altro invito è stato rivolto a tutti i paesi del mondo  affinché intervengano in aiuto dei manifestanti, travolti in una spirale di violenza scatenata dal rais che non è disposto a cadere senza trascinare l’intera Libia con sé. Un milione di essere umani sono in ostaggio di Gheddafi a Tripoli, sono orig_C_0_fotogallery_9855_listaorizzontale_foto_0_fotoorizzontalerintanati in casa terrorizzati perché l’ordine dato ai miliziani fedeli e ai mercenari è di sparare a vista su qualsiasi cosa che si muova. Nessuno osa uscire, i casi di furti, stupri, saccheggi, omicidi, sono all’ordine del giorno, l’unica salvezza è la fuga. La frontiera, almeno sul lato egiziano, è sotto controllo dei militari del Cairo; secondo informazioni dell’OMI, organizzazione mondiale migrazioni, migliaia di stranieri libanesi-turchi-siriani- tedeschi-forse anche italiani, si sono uniti ai tunisini e stanno passando in Tunisia per tentare di tornare nelle loro patrie. Intanto tre navi della Marina Militare sono in movimento verso la Libia; le stesse potrebbero essere impegnate per il rimpatrio dei nostri connazionali poiché in Libia molti ce ne sono per lavoro. Ora ci sono i C-130 ma, se l’aeroporto dovesse essere chiuso, i nostri connazionali sarebbero rimpatriati via mare. Oltre un milione di profughi arriveranno sulla nostra terra, e mi chiedo se il nostro Paese sia pronto e, soprattutto, capace di tenere sotto controllo questa situazione.

Amnesty International ha accusato oggi la comunità internazionale di aver abbandonato il popolo libico nel momento di massimo bisogno. Proprio mentre il colonnello Gheddafi minaccia di ripulire casa per casa, l’organizzazione per i diritti umani ritiene la risposta del Consiglio di sicurezza vergognosamente al di sotto di quanto necessario per fermare la spirale di violenza; la stessa chiede un’azione concreta, incluso l’embargo immediato sulle armi ed il congelamento dei beni.  Amnesty International ha chiesto da subito l’espulsione della Libia dal consiglio dell’Onu per i diritti umani; invitando altresì questo organismo ad inviare immediatamente una missione d’inchiesta nel paese per fermare l’eccidio. Oltraggioso, altresì, che il Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Unione africana non si sia neanche riunito per esaminare la situazione di emergenza in uno dei suoi stati membri.

orig_C_0_fotogallery_9855_listaorizzontale_foto_4_fotoorizzontaleRicordo che le richieste fatte al nostro governo da Amnesty sono tre: la richiesta, in virtù dei rapporti di amicizia esistenti  tra i due paesi, dell’immediata e incondizionata fine delle violazioni dei diritti umani; la sospensione della fornitura di armi, munizioni e veicoli blindati alla Libia fino a quando non sarà cessato completamente il rischio sui diritti umani; la sospensione delle operazioni congiunte con la polizia libica sul controllo dei flussi migratori.

A prescindere delle decisioni politiche (che non ci competono) noi potremmo far sentire la nostra solidarietà a questo popolo nelle varie manifestazioni.

Tra qualche settimana ci ritroveremo invasi da questi rifugiati e non solo libici, ma anche tunisini, egiziani, ecc..; la virtù dell’accoglienza dei lampedusani non ha mai fatto difetto, ma c’è anche un Consiglio Europeo che è assente …, E noi cosa siamo in grado di offrire ai rifugiati, nella  nostra situazione in cui ogni giorno fabbriche chiudono, la disoccupazione aumenta?  Si pensi pure al fatto che tutta questa gente è sprovvista di documenti,  e che è in ballo anche la nostra sicurezza: ricordo che solo in Tunisia circa 15.000 detenuti sono evasi, questa gente transiterà soltanto in Italia o rimarrà nel nostro territorio? Una direttiva CE del 2004-n°83 richiama le norme di protezione umanitaria ed è valida 3 anni con tanto di sussidiarietà, mentre per i rifugiati politici il permesso è di 5 anni; il nostro paese come definirà lo status di queste persone?

Inoltre, questi paesi sono pronti ad integrarsi nel modo occidentale o non sono ancora preparati a camminare da soli e autogestirsi dopo la fine delle barbarie che orig_C_0_fotogallery_9875_listaorizzontale_foto_1_fotoorizzontalestanno subendo? Pensando anche a molti terroristi infiltrati di Al Queda, che potrebbe forse far nascere uno o più emirati islamici, e che la stessa Cirenaica è forse già una teocrazia religiosa forse sul modello iraniano, tant’è che due sue navi –guarda caso- tutt’ora si trovano nel canale di Suez, un tratto di mare che, all’epoca di Mubarak, non avevano mai potuto attraversare…..Nembo

Tutto questo porta a una profonda riflessione, Voi Eldyani cosa ne pensate?

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Discutiamone Riflettendo …Malattia e amore !!

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Malattia e amore

Nel Venerdì di Repubblica del 2 luglio 2010 alle pagine 124-125, nella Rubrica “Questionì di cuore” a cura di Natalia Aspesi , c’è una bella lettera di una lettrice e la risposta della Aspesi che voglio far conoscere agli amici di Eldy per spingerli possibilmente ad una discussione.

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Scrive la lettrice, che si firma Alice’76:
“Trentaquattro anni, una famiglia unita, benestante, un lavoro gratificante dopo anni di studio, viaggi, un matrimonio da favola con il ragazzo della mia vita, compagno di indimenticabili giorni. Poi il dramma: a soli due mesi dal matrimonio una diagnosi di tumore e il mondo ci crolla addosso. Ora sono due lunghissimi anni che combattiamo e la nostra vita è fatta solo di visite mediche e consulti con prognosi sempre più sconfortanti.
Non ci sono natali, estati, giornate di pioggia o di sole che non siano accompagnati dalla sofferenza, dalla difficoltà di accettare, così giovani, un destino tanto avverso. Mi sento sola nel mio dolore di giovane moglie, sola in mezzo ad amiche che parlano dei loro figli, sola in mezzo ai colleghi che discutono di vacanze, sola in mezzo a una famiglia che, per quanto mi sia vicina, è comunque distante dalla quotidianità del mio dolore. L’immenso amore per lui mi fa promettere ogni giorno di più che gli starò accanto sino alla fine dei suoi giorni, anche se a volte il desiderio più profondo sarebbe quello di scappare e privare me stessa dell’insopportabile dolore di vedere il suo corpo di 35 anni devastato da cure interminabili.
Mi conforta pensare che se non accadrà il miracolo della sua guarigione, la vita saprà comunque ricompensarmi. Per ora mi sollevo guardando i suoi occhi pieni di coraggio e di una straordinaria voglia di vivere e mi rincuoro con le mie piccole gioie: i sorrisi del mio nipotino, gli abbracci insostituibili della mia migliore amica, l’affetto incondizionato del mio inseparabile cane”.
Questa, la lettera di Alice ’76.

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E questa è la risposta di Natalia Aspesi:
“Io non so dare parole di conforto, e inoltre al conforto anche sincero degli altri io non credo molto, perché, proprio come lei sa dire con tanta verità, il dolore lascia soli, lo si vive in totale solitudine, anche quando parenti davvero affettuosi, amiche davvero desolate, vorrebbero condividere, aiutare, lenire.
Un dolore come il suo chiude in una prigione da cui giustamente si vorrebbe evadere, ma non si può: e l’unica persona con cui può condividerlo è proprio chi con il suo male glielo procura. Ed è proprio questa persona, quest‘uomo così giovane e così sofferente, l’uomo con cui è stata tanto felice per un periodo  troppo breve della vostra vita, il solo che alla fine sa consolarla, farla sentire viva, proprio per quel coraggio che ha e che le comunica, quella voglia di vivere che lo sostiene e che la sostiene.
Io non so se esistano i miracoli, ma so che la vita riserva sempre sorprese, e gioie, e che sperare insieme che la malattia arretri e vi consenta un futuro, sia possibile e vi aiuti a continuare ad amarvi”.
Natalia Aspesi

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Per me è uno scambio di lettere che ha del miracoloso in un mondo così pieno di problemi che fa finta di non averne, in un mondo di distratti che non avrebbe alcuna ragione  di distrarsi.
Discutiamone riflettendo, se vi va. Grazie.

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