Archive for settembre 7th, 2010

…….Non solo Fiat …….Discutiamone !!

AZZURRO  DISCU

Non solo Fiat

Dalle nuove regole il futuro del lavoro

E’ un articolo di Oscar Giannino apparso su Il Messaggero di Roma  del 28 luglio 2010 alle pagg. 1-20. Si parla del comportamento della Fiat per Pomigliano e della probabile evoluzione delle regole sul lavoro che presumibilmente ne deriverà. Già, in proposito, il nostro panorama politico e sindacale è in ebollizione.

Giannino ha coraggio e non ha peli sulla lingua. Quello che scrive ci farà certamente ragionare e riflettere.

Ecco l’articolo:

a“…………. La Fiat spiegherà ai sindacati e a tutte le imprese italiane, alla politica e al Paese quali siano le intenzioni che ha maturato. Se c’è un rischio palpabile, e che bisogna augurarsi venga scongiurato attraverso l’esercizio di un grande senso di responsabilità, è che gli interlocutori politici e sindacali continuino a non capire. Come hanno fino alla fine sottovalutato la volontà della nuova Fiat di vincere a Pomigliano con il consenso della maggioranza dei lavoratori la sfida dei 18 turni e dello straordinario aggiuntivo contro il quale non sono ammessi  scioperi, della lotta all’assenteismo e ai finti malati. Il rischio oggi è che non prendano sul serio la volontà della Fiat di dare alle nuove regole confermate dal voto la piena dignità  di un vero e proprio nuovo contratto di lavoro, che impegni l’azienda da una parte, e tutti i lavoratori esplicitamente consenzienti dall’altra.

Si oppongono a questa impostazione una serie di obiezioni di ordine diverso. Alcune ostative per principio. Altre, comunque per sostanza. Altre ancora, infine, su alcune rilevanti questioni formali che inevitabilmente vengono toccate dalla novità, nel delicato terreno delle relazioni industriali. Cerchiamo di capire e distinguere, distinguendo il grano dal loglio. Poiché è una scelta che potrebbe avere un’importanza storica non solo nella storia plurisecolare dell’azienda leader nella manifattura italiana, ma nell’intero rapporto tra aziende e lavoratori nel nostro Paese, finalmente con l’occhio fisso al mondo che cambia invece che solo attento a preservare forme e riti di un passato che non regge più all’impatto dei mercati internazionali.

C’è  chi è stato contrario ai 18 turni di Pomigliano e respinge la libera decisione della Fiat di destinare  agli stabilimenti in Serbia la produzione di alcuni modelli precedentemente allocati a Mirafiori, solo perché respinge la logica della globalizzazione…… Rispecchiano la lunga illusione di un Paese che ha creduto di poter vivere con la porta chiusa a quel che avviene nel mondo……… Queste opposizioni ideologiche ci sono e sono pervicaci ma la grande novità è che sono ormai minoritarie: a Pomigliano come nel resto del Paese.

b

….C’è poi chi si oppone all’idea avanzata dalla Fiat –una newco (nuova compagnia) che riassuma stipulando un nuovo contratto- perché difende ad ogni costo l’intoccabilità del contratto dei metalmeccanici……Il paradosso è che a difendere a spada tratta l’intoccabilità del contratto e la sua inderogabilità azienda per azienda con veri e propri contratti alternativi sia proprio la Fiom, che in occasione degli ultimi due rinnovi non ha apposto la propria firma sotto il contratto che oggi  invoca come un’insuperabile linea Maginot.

….C’è poi infine chi comprende e condivide la sfida in cui la nuova Fiat si è lanciata, di giocare un ruolo di prima fila nel consolidamento mondiale dell’auto, senza più accontentarsi del mercato domestico ed europeo. E’ un campo che comprende grandi  sindacati come Cisl e Uil,  pezzi di politica di entrambi gli schieramenti, e sicuramente Confindustria…….

Non nascondiamocelo. Inizia il cammino per un obiettivo che in Italia non era mai stato a portata di mano. Quello della libertà, per le imprese e i loro dipendenti, di cpoter scegliere fra un contratto nazionale al quale far riferimento, o un contratto aziendale integralmente sostitutivo. Altrettanto garante dei diritti dei lavoratori, ma diversamente aperto alle esigenze di ogni azienda, dei suoi prodotti, dei suoi mercati. Relazioni industriali da XXI secolo, finalmente. Che postulano una testa diversa da parte di tutti, aziende, sindacati e politica. Ma, per raggiungere quell’obiettivo, oggi è essenziale evitare errori che potrebbero essere rovinosi”.

Da parte di tutti, aggiungo io. Nessuno, in questa fase così delicata dell’economia mondiale, dovrebbe muoversi con paraocchi ideologici e/o di interessi costituiti. Ma non sono certo qui a parteggiare. Discutiamone, se vi va.

Lorenzo.rm

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