GIOVANI E ALCOL

ROSSO DISCU

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GIOVANI  E  ALCOL Un problema che è dilagante ormai. birra_boccali_web--400x300L'86%  dei minorenni e giovanissimi che frequentano i luoghi di aggregazione giovanile,consuma alcol in eccesso nel fine settimana. Il piacere del gusto è secondario. Il bisogno di eccedere è legato al fatto che tale sostanza -attutisce paure, timidezza -allenta le inibizioni -dà senso di euforia, benessere -aiuta a star meglio nel gruppo dei coetanei -asseconda il desiderio di trasgressione. Scarsa è la percezione del pericolo, essendo l'alcol una sostanza legale, socialmente accettata. Vi è inoltre una elevata pressione sui giovani da parte della pubblicità che esalta il valore positivo del bere sostanze alcoliche.611344049 E' pressochè assente una doverosa vigilanza da parte delle famiglie che sottovalutano il problema. I costi sociali sono molto elevati in termini di perdite di vite umane (il 25% dei decessi tra i giovani di età compresa tra 15 e 29 anni è legato al consumo a rischio di bevande alcoliche) La comunità scientifica internazionale attribuisce all'abuso di alcol in età giovanile, i danni permanenti al S.N.C. (sistema nervoso centrale) che compromettono la funzione cognitiva, per cui vi è il concreto rischio che in  futuro avremo una classe dirigente non del tutto brillante.

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MIO COMMENTO La famiglia ha un ruolo determinante nella prevenzione. ytI genitori hanno il compito di  supportare l'adozione di stili di vita e di consumo già dalla prima infanzia.E' statisticamente accertato che i figli di genitori astemi o che bevono moderatamente, magari solo a pasto, corrono rischi minori nell'età adolescenziale. Bisogna cercare il dialogo, fornendo informazioni sulle modifiche delle performances individuali sotto l'effetto dell'alcol. Occorre incoraggiare l'anticonformismo creando i presupposti perchè si sviluppi la capacità critica e la consapevolezza dei rischi.ttt Un escamotage utile, con i minorenni, potrebbe essere quello di offrire la casa agli amici dei figli,ambiente dove è più facile dimostrare che si può creare un clima spensierato di convivialità anche con bevande analcoliche. Non è possibile proteggere i ragazzi 24 ore al giorno.Noi abbiamo però il compito di farli maturare e renderli capaci di autogestirsi nelle situazioni a rischio.

SILVANA1.GE

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LORENZOROSSO


COMMENTI

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  1. il 28 luglio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Silvana pone alla nostra attenzione, e vigilanza, uno dei problemi di fondo della nostra disorientata società, soprattutto nel mondo giovanile. I ragazzi sembrano fortissimi, a loro dire, sanno tutto, hanno possibilità infinite di controllare i problemi e di fronteggiarli. Semplicemente non è vero. Vi preghiamo di partecipare al dialogo, che coinvolge in primo luogo le famiglie: i genitori, e anche i nonni. Considerando che le società si guastano, vanno alla malora, a cominciare dai loro giovani.

  2. il 28 luglio, 2010 nadia8rm dice:

    Purtroppo i nostri giovani sono ormai degli sbandati(non tutti per fortuna)dormono di giorno e vivono(se questo si puo’ chiamare vivere)di notte,e io mi domando;ma i genitori dove sono.La mattina mi sveglio molto presto e fumando una sigaretta sul mio terrazzo vedo giovani che specialmente di sabato mattina rientrano a casa traballanti,giovani che hanno anche 14 o 15 anni.Colpa loro?,no,intanto i genitori dormono tranquilli.il ruolo della famiglia purtroppo non esiste quasi piu’e pur di mettere la coscenza a tacere questi cosiddetti genitori trovano ogni scusante per i loro figli; va tutto bene,sono giovani lasciamoli vivere,danno loro tutto cio’ che vogliono,insomma,se li comperano.Mi fanno pena davvero…i ragazzi,e i loro genitori mi fanno tanta rabbia perche’ ormai pensano solo a loro stessi

  3. il 28 luglio, 2010 lieta dice:

    credo silvana che sti genitori pe no impazzi mettano un po la sordina alla loro mente almeno certuni presi da necessita terrestri pesanti e cmq c’è insano egoismo non cerca dialoga coi propri figli anche se dialetticamente in casi estremi mondo allo sfascio per mancanza de esempi e le persone valide spesso nu son imitate perche’ non hanno il fascino della empatia garban di + esempi edonistici e anche la mancanza di vera cultura porta a ste deviazioni fuorvianti come appunto pure alcolismo purtroppo ciao

  4. il 28 luglio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Silvana risponderà ai vostri quesiti ed osservazioni. Io mi permetto di dire qualcosa all’amica Nadia. Tutto bene quello che dici. Ma le famiglie, più che rimproverate, dovrebbero essere educate alla responsabilità nei confronti dei loro figli. Figli che, nella gran parte dei casi, nemmeno li considerano come esseri pensanti perché il minimo che pensano di loro è che sono arretrati e non capiscono le loro esigenze. Il fatto è che non si tratta solo di libertà ma, come nel caso dell’alcol, di autodistruzione. E i “poteri forti” della società che ne pensano? Che modelli offrono?

  5. il 28 luglio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    A Lieta un caro saluto. Hai toccato il tasto della cultura e hai fatto benissimo. La vera cultura, però, quella non tanto della conoscenza dei verbi e articoli, ma della coscienza del ruolo che dobbiamo ricoprire nella società, tutti, anziani e giovani, un ruolo positivo, di reciproco aiuto, di responsabilità, rivolto al bene e non alla trasgressione fasulla che dà la morte.

  6. il 28 luglio, 2010 Nembo dice:

    Bellissimo argomento, proposto da Silvana e Lorenzo, purtroppo siamo uno dei paesi che i nostri giovani, e non solo a fine settimana non danno importanza a questo fenomeno molto pericoloso grave e nocivo per se stessi e per gli altri, si nota che da alcuni sondaggi l’età è sempre meno elevata, adolescenti possiamo dire si abusano di questo fenomeno. Si parla sempre di droga, fumo, ( non meno importante) mentre il tema dell’alcol è rimasto diciamo nell’ombra anche se non solo in questo periodo ma in tutto l’arco dell’anno sentiamo che la maggior parte di omicidi, risse e quant’altro sono dovuti appunto a questo fenomeno. Per i teenagers ubriacarsi a 12 -13 -14 anni è moda e motivo di vanto non solo di ragazzi ma anche ragazzine, si inizia con gli happy-hour, si continua poi con la birra, chiupito, e beveroni. La legge vieta di somministrare alcolici al di sotto di anni 16 ma i ragazzi, oggigiorno se si siedono nei pub, e chiedono di bere alcolici e agli stessi vengono negati, si alzano e se ne vanno da un’altra parte, gli stessi si portano le bottiglie comprate ai supermercati, bere fa più morti della droga me nessuno si preoccupa. Per i nostri giovani bere non c’è gusto, ma piuttosto è un modo per socializzare, non è più una trasgressione ma un terribile modo chiamato conformismo, questa è la parola d’ordine. L’aspetto inquietante è che l’alcol diviene l’inizio della dipendenza e l’apertura al mondo della droga. Mi chiedo come è possibile che quando un ragazzino rientra a casa con i postumi della sbornia, nessuno si accorge? E’ possibile? O semplicemente si “lascia correre” per il buonismo politicamente corretto solo per scaricare le proprie responsabilità su una generica mala-società astratta e non assumersi le proprie colpe di genitore (fallito). Sarebbe molto opportuno adoperare il nostro impegno a spiegare e convincere che ne alcol, ne droghe possono servire a formare la nostra responsabilità, o farci guadagnare la stima degli altri. E questi poco attenti genitori, non devono sempre dire è colpa delle istituzioni, della scuola ecc.., l’educazione, il rispetto, nasce e si mantiene tra le mura domestiche perché quello che uno ha dentro è sempre più importante di tutto. In Italia i controlli ci sono ma le pene non sono adeguate purtroppo, poi sentiamo che sui incidenti quasi sempre sono già recidivi, secondo il mio modesto parere, si dovrebbe avere un codice unificato in tutta Europa, vedi ad es. in Germania tolleranza zero è proprio il caso di dire, oltre al divieto di vendere alcol ai giovani minori di anni 21, è prevista una pena per incidenti stradali gravi fino a 5 anni, e si fanno tutti, altro esempio, in Grecia dove sono anche grandi bevitori, in caso di controllo positivo, ritiro di patente per 180 giorni e l’asportazione della targa del veicolo, in caso di recidiva 2 mesi di pena, in Spagna è messa peggio di noi, poiché diciamo che le pene si affogano nell’alcol, ( pene inferiore a anni 2 non si va in carcere), ma se si è recidivi allora la galera non è più evitabile, in Polonia, avere un tasso alcol emico da 0,2 a 0,5-g/l, multa e carcere fino a giorni 30 e divieto di guidare da 6 mesi a tre anni la legge Polacca non ammette deroghe, questi sono alcuni esempi. I controlli effettuati nel nostro paese nel 2006 sono stati circa 250.000 sì è passati a 1,4 milioni nel 2008. Un incremento che può apparire consistente, ma in realtà è del tutto inadeguato se si considera che rappresenta solo il 4% delle patenti attive. Lo dimostra il fatto che nel 2008 gli incidenti dovuti allo stato di ebbrezza ( secondo l’ISTAT) sono stati 5920, uno su tre ha meno di anni 28. Sono tutte inquietudini che serpeggiano fra i genitori sapendo che hanno figli alla guida. Con questo mio scritto, (esternazione) non voglio essere un contraddittorio a tutto, ma bensì un momento di riflessione per avere un domani una società più sana, vivibile, e sicura.

  7. il 28 luglio, 2010 liunapn dice:

    i genitori vogliono essere liberi di godersi la vita non vogliono fare sacrifici per i figli così è molto piu facile dire sempre si e il risultato pyrtroppo si vede….speriamo che qualcosa cambi altrimenti rimane un mondo di vecchi….

  8. il 28 luglio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Fiorenzo, grazie dei dati che hai fornito. Essi testimoniano la gravità del fenomeno. La responsabilità dei genitori è evidente, ma non è solo dei genitori per questo caso. E’ di tutti coloro che, a seconda della situazione, “scaricano” il problema su altri livelli , alzano il tiro coinvolgendo le cattive compagnie, la sempre anonima società, lo Stato, ecc. non mettendoci mai la propria faccia e non assumendo le proprie colpe. E’ comodo, poi, perché, adottando questo modello di comportamento, non paga mai nessuno. Infatti, come ben sappiamo, responsabilità di tutti, responsabilità di nessuno.

  9. il 28 luglio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Luna, quanto hai ragione! Un mondo di vecchi e di irresponsabili.

  10. il 28 luglio, 2010 NEMBO dice:

    Lorenzo come sempre sei saggio,hai ragione, ti devo dire AFFERMATIVO.

  11. il 28 luglio, 2010 NEMBO dice:

    Comunque nulla è più bello dell’amore di un padre, di una madre per il proprio figlio. Il sacrificio indica il vero Amore. Nessuno ha amore più grande di colui che si sacrifica per coloro che ama. I figli imparano attraverso l’insegnamento diretto dei propri genitori. ( Efesini 5:21) vedasi anche (Efesini 6:4)Un saluto a tt.

  12. il 28 luglio, 2010 silvana1.ge dice:

    Il problema alcol è un problema sociale e come tale andrebbe considerato. Ad ognuno la propria responsabilità.Lorenzo giustamente mette in rilievo il disagio delle famiglie, lasciate sole, e Nembo sottolinea la carenza delle istituzioni, i controlli che se ci sono, non sono sufficienti.Il problema generale è la caduta dei valori tradizionali. Si vive per apparire, si deve socializzare a tutti i costi (ma come se non si è lucidi???): siamo immersi in un vuoto che non riusciamo a colmare in alcun modo.Partirei però dalla famiglia che a mio avviso deve assolutamente cercare di educare, fin dalla prima infanzia, dare delle indicazioni, orientare i comportamenti anche con l’esempio.Sobbarcarsi l’onere, anche a scapito del riposo notturno, di vigiliare dove vanno i figli, chi frequentano, ed ..esserci (svegli) quando tornano a casa. Con quali altre armi si combatte la cultura del consumo di alcol se non con un affiancamento costante, affettuoso, dialogante ? I ragazzi, per diventare adulti, devono conoscere il limite, sperimentarlo attraverso “paletti” molto definiti che solo una famiglia presente può mettere.Nembo sottolinea con grande dolcezza il volto di una famiglia che aiuta a diventare adulti!!!
    Le istituzioni?Vedo solo ipocrisia…controlli insufficienti,comuni che organizzano feste della birra ecc,
    implicitamente complici di questa non cultura.
    Per non parlare della scuola…. Qualche isola felice tuttavia c’è. Vi sono comuni dove si organizzano corsi per genitori.Psicologi ed esperti cercano di dare risposte ai quesiti che genitori spesso disperati pongono sulle dinamiche adolescenziali. Ma sono rare ecezioni.
    Il fatto è che in una società complessa occorrono competenze specifiche anche nel campo della psicologia dell’età evolutiva. Il ruolo di genitori richiede sforzi maggiori rispetto al passato. Richiede consapevolezza della delicatezza del ruolo, buona volontà,disponibilità a mettersi in discussione, apprendimento costante, cioè serve più cultura.

  13. il 28 luglio, 2010 lieve dice:

    L’insicurezza,il desiderio e l’incapacità di stare al centro dell’attenzione, la voglia di essere originale.
    Iniziano così i nostri ragazzi,(quelli che diventeranno alcolisti), poi, qualsiasi motivo diventa valido per anestetizzare le loro ansie,che di solito sono l’incapacità di affrontare a vita e di risolvere i loro problemi, quindi una certa sensazione di disagio che li porta a credere di essere dei buoni a nulla, li induce a bere sempre di più, portandoli ad una dipendenza psicofisica all’alcool.
    A questo punto la personalità cambia , diventano irrazionali ed aggressivi, con tutto ciò che ne deriva…
    Teniamoli d’occhio e blocchiamoli subito, questi ragazzi…
    Appena vediamo che cambiano umore velocemente,che hanno incapacità di concentrazione,che tendono ad isolarsi durante la settimana, aspettando il sabato sera, che sono un po’ trascurati , schivi e depressi…. Controlliamo le bottiglie del nostro bar,possono farlo anche i nonni e segnalarlo ai genitori….
    I giovani,sono la nostra risorsa per il futuro, aiutiamoli impedendo loro di distruggersi….
    Ci sono dei centri per etilisti, dove psicologi specializzati possono informarci, ed aiutare noi e loro…
    basta informarsi e chiedere aiuto:perchè da soli è difficile farcela contro questa piaga sociale.

  14. il 28 luglio, 2010 silvana1.ge dice:

    Nadia, Lieta, non posso che essere d’acocrdo con quanto avete scritto. I genitori ed il loro lassismo, un modo di adeguarsi alla corrente culturale, che tuttavia denota una loro totale inadeguatezza al ruolo genitoriale.
    Non riescono ad essere autorevoli e fermi. E’ il dialogo con i propri figli che manca. Dialogo a volte può significare scontro ,per attraversare il quale occorre avere una forza interiore

  15. il 28 luglio, 2010 silvana1.ge dice:

    scusate continuo: e la capacità di avere ben chiaro quello che è l’obiettivo da raggiungere: traghettare i propri ragazzi verso la consapevolezza dei rischi.

  16. il 28 luglio, 2010 silvana1.ge dice:

    Brava Lieve! hai descritto efficacemente l’aspetto operativo del ruolo genitoriale che deve includere interventi a tutto campo.Soprattutto bisogna, come tu hai sottolineato implicitamente , rimuovere la presunzione di riuscire a gestire da soli i problemi quando si presentano.
    Hai citato il problema della insicurezza adolescenziale.
    Quanti genitori ne sanno riconoscere i “sintomi”??

  17. il 28 luglio, 2010 NEMBO dice:

    Oggi pom. approvato la modifica al C.d.S. già attuativo fine settimana, novità per l’alcol, tolleranza zero per chi ha la patente di guida meno di tre anni, ma anche per chi guida mezzi pub. autobus, taxi, e camionisti, aumento delle sanzioni per tutti gli altri. Altresì divieto assoluto di vendita di alcolici e superalcolici nei locali notturni dalla 3 di notte alle 6 di mattina, in autogrill divieto di bevande alcoliche dalle 22.00. Infine tutti i pubblici esercizi ristoranti, bar, ecc, obbligo di possedere un etilometro mettendolo a disposizione dei clienti. E’ poco ma avanti così.

  18. il 28 luglio, 2010 NEMBO dice:

    Scusate ma chi dovrebbe badare ai propri figli, forse i servizi sociali? Come nn riconoscere se il proprio figlio ha una sbornia? Cosa deve fare avere un etilometro? Ci vuole fermezza raga!

  19. il 28 luglio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Vogliamo parlare anche del cattivo esempio dato dai genitori quando, mamme e papà, seguono i loro figli nelle loro scorribande e si fanno un vanto di essere come loro? La mamma,come sorella maggiore ed il babbo, come fratello maggiore? Queste persone dovrebbero vergognarsi.

  20. il 28 luglio, 2010 silvana1.ge dice:

    Si Lorenzo, come si fa a non capire che i figli hanno bisogno di identificarsi con i genitori in quanto figure autorevoli, non fratelli….e poi io sono anche convinta che i ragazzi la sera abbiano troppi soldi in tasca. Non bisognerebbe incidere ache su questo aspetto?? Magari coalizzarsi tra genitori, confrontarsi ed agire in modo analogo…creare una rete di complicità e fare una prevenzione discreta ma ferma. Spesso non si conoscono le famiglie degli amici dei propri figli. E’ profondamente sbagliato

  21. il 29 luglio, 2010 robertadegliangeli dice:

    Molti pensieri giusti anche sbagliti come tutto nella vita. Ma se vogliamo bene veramente ai nostri figli dobbiamo occuparci di loro con consapevolezza. Compito che ci siamo assunti quando abbiamo deciso di essere genitori, un po alla volta si impara, certo e molto piu facile dire SI, perche ci spiana la strada, i NO sono sono meno popolari ma rendono le persone piu responsabili, fa che ci sia dialogo, anche discussione, ma sempre di dialogo si tratta. Cosi passiamo le nostre conoscenze e aiutiamo i nostri figli a fare scelte piu consapevoli. Aiutandoli anche negli errori anche queli servono per crescere sempre e comunque amandoli gli insegnamenti arrivano prima .

  22. il 29 luglio, 2010 silvana1.ge dice:

    Roberta, è condivisibile totalmente ciò che esponi. Hai giustamente sottolineato un percorso d’amore.Così deve essere. I NO sono provvidenziali per acquisire consapevolezza del proprio agire, ma anche gli errori sono utili per crescere e comprendere la vita.Noi genitori dobbbiamo però anche riuscire ad accettare gli errori, affiancando i nostri ragazzi nella comprensione della loro portata, possibilmente senza giudicare,…anche se è molto difficile non erigersi a giudici.

  23. il 29 luglio, 2010 silvana1.ge dice:

    Nembo, hai giustamente sottolineato le nuove normative in arrivo.C’è però da augurarsi che esse siano applicabili nel concreto, considerando la nota carenza di personale addetto
    ai controlli.

  24. il 29 luglio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Quindi, genitori come Eroi Positivi, non come persone che vanno al guinzaglio dei giovani scimmiottandone gli interessi e le azioni. Questo è il punto di aggancio forte, con i ragazzi e con la stessa realtà. Essere le fotocopie dei ragazzi non fa acquisire loro consapevolezza di quello che fanno e rendono noi grandi alla stregua di gente che si conforma a mode altrui mortificando la nostra personalità ed il nostro ruolo.

  25. il 29 luglio, 2010 luciano3rm dice:

    Lorenzo, ci troviamo di fronte ad un problema di proporzioni crescenti che non può essere assolutamente sottovalutato, La nostra gioventù viene chiamata Gioventù bevuta. Esistono nel nostro paese varie responsabilità,la politica,la scuola spesso è vacante i genitori non sono severi troppo permessivi, quando occorre bisogna essere severi il buonismo è solo sinonimo di scarso impegno, devono prendere in mano la loro responsabilità educativa solo così possiamo salvare i nostri ragazzi. UN SALUTO

  26. il 30 luglio, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Un affettuoso abbraccio, Luciano.

  27. il 01 agosto, 2010 silvana1.ge dice:

    L’argomento proposto ha suscitato interesse ed è stato sviscerato nei suoi molteplici aspetti. Si è sviluppato un confronto costruttivo e utile.
    Ringrazio con calore tutti coloro che hanno partecipato, e ringrazio in particolare Scoiatttolina e Lorenzo che hanno ospitato la mia riflessione sul tema alcol.

  28. il 03 agosto, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Grazie a te, Silvana. Hai dato corpo perfettamente al nostro modello di funzionamento. Quando il tema proposto interessa e si avvia un dialogo aperto fra noi, raggiungiamo il nostro scopo, che è sempre quello di accrescere la simpatia, la confidenza, l’amicizia fra gli eldyani.