Archive for luglio 17th, 2010

Buona domenica ..e auguriiiiiiiii ggggggg !!

DEDICHE

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L’ALTRA FACCIA DEL MONDIALE

SONDAGGI

L'ALTRA FACCIA DEL MONDIALE

Scritto da: Roberto Perrone Venerdì sono stato a Soweto con la mia cara amica Stefania e il mio nuovo amico Stefano. AFRACCi guidava una ragazza di lì, Solinka, che ci ha fatto fare un giro non solo turistico, facendoci visitare il supermercato sociale dove lavora sua sorella e invitandoci a casa sua. Roba autentica, vita vera, non solo la casa di Mandela: fra non molto farà la fine della fontana di Trevi con un Totò locale che la venderà a uno straniero allocco. L'ultima tappa è stata al museo dell'Apartheid. E qui è successo questo. All'ingresso, pagato il biglietto, ti danno, oltre alla guida, un cartoncino. Io pensavo che facesse parte del kit del visitatore. Sul mio c'era scritto, in afrikaans e in inglese "solo bianchi". Qualche metro dopo, al momento di entrare nella struttura vera e propria, un altro addetto ci ha chiesto i cartoncini e ci ha indicato da dove accedere al museo. Io e Stefania a destra, Stefano a sinistra. Beh, non eravamo preparati e Stefano, grande e grosso, ha avuto un attimo di sbandamento. E anche noi. AFR Sul suo cartoncino infatti c'era scritto "No whites". In pratica si tratta di una divisione che dura una decina di metri, poi le strade si ricongiungono. Ma quell'istante, vi assicuro, non essendoci preparati, procura più che un brivido di disorientamento. E' un attimo, perchè sei con degli amici e ti chiedi perchè ti fanno entrare da un altra parte. Però basta questo e si potrebbe pure evitare di fare il giro che dura almeno un'ora e mezza. Ho capito il messaggio. A me, che sono entrato sempre dalla porta che volevo e se qualcuno me la sbarrava per un motivo che ritenevo ingiusto, sbagliato, illegale, si prendeva la mia risentita riprovazione, le mie proteste, il mio ricorso al leggi e regolamenti e spesso era costretto ad aprirmela, facendomi pure le scuse, ha fatto riflettere.

Il Mondiale dell'Africa

senza africani Scritto da: Luca Valdiserri Le partite sono iniziate e l'emozione in Sud Africa è grande. I Bafana Bafana hanno rischiato di battere il Messico e questo ha alzato di molto l'entusiasmo nel Paese. E tutti cercano di partecipare, come possono. AFRACOOOEELa Fifa, straordinaria promoter di se stessa, dice che questo è il Mondiale dell'Africa. Sepp Blatter ha partecipato alla cerimonia inaugurale come se fosse una rockstar. Una di quelle che per ogni concerto impara due parole nella lingua locale (Madonna: Siete caldi? Bono: Gratsie Mailano! Ecc. ecc.) e cerca così di creare una forma non richiesta di vicinanza. Il concerto di Soweto, venerdì notte, era stato molto più coinvolgente della cerimonia inaugurale, proprio perché c'era molta gente "vera" e pochi parrucconi dell'establishment. Lo slogan è bello: il Mondiale dell'Africa. Ma la realtà è che di africani, dentro gli stadi, ne vedremo pochi. Ad eccezione delle partite del Sud Africa e della Nigeria, ma solo perché i nigeriani a Johannesburg e nel resto del Paese sono una grande comunità di lavoratori e/o immigrati senza lavoro. Una stima dell'Equipe, poco prima dell'inizio del Mondiale, fornisce queste cifre: 110.000 biglietti comperati dagli americani, quasi 100.000 dagli inglesi, 43.000 dagli australiani e 40.000 dai tedeschi. Il Ghana? Meno di 9.000. La Costa d'Avorio? Appena 6.000. L'Algeria? Poco più di 4.000. AFRACOOO Il biglietto meno caro costa l'equivalente di 13 euro, ma tra la popolazione nera sudafricana chi ne guadagna 50 al mese è un privilegiato. Certo, qualcuno ci guadagnerà con il Mondiale. E anche tanto. Le cifre di alberghi, ristoranti e taxi, per esempio, sono aumentate almeno del 30% rispetto alla Confederation Cup di un anno fa. E poi ci guadagnerà la Fifa, che è diventata una Onu senza soldati delle forze di (cosiddetta) pace o una Unicef senza alcuno scopo umanitario

SUGGERITO DA  PAT