Archive for luglio 9th, 2010

La legge naturale

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La legge naturale

92Confesso di non conoscere Mario Capanna nella veste di commentatore di cose di religione. Per me è stata una sorpresa  aver letto ne il Giornale  del giorno 22 febbraio 2010 a pag. 38 una sua opinione inserita nella rubrica Sottosopra che, criticando un’opinione espressa dal Papa, indica una strada, in tema di etica e legge naturale, che, a mio giudizio,  può servire da guida comune per l’umanità dei credenti e non credenti. Ve la passo senza commenti particolari. Dunque, l’articolo ha il titolo: “Benedetto XVI, l’etica e la legge naturale” ed esso recita: 44444“Parlando alla Pontificia Accademia per la vita, Benedetto XVI, in merito alle questioni di bioetica, ha sostenuto che lo Stato deve richiamarsi alla legge “iscritta da Dio creatore nel cuore dell’uomo,  legge che ogni ordinamento giuridico è chiamato a riconoscere come inviolabile”.  La questione, delicatissima, ha implicazioni decisive. Il precetto del Papa porterebbe, né più né meno, allo Stato etico, sulla base della morale cattolica.  Realizzazione durata secoli, da Costantino in qua. Oggi non è più accettabile un tale fondamentalismo. Per la coscienza laica  l’etica scaturisce dal diritto naturale (nessuno può prevaricare sull’altro, ecc.); la coscienza cattolica presuppone un di più: la legge naturale sarebbe iscritta da Dio nel cuore dell’uomo. Di ogni uomo? No, è evidente: essendo la fede un “dono di Dio” (Pascal), i beneficiati sono solo un sesto dell’umanità, tanti sono  attualmente i cattolici. Non si tratta di disputare teologicamente sull’<avarizia> di Dio: è il dato di fatto che conta. Può lo Stato (qualsiasi Stato) assumere come principio ispiratore –e vincolante per tutti- il punto di vista di una minoranza, per quanto rispettabile, degli esseri umani? In un passo precedente dello stesso discorso, il Papa aveva sottolineato (con chiaro riferimento al nazismo e ai regimi totalitari): “La storia ha mostrato quanto possa essere pericoloso e deleterio uno Stato che proceda a legiferare su questioni che toccano la persona e la società pretendendo di essere esso stesso fonte e principio ispiratore dell’etica”. 2222Logica vuole che si faccia notare come, con quelle parole, il Papa incappa in una contraddizione vistosa: se lo Stato sceglie –facendone obbligo a tutti- l’etica di una minoranza, che è convinta di averla ricevuta come rivelazione da Dio, è proprio con quella scelta che pretenderebbe di “essere esso stesso fonte e principio dell’etica”. Lo Stato ha un solo modo per non prevaricare su nessuno (religioso o laico che sia): garantire con le leggi, in base al diritto naturale, che ogni persona (e popolo) sia considerata sempre come fine e mai come mezzo (Kant). Che è poi, a guardar bene, lo stesso principio indicato da un grande padre della Chiesa come Agostino, che sosteneva: “Ama et fac quod vis”. Ama e fa ciò che vuoi: se ami veramente, non puoi fare del male ad alcuno. Nemmeno a te stesso.”. Io  non entro naturalmente sulle definizioni formali nonché sulle differenze tra le prescrizioni di Dio e quelle assumibili dallo Stato in quanto rappresentante di tutti i cittadini. Ma se, sul piano dei contenuti, le due posizioni non fossero così distanti e se, in fondo, i 92risultati si equivalessero pur partendo da punti di vista diversi? La forza dell’amore non potrebbe consentire un cammino comune? Lorenzo.rm

LorenzoRIFLETTIAMO INSIEME E MAGARI DISCUTIAMONE !!