Femminilità al lavoro !!

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Femminilità  al lavoro

Il” valore D” e la nuova economia

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Ho trovato sulla rivista Alternative per il socialismo n. 12/2010 (la rivista di Fausto Bertinotti, per intenderci)  un articolo di Lea Melandri  con il titolo  riportato sopra. Ne ho preso alcuni stralci per farvelo valutare e, soprattutto, spingervi al dialogo. E’ un articolo “pessimista” sulla volontà e intenzione di far crescere davvero la donna sul piano del lavoro. Ma, comunque, il pericolo che le nuove cosiddette conquiste siano aria fritta c’è sempre.

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Ecco alcuni stralci che mi sembrano significativi.

lavoratrice-donna“Sugli stereotipi di genere non si è fondato solo il dominio dell’uomo sulla donna, o della storia sulla natura, ma anche la divisione sessuale del lavoro. Le donne sono state storicamente confinate sul versante che è parso più vicino alla “loro” natura di genitrici, custodi della sessualità e degli interessi della famiglia; l’uomo ha riservato a sé la sfera pubblica, senza rinunciare per  questo ad estendere il suo dominio sugli interni delle case: “Come una stirpe –scrive Freud – o uno strato di popolazione che ne abbia assoggettato un altro per sfruttarlo”.

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E’ ormai da alcuni secoli che le donne hanno cominciato la loro migrazione verso i donna_0territori riservati all’altro sesso, tanto che oggi si può parlare di una “femminilizzazione” dello spazio pubblico. Tuttavia, tenendo conto che nel rapporto tra i sessi le “permanenze”sono molto più frequenti dei cambiamenti, è lecito chiedersi quanto lo spostamento dei confini tra privato e pubblico abbia modificato il destino femminile, la collocazione materiale e simbolica che l’uomo ha assegnato alla donna.

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Al di là  delle costruzioni immaginarie che la cultura maschile vi ha messo sopra nel corso del tempo,PEGORARO FRANCESCO-DONNA AL LAVORO è ipotizzabile che all’origine , a determinare il destino della donna, siano state la capacità biologica di fare figli e la soddisfazione sessuale che l’uomo ha tratto dal suo corpo. Intorno a queste due “potenti attrattive” si è strutturato il paradosso o la contraddizione che rende tuttora così difficile uscire dalla divisione sessuale del lavoro. La maternità è ciò che rende la donna potente agli occhi dell’uomo figlio, il quale dipende da lei per la nascita, le cure e l’amore, essenziali per la sua sopravvivenza; ma è stata anche, storicamente, la ragione per escludere le donne dalla “polis”, mantenerle in uno stato di minorità sociale, giuridica e politica.

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11874_donna_lavoro1Oggi, pur restando ancora predominante nei servizi alla persona, la presenza femminile ha guadagnato terreno: a richiedere “competenze” femminili, capacità relazionali e flessibilità, è il sistema produttivo stesso, la nuova economia incentrata sul lavoro cognitivo, immateriale.

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Contratti atipici, part-time, assunzioni personalizzate, sembrano oggi venire incontro sia alle big_foto_principale_1235385694_donne_al_lavoronecessità del sistema produttivo che al desiderio di molte donne di conciliare maternità e lavoro, il “doppio sì” di cui parla il Gruppo  lavoro della Libreria delle donne di Milano nel Quaderno di Via Dogana 2008.

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donna-famiglia-pari-opportunita_32687Amore e lavoro, riunificati nello spazio pubblico, possono far calare di nuovo sulle coscienze il “lungo sonno” che ha impedito fino alle soglie della modernità di sottrarre alla “natura” il dominio di un sesso sull’altro.

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Dicono oggi le donne

Anche se noi lavoriamo fuori casa, le responsabilità della casa e dei figli rimangono sempre nostri. Non si vuole ricmamma-e-figli-in-cucinaonoscere questo come un lavoro, ma come una funzione naturale della donna e quindi non ci viene neanche pagato. Tutto questo non ha niente a che vedere con le nostre caratteristiche biologiche, con la nostra capacità di partorire. Tutte le donne sanno che, per quanto doloroso sia il parto, esso è ancora poco in confronto alla fatica sfibrante di tutti i giorni che lo seguono. Non solo quindi partorire in questo modo non è naturale, ma di certo anche accudire i figli (e i loro padri) in questo modo non è naturale. Il peso del funzionamento della casa è tutto sociale. Le donne non fanno i figli da sole, li crescono da sole. Proprio perché noi facciamo tutto questo gratis, il capitalismo risparmia tutti i gatti paolamiliardi che altrimenti dovrebbero spendere in servizi sociali. Noi sosteniamo i nidi, le scuole materne, le mense, le lavanderie nei quartieri, suppliamo a tutte le carenze dei servizi, anche di quelli sanitari. Se si ammala un nostro familiare chi lo assiste siamo ancora noi donne, sia che stiamo in casa, sia che venga ricoverato in ospedale. Anche negli ospedali noi copriamo con il nostro lavoro gratuito di assistenza, giorno e notte, la mancanza di personale sanitario. Ancora una volta il nostro lavoro, imposto come ricatto affettivo, non viene riconosciuto come tale. Negli ospedali le donne spazzano i pavimenti, lavano i gabinetti, o fanno le infermiere, di sicuro non sono mai primari. Anche negli ospedali le donne vengono ricattate con il loro “ruolo femminile e costrette a fare i lavori più pesanti (Basta tacere, Lotta femminista, Ferrara 1973)”.

Lea Melandri.

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Certo c’è molta passione, qualche esagerazione, ma davvero vi sembrano questioni di donna-buiopoco senso quelle affrontate? A me ha preso male allo stomaco. Certo che, se estensione alla dimensione pubblica del ruolo tradizionale della donna nella famiglia vuol dire questo, quale inganno sarebbe per la donna che, invece di crescere in dignità, libertà e parità, accrescerebbe la sua dipendenza e schiavitù...lorenzo.rm

Ma, discutiamone riflettendo. Vi va?

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Lorenzo


COMMENTI

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  1. il 01 giugno, 2010 lieve dice:

    Non c’è granchè da discutere…Questo articolo è una denuncia, Lorenzo. Ed è bello che sia un uomo a stimolarci alla riflessione…

  2. il 01 giugno, 2010 lieve dice:

    CRIS! SEI FANTASTICA!!!! GRAZIE!

  3. il 01 giugno, 2010 Lorenzo.rm dice:

    I guai, il rovescio della medaglia della femminilizzazione nel lavoro. I modi di lavoro cambiano, la struttura, la stessa filosofia dell’azienda mutano drasticamente. E chi se non la donna, con lo spirito di adattamento, di sacrificio dimostrato in tanti anni di servizio in casa può soccorrere? Diamine: la donna. E così può essere per lei l’ultimo inganno. Ho detto nel testo che le argomentazioni di Lea Melandri mi sembrano un po’ esagerate, anche perché gli effetti della crisi si fanno sentire su tutti, donne e uomini. Ma temo che per la donna ci sia qualcosa in più. O possa esserci.

  4. il 01 giugno, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Grazie, lieve.

  5. il 01 giugno, 2010 nadia rm dice:

    So che mi creero’molte inimicizie,ma io non la penso cosi’.Una volta c’èrano ruoli molto ben definiti(l’uomo lavorava per mantenere la famiglia e la donna mandava avanti la casa e soprattutto curava i figli.Ora?,l’uomo lavora,la donna lavora(o per necessita,o per bisogno),e i figli?,all’asilo nido fin da piccolissimi ,o con la bebi sitter,perche’ la donna per la maggior parte dei casi ha bisogno di realizzarsi.Ora non ditemi che conta piu’ la qualita’ che la quantita’ del tempo che i figli passano con i loro genitori.A mio modesto parere,sembra che con questa realizzazione e evoluzione della donna la famiglia non esista quasi piu’.E poi….donne,non fate del vittimismo,quanti uomini vanno a fare la spesa,aiutano nelle pulizie,portano i figli a scuola,in palestra,li accudiscono in tutto e per tutto,(certo,cè sempre l’eccezione che conferma la regola),Allora io dico,…..donne,realizzatevi o nel lavoro o nella famiglia. TUTTO NON SI PUO’ AVERE

  6. il 01 giugno, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Grazie, Nadia, del tuo intervento, che è incentrato su un’opinione più diffusa di quello che si creda. In fondo è la preferenza per quella divisione dei ruoli che tenga conto degli interessi familiari e, soprattutto, di quelli dei figli. Il fatto è che noi, come singoli ma anche come gruppi, non possiamo guidare l’evoluzione delle cose di qua o di là. Le cose semplicemente camminano e noi dobbiamo interpretare il movimento. Abbiamo appreso da approfondimenti passati dell’esistenza di varie differenze fra genere maschile e femminile. Abbiamo fatto riferimento a tali differenze quando abbiamo indicato che la dignità, libertà e parità della donna dovesse essere approfondita e non accettata acriticamente. Ora, con questa sollecitazione della Melandri, non possiamo chiedere alla donna che lavora di tornare a casa ma, a tutti, di verificare che nell’ambiente del lavoro, e poi anche a casa, la donna non abbia a soffrire situazioni di arretramento piuttosto che di miglioramento della sua posizione. Comunque, il dibattito è aperto. E libero.

  7. il 01 giugno, 2010 milly 49 dice:

    A lorenzo grazie per avere la sensibiltà di vedere le difficoltà delle donne, mi spiace che ti sia venuto il mal di stomaco ma penso che dovrebbe venire a più uomini di quel che succede. A Nadia dico che non ha tutti i torti ma dovrebbe esserci più libertà di scelta, oggi anche il lavoro femminile è quasi un obbligo che non trova una adeguata collaborazione da parte degli uomini e delle istituzioni.Il ” …tu uomo lavorarai con il sudore della fronte e tu donna partorirai con dolore”… non è più vero le donne si sono sobbarcate tutte e due i compiti e certo non è facile portare equità.
    A scoittolina dico che è bella la sua dedica ma secoli di senso del dovere e di sacrificio condizionano ancora le donne che si sentono in colpa se pensano un po’ a se stesse e meno alla polvere da spolverare,ma chissà che il tempo e maggiore consapevolezza ci sveglino.

  8. il 01 giugno, 2010 NEMBO dice:

    Salve, famiglia lavoro, figli sono dei pilastri sui quali oggi si regge la nostra società. Il problema resta però quello di conciliare tutti questi ruoli, e non dover optare per l’uno o per l’altro, con i tempi che corrono si sà bene quanto è difficile coniugare gli impegni e vita familiare. La donna oggi è una grande risorsa due volte, per il lavoro e la famiglia.Essere capace di coniugare il tutto anche con il lavoro magari con orario (flessibile),la donna -mamma- diventa un ruolo importante nella nostra sfera sociale ed economica. Un plauso a tutte le donne -mamme- che riescono conciliare il tutto.

  9. il 01 giugno, 2010 lieta dice:

    la donna mo che glie toccherà fa i miracoli o purtroppo + spesso crolla’ per i troppi carichi come ciuchino da soma che non riesce seppur con grande voglia de fa tutto a non dì mai de no che Dio aiuti le prossime generazioni e che i maschi si scantino aiutino davvvveeeeeeeeeeeeerro e finalmente siano uomini veri

  10. il 01 giugno, 2010 giovanna3.rm dice:

    Cara Nadia, mic spiace ma non sono d’accordo con quanto affermi.
    Anzitutto gli uomiini che vanno a far la spesa (loro, come mai, non mangiano?) e accudiscono i bambini sono ancora un numero limitatissimo, quasi da non prendere in considerazione. Se la famiglia, per essere tale, il prezzo da pagare è sulle spalle della donna, in pratica, non mi sta bene. Evviva il momento allorché si è resa conto di quanto insopportabile fosse il fardello e abbia cominciato a mollare.
    La sua affermazione personale è un assoluto diritto, non vedo quindi perché ci si debba meravigliare o porre comunque dei limiti. A te sembra giusto?
    Riflettiamoci, per favore!

  11. il 01 giugno, 2010 lieta dice:

    s0s maschietti collaborate con tutto voi stessi come fan donne se volete esse uomini veri

  12. il 01 giugno, 2010 lorenzo.rm dice:

    Amici miei, sulla esigenza di collaborazione in famiglia fra donna e uomo davvero non ci piove. Ma che sia collaborazione reale, vera e rispettosa nei confronti delle donne. Non possono accettarsi quelle accondiscendenze con risolino, quelle ironie fuori luogo, in fondo quelle stupidate che mortificano le donne in due modi: primo perché fanno intendere che trattasi di concessioni saltuarie, e poi perché fanno capire che in fondo sono qualitativamente poca cosa. Quanto al lavoro, non c’è dubbio che la femminilizzazione delle attività è iscritta nell’ordine delle cose. Un’attività basata sulle donne non è indice soltanto di lavoro più precario come potrebbe essere in questo periodo, ma di lavoro più complesso, più basato sul servizio che sulla produzione, lavoro che la donna sa fare come e meglio dell’uomo. Vi ricordate che abbiamo visto le caratteristiche diverse fra uomo e donna qualche tempo fa. Ebbene, le donne sono diverse, complementari se volete, ma sono certamente un valore aggiunto rispetto agli uomini. E le aziende che le contano fra le maestranze hanno davvero una grande fortuna. Speriamo che la colgano davvero e che non tirino alle donne l’ennesimo tiro mancino. Io sono meno pessimista della Melandri circa l’esito della femminilizzazione nel lavoro. Ma pericoli che abbia ragione ce ne sono a iosa.

  13. il 01 giugno, 2010 lorenzo.rm dice:

    Stavolta non ho personalizzato la risposta. Comunque, da Milly,a Nembo,a Lieta, a Giovanna, un ringraziamento e una testimonianza di misura, civiltà, buon senso dei loro interventi. Ne abbiamo bisogno tutti, credetemi, in un momento in cui tutti chiacchierano di tutto vantando competenze che non hanno e sbandierando idee intese alla divisione delle persone più che al loro coinvolgimento in un destino comune. Destino che, quando riguarda l’umanità intera, è in prima istanza rappresentato dall’esistenza dei due generi, di cui uno, quello femminile, ha ancora tanto da pretendere e rivendicare.

  14. il 01 giugno, 2010 nadia rm dice:

    Cara Giovanna,si,indubbiamente mangiano anche loro,e non credo che perdano la dignita’ per fare cio’.e ti assicuro,ce ne sono moltissimi.In quanto al prezzo da pagare,a me sembra che lo paghino solo i figli.Non ho voluto dire che la donna nn debba evolversi e far carriera,pero’ prima di formarsi una famiglia pensino bene a cio’ che vogliono.Troppi giovani sono allo sbando perche’ lasciati da soli,per non parlare dei bambini…….una volta c’èrano le mamme,ora chi c’è?…..la scuola,la palestra,la televisione,i giochi virtuali,il pc,ma puo’ tutto questo supplire a una mamma?,io non credo.

  15. il 01 giugno, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Io penso che i partner dovrebbero collaborare costantemente nella gestione della vita in comune, per sé stessi e per i figli. E questa è una cosa. Detto questo, il problema, drammatico più di quanto non si pensi, rimane l’altro: che ne facciamo della donna al lavoro? La facciamo fessa pur ritenendo la sua attività utile, anzi indispensabile in azienda,o facciamo sì che utilizzi la sua attività come strumento di crescita? E’ questo il punto. Mi sembra che Lea Melandri dia per scontato che per la donna si tratti dell’ennesimo inganno. Io sarei più ottimista. Ma mi mancano diverse risposte chiare da voi. Sia bene inteso, nessuna accusa.

  16. il 02 giugno, 2010 lieve dice:

    Nadia,il 19° articolo della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo dice:”ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione.incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione”… ecc.Quindi è un tuo diritto,e come tale lo rispetto , ma se si puo’ discutere un po’, oserei chiederti cosa pensi dell’uomo padre , e quale ruolo pensi che abbia… e comunque in genere , l’uomo a cosa pensi che serva?

  17. il 02 giugno, 2010 milly 49 dice:

    Nadia il problema dei figli è serio e non da sottovalutare,stanno pagando il prezzo degli errori degli adulti sia che la famiglia funzioni sia che la famiglia si rompa,ma detto ciò non mi pare giusto che sia sempre la donna a dover avere senso di responsabilità e accollarsi tutti i doveri.Le nuove generazioni di donne dovrebbero pretendere più rispetto e dovrebbero cominciare con l’educare i figli maschi a essere uomini e padri con pari dignità con la compagna che si scelgono e non considerarsi superiori e quindi non accetare di fare quelle mansioni “da donne”.Per ora sono pessimista come la Melandri,ma penso che proprio da noi donne deve partire, attraverso l’educazione dei figli,il cambiamento.

  18. il 02 giugno, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Mi sento in sintonia con Lieve e Milly, ma anche con Nadia, poiché ritengo che la realtà sia piuttosto sfaccettata e che gli obiettivi, ferme restando le diverse sottolineature, siano gli stessi. La maggiore responsabilità per comportamenti seri e responsabili è degli uomini. Quando ci sono figli perché ne possono soffrire per sempre nella vita. Ma anche quando non ce ne sono e i generi non sono “accoppiati”, nel lavoro e nella vita, dentro e fuori, anche da single. Svegliatevi. Il succedaneo della donna non c’è. Senza la donna ci sono mostri.

  19. il 02 giugno, 2010 giovanna3.rm dice:

    Cara Nadia, mi rendo conto che la tua preoccupazione si rivolga, soprattutto, ai figli, edè senz’altro giusto. Ma, vedi, sono d’opinione che quando si mettano al mondo delle crature si è in due, quindi, anche se il compito maggiore spetta alla madre, occorre che i maschi si svegliani e diano il loro apporto, sempre e comunque, imparando come si fa, perbacco. Tra i giovani, per fortuna, vedo parecchi risultati positivi e tanto amore verso i piccoli e premure che non avrei mai pensato potessero avere nei confronti dei neonati. Tutto ciò deve asmpliarsi il più possibile, anche per il bene dei figli, che hanno bisogno della presenza delle due figure in famiglia. Certo, con i vari impegni di lavoro, non è facile gestire tutto al meglio. Ma lo sforzo deve partire da tutti e due, in egual misura, sia pure in modi diversi. Questo è il mio parere. Sicuramente la cosa migliore sarebbe di essere sempre presenti, saper ascoltare le esigenze dei figli e intervenire. Un’altra cosa che mi fa paura è quando le madri affermano di essere “amiche” delle figlie. Non c’entra per nulla l’amicizia, ma l’intesa, la comprensione, dare il buon esempio nei comportamenti e4 tanto amore nei fatti, più che nelle parole, e tanta tanta volontà di aiutarli a crescere con principi sani e onesti.

  20. il 02 giugno, 2010 nadia rm dice:

    Lieve ,io penso di essermi spiegata chiaramente.L’uomo deve fare il padre se mette al mondo dei figli,e la donna deve fare la madre.In quanto alla domanda (a cosa serva l’uomo),ma perche’ l’uomo deve servire?,l’uomo deve amare la propria compagna e i propri figli,proprio come deve fare la donna.E a Milly dico (chi ha piu’ cervello lo usi),e la donna di cervello ne ha e molto.Milly a me sembra che oggi siano le donne a non trattare gli uomini con pari dignita’.Gradirei anche il parere di qualche uomo.

  21. il 02 giugno, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Amici, e soprattutto amiche (la Tribuna è vostra). Io vorrei sollecitarvi a discutere, oltre che dei problemi delle donne in casa anche di quelli delle donne al lavoro. Questa femminilizzazione di cui tanto si parla esiste, è una cosa seria, può rappresentare un elemento di crescita nella libertà, dignità e diritti delle donne? O è una presa in giro? Per me qualcosa di buono ci sarà, anche in considerazione del fatto che nelle fabbriche, negli uffici, nei posti di lavoro in genere ci sono molte più donne di prima e che molte donne sono imprenditrici e manager. Vogliamo parlare anche di questo, visto che rappresenta l’elemento centrale dello scritto di Lea Melandri? Grazie e ci conto, ci contiamo.

  22. il 02 giugno, 2010 lieve dice:

    mmmm !! gli uomini non parlano perche’ hanno la coda di paglia , o (forse) la volpe sotto l’ascella…
    loro pensano al calcio o meglio ancora la politica che oggi va’ molto di moda…
    A parte Lorenzo e Nembo… naturalmente, che si occupano anche “di cose prettamente femminili” come direbbero gli altri….. Dite la vostra,signori, ve ne saremo grate! sono cose anche vostre…

  23. il 02 giugno, 2010 lieve dice:

    Lore’ , questa femminilizzazione di cui tanto si parla , è un’ennesima presa in giro , come dici tu.
    oggi non basta + uno stipendio e la donna come sempre ha fatto,si è adattata alla necessita’ della societa’ e sopratutto a quella della famiglia…Si è rimboccata le maniche, e si è data da fare…
    non prendiamoci in giro con la storia della realizzazione, della crescita e della liberta, della dignita’ e del pari diritto.L’uomo nn ha mai fatto il doppio lavoro … diciamo che la donna ha fatto quello che è necessario fare per la sopravvivenza di una societa’ che non la valorizza perche’ è impostata dall’uomo..come l’ha fatto nei secoli..

  24. il 03 giugno, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Grazie, Lieve, delle pronte e accorate risposte. Sei scettica sulla femminilizzazione del lavoro e ne hai ben d’onde. Forse ci sarà qualche caso positivo, qualche esempio, che ci tiri su. Speriamo.

  25. il 03 giugno, 2010 giovanna3.rm dice:

    Lorenzo, il tasto è sempre lo stesso, purtroppo. Alla donna è spesso riservato il posto precario, senza sbocco né prospettive, vedi i call center, per esempio, soprattutto se ha avuto la “bella idea di mettere al mondo un figlio”! Ma è pensabile che la si renda responsabile e la si penalizzi a causa di un evento socialmente così importante, anziché aiutarla, semmai, in modo serio ed effettivo?

  26. il 03 giugno, 2010 lieve dice:

    Ti do due nomi , lore’:Emma Marcegaglia e Luisa Todini.
    Le signore, hanno declinato l’offerta di Berlusconi al ministero dello sviluppo economico… loro si’ che hanno capito cosa è la pari oppurtunita’…un abbraccio!

  27. il 03 giugno, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Speriamo che si siano sbagliate, Lieve.

  28. il 03 giugno, 2010 lieve dice:

    mmmmmmmmm lore’ le donne hanno fiuto … chissa’ perche’…

  29. il 03 giugno, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Lieve, tu forse vuoi dire che hanno fiutato l’imbroglio. Peccato se è così. Tu sai che con la loro intelligenza sintetica ed il loro equilibrio armonico rappresentano l’unica vera possibilità per cambiare il mondo e risolvere nel contempo i loro problemi di libertà e dignità. Peccato davvero.

  30. il 04 giugno, 2010 lieve dice:

    lorenzo, sai a quanto è servita fino ad oggi la nostra intelligenza sintetica , e il nostro equilibrio armonico?
    Forse a capire che è tutto un’imbroglio … lore’..

  31. il 04 giugno, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Allora, mettiamoci una pietra tombale? Tutte la pensano come lieve?

  32. il 04 giugno, 2010 Lorenzo.rm dice:

    E tutti?

  33. il 04 giugno, 2010 giovanna3.rm dice:

    Lorenzo, sicuramente finora le nostre caratteristiche particolari sono servite, semmai, a discriminare maggiormente la donna. Il tempo sembrava ormai maturo per prese di coscienza maschili non più ancorate al passato, ma tutto ciò che si verifica ogni giorno, non mi dimostra affatto questo assunto. Vorrei anch’io sentire qualche voce maschile in questa conversazione, oltre alla tua Lorenzo, sarà mai possibile?

  34. il 04 giugno, 2010 lieve dice:

    Giovanna x il parere maschile c’è il reparto politica…
    prova a vedere se riesci a trascinarli in qualche altra discussione….

  35. il 13 giugno, 2010 Lorenzo.rm dice:

    Magari fosse politica, Lieve, c’è solo l’onnipresente sport.