Archive for novembre 19th, 2009

Musei Siculi !!

italia sicilia musei
Agrigento Museo Regionale Archeologico
Antiquarium Documentario di Villa Aurea
Antiquarium Iconografico di Casa Barbadoro
Antiquarium Paleocristiano e Bizantino di Casa Pace
Casa Natale di Luigi Pirandello
Centro Siciliano Studi Storici e Protostorici
Eraclea Minoa Antiquarium
Licata Museo Archeologico
Sambuca Antiquarium Documentario di Monte Adranone
Sciacca Antiquarium di Monte Kronio - Stufe San Calogero
Caltanissetta Museo Archeologico
Antiquarium di Sabucina
Gela Museo Archeologico
Antiquarium Iconografico di Capo Soprano
Marianopoli Museo Archeologico
Catania Casa Museo Giovanni Verga
Caltagirone Museo Regionale della Ceramica
Enna Museo Archeologico di Palazzo Varisano
Aidone Museo Archeologico
Messina Museo Regionale
Giardini Naxos Museo Archeologico
Lipari Museo Archeologico Regionale Eoliano
Patti Antiquarium di Tindari
Palermo Museo Archeologico Regionale "Antonino Salinas"
Galleria Regionale della Sicilia Palazzo Abatellis
Museo di Palazzo Mirto
La Zisa
Santa Flavia Antiquarium di Solunto
Temini Imerese Antiquarium di Himera
Ragusa Museo Archeologico Ibleo
Museo Regionale di Camarina
Modica Casa Natale di Salvatore Quasimodo
Museo Ibleo delle Arti e Tradizioni Popolari
Siracusa Museo Archeologico Regionale "Paolo Orsi"
Galleria Regionale di Palazzo Bellomo
Antiquarium del Tempio Ionico
Antiquarium del Castello Eurialo
Lentini Museo Archeologico
Megara Antiquarium di Megara Hyblaea
Palazzolo Acreide Casa Museo "Antonino Uccello"
Trapani Museo Regionale "Agostino Pepoli"
Marsala Museo Archeologico Baglio Anselmi
ttt http://www.youtube.com/watch?v=whfjcLbArvs

Dividiamo l'articolo dei musei siculi in due parti :

MUSEO ARCHEOLOGICO DI AGRIGENTO

AGRIGENTO

La sede museale, realizzata negli anni '60, nasce da una equilibrata fusione fra i nuovi corpi di fabbrica progettati per il museo e le strutture restaurate e riattate del trecentesco Convento di S.Nicola, dove hanno trovato sede la biblioteca, la sala congressi e l'auditorium. Il museo illustra la storia di Agrigento antica e del territorio storicamente ad essa connesso, dalla preistoria alla fase di ellenizzazione. Le collezioni. Il nucleo più antico proviene dal Museo Civico, nel quale erano confluiti i reperti degli scavi condotti nei primi decenni del nostro secolo. Altro materiale è stato ceduto dai musei archeologici di Palermo e di Siracusa. La parte più rilevante delle collezioni è però costituita dai materiali rinvenuti nelle campagne di scavo condotte, fin dagli anni Quaranta, dalla Soprintendenza di Agrigento. L'ordinamento, ad un tempo cronologico e topografico, si articola in due sezioni autonome e complementari ove l'esposizione dei reperti è sempre supportata da materiale documentativo.

MUSEO REGIONALE DI MESSINA

MESSINA

La sede museale l'ex filanda Barbera-Mellinghoff, costruzione tardo ottocentesca, individuata già nel 1908, dopo il terremoto, come sede del museo e poi riattata e riaperta al pubblico nel 1922. Nel corso degli anni l'edificio ha subito parecchie ristrutturazioni atte a migliorare le condizioni di conservazione ed esposizione delle opere, l'ultimo intervento risale agli anni Ottanta. Il museo di Messina disporrà a tempi brevi di nuovi spazi, essendo in fase di completamento un nuovo grande complesso museale, realizzato in area limitrofa alla attuale sede. Il museo illustra la civiltà figurativa espressa dalla città attraverso i secoli (XII-XVIII), sottolineata da personalità come quelle di Antonello, di Girolamo Alibrandi, di Polidoro e di Caravaggio, che furono le punte emergenti della cultura artistica messinese. Le collezioni. Al nucleo delle collezioni provenienti dal Museo Civico si sono aggiunti, dopo il sisma del 1908, dipinti ed opere scultoree, non ché preziosi manufatti decorativi, appartenuti ad edifici danneggiati e poi abbattuti. Si è così formato un patrimonio di opere che, accanto ai dipinti e alle sculture di autori prestigiosi e di artisti locali, annovera oggetti di arte decorativa di grande rilevanza. L'ordinamento. Nel 1984 il museo è stato ordinato ed allestito secondo un sistema storicistico, basato su un'esposizione integrata che riunisce in uno stesso ambiente le opere più rappresentative di un periodo, anche appartenenti a classi tipologiche diverse. Gli spazi espositivi che interessano l'intero piano dell'edificio si articolano attorno ad un cortile alberato in cui sono stati rimontati quattro portali di rilevante interesse architet tonico, appartenuti a chiese della città..

MUSEO ARCHEOLOGICO DI CALTANISSETTA

CALTANISETTA

La sede museale è una costruzione degli anni '60 realizzata in contiguità ad un edifiio del ventennio fascista creato per la "Casa della Gioventù Italiana". L'istituzione, prima qualificata come Museo Civico, dal 1993 è transitata alla Regione, che recentemente ha annesso l'edificio limitrofo degli anni '30 facendone la sede degli uffici della Sezione Archeologica della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali.

Il museo illustra la storia dei siti antichi del territorio urbano ed extraurbano di Caltanissetta e di altri centri del territorio della provincia, dalla preistoria all'età tardo antica. Tra i più importanti siti si segnalano Dessueri, nel territorio di Mazzarino, con i resti di un complesso abitativo risalente all'età del bronzo recente e finale (XI-X sec. a.C.) e con la sua necropoli, costituita da 3000 tombe a grotticella scavate nella montagna, seconda per vastità ed importanza solo a quella di Pantalica (Siracusa); Polizzello, presso Mussomeli, con i resti del villaggio indigeno e della necropoli (IX-VII sec. a.C.); i siti indigeni di Gibil Gabib e Sabucina nel territorio di Caltanissetta, posti su alture a controllo del fiume Salso, una delle principali vie di penetrazione commerciale e militare dell'antichità, centri che furono ellenizzati da Gela per poi ricadere entrambi sotto il dominio di Agrigento, alla quale ultima è legata anche l'ellenizzazione del sito indigeno di Vassallaggi.

Le collezioni. Il nucleo più antico è costituito da un consistente numero di reperti recuperati negli anni Sessanta dall'Associazione Archeologica Nissena, e provenienti, per la maggior parte, dai siti di Pietrarossa, S. Giuliano, Palmintelli, Gibil Gabib, Vassallaggi, Sabucina.

Dal 1996 sono esposti nel Museo anche i materiali archeologici degli scavi condotti negli altri centri del territorio della provincia nissena, prima dalla Soprintendenza di Agrigento e dal 1992 in poi dalla Soprintendenza di Caltanissetta.

L'istituzione museale si qualifica come una delle più importanti a livello siciliano per la presenza di reperti di notevole interesse ai fini della conoscenza delle civiltà indigene.

Si segnalano infatti i reperti bronzei ma soprattutto quelli ceramici provenienti dagli insediamenti di Sabucina e di Dessueri. Ed ancora i reperti provenienti dal sito di Polizzello, fondamentali per la conoscenza delle culture indigene dell'età del ferro, la cui produzione artistica fu in

fluenzata dalla tradizione egeo-micenea trasmessa dalle popolazioni migrate nell'isola già nel XV-XIV sec, a. C.

Il museo espone anche una parte delle collezioni archeologiche di Capodarso, un sito che pur ricadendo oggi nella provincia di Enna, è

geograficamente e storicamente legato a questa parte del territorio della Sicilia, poiché insieme a Sabucina controllava la valle del fiume Salso (Imera meridionale).

L'ordinamento è nello stesso tempo cronologico e topografico e si articola in cinque grandi sale, nelle quali l'esposizione è sempre associata a ricco materiale didattico e didascalico.

MUSEO DI PALAZZO MIRTO DI PALERMO

PALERMO

E' ubicato nel centro storico della città, alla Kalsa, la cittadella fortificata realizzata dagli arabi nel X secolo. La zona ebbe grande sviluppo nel XV e XVI secolo per la realizzazione di case e chiese, commissionate dalle ricche famiglie di mercanti che visi erano insediate fin dal Duecento quando, lasciate le città di origine (Genova, Pisa, Amalfi) erano arrivate in Sicilia. Una di queste case, appartenuta ai Resolmini di Pisa, passerà poi ai Filangeri venendo a costituire il nucleo più antico di Palazzo Mirto.

Palazzo Mirto è stato per quattro secoli dimora palermitana del casato dei Filangeri, antica e nobile famiglia che vanta origini leggendarie. Intorno all'anno Mille un cavaliere normanno, Agerio I, sarebbe venuto in Italia. Un secolo dopo i suoi discendenti, detti "Filii Augerii", sarebbero arrivati in Sicilia da Nocera.

Una diversa ipotesi fa invece risalire le origini a Tancredi, altro cavaliere normanno, che sarebbe stato presente all'incoronazione di Ruggero

.

Notizie documentate a partire dal XIII secolo informano delle tante cariche religiose e civili ricoperte dagli esponenti della famiglia Filangeri che per l'autorevolezza e la invidiabile posizione economica, derivante dal possesso di grandi feudi, assunse un ruolo di primo piano tra la nobiltà siciliana.

Nel corso del XVI sec. Pietro Filangeri ottenne il pieno potere sulle proprie terre e successivamente il nipote Vincenzo Giuseppe Filangeri e Spuches fu nominato nel 1643 primo principe di Mirto dal nome del feudo ricadente in territorio messinese. Estintosi il ramo maschile del casato, nel 1833 Ignazio Lanza e Branciforte ottenne di poter portare i titoli della moglie Vittoria Filangeri.

Nel 1982, l'ultima erede della famiglia, la nobildonna Maria Concetta Lanza Filangeri, adempiendo alle volontà del fratello Stefano, donò il palazzo alla Regione Siciliana affinché fosse mantenuto nella sua integrità e aperto alla pubblica fruizione.

L'edificio è il risultato di numerose trasformazioni che si sono succedute nei secoli.

E' stato in occasione degli interventi di restauro che sono venute alla luce strutture del XIII secolo, alcune delle quali appartenevano al gruppo di case che erano state della famiglia Resolmini e che nel XVI secolo passeranno prima ai De Spuches e poi ai Filangeri con il matrimonio, nel 1394, dell'unica figlia di Vincenzo De Spuches, Francesca, con Don Pietro Filangeri.

Del palazzo seicentesco, che probabilmente in occasione del matrimonio fu riammodernato, poco è rimasto, poiché nel 1793, ai tempi del principe Bernardo, l'edificio fu oggetto di un radicale intervento di trasformazione a cui è ricollegabile la risistemazione dell'intero primo piano e la realizzazione del prospetto sulla via Lungarini e del portale sulla via Merlo.

Altri lavori intervennero dopo il 1876, quando fu rifatta la facciata sulla via Merlo e quella sul cortile, dove il nuovo ingresso creato verrà sottolineato da una pensilina, secondo la moda parigina di fine secolo. Sempre nell'Ottocento una ristrutturazione degli ambienti del secondo piano porterà alla creazione di un grande appartamento per la vita privata della famiglia, che da quel momento utiizzerà il primo piano solamente per la rappresentanza.

Palazzo Mirto è il museo di se stesso.

Visitarlo significa accedere alla residenza nobiliare di un grande casato, avendo la possibilità di ammirare i suoi spazi architettonici, i suoi arredi, frutto di attente committenze ad abili artigiani locali, e le collezioni di oggetti amorevolmente raccolti, che testimoniano il gusto e l'attenzione dei proprietari per le più diverse forme d'arte.

Il percorso di visita, che interessa attualmente il solo primo piano, si snoda nella sequenza di ambienti sontuosamente arredati, con pareti impreziosite da rivestimenti in pannelli serici, da arazzi, da tendaggi e da dipinti murali e su tela. In questi saloni ritroviamo mobili, quadri, sculture ed importanti collezioni di quasi tutti i settori di arte applicata: porcellane, maioliche, ceramiche siciliane, orologi, ventagli, vetri, armi, pezzi da presepe e bronzetti.

CONTINUA ..............

Immagine sabry

NO al circo Americano

animali

BOICOTTIAMO IL CIRCO AMERICANO

RINGLING BROS AND BARNUM & BAILY

Nei prossimi giorni arriverà a Roma – in seguito sarà a Milano – il Circo americano Ringling che, notoriamente, vìola le norme previste per l’uso di animali nelle esibizioni circensi.

circoE’ impossibile citare tutti i casi di maltrattamenti, sofferenze e morte di animali legati al circo Ringling.

Citiamo solo la storia di due elefanti costretti ad esibirsi, nonostante le loro pessime condizioni di salute, e quella di  tigri che hanno rischiato di morire perché trasportate su un veicolo fatiscente, nonché le carenze di norme igieniche nell’alimentazione.

Vi sono denunce dell’United State Department of Agricolture, nei confronti del suddetto Circo, e anche le nostre Associazioni animaliste si stanno mobilitando perché siano assicurati, almeno, controlli adeguati e ispezioni veterinarie.tenda_circo

Un’azione di protesta efficace noi potremmo farla: non partecipare a spettacoli del genere, dove gli animali vengono esibiti in esercizi assurdi, per ottenere i quali sono sottoposti ad ogni tipo di punizione e maltrattamenti. Sarebbe l’unico atteggiamento coerente da adottare, se crediamo seriamente al rispetto che deve essere riconosciuto agli animali.

A questo proposito voglio ricordare che cosa diceva Gandhi:  “La civiltà di un popolo si valuta anche da come sono trattati gli animali”.

giovanna3.rm  19.11.2009GIOVANNA

Buonagiornata

bosco (741)

Messaggio di tenerezza, d’amore, e di amicizia

“Ho sognato di camminare in riva al mare,  rivedevo sullo schermo del cielo ,tutti i giorni della mia vita passata ,trascorsi  con lei . E per ogni momento trascorso apparivano sulla sabbia due orme,  le mie e le sue; ma in alcuni tratti ne vedevo solo una  , mancavano le sue  orme dei miei giorni più difficili.

Allora  ho chiesto :  come mai avendo scelto di vivere con tè mi ha lasciato nei momenti più difficili?

E lei mi ha risposto: Tu lo sai che io  non ti ho abbandonato mai! I giorni nei quali c’è soltanto un’orma sulla sabbia sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio."

Auguriamoci di vero cuore di portarci in braccio per qualsiasi difficoltà, e di continuare sempre come ora l’amore ed il rispetto che ci accompagna.

Dedico questo breve versetto   segno di amicizia à tutti quelli che nei momenti difficili della vita hanno perso la speranza di un amore…nembo.