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Senso comune e politica !!

DISCUTIAMONE

Senso comune e politica

Nella rubrica Idee e Opinioni del Corriere della Sera del 20 settembre 2009, alla pagina 14, ho letto un articolo di Paolo Macry che mi ha fatto pensare. Politica & FinanzaPolitica & FinanzaVe lo propongo testualmente. Scrive Macry: “Spesso, come insegna il lettino dell’analista, le cose importanti avvengono sotto il pelo dell’acqua. Da oltre quindici anni, la sinistra è tutta concentrata attorno al Cavaliere, al suo conflitto d’interesse, ai suoi processi, infine alle sue vicende private. In un modo o nell’altro, il discorso pubblico è stato monopolizzato da Berlusconi e da una nuova categoria identitaria, che si chiama antiberlusconismo. E la cultura politica della sinistra è slittata dal classismo marxiano e dall’umanesimo socialista a tematiche giudiziarie, morali e perfino caratteriali.evoluzione_politica-300x168 Nel frattempo, qualcosa di ben più profondo ha modificato il modo di pensare degli italiani. Oggi il Paese sembra condividere i valori dell’efficientismo burocratico e della meritocrazia scolastica, discute senza scandalo di salari e produttività, mostra non soltanto nel Nord Est forti diffidenze verso gli immigrati, chiede rigore nella repressione dei devianti. E poi condivide politiche estere costruite sugli interessi nazionali e non su sentimenti pacifisti, esprime fiducia illimitata per carabinieri e forze armate, valorizza la bandiera, è orgogliosa dei suoi morti in guerra. Naturalmente si tratta di idee e anzi, spesso, di idee smentite dalla pratica. Ma la tendenza è chiara. In tempi non lontani, una simile lettura sarebbe stata stigmatizzata come antipopolare o semplicemente fascista. Oggi diventa senso comune. E’ questa l’onda lunga che spiega l’ormai sperimentata consonanza tra il Paese e la destra (con o senza escort). Personalità EQUILIB_gcome Maroni, Gelmini, Sacconi, La Russa sono gli interpreti apprezzati della svolta. E sta qui la ragione dell’afasia insuperabile della sinistra, la quale, se fa propri i valori emersi in questi anni, non ha più alcuna identità che la differenzi dal campo avverso e, se si oppone a quei valori, finisce in rotta di collisione con il sentire comune. Insomma, mentre continua la caccia alle fidanzate del premier, la talpa scava. Per la prima volta dal Ventennio, l’egemonia culturale sulla società italiana sembra passare silenziosamente dalla sinistra alla destra”. Questo articolo mi sembra un ottimo viatico per ragionare, da un lato, sulle aspirazioni della società italiana e, dall’altra, sulla rappresentazione che ne danno le forze politiche. Se le aspirazioni fossero troppo “terra terra” e lontane da impegnativi modelli di comportamento necessari, da solidarietà internazionali, sociali, morali da perseguire, tutto ciò imporrebbe alle forze politiche di individuarle e di farsene carico. Ma, “rebus sic stantibus”, l’analisi di Macry mi sembra assai convincente.

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LORENZO.RM