DISASTRI ANNUNCIATI

 

Ennesimo MILLENNIO

 

Ennesimo…  MILLENNIO

Prossimo futuro

 

I giacimenti di petrolio erano esauriti, i ghiacci sulle montagne si erano sciolti da tempo, il livello dei mari si era alzato sommergendo buona parte delle terre emerse, non esistevano più le rigogliose foreste del tempo passato, il cielo era oscurato da una cupa coltre di smog che non lasciava passare neppure il più piccolo raggio di sole, ogni cellula vitale sulla Terra stava morendo, sulla superfice terreste non esisteva più la vita, né animale, né vegetale, solo inerte polvere. L’unica cosa che aveva resistito a tutti i mali della Terra era la cattiveria nell’animo umano. Non in tutti ma solo in quelli che ancora dominavano sulle cose e sull’uomo.

 

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Ma quale Uomo? La massa degli esseri viventi erano individui senza volontà propria. Il loro dna era stato strutturalmente e geneticamente modificato fin dalla riproduzione, cloni esecutivi obbedienti al lavoro per il quale erano stati programmati. Robot viventi senza alcuna razza né identità. Non esistevano più i bianchi, i neri, i rossi, i gialli o olivastri… le modificazioni genetiche prima derivate dagli accoppiamenti misti perpetuate per qualche millennio di generazione in generazione e poi studiate in laboratorio, avevano creato il genere degli uomini blu che erano la massa della popolazione sulla terra. Un popolo silenzioso, privo di vita sociale il cui unico scopo programmato geneticamente era quello di mantenere efficiente ogni apparato artificiale che consentisse la protezione del ciclo vitale dell’unica etnia dominante, una razza senza identità umana che si credeva onnipotente.

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A proposito di credo religioso che aveva provocato all’inizio le grandi guerre per la prevalenza dell’uomo sull’uomo e poi si era arrivati ad una sorta di unificazione poi finita nel nulla perché l’umanità alla fine non aveva nessun Idolo religioso, nessun Essere Superiore a cui ispirarsi o credere, insomma un popolo senza Dio.

Conteggio degli anni, le date non esistevano più: tutto era memorizzato negli apparati informatici e quindi ridotto a semplici dati binari in complessi sistemi magnetici.

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Era successo di tutto:

— cedimento delle grandi placche litosferiche con disastrose scosse sismiche che hanno inghiottito buona parte della vita sulla crosta terrestre;

— si erano aggiunte le guerre nucleari di dominio tra i poteri emergenti che le organizzazioni delle grandi Nazioni non erano riuscite a dominare;

RISORSE ALIMENTARI ED ENERGETICHE

— L’unica risorsa energetica erano le centrali nucleari con tutti i problemi delle scorie e ulteriore crescente inquinamento.

— Per effetto dell’inquinamento atmosferico l’energia solare non era utilizzabile sulla terra ma solo su una complessa serie di satelliti artificiali dove di svolgeva ancora la vita per una ristretta categoria di eletti;

 

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— L’acqua potabile doveva essere estratta dall’unica fonte rimasta: il mare. A questo provvedevano complessi impianti di potabilizzazione che, a loro volta, non mancavano di creare ulteriore inquinamento;

— Per numerose aggregazioni la vita si svolgeva in bunker sotterranei nel vuoto delle miniere o in tunnel scavati nelle rocce.

— erano state create serre e vivai spaziali su satelliti e altri in spazi sotterranei protetti a km sotto la crosta terrestre;

 

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— l’alimentazione era prevalentemente chimica per la grande massa degli uomini robot, zombi viventi, mentre veniva mantenuta una produzione di alimenti naturali mediante serre tecnicamente complesse e artificialmente alimentate per creare le condizioni ambientali necessarie alla vita agricola la cui produzione era destinata ad una piccola élite di esseri dominanti che avevano schiavizzato il mondo. Stessi sistemi per l’allevamento del bestiame destinato al rifornimento della catena alimentare d’élite.

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Questo, a grandi linee, il futuristico quadro generale ma la situazione potrebbe dimostrarsi ancora peggiore nella realtà.

Si potrebbe pensare che tutto questo siano semplici elucubrazioni di una mente pazzoide che vede le cose in modo catastrofico ma, attenzione, la trasformazione e la distruzione del nostro bel pianeta Terra… è già iniziata ed è destinata ormai ad essere irreversibile.

Ma non preoccupiamoci, tanto quando avverrà tutto questo, noi non ci saremo… oggi continuiamo a vivere il quotidiano nel modo che riteniamo al meglio per noi stessi e speriamo bene.

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Frederick Leighton – Frédéric Chopin – Nocturne

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L’ENCICLOPEDIA A DISPENSE

 

a buona domenica ordchi

 

 

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TEMPI ANDATI

 

Erano due ragazzi innamorati, giovanissimi e coltivavano un sogno più grande delle loro possibilità: volevano sposarsi. A quei tempi era difficile avere il denaro necessario per mettere su casa, lavoravano tutt’è due ma erano paghe povere e dovevano aiutare ciascuno la propria mamma, entrambe vedove. La soluzione era quella di andar via dal paese per cercare un lavoro migliore e più remunerato. Ci sarebbe stato un lavoro solo per lui in una città vicina ma c’era da considerare la convenienza, in tutte le cose ci sono sempre i pro e contro e si doveva valutare bene onde evitare salti nel buio. I ragazzi, pur nel loro amore, vivevano queste incertezze.

 

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Intanto i giovani avevano visto una bella enciclopedia che divenne subito un loro sogno, non solo per loro stessi ma già si proiettavano nel problema dell’istruzione che avrebbero dato ai loro figli quando sarebbero arrivati.

Ma c’era un problema, come fare a comprarla se non avevano denaro?  Certo una paghetta l’avevano pure loro, ma se compravano l’enciclopedia, la mamma di lui se ne sarebbe accorta e non era il caso di farla preoccupare ancora di più nel sapere che spendevano quei pochi soldi che guadagnavano, per acquistare libri, c’erano prima le necessità di casa.

 

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Con calma decisero d’accordo di comprarla a fascicoli con l’intesa che li avrebbe portati a casa la ragazza che aveva la mamma più comprensiva e avrebbe capito il desiderio dei ragazzi di avere dei libri e in particolare la bella enciclopedia. Così i ragazzi decisero di comprare un fascicolo per volta una settimana uno e una settimana l’altro. Dopo aver comprato il fascicolo il ragazzo lo avrebbe consegnato subito a lei affinché non lo vedesse la sua mamma ed evitare quindi possibili discussioni.

 

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Intanto passavano le settimane, i mesi, i fascicoli erano sempre in ordine, avevano deciso di farla rilegare quando i volumi erano tanti. Insieme ai fascicoli arrivavano anche le copertine e tutto veniva gelosamente custodito. Un giorno la fanciulla vede arrivare con il viso sorridente il suo compagno, le corse incontro chiedendo: Che c’è di bello? Sono stato assunto a tempo indeterminato in una scuola, è lontana, ma è un lavoro per sempre!

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La lontananza non era certo una bella cosa, ma la speranza di sposarsi presto, ora poteva realizzarsi. Doveva presentarsi di lì a pochi giorni, lui prima di partire le ricordò, attenta che questa settimana l’enciclopedia la devo prendere io, al mio ritorno te la consegnerò.

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Fu così che al sabato lei andò ad aspettarlo all’arrivo del treno e come prima cosa lui le consegnò un pacchetto, c’erano due fascicoli, uno era quello dell’enciclopedia e l’altro un manuale d’istruzioni per lavori all’ uncinetto. Lei fu felice di avere lavori da fare per realizzare il suo corredo, corse a casa, mentre lui andava a salutare la sua mamma, si sarebbero visti dopo. Per più di due anni la loro vita continuò così, il sabato lei andava sempre a riceverlo dopo la settimana di lontananza ed un sabato si ed uno no arrivava un nuovo fascicolo da lui che si univa a quelli acquistati da lei. Un pò alla volta arrivò anche il giorno del matrimonio.

 

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Con il baule del corredo partì pure l’enciclopedia che alla fine avevano deciso di far rilegare nella città in cui sarebbero andati a vivere. Quei diciotto volumi sono stati il pane per loro e per i loro figli nei tempi andati.

 

 

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I figli sono cresciuti e sono andati via, ognuno ha la propria famiglia ma l’enciclopedia è rimasta lì, ben allineata nello scaffale della libreria di casa. Tantissime volte l’avevano consultata per loro stessi e per i bambini che crescevano.

 

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Dopo tanti anni si sta decidendo se metterla in cantina come ricordo oppure se cercare qualcuno a cui farebbe piacere averla anche se vecchia, ma tenuta sempre bene, o infine se portarla al mercatino dei libri usati. Una enciclopedia amata come pochi libri, forse perché comprata con tanto amore nell’età in cui si viveva d’amore, pane e libri…. se si aveva la fortuna d’averli, i libri.

 

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Un raccontino così, giusto per trascorrere una giornata con voi care Amiche/Amici del Bosco… Buona Domenica per tutti.

 

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LETTERA DA JAKARTA

 

 

UNA LETTERA titolo1Jakarta – Indonesia – Monumento Nazionale

Cari Amici del Bosco

 

Ritengo sia utile e gratificante portare alla conoscenza dei componenti attuali e precedenti dello Staff di Redazione e di tutti gli Amici del Bosco il contenuto di una lettera che arriva dall’Ambasciata Italiana di Jakarta, in Indonesia.

È una lettera lunga ed eloquente che elogia con entusiasmo quanto si scrive nei post del nostro amato Bosco.

A maggior chiarimento ne pubblichiamo alcuni stralci:

 

…..Sono un Ufficiale dell’Aeronautica Militare Italiana, attualmente in servizio presso l’Ambasciata d’Italia a Giacarta (Indonesia) con l’incarico di Addetto Aggiunto per la Difesa.
Una settimana fa “surfavo” sul web al fine di trovare un’immagine delle nostre Forze Armate di particolare impatto che potesse lasciar trasparire anche il senso di appartenenza allo Stato ed alla Patria che caratterizza ogni “uomo in divisa” al servizio delle Istituzioni e dei cittadini che condividono questo altissimo sentimento, DNA di ciascuno di noi.

Ebbene…. con un po’ di pazienza… Eccola…. Eccezionale !!!

 

 

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L’Altare della Patria sorvolato dalla Pattuglia acrobatica nazionale… Ed ai margini dell’immagine uomini e mezzi a rappresentare ciascuna delle nostre Forze Armate. Il tutto incorniciato in un riquadro tricolore !!!! PERFETTO… COMPLIMENTI Sig. Giuseppe. Si tratta di una foto tratta dal vostro blog !!!!

(ad ogni modo la pongo in allegato).

 

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La lettere continua spiegando i motivi della richiesta e precisando le caratteristiche che dovrebbe avere l’immagine affinché possa essere utilizzata per la realizzazione di un pannello da ubicare su un palco a Jakarta in occasione di una Festa celebrativa dell’Unità Nazionale alla quale parteciperanno Ambasciatori e diverse Autorità italiane nonché ospiti indonesiani e rappresentanti delle Comunità straniere in Indonesia.

In fine conclude dicendo:

 

Confidando nel suo “Amor di Patria” (che già traspira dall’immagine e dal suo blog) Le chiedo la possibilità di fornirmi della stessa immagine con una risoluzione/ definizione migliore.

A detta dei tecnici, la dimensione minima dovrebbe essere di almeno 3 Mega. La ringrazio sin d’ora per quanto ha fatto e continua a fare attraverso il suo blog….
Certo nella sua piena comprensione ed “orgoglio nazionale”…

Attendo fiducioso un cortese riscontro.

(segue firma)

 

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In sintesi questa la risposta fornita a nome della Redazione:

 

Gentilissimo Sig. xxxxxxxx,

 

la sua mail mi giunge oltremodo gradita non solo perché arriva da lontano ma soprattutto per il suo contenuto di apprezzamento per il lavoro che si fa nel Blog “Bosco” di Eldy.

Condivido l’orgoglio per l’amor di Patria che non deve mancare in tutti gli italiani.
Relativamente all’immagine messa in evidenza e destinata alla realizzazione di un pannello come da Lei indicato mi spiace doverLe comunicare che non è possibile fornire quanto indicato. Preciso, infatti che nell’archivio del blog possiamo gestire immagini di capacità massima di 1 Mega per cui non abbiamo quella utile alle Sue necessità.
Penso comunque che la ricerca in Internet possa dare il risultato sperato.
Complimentandomi per il senso di Patria che traspare dalla Sua lettera e che condivido, La ringrazio e rivolgo l’invito a continuare a seguirci perché qualcosa di buono riusciremo sempre a fare per tenere alti i valori delle Istituzioni di Stato della nostra amata Italia.
Un cordiale saluto con il piacere di sentirLa ancora, grazie.

                                                       (f.to Giuseppe Pau)

 

Questa, infine, la risposta conclusiva:

 

 

Gent.ssimo Sig. Giuseppe,

La ringrazio per la pronta risposta…

Non si preoccupi… Troveremo una soluzione. Nel frattempo le rinnovo i sentimenti di una profonda stima perché riempie d’orgoglio incontrare connazionali pervasi da simili sentimenti nobili e non certamente scontati (purtroppo… di questi tempi).

Auguro a Lei ed suo Blog tutte le migliori fortune…

 

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Naturalmente estendo l’elogio a tutto lo Staff di Redazione, includendo la sempre carissima Giovanna e Nembo in particolare per tutti i lavori fatti in passato e in collaborazione in occasione delle Feste Nazionali, esaltando ognora i sentimenti di Amor Patrio per la nostra cara Italia. Grazie.

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Fratelli D’Italia – Versione Completa

Inno Nazionale Italiano

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A COME AMORE

 

 

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La speranza è un albero in fiore che si dondola dolcemente al soffio delle illusioni. (Severo Catalina)

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Per quanto sia lungo un temporale, il sole torna sempre a brillare fra le nuvole.

(Khalil Gibran)

 

Nel cuore di tutti gli inverni vive una primavera palpitante, e dopo ogni notte, viene un’aurora sorridente. (Khalil Gibran)

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La metà della bellezza dipende dal paesaggio e l’altra metà dall’uomo che la guarda. (Lin Yutang)

 

Chi conserva la facoltà di vedere la bellezza non invecchia. (Franz Kafka)Cestino con fiori animati

 

La felicità umana generalmente non si guadagna con grandi colpi di fortuna, che possono accadere poche volte, bensì con poche cose che accadono tutti i cuoregiorni. (Beniamin Franklin)

 

Non rinunciare mai ad un sogno, tenta solo di vedere i segnali che ti portano a lui. (Paul Coelho)

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La fortuna della vita consiste nell’avere sempre qualcosa da fare, qualcuno da amare e qualcosa in cui sperare. (Thomas Chalmers)

 

I sogni vestono l’anima di stelle e di speranza. (F. A.)

 

Non smettere mai di sorrFiocchetto animato verdeidere, anche quando sei triste, perché tu non sai chi potrà innamorarsi del tuo sorriso.

 

Un vero amico è colui che ti tiene la mano e ti tocca il cuore.Rosa cangiante - animata

 

Ogni giorno ci viene offerta l’opportunità di essere felici. A volte si nasconde discreta e silenziosa come un timido fiore che attende di essere visto per regalarci il suo profumo.

 

Esiste una sola porta capace di aprire la porta del cuore, la fiducia.rose con il cuore

 

Non ha importanza la grandezza del gesto, ma il cuore che viene messo nel farlo. (M. Ghesini)

 

Un sorriso sincero è un abbraccio invisibile capace di dare tanto calore.Fiori - anim.celeste

 

Nella vita si può piangere o ridere… ricordare o dimenticare. Ma soprattutto si può ricominciare!

 

Buongiorno chi cerca le emozioni in un abbraccio, in uno sguardo in un semplice sorriso.

 

mazzo-dei-fiori-del-nontiscordardime-29046356Un sorriso sincero è un abbraccio invisibile capace di dare tanto calore.

 

E’ un nuovo giorno. Lascia nel letto i pensieri nuvolosi. Affacciati alla vita e poi vai a prenderti la tua porzione di sole. (Giorgia Stella)

 

Il tempo si misura in ore, la vita in emozioni. (A. Cunetta)

Tu pensa ad amarmi, io ti amerò per sempre. La differenza è molto semplice.fiori - rosa gialla

 

I sogni non sempre si realizzano, ma non perché siano troppo grandi o impossibili, perché smettiamo di crederci. (Martin Luther King)

 

Buonanotte al bisogno di un abbraccio e a chi si fa trovare sempre pronto.

 

Non basta un cuore che batte. Per farlo volare bisogna metterci l’anima.

 

Ogni giorno ci preoccupiamo troppo di quello che dobbiamo fare, e troppo poco di quello che dovremmo essere: Felici ad esempio! (A. C.)

 

La musica è come l’amore… è ovunque. Entrambi si sentono soprattutto dal cuore… Entrambi sanno darti gioie immense e dolori struggenti.

 

Usa il tuo sorriso per cambiare il mondo, non lasciare che il mondo cambi il tuo sorriso.

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L’amore guarda non con gli occhi, ma con l’animo. (Shakespeare)

 

L’amore è la più saggia delle follie, un’amarezza capace di soffocare, una dolcezza capace di guarire. (Shakespeare)

 

Ho avuto in dono una porzione di cielo ci ho messo dentro i miei desideri… e ora aspetterò che diventino stelle.

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Sono le piccole cose a fare di te una grande persona

 

Amico mi è stato detto in tanti modi. Io preferisco dirtelo in modo semplice: Ti voglio bene.

 

Un giorno senza sorriso è un giorno perso. (C.Chaplin)

 

Negli abbracci sono nascoste tutte le più belle parole del mondo, tipo: Sono qui, non ti preoccupare, tutto passa. (Tumblr)

 

Il fuoco dell’amore scioglie qualunque crisi. (M. K. Gandhi)

 

Una parola gentile non costa nulla, ma è il più prezioso dei doni. (D. du Maurier)

 

La vera felicità costa poca, se è cara non è di buona qualità.

 

Che i tuoi progetti e i sogni che custodisci nel tuo cuore sboccino come fiori a primavera.

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 Ti ho lasciato un bacio nell’aria, prendilo quando vorrai.

 

Come tante gocce d’acqua formano l’oceano anche noi, se ci vorremo bene, potremo.formare un oceano di amicizia. Come cambierebbe il mondo, se tutti gli uomini vivessero in uno spiraglio di amicizia e di amore! (Gandhi)

 

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Con l’aforisma di Gandhi vi saluto augurandovi una serena giornata.

 

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RITORNO ALLA VITA

 

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RITORNO ALLA VITA DOPO IL TERREMOTO

La laboriosità del Trentino arriva ad Amatrice

In soli 12 giorni, seppure con difficoltà causa le condizioni metereologiche non favorevoli, i volontari della Protezione Civile del Trentino ha portato ad Amatrice i prefabbricati che costituiranno la nuova struttura scolastica: ospiterà 170 alunni che riprendono la scuola nella loro città. In totale erano previsti ad Amatrice oltre 250 alunni da 3 a 18anni ma non saranno presenti circa 90 ragazzi, quelli le cui famiglie si sono trasferite in altre località e, purtroppo, quelli periti sotto le macerie del terremoto del 24 agosto scorso.

Ma la vita riprende ed è importante. Tutti i ragazzi sono felici di ricominciare, di ritrovare e consolidare le vecchie amicizie e trovarne altre nuove: bisogna dimenticare il trauma del terremoto, la vita deve continuare nella sua normalità ed è ciò che si sta tentando di fare con l’aiuto dell’ammirevole disponibilità di tanti volontari.

Le strutture prefabbricate che prenderanno il posto della Scuola “Capranica” ristrutturata nel 2012 e crollata con il terremoto, sono attrezzare non solo per le attività propedeutiche alle lezioni scolastiche ma prevedono spazi per le attività complementari mirate al recupero psico-fisico per i ragazzi che hanno subito il trauma della devastante catastrofe del terremoto. Parteciperanno a tali attività le associazioni specialistiche in materia.

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Ecco la nuova scuola realizzata dal Trentino ad Amatrice e che è stata consegnata ai 170 studenti che la frequenteranno. Un piccolo miracolo da parte di tanti volontari trentini, ai quali rivolgiamo in coro il nostro grazie generale.

Propongo questa serie di immagini che certamente risulteranno molto più eloquenti delle mie semplici parole.

 

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Riporto pure alcuni commenti di parte divulgati in rete, poi attendo i vostri, grazie e un saluto per tutti.

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  •  Martina Kolleritsch -Trentini e friulani sono sempre i migliori a contribuire attivamente nel caso di catastrofi!

  •  Carmen Vivaldi – Bravissimi …saremo duri ma con il cuore tenero e generoso !!!! GRAZIE DI CUORE !!!!

  •  Marina Gasperi – Noi trentini poche chiacchiere ma fatti!!! Bravissimi i nostri ragazzi . Grazie.

  •  Margherita Ro – E’ bellissima, grazie da parte loro.

  •  Lucia Civettini – Fiera di essere trentina.

 

♥♫GIOVANNI MARRADI – Once upon a time♥♫    

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INCONTRO A SORPRESA

GIRONZOLANDO PER LA CITTÀ

 

Era una mattina come tante altre, la giornata era bella, il sole saliva alto nel cielo e avevo tanta voglia di fare una passeggiata in città, con l’usuale programma: fermarmi al bar per il mio solito caffè, andare in giro per guardare le vetrine e fare qualche acquisto se avessi trovato qualcosa che poteva ispirare la mia fantasia.

Ma non è andata così e ora vi racconto.

INCONTRO A SORPRESA

E’ un periodo dove la gente si urta e quasi si calpesta mentre si passa lungo le vie, i portici sono impraticabili, tutti hanno fretta. É pur vero che tra pochi giorni ci saranno, la festa dell’uva e all’ippodromo ci sarà il Gran Premio, e per finire minacciava tutti i giorni un temporale ma poi le giornate si fanno belle e allora ecco tutta la gente invece che stare in montagna nei vari alberghi si trasferisce in blocco in città. Posso solo dire che girare in automobile se non era più ché necessario, meglio lasciarla a casa. Tra poco me ne sarei andata a casa pensavo e non avrei sentito il trambusto della città. Un buon libro o il computer davanti e mi sarei sentita la donna più felice e rilassata del mondo.

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Avevo ancora un appuntamento in un ufficio e poi ero libera di ritornare a casa. Finito anche il mio ultimo impegno, tranquilla e sorridente perché mi era andato tutto bene mi son fermata davanti a una vetrina, non tanto per guardare quello che esponeva ma per pensare a me, quando sento una voce che mi chiede: Ciao, mi riconosci? Mi giro e vedo un’amica virtuale conosciuta tramite il computer, un’amica di Eldy.

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Certo che ti riconosco, anche se nella foto in Eldy non sei così bella. Ci abbracciamo, è la prima volta che vedo questa amica virtuale. Ho avuto il piacere di conoscere altre amiche virtuali, e con una ormai non possiamo neppure più dire virtuale viene spesso, ma questa che chiamerò Rosa è la prima volta che la incontro, aggiungo che arrivava sempre dal settentrione, ma non vicina a me. Le chiedo come mai è venuta a Merano e lei risponde, dopo tutto quello che hai scritto dovevamo fare un giro, e non credo di riuscire a fare tutti i giri che mi hanno consigliato. Allora le dico, non potevi metterti in collegamento con me, che ti avrei aiutata? E chi sapeva il tuo indirizzo o numero telefonico? Facile mettevi in chat una frase che avrei senza dubbio capito, se non ci fossimo incontrate ora, forse partivi senza nemmeno esserci salutate. Tuo marito dov’è? Dietro le tue spalle, mi giro e saluto un simpatico sorriso. Bene ed ora andiamo a casa mia almeno un po’, facciamo l’itinerario di quello che non avete visto ma dovete andare per la loro bellezza, mentre si parla di dove sono stati, siamo andati a prendere la loro auto, ma se si andava a piedi si faceva prima. Rosa è meravigliata per il traffico, io le spiego che per accedere al Passo del Giovo e Passo Rolle devi per forza transitare da questa via.

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Arrivati a casa mi sono sentita un’Amica di Eldy, e nel particolare del Bosco. Dopo aver bevuto il caffè, ho aperto una cartina dove avevo segnato per una vecchia amica sempre di Eldy, i posti dove era doveroso andare. Alle volte nella fretta ci si dimentica alcuni manieri, o passeggiate che vale davvero la pena di visitare e sono accessibili a tutti. Chiacchierando dei nostri amici virtuali abbiamo capito come l’amicizia possa essere profonda, e se abbiamo bisogno di un consiglio o di una parola d’incoraggiamento, è più facile averla tra noi. Mentre io e Rosa si parlava di tutto questo, suo marito mi ha chiesto il permesso di dare uno sguardo a tutti i libri che vedeva nella libreria, osserva e scegli alcuni libri, le ho detto poi vedrò quello che ti posso regalare per ricordo, uno solo, ma tu scegli. Si approssimava l’ora del pranzo, e mi è sembrato logico invitarli, ho avvisato di quello che avrei preparato e loro sono stati felici di rimanere.

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Finito di mangiare s’è unito anche il marito di Rosa nel nostro parlare di tutto un pò. Dopo poco sono andati via, lui felice con un libro e lei con la speranza che il giorno dopo fossi libera per unirmi a loro nella visita di alcuni Castelli che ho vicino a casa.

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Il giorno dopo i Castelli li abbiamo visti dall’esterno, si poteva entrare solo nel pomeriggio, abbiamo allora visitato tutta la passeggiata d’Inverno, per trovarci poi in centro città, Dopo una breve visita abbiamo fatto ritorno a casa mia a piedi, loro dovevano prendersi l’automobile, e andare a visitare i luoghi che avevo descritto. Sono ritornati due giorni dopo felici delle mappe che avevo loro consegnato, a bere l’ultimo caffè in compagnia ed io ho ricevuto un bellissimo mazzo di fiori da un amica che penso vedrò di nuovo il prossimo Natale.

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GIOVANNI MARRADI – Summer

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GINO PAOLI

 

 

 

GINO PAOLI

 

 

GINO PAOLI

Nato a Monfalcone il 29.9.1934. Era ancora bambino quando la famiglia si trasferisce a Pegli vicino a Genova. Il padre è ingegnere navale e la mamma oltre che casalinga suona il violino ed è pittrice. Subito dopo la guerra Gino Paoli comincia a suonare il pianoforte con il fratello Guido. I ragazzi preferiscono la chitarra e Paoli ha già un carattere ribelle, lo mettono perciò in collegio, prima in veneto poi a Rapallo, ma la maturità è lontana. Marina la scuola per andare a teatro, o per dipingere. A teatro conoscerà Luigi Tenco e Bruno Lauzi e insieme scoprono anche la canzone francese.

 

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Gino tenta inutilmente di diplomarsi, alla fine va a lavorare a Genova dove conoscerà Anna e poco dopo la sposa, ma casa sua sarà un vero andirivieni di amici artisti squattrinati e affamati. Vivono in una mansarda dove girano i gatti, e proprio in quel periodo scrive la sua prima canzone “la gatta”. Costituiscono una vera comunità di musicisti, s’incontrano spesso con Umberto Bindi, Giorgio Calabrese, Joe Sentieri, Luigi Tenco, e soprattutto Gianfranco Reverberi, autore di canzoni, che ha stretto i primi contatti con la casa discografica Ricordi. In quel periodo si forma attorno a Gino Paoli il nucleo dei cantanti genovesi.

 

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Debutterà con la Ricordi la sua prima canzone “La tua mano” e cambierà città, andrà a vivere a Milano dove incontrerà Giorgio Gaber e Mogol, diventerà loro amico e gli faranno conoscere Mina. Sarà proprio Lei a portargli fortuna cantando “Il cielo in una stanza”, una canzone scritta da poco. Conoscerà Ornella Vanoni e per lei scrive di getto “Senza fine” sarà uno dei pochissimi brani italiani che si classificheranno in America e sarà interpretata da Dean Martin.

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Nel 1961 esce il suo primo album ma venderà pochi dischi, l’anno seguente esce un secondo album intitolato” Le cose dell’amore”. L’anno 1963 è il decisivo della sua carriera con “Sapore di sale”. Dopo d’allora la sua carriera va avanti con i suoi alti e bassi, di certo canzoni ne ha scritte tante, come “Che cosa c’è”, “ A Milano non crescono fiori” “Ieri ho incontrato mia madre”, “Basta chiudere gli occhi”, “ Le facce dell’amore!, “ Amare per vivere”, “Il mio mestiere”, “La ragazza senza nome”, Il gioco della vita”, “Quattro amici al bar”, “Ti lascio una canzone” e tante altre.

 

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Nel mezzo dei brani scritti per lui , il 1986 scrive con Zucchero “Con le mani” e “ Come il sole all’improvviso”. L’anno dopo scrive per Marcella Bella “Tanti auguri” e “Per il riso e per il pianto”. Un cantante che non si ferma un istante di scrivere e le sue canzoni cantate da tanti altri cantanti lo faranno conoscere in tutto il mondo.

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Gino Paoli – Il Cielo in una Stanza

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Gino Paoli – Sapore di sale (1963)

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Senza Fine – Gino Paoli

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TERREMOTO – NON SOLO ITALIA

DISCUTIAMONE

 

Giuseppe ha riesumato nell’archivio del Bosco questo vecchio articolo sul terremoto in Cile del 2010. E’ proprio vero la storia si ripete, e le osservazioni e gli inviti a prodigarsi sono di sorprendente attualità per il nostro terremoto. Grazie Giuseppe

 

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Terremoto in CILE

 

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ANSA
Cile, nuovi forti scosse. Sono oltre 300 le vittime
Prosegue lo sciame sismico dopo il terremoto che ha devastato il Paese, 300 vittime ufficiali
28 febbraio, 09:36

Cile, nuovi forti scosse. Sono oltre 300 le vittime

SANTIAGO DEL CILELa terra trema ancora in Cile: l’ultima scossa, registrata dall’istituto geofisico statunitense (Usgs), è stata pari ad una magnitudo di 5.1 Richter. Si tratta della 99/a scossa nelle 24 ore dalla prima di magnitudo 8.8 delle 3:34 locali di ieri (le 7:34 in Italia).

Si scava fra le macerie in tutto il Paese. La Protezione civile cilena ha detto che i morti sono oltre 300 e almeno due milioni le persone sinistrate. Per il ministro dell’interno Edmundo Perez Yoma si tratta di una catastrofe “di proporzioni immani”. Il previsto tsunami ha colpito la costa centrale cilena, abbattendosi con violenza sul porto di Talcahuano, trascinando barche, pescherecci e container sulla terraferma. In precedenza aveva investito l’arcipelago cileno di Juan Fernandez, provocando almeno cinque morti e diversi dispersi sull’isola di Robinson Crusoe.

Anche la lontana Isola di Pasqua, famosa per le millenarie statue di pietra di origine misteriosa, è stata posta in stato di allerta e gli abitanti sono stati fatti allontanare dalla costa. Sulla terraferma il centro più colpito è Concepcion, città costiera di 200.000 abitanti. Un paio di persone sono inoltre morte durante scosse di assestamento nel nord dell’Argentina.
Lo tsunami  ha viaggiato attraverso tutto il Pacifico. Mattinata di grande paura alle Hawaii, dove l’allarme è scattato all’alba ma alla fine lo tsunami è stato debole. Nel sud del Pacifico, invece, la Polinesia francese è stata raggiunta da onde alte circa due metri (alle isole Marchesi) e poi è arrivato in Giappone con un impatto debole ed è atteso con allarme in Russia. Le autorità nipponiche hanno disposto l’evacuazione di oltre 320.000 persone nel nord del Paese, a causa dell’arrivo dello tsunami. E’ ancora troppo presto perché in Giappone si possa ritirare l’allarme, fa sapere la Japan metereological agency (Jma).

Sul fronte degli aiuti, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale hanno offerto il proprio supporto al governo cileno.

 

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Terremoto Nepal

 

 

 

 

 

 

 

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Ti ringrazio Lorenzo per aver condiviso l’idea di riproporre il post del 2010 relativo al terremoto del Cile. É veramente di sorprendente attualità in analogia al recente sisma del Centro Italia.

Mentre la terra continua a tremare, rivediamoci questi video che danno il segno della grande opera umanitaria dimostrata negli interventi di soccorso da tutte le unità specialistiche, senza escludere nessuno ma con un particolare riguardo al Corpo dei Vigili del Fuoco ed alle Unità cinofile addestrate alla ricerca delle persone rimaste sotto le macerie.

Un grandissimo sincero grazie per tutti.

 

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Terremoto Amatrice: Donna estratta viva da sotto le macerie

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Terremoto Bimba estratta viva dopo ore ad Amatrice

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LABRADOR SALVA UNA BAMBINA DA SOTTO LE MACERIE – SISMA CENTRO ITALIA

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MIGRANTI

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OMRAN e ALAA

 

Omran e Alaa

 

Stava attraversando l’acquitrino oltre la spiaggia greca dove era approdato con altri fuggiaschi. Aveva perso tutti i suoi cari in quella martoriata terra oppressa da una guerra che non finiva mai. Era solo, le scarpe di tela erano già imbibite di fanghiglia e l’unico aiuto che aveva per proseguire il cammino era la mano dell’uomo grande con il basco rosso che illuminava il sentiero con una torcia. Era insieme a tanti altri, adulti e bambini, che camminavano lenti per arrivare al primo villaggio dove si sarebbero potuti rifocillare.

La notte sembrava ancor più buia e le stoppie illuminate dalle torce brillavano di una spettrale luce giallognola. L’uomo grande dal basco rosso gli lasciò la mano per soccorrere una donna che era caduta nel fango. Il buio lo avvolse, ma vide nel baluginio delle torce due piccole luci vicine, si accorse che erano gli occhi di un cane, piccolo, bruttino, con un orecchio che gli pendeva sulla fronte.”

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Ciao !” Omran lo guardò stupefatto, “Ma tu parli?” “No sto solo pensando assieme a te e per questo hai l’impressione di sentire una voce. Sono venuto anche io dalla guerra insieme al mio padroncino annegato nel tratto di mare che hai appena attraversato. Io so nuotare lui non sapeva e mentre affondava nell’acqua scura gli sono stato vicino finché non ha toccato il fondo e in quei pochi minuti ho sentito tanto forte il suo pensiero ed è stato tanto forte il mio che sono riuscito a comunicargli tutto il mio affetto ed ho capito che potevo parlare così”. Il bambino stupito si sedette su di una pietra guardando il cagnolino che dimenava felice la coda… “Siamo rimasti soli tutti e due, vuoi essere il mio bambino/padroncino?”

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Omran rispose un sì che occupò tutti i suoi pensieri, si chinò e prese tra le braccia l’animale. “Come ti chiami ?” “Lui ,il mio padroncino, mi chiamava Alaa , con due a sia ben chiaro” “Bello il tuo nome e semplice da pronunciare… io mi chiamo Omran”.
Si accorsero di essere rimasti soli, le luci delle torce erano ormai lontane ed era impossibile raggiungerle. “Come facciamo?” Chiese disperatamente Omran. Il cane si mosse verso un cespuglio dal quale partiva un albero senza foglie. Si videro due lucine che si muovevano da destra a sinistra in modo strano. “Che cos’è ?” chiese il ragazzo, “è’ un gufo, non ti preoccupare, ora gli domando dove andare, lui non può comunicare con te, ma tra animali ci intendiamo in qualche modo”.

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Alaa si avvicinò alla pianta ed emise leggeri latrati, il gufo per tutta risposta spicco il volo e si volse come per dire “seguitemi!”.

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Una timida Luna intanto era apparsa nel cielo ed illuminava debolmente la piana, Omran e il cane proseguirono circospetti seguendo il gufo che volava a pochi metri da terra in ampi cerchi per potersi mantenere in aria.
Proseguirono così per parecchie ore finché nel cielo la Luna diede il posto ad un velo rosa che schiariva l’orizzonte e in pochi minuti l’alba prese il posto della notte.

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Lontano, in controluce, apparvero alcune case circondate da alti alberi, il gufo volò ancora intorno poi se ne andò veloce. “Sai è un uccello notturno e non ama la luce ci ha portato come vedi in un luogo abitato dove potremo mangiare e riposare. “Omran assentì e seguì Alaa verso le case, arrivarono in prossimità della prima abitazione quando il sole illuminava già la pianura, da una porta uscì una donna anziana con un grembiule colorato ed un fazzoletto legato dietro la testa. Vide Omran e il cane e si avvicinò a loro “Kalimèra!” Alaa cominciò subito il suo dialogo/pensiero e la donna prima quasi spaventata, ascoltò attenta la storia e si asciugò qualche lacrima con il dorso della mano. Prese tra le braccia Omran e se lo strinse al petto. Avevano avuto la fortuna di incontrare una vecchia mamma sola, che li avrebbe accolti nella sua casa per tutta la vita.

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Potremmo finire questa fiaba con la solita frase… “E vissero per sempre felici e contenti”, ma non so se è possibile in questo mondo, è certo che si vollero tutti e tre molto bene.

 

 

 

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Smile di Charlie Chaplin

(dal film: “Tempi Moderni”) by P.Hamilton Orchestra   

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VINCENZO BELLINI

La pagina della musica

 

 

Titolo Copertina

 

Vincenzo BELLINI

 Musicista italiano

Catania 3 novembre 1801 

Puteaux (Parigi) 23 settembre 1835

 

Allievo a Napoli di Nicola Antonio Zingarelli, si mise in luce con “Bianca e Fernando” rappresentata nel 1826 al San Carlo di Napoli.

Bellini è da annoverarsi tra i maggiori operisti europei pur non inserendosi nella evoluzione del melodramma italiano attuato da Rossini, Donizetti e Verdi, rimane un compositore di alta ispirazione che sa raggiungere espressioni drammatiche di rara intensità.

Bellini dedicò la sua breve vita alla composizione. Le sue opere più famose sono:

La sonnambula“,

Norma” e

I Puritani

che si rappresentano ancora oggi con successo.

All’epoca il suo talento fu ammirato dal giovane Wagner che, in suo onore, ambientò proprio in Sicilia la sua seconda opera: “Il divieto di amare”.

Morì a meno di 34 anni a Puteaux, nei pressi di Parigi, fu sepolto nel cimitero Père Lachaise, vicino a Frédéric Chopin ed a Luigi Cherubini ma nel 1876 la salma di Vincenzo Bellini fu traslata nel Duomo di Catania, sua città natale.

 

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L’immagine di Vincenzo Bellini riprodotta sulla vecchia banconota da 5000 lire

 

 

Cronologia Opere:

“Adelson e Salvini” (12 Febbraio 1825 Teatro del Conservatorio di San Sebastiano, Napoli)
“Bianca e Gernando” (30 Maggio 1826 Teatro San Carlo, Napoli)
“Bianca e Fernando” seconda versione (7 Aprile 1828 Teatro Carlo Felice, Genova)
“Il pirata” (27 ottobre 1827 Teatro alla Scala, Milano)
“La straniera” (14 Febbraio 1829 Teatro alla Scala, Milano)
“Zaira” (16 Maggio 1829 Teatro Ducale, Parma)
“I Capuleti e i Montecchi” (11 Marzo 1830 Teatro La Fenice, Venezia)
“La sonnambula” (6 Marzo 1831 Teatro Carcano, Milano)
“Norma” (26 Dicembre 1831 Teatro alla Scala, Milano)
“Beatrice di Tenda” (16 Marzo 1833 Teatro La Fenice, Venezia)
“I Puritani” (24 Gennaio 1835 Théâtre Italien, Parigi

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Anna Netrebko – Norma Casta Diva

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Bellini – La Sonnambula- Ah! Non credea mirarti

(dal Teatro Lirico di Cagliari)

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I Puritani: Suoni la tromba (Alvarez, Orfila)   

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