LA DOMENICA DEL BOSCO

 

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B.D. Q

 

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Due brevi inserti, uno mio e l’altro di Nembo, per ricordare nel nostro amato Bosco il centenario di un grande evento storico.

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Cadeva di Domenica anche il 24 maggio 1915, cento anni fa, quando l’Italia inviò la dichiarazione di guerra all’Austria/Ungheria.

 

 

soldati-in-trincea-620x405Accampamenti provvisori in attesa dell’ordine di attacco

 

Una guerra di trincea, accampamenti provvisori in continui spostamenti, filo spinato, buche per terra, fossi, fango, neve, canaloni scavati con vanga e picconi e la forza delle braccia umane, guerra di bombe a mano, mitragliatrici, pezzi d’artiglieria, fucilate di cecchini, assalti alla baionetta per la conquista di lembi di territorio in zone impervie, attraversate da fiumi che segnavano confini.

 

combattimento_tra_francesi_e_tedeschi_nella_fororesta_delle_argonne_illustriete_gefchichte_des_weltkrieges_1914-1915Nel vivo di una battaglia di trincea

Le battaglie ebbero inizialmente fasi alterne in una guerra che gradualmente assunse dimensioni mondiali coinvolgendo tutte le forze belliche di terra, del mare e dell’aria.

 

 ponte-di-barche-sul-fiume-isonzoPonte di barche sull’Isonzo

Per la prima volta artigianali velivoli a elica vengono attrezzati per la ricognizione, per i combattimenti in volo e lancio di bombe dall’alto.

a1918gAereiAustriaci

 

 

 

Combattimenti tra aerei nemici: l’abbattimento di un velivolo comportava anche la morte del pilota

Sommergibili e unità navali di superficie sono impegnate nei combattimenti in mare.

 

3117C_HMS_Barham_1914_corazzata_da_battaglia_vista_aereaUnità navali da guerra

 

Mobilitazione generale, eravamo in guerra contro l’Austria. In tutte le Regioni italiane si procedeva all’arruolamento di studenti, lavoratori della terra e dell’industria, cittadini di qualsiasi ceto sociale, venivano inquadrati e, dopo un breve addestramento, inviati nei fronti di combattimento per difendere la Patria.

Tanti uomini staccati dai loro affetti familiari e inviati a combattere per una guerra che non capivano e in tanti non sarebbero più tornati.

 

il giornaleL’annuncio sulla stampa dell’epoca

 

 

Ma la guerra non si combatteva solo al fronte. La popolazione viene sottoposta al razionamento dei generi alimentari, la produzione industriale viene convertita per fini bellici, i raccolti agricoli sono destinati alle forze armate.

La popolazione conosce il duro volto della guerra, l’ansia per i familiari al fronte, i lutti e le privazioni ma riesce a dare prova di grande senso civico collaborando allo sforzo bellico e dando dimostrazione di grande generosità, impegnandosi nel sostegno delle vedove e degli orfani dei caduti in guerra nonché di reduci e mutilati.

 

CAMPO DA GUERRAAmbulatorio da campo per i primi soccorsi ai feriti

 

 

I Comitati di Beneficenza sorti spontaneamente vengono successivamente istituzionalizzati riconoscendone la grande utilità davanti all’aumentare delle necessità della popolazione.

 

 

grandeguerra_archivio_it_1133_file_img_popupSfollamento dei civili dalle zone di guerra

Nei posti di lavoro si avvia l’assunzione degli “avventizi” in sostituzione degli uomini validi richiamati alle armi.

Grande importanza ha avuto in tale occasione il massiccio intervento delle donne nelle attività del mondo del lavoro.

Le perdite militari nella Prima Guerra Mondiale registrano per l’Italia oltre 651 mila morti, 947 mila feriti e 600 mila prigionieri o dispersi. Cifre spaventose.

 

ombre_di_guerra_largeIl dolore di fronte alla morte

Tanti atti eroici e tanti eroi molti dei quali rimasti ignoti al punto che non si riuscirebbe a menzionarli tutti: ne vogliamo ricordare due:

Cesare_BattistiCesare Battisti, trentino, che alla vigilia della guerra andò in giro per l’Italia e arrivò anche in Sardegna, accolto trionfalmente e caldamente applaudito per i suoi trascinanti discorsi interventisti mirati alla liberazione dei territori italiani ancora sotto dominio austriaco. Solo un anno dopo, catturato dagli austriaci, fu processato e giustiziato per “tradimento”, Per noi resta un eroe italiano.

 

Foto_Raimondo_ScintuRaimondo Scintu, valoroso appartenente alla “Brigata Sassari”, semplice caporale è ricordato per aver catturato, con pochi eroici compagni, in una avventurosa azione sulla Bainsizza, ben 55 austriaci tra militari e ufficiali, restando ferito egli stesso al fianco sinistro da un colpo di pistola di un Ufficiale ma portando a termine l’azione. Gli venne attribuita sul campo la promozione ad Aiutante di Battaglia ed assegnata, in seguito, la Medaglia d’Oro al valor militare.

 

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24 Maggio 1915, quando il Piave mormorò… questo fiume è sacro alla Patria, sul Piave si saldò finalmente l’unità Nazionale e per un’intera generazione se ne parlò ricordando i giovanissimi ragazzi del ’99, soldati di leva.

 

Oggi 24 Maggio 2015 si celebra il centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nella prima guerra mondiale 24 Maggio 1915. Conflitto conosciuto anche con il nome guerra italo-austriaca.

caduti in trinceaCaduti in trincea

Uno dei momenti che ha maggiormente segnato la vita del paese e dei suoi cittadini, è stata una carneficina che sconvolse il mondo cambiando il destino, una guerra che ha coinvolto tutti i Continenti con conseguenze disastrose il tutto fino all’11 Novembre 1918. Il tutto iniziò con una scintilla il 28 Giugno 1914 a Sarajevo per un attentato di matrice estremista nei confronti all’erede al trono d’Austria.

italia entra in guerraMarce forzate su instabili passerelle

Così, il 28 Luglio 1914 iniziò la prima guerra mondiale. L’Italia con le sue truppe comandate dal generale Luigi Cadorna si impegnava ad entrare nel conflitto un mese dopo il “Patto di Londra” il 24 Maggio 1915. Questa grande guerra segnò la fine di un lungo periodo di pace detto anche “Belle Epoque”. La stima del numero totale delle vittime di questo conflitto è molto, molto alto si parla di milioni di persone tra militari e civili, le cifre sono sempre oggetto di brutture di questi eventi politici che hanno portato sangue, morte e distruzione. L’umanità deve mettere fine a tutte le guerre, o le guerre metteranno fine all’umanità.

carabinieri in azioneIl valido apporto dell’Arma dei Carabinieri nelle azioni di coordinamento e di guerra

 

La commemorazione di questo giorno deve continuare ad interrogare la coscienza di ognuno di noi, e il pensiero va a tutti gli uomini, donne, soldati, gente comune, che vissero al tempo del conflitto, che li ha travolti, che ha modificato radicalmente le loro vite con sacrifici sofferenze. L’esempio dei nostri caduti, morti per ideali e senso del dovere, ci hanno dato un futuro e noi tutti, dobbiamo riaffermare con forza sempre questi valori ereditati con dei principi inviolabili dalla nostra bandiera, al nostro inno, alla nostra democrazia e costituzione. Onore, dunque, ai caduti, ai nostri caduti. R.I.P.

W L’Italia.

 

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judoUn invito alla pace per tutti i popoli

 

 

Il piave mormorava

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Fuoco e mitragliatrici

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Zibaldone

 

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In una delle pareti di una tipica trattoria della mia città fa bella mostra una curiosa vignetta con sotto scritto “Se le corna avessero le foglie, saremmo sempre all’ombra”, un modo di dire  forte    ma significativo,  che non si discosta  molto dalla realtà.

 

girandola  della pace

In effetti secondo gli esperti  oggi gli episodi di trasgressione sono   molto frequenti e l’adulterio non fa  scandalo come una volta, quando,  se il tradimento era da parte della moglie,  veniva guardato con l’ottica di un reato. E’ persino più tollerato forse per la consapevolezza  che la fedeltà coniugale è messa a dura prova  da una società completamente cambiata, alla  ricerca  continua del piacere e poco disposta a rinunciare a certe distrazioni.girandola  della pace

Il lavoro,  più impegnativo e più dinamico, i Social network e le moderne tecnologie di messaggistica hanno il potere di far dimenticare il senso della famiglia e di favorire il desiderio di trasgredire.

La vera opportunità di questa riflessione mi è stata data  da un drammatico  episodio accaduto al figlio di un mio caro amico. E’ rientrato a casa in anticipo per un attacco influenzale, si è abbandonato sul divano con le braccia che pendevano dietro la spalliera e con grande sorpresa ha pescato un intruso  tremante e accovacciato. con un abbigliamento che non ammetteva dubbi. Grande baruffa, poi  l’intervento dei soliti   avvocati, che hanno relativamente calmato le acque, ma non evitato  le conseguenze traumatiche ad  entrambi.

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Parliamoci chiaro tutti siamo stati tentati ad uscire fuori dai ranghi, ma in molti abbiamo superato tale debolezza,  trovando proprio nella famiglia  la forza necessaria a riconquistare gli equilibri.

E poi in termini di opportunità i vantaggi di un amore fedele  sono di gran lunga superiori ai piaceri di un scappatella , che scatena i sensi di colpa e costringe a continue bugie per  conciliare i momenti da dedicare a due vite parallele.girandola  della pace

Quando  l’unione è diventata talmente  conflittuale che non puo  più coesistere    e uno dei coniugi o entrambi   preferiscono rispolverare  le passate  emozioni  con nuovo partner, non sempre  avranno  la fortuna di imbattersi  in  una storia importante e   dovranno  mettere in preventivo il rischio di quel malessere, di cui sono già stati vittime.

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Non è un mistero che   le emozioni dei primi anni di matrimonio  sono quasi sempre destinate a scemare , quindi  ricordiamoci che amore e passione   non possono andare   in sintonia per tutta la vita. È per questo motivo che  dobbiamo  convincerci che con il passare degli anni  dovremmo maturare  e creare  nuovi stimoli per mantenere vivo il nostro amore  ed il senso del “noi” , che il vero collante della coppia.

 

girandola  della pace

Sapete che vi dico?. Teniamoceli stretti i nostri compagni, modelliamo il nostro affetto adeguandolo alla età e ricordiamoci che,  quando quel giorno lontano saremo costretti a sorreggersi  mano nella mano, questo segnale  non dovrà essere interpretato come un atto di dimissione, ma come  il risultato   di una vita trascorsa assieme, un gesto  di calore e di dolcezza  che vale quanto  la passione che ci ha travolto all’inizio della nostra unione.

 

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 Giovanni Maradi  – Someone like you

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LA DOMENICA DEL BOSCO

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Nell’esistenza di ciascuno di noi c’è sempre un qualcosa che lascia il segno, un avvenimento, una storia o un episodio che ha destato forti emozioni, incertezze e palpitazioni e, in conseguenza, rimane stampato nella mente come ricordo indelebile e ogni tanto riemerge. È il caso di questa storia che ci propone l’Amica Sandra.vi per la nostra Buona Domenica e non potevamo perdere l’occasione di pubblicarla per la gioia di tutti noi e della stessa Sandra che merita il nostro grazie. Brava Sandra!

 

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Era un luglio particolarmente caldo, le scuole finite, cominciavamo a fare progetti per le vacanze. Naturalmente c’erano gli inviti dei miei da Pegli “Vi aspettiamo, non mancherete” e mia cognata da Chiavari “Il nonno aspetta di vedere Laura, passerete le vacanze qui vero?” Mia figlia logicamente non voleva andare né da una parte né dall’altra, cercava compagnia. Inaspettata giunse una telefonata dai nostri clienti greci, perché non venite a trascorrere qualche settimana al mare da noi? La proposta fu accolta con entusiasmo, però il mio socio pose una condizione, lui non avrebbe fatto la traversata in nave, dovevamo attraversare la Jugoslavia (erano gli ultimi anni che si poteva fare). Io ero un po’ titubante, i km erano tanti anche se la macchina era confortevole, poi mi lasciai contagiare dall’entusiasmo e dissi di sì.

Fatti tutti i preparativi, pronte le macchine, un bel mattino molto presto i miei amici, Ermanno e Mina, con il loro figlio Sergio, io con mia figlia Laura e la cuginetta Virginia, imboccammo la Milano Venezia alla volta di Trieste prima tappa.

 

Trieste Cattedrale di San Giusto (2)Trieste: Cattedrale di San Giusto

 

Uno sguardo alla bellissima città, poi ci dirigemmo alle grotte di Postumia, infatti non sarebbe stato possibile passare vicino e non fermarsi. Uscimmo, entusiasti dopo aver visitato le varie sale e ammirato quelle che sembravano sculture.

 

grotte-di-postumia-e-castello-di-predjama-1024x682Grotte di Postumia (Slovenia), circa 20 km., ricchissime di stalattiti e stalagmiti, sono visitabili anche con un percorso interno su un trenino panoramico

 

Uno sguardo rapido a Lubiana, ma i ragazzi cominciano a protestare, hanno fame, vogliono mangiare. Io fermo l’auto, vado verso quella dei miei amici e dico: “Sono senza benzina, i ragazzi hanno fame, che dite, ci fermiamo, vero? Vedo segnalato un ristorante vicino, ci fermiamo lì”. Infatti pochi km, ecco un ristorante all’aperto con dei tavolini sotto dei bellissimi platani. Io posteggio, scendo, chiudo la macchina, pensando di fare il pieno dopo. Ci riposiamo e mangiamo. Mi accosto ad un tavolino e appoggio guida, occhiali e chiavi sul tavolo. Sento mia figlia chiamarmi “Mamma, vieni, qui è più fresco. “Vengo”, rispondo, mi giro per raccogliere la mia roba… le chiavi non ci sono più!

 

 

portachiavi co moneta d'oro

 Portachiavi d’oro

 

Guardo per terra sotto il tavolo, le ho appena appoggiate, chiamo il cameriere lì vicino, “no visto” accorre mia figlia, gli amici, niente… le chiavi sono sparite. L’amica Mina mi sgrida, tu devi abbandonare le chiavi con quel porta chiavi… Infatti il porta chiavi era una catena d’oro fermata da una moneta d’oro che la mia mamma aveva regalato a mio marito e io tenevo sempre con me, come caro ricordo. Ma in quel momento niente contava se non il fatto della macchina chiusa e senza benzina. Ci mettemmo tutti a cercare, a chiedere, niente, le chiavi si erano volatilizzate, sparite nel nulla. Io pregavo, tenetevi il porta chiavi, buttate le chiavi… Ad un certo punto mi si avvicinano due giovanotti e mi dicono: “Signora, il suo problema è entrare in macchina?” “Sì” rispondo e loro, di rimando: “Ci pensiamo noi”

Poco dopo mi chiamano, la macchia è aperta e mi fanno vedere come avviare il motore… “É semplice signora, avvicina i fili, fa la scintilla e poi avviato motore, inserisce la marcia”. Non avevo altra scelta, ho dovuto ringraziare i due ragazzi con una piccola mancia, fatto le prove con Ermanno che come amico mi è stato sempre vicino, fatto rifornimento di benzina, mandato le due ragazze nell’auto degli amici, perché loro volevano stare insieme e finalmente riprendemmo il viaggio. Quei km furono una vera tortura, pregavo di non trovare altri ostacoli davanti a me e dover spegnere il motore ma fortunatamente ripetei l’operazione di riavvio del motore solo poche volte, solo in occasione dei rifornimenti di benzina. Per nostra fortuna, a Salonicco, conoscevamo una persona del posto, l’ingegnere Kosta che nell’occasione si dimostrò un vero amico. Ermanno, che oltre ad essere amico di famiglia era anche il mio socio di lavoro, gli telefonò’ illustrando la situazione. “Nessun problema” rispose, arrivate sistemo io tutto, vi aspetto” Continuai così un po’ più sollevata il mio viaggio che mi aveva dato tanta apprensione, quasi da incubo.


salonicco-Grecia-Europa-PanoramaPanorama di Salonicco (Thessalonìkë – Grecia), città fondata alla fine del IV secolo a.C.

 

 Ecco, finalmente Salonicco, il nostro amico ingegnere greco ci accoglie con un sorriso amichevole. Scarichiamo la macchina in albergo, un bagno e, subito a letto: “Il primo che mi sveglia… lo fucilo”, scherzavo naturalmente. Quando mi sveglio uscendo dallo stato di torpore nel quale ero caduta, sopra il mio viso vedo mia figlia che agita delle chiavi e mi dice: “Mamma, sai che per mettere in moto la macchina si usano le chiavi?” È un cuscino quello che vola per la camera mentre lei scappa ridendo; la signora è servita. La mia macchina è sotto, pronta, ed è veramente stupendo inserire una chiave e avviare un motore. Mi sembra ancora adesso di aver vissuto un incubo, molte volte mi chiedo se non avrò sognato, anche se tutto è finito bene è stata una triste realtà.

 

Salonicco Chiesa di S. Demetrio

Salonicco (Grecia) – Chiesa di San Demetrio

 

Ripartimmo da Salonicco e da quel momento tutto filò liscio: raggiungemmo i nostri amici al mare e ci godemmo quei giorni di vacanza. Al ritorno però la mia macchina riposò tranquilla nella pancia di un ferry-boat, perché il rientro lo facemmo col traghetto di linea ed io mi godetti un indimenticabile e stupendo tramonto sul mare.

Grazie cari Amici del Bosco, Buona Domenica.

 

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Fausto Papetti – Femmes

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