Il Mondo degli animali

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Abbiamo letto in Web  una notizia socialmente molto valida, che è stata adottata dal Comune di San Giovanni La Punta,   in provincia di Catania. Ne siamo stati colpiti in modo positivo  e vorremmo che ciò avvenisse in molti altri comuni italiani.  Ve la proponiamo per vostra informazione.

 

 

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” Chi decide di adottare un cane custodito nel canile convenzionato con il comune di San Giovanni La Punta (Catania) riceverà per tutta la vita dell’animale un contributo economico annuale. E’ quanto dispone, a favore dei privati, la delibera del 21 ottobre 2014:  “Adotta un amico a 4 zampe”, della giunta comunale, che ha “l’obiettivo di dare una casa ai cani ancora senza padrone e di permettere un notevole risparmio per le casse dell’amministrazione”. 

 

cane 2Cucciolo da adottare

 

Il documento stabilisce un contributo di 500 euro, in due rate semestrali, per i primi 12 mesi, che passa a 400 per i successivi 12 mesi dalla data dell’ultimo contributo, per ogni cane adottato. Il provvedimento prevede l’erogazione di un contributo annuale per tutta la durata della vita dell’animale a favore dei cittadini, (residenti o domiciliati nel Comune o che ospiteranno  il cane in un luogo ubicato all’interno del territorio comunale) che adottano un cane o al massimo due per nucleo familiare.

 

cane 4Anche questo pastore cerca  casa

 

La concessione del contributo è subordinata all’accertamento della verifica da parte della Polizia Municipale e dai veterinari dell’Aspdel corretto mantenimento dell’animale e delle sue buone condizioni di salute.
“Vogliamo dare la possibilità ai nostri amici a quattro zampe – ha spiegato l’assessore al Randagismo, Carmelo Sapienza – di poter vivere in un contesto familiare e ricevere l’affetto che un canile non può dare loro, anche se come nel nostro caso la struttura che li ospita è ben attrezzata.

 

cane 6Occorre una casa anche per lui

 

Inoltre le somme risparmiate, circa mille euro per ogni cane adottato, saranno destinate al miglioramento dei servizi per i cani, come ad esempio la realizzazione di aree a loro dedicate ben attrezzate in varie zone del territorio ed ulteriori acquisti di “dog toilet”. Il bando per la concessione del contributo è consultabile sul sito online del Comune nella sezione Ufficio Diritti Animali”.

 

 Com’è già stato  detto nella delibera  di cui sopra,  si tratta di assumere un impegno  di grande serietà, da persone che amano gli animali e di mantenere il cane adottato in modo corretto.  E’ da ricordare che  sono previste visite periodiche della Polizia Municipale per constatare le buone condizioni  dell’animale. Siamo sicuri che chi deciderà di dare una casa ad un cane abbandonato, adottandolo, lo farà con amore e avrà cura del suo mantenimento e della sua salute.  Se avete lo spazio adeguato, non esitate a compiere questo bellissimo gesto: ne sarete completamente ripagati dal grande amore che un cane può dare.

 

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Fausto Papetti – Solo più che mai

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LA DOMENICA DEL BOSCO

 

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B.D. WW

 

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Barra spaz. stelline natal.

 

 

Oggi il simpatico racconto dell’Amica Gabriella ci induce a fare delle riflessioni o meglio dei paragoni e analogie che possono esserci tra le stagioni climatiche e le stagioni della vita. Gabriella mi sembra che, a modo suo, le abbia fatte, un po’ per sé ma anche per noi.

Leggete il suo racconto, poi dite la vostra.  

 

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Barra spaz. stelline natal.

 

 

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E’ arrivato l’Autunno, ma come a farsi beffa della stagione il sole continua a farsi vedere nel suo splendore e a darci caldi raggi che rallegrano le nostre giornate, quasi a volerci restituire quanto è mancato in questa ultima Estate con tante settimane nelle quali era apparso pallido e velato, tale da farci pensare ad un sole anemico e avaro.

 

Bosco autunnaleBosco autunnale

 

Ma è pur sempre Autunno e nelle nostre case cuociono le saporite castagne e troviamo anche ai lati delle strade e alle feste le gustose caldarroste. Oltre alle castagne troviamo gli altri frutti di stagione: mele, pere, uva, melograni, cachi, noci e compaiono già tutti i tipi di agrumi che porteremo sulla nostra tavola anche nell’Inverno che non tarderà a farci sentire i rigori del suo freddo.

 

caldarrosteCaldarroste

 

E’ bello passeggiare al confine dei meleti per entrare poi nel bosco, raccogliere le foglie cadute dagli alberi e confrontarne i colori che variano dal giallo paglierino alla ruggine ma ne troviamo di una infinita varietà di forme: ovate, lanceolate, aghiformi, cuoriformi e con i bordi, lobati, dentati, seghettati. Chissà perché una vota pensavo all’Autunno come la stagione più malinconica e non trovavo niente di gioioso, forse vedere le foglie staccarsi dai rami e cadere per terra per essere poi calpestate e spazzate dal vento mi trasmetteva tristezza.

 

melograno

Melograno

Uva

Uva

 

 

 

 

 

Mentre pensavo queste cose giunge nella mia mente una riflessione: Anche noi abbiamo il nostro autunno e mi domando? “Io sono già arrivata al mio autunno e tra poco sarà inverno anche per me?. Al mio giro di ruota manca l’ultima stagione, ma tutto va bene, basta avere la salute e sapersi accontentare. Una volta si diceva: “Basta la salute ed un paio di scarpe nuove”, ora forse al posto delle scarpe nuove bisognerebbe dire: “Basta la salute e un bel conto in banca”.

rose canineRose canine

Mentre penso a come, una volta, prendevano forse con più filosofia la vita i nostri vecchi, mi giro e vedo che ci sono ancora le rose canine fiorite, non sono belle come nella primavera, ma continuano a sbocciare, forse perché queste sono riparate da un muro che le protegge dai freddi venti del nord. Come sarebbe bello se anche noi avessimo un bel paravento che ci allungasse la vita. Cammino e mi immergo nel silenzio del bosco, come è bello si sente solo il rumore delle foglie che cadendo toccano terra: un fruscio lieve che sembra non voglia disturbare il sottile sibilo di qualche leggera folata di vento che mi accarezza il viso ma non ha la forza di scompigliarmi i capelli.

 

bosco con panchinaBosco autunnale accogliente

 

In lontananza ora si sente il gorgoglio dello scorrere dell’acqua di un ruscello, ma il tutto fa parte del sottofondo della natura, non sono dei veri rumori. Il sole sparisce all’improvviso, sembra quasi che una lastra nera lo abbia nascosto di colpo, grosse nuvole scure stanno arrivando, è meglio che mi incammini alla svelta dove so con certezza che c’è una baita che può darmi un provvisorio riparo. Porto sempre con me il cellulare nel caso avessi bisogno di aiuto. Ora piove e che pioggia, ma sono al coperto!

ruscello di montagnaRuscello di montagna

Rimango seduta ad attendere che questo temporale finisca. Mentre sono seduta penso ancora alle stagioni della vita: La mia primavera è stata gioiosa, l’estate un po’ meno ma l’autunno è una seconda primavera; chi può vantare di aver avuto due primavere? Il temporale non è durato molto ma il cielo è ancora scuro, ritengo sia meglio avviarsi verso casa. Come mio solito io parto per faredue passi ma vado avanti parecchio senza rendermene conto tanto sono assorta nelle mie riflessioni interiori. É autunno e l’aria può rinfrescare alla svelta in montagna, l’acqua cade ancora dalle piante e bisogna stare attenti a non bagnarsi troppo.

 

pioggia-autunno03Pioggia copiosa nel bosco

 

Mentre mi avvio verso l’uscita dal bosco sento un pianto soffocato, mi guardo intorno ma non vedo nessuno, eppure il pianto continua, allora chiedo: “Chi piange?”. Da dietro un tronco compare un bambino che può avere si e no, sei anni. Chiedo come mai sta nascosto lì, mi risponde che nel correre per rientrare presto a casa si è fatto male al piede, mi avvicino e noto che ha una caviglia gonfia. Metto la mia maglia sopra un grosso masso e lo faccio sedere, quella caviglia non mi piace, il bambino si lamenta per il dolore e non è in grado di camminare.

 

bambino che si è slogato la cvigkliaBambino che si è lussato la caviglia

 

Cerco di rincuorarlo, la mia presenza è già un aiuto rassicurante, ha smesso di piangere ma è ancora spaventato per il persistere del dolore e dice di non ricordare il numero di telefono di casa e ancor meno il cellulare della mamma o del papà. Non è facile decidere il da farsi in queste situazioni, anche se il paese è vicino non posso portarmelo in braccio. Mi dice però il suo indirizzo di casa e poiché ho un’amica proprio nel suo condominio, tramite la mia amica, riesco a rintracciare la sua mamma che arriva con la macchina e tanta paura. Decide di portarlo subito in ospedale come è logico fare, mi ringrazia e si offre per accompagnarmi a casa ma rifiuto, lei mi chiede di darle il mio numero di cellulare e parte alla svelta. È più importante che porti subito il bambino per una visita. Dentro di me dico, per fortuna c’è stata questa donna d’autunno a trovare il bambino della primavera.

 

sole che filtraSole che filtra attraverso i rami delle conifere

 

Continuo il mio cammino verso casa tenendo in mano la mia maglia ormai bagnata. Mi fermo un attimo ad osservare una cosa bellissima, un raggio di sole che filtra attraverso i rami delle conifere, poco prima pioveva ed ora il sole manda un po’ del suo calore per scaldarmi, ne avevo bisogno, forse,  per la mia buona azione. É strano ma vedo un solo raggio di sole, riparto con quella visione che mi sembra magnifica. Volevo raccogliere qualche foglia da conservare tra la pagine di un libro, ma sono bagnate, lo farò un’altra volta in una giornata più calda, ormai sono quasi a casa.

foglie autunnali 2Foglie autunnali

 

Ecco l’autunno stagione dai mille colori, forse colori non allegri come l’estate ma esaltanti sempre, molto belli e vari. Mi arriva una chiamata dalla mamma del bambino, il bimbo sta già meglio, tra poco rientrano a casa. Sono felice, al pensiero che se non fossi passata da lì, chissà quanto avrebbe pianto e sofferto. Sono a casa, asciugata e rifocillata con un buon caffè. Poco dopo suona il campanello, sono sorpresa, non aspetto nessuno, vado ad aprire con un po’ di circospezione. Un signore mi offre un mazzo di fiori bellissimi dicendomi che è il papà del bimbo e voleva ringraziarmi.

mazzo di fiori autunnali

 

Resto un po’ imbarazzata da questa visita inaspettata, gli dico solo che non era il caso. Mi dice che è di passaggio di rientro dal lavoro e che la moglie gli aveva raccontato al telefono quanto era avvenuto e i fiori me li manda la signora. Ringrazio e lo saluto mentre va via, noto che ha premura di raggiungere il bambino. Chiudo la porta e mentre vado a sistemare i fiori in un vaso, penso: “Guarda Autunno quanti bei fiori mi hai portato!”

Parlo con me stessa o con la colorita stagione d’Autunno?

Ciao amici e amiche del Bosco, Buona Domenica.

 

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Seguirà il video  di Antonio Vivaldi – “L’Autunno” .

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ARTE

 

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Ritengo utile ripetere qui, ciò che ebbi già  modo di precisare  in un post precedente, per ricordare  quale sia la mia visione rispetto alle  pittrici nella storia.
La “pittura al femminile” non ha mai suscitato grandi dibattiti,  ahimé! Vi siete mai domandati perché il numero delle  pittrici-donne, soprattutto nei secoli passati, fosse tanto  limitato? La risposta non è difficile. Anzitutto la pittura era  esclusivo appannaggio maschile. Per la famiglia, poi, non era certo producente  investire in una figlia femmina,  per gli studi, l’apprendistato ecc., poiché  essa  doveva, innanzitutto, occuparsi   della casa e della famiglia, in seguito si sarebbe sposata, preferibilmente molto giovane,   quindi sarebbe stato inutile e anche uno spreco di denaro…!  Era poi inammissibile che  una donna frequentasse da sola ambienti artistici e si intrattenesse alla pari con uomini, giacché il mondo della pittura ruotava esclusivamente intorno a loro. Sembra, infine, che fossero anche alquanto impedite nei movimenti, a causa delle gonne lunghe e ampie del tempo, soprattutto per trasportare la pesante cassetta  con  gli arnesi necessari per dipingere. E’ chiaro che chi avesse voluto perseguire le proprie inclinazioni artistiche avrebbe dovuto  avere un temperamento assai particolare  e del tutto determinato,  per affrontare ogni sorta di difficoltà.  Tutto ciò  ne ha, inevitabilmente, limitato il numero. Questa è la ragione principale per la quale si conoscono le opere di poche artiste di grande talento e  temperamento a tutto tondo. Ve ne elenchiamo alcune, tra le  più conosciute e famose:    Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana e Fede Galizia, – nate nel ‘500 –  Elisabetta Sirani e Rosalba Carriera  nel ‘600. In tempi più recenti, spiccano Tamara de Lempicka, Polacca nata nel 1898,  Frida Khalò, messicana nel 1907, Felicita Frai,  Cecoslovacca  nel 1909 e, ancora più vicina a noi, Novella Parigini, nata negli anni ’20.  Alcune di queste artiste  le ho già presentate in tempi precedenti, ad eccezione di due o tre. Oggi parlerò  di una di queste pittrici, dal talento eccezionale.  Le stesse remore riguardavano, naturalmente, anche le donne  che avessero una particolare  inclinazione   alla scultura, alla musica  e ad ogni altra espressione artistica. Poche sono le eccezioni, che confermano la regola, com’è stato il caso fortunato  dell’artista di cui parliamo in questo servizio.
Alcuni dati provengono dal Web.

 

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Sofonisba Albissola nacque a Cremona, intorno al  1532, da Amilcare Anguissola e Bianca Ponzoni.
Il padre, di idee molto aperte per quei tempi, l’avviò agli studi di pittura con la sorella Elena.   Sofonisba si applicò al disegno e alla pittura presso lo studio del giovane pittore manierista Bernardino Campi.

 

Sofonisba Anguissola - Le sorelleSofonisba e le sorelle

 

Nel 1550 quando Campi  si trasferì a Milano alla corte di Ferrante Gonzaga,  Sofonisba e Elena  Anguissola continuarono a dedicarsi alla pittura con il pittore Bernardino Gatti, dal quale assimilarono lo stile del Correggio, cui  il maestro si ispirava, trascurando i soggetti religiosi e dedicandosi ai ritratti “dal naturale”.

 

Sofonsba A. - Bambino morso da un ramarroBambino morso da un ramarro

Il padre continuò ad incoraggiare il lavoro delle figlie, facendo conoscere le loro belle opere  nei salotti dei notabili, specialmente quelle di Sofonisba.  Pareva che attorno a lei si schierassero in ammirazione artisti e letterati di gran fama,  quali il Vasari. Persino il grande Michelangelo si mosse  incontro  alla pittrice per conoscere i suoi alti meriti nella pittura.

Sofonisba Anguissola - Elisabetta di ValoisLa Regina Elisabetta di Valois

 

Nel  1559 Sofonisba fu invitata alla corte di Filippo II  di Spagna, come dama di corte della nuova regina, la francese Elisabetta di Valois. Per il re  dipinse numerosi ritratti e per alcuni mesi insegnò

portrait-of-diane-d-andouins-and-her-daughter-1565Diane d’Andouins e sua figlia

alla giovanissima regina a disegnare dal  vero, sostituendo, con tale novità, le normali attività ritenute adatte alle donne.
La pittrice, fino alla morte della regina nel 1568 per parto, prese parte intensamente alla vita di corte, suscitando sorpresa e interesse da parte di molti  ambasciatori accreditati presso il re e, al tempo stesso,  entrando in contatto con i maggiori ritrattisti spagnoli del tempo.

Ritratto di Alessandro FarneseAlessandro Farnese

 

Dopo la morte della regina, Sofonisba restò a corte al seguito delle infante, Isabella Clara Eugenia e Caterina Micaela, continuando sempre a dipingere.
Sofonisba Anguissola, storicamente,  fu la prima donna a ottenere il riconoscimento internazionale come pittrice; anche se non fu  la prima donna a dipingere, ma  la prima ad affermarsi  in una professione fino allora dominata dagli uomini,  e diventò una nota e rispettata artista.

 

Sofonisba Anguissola - L'Infanta Catalina Micaela di SpagnaL’Infanta Catalina Micaela di Spagna

 

Ebbe una vita sentimentale sfortunata:  si avviava  ormai verso la quarantina, e si sposò, per procura  nel 1573, con don Fabrizio Moncada, cadetto siciliano, appartenente a una nobile e titolata famiglia. Rimase presto vedova e si risposò, contro il volere della famiglia e della corte spagnola, con un giovane capitano di marina,  il genovese Orazio Lomellini.

 

Ritratto di Anna d'AustriaAnna d’Austria

 

Nel 1615 Sofonisba fece ritorno a Palermo, dove il marito aveva accumulato cariche e impegni, comprò casa  nell’antichissimo quartiere arabo di Seralcadi e qui forse cessò di dipingere a causa del progressivo indebolimento

della vista anche se fu consultata quando, a Genova, iniziarono i dipinti per la chiesa di San Giorgio.

 

Sofonisba Anguissola - Ritratto di famigliaRitratto di famiglia

Nel 1624, a poche settimane dallo scoppio di una tremenda epidemia di peste che sconvolse Palermo, Sofonisba ricevette la visita del giovane Anton Van Dyck, chiamato in città per dipingere il ritratto del viceré Emanuele Filiberto di Savoia.
Sofonisba era  ormai più che novantenne e cieca, tuttavia affascinò il pittore  olandese con la propria lucidità e vivacità di conversazione, tanto da indurlo a scrivere di lei nel suo diario di viaggio.

 

Ritratto di Gentildonna con caneDama con cagnolino

 

Durante la sua lunga vita,  la pittrice produsse molti quadri, che si trovano nei musei di tutto il mondo, almeno una cinquantina; amava dipingere cagnolini nei suoi ritratti, fare autoritratti e ritrarre i componenti della sua famiglia.

Grazie al  suo straordinario talento, Sofonisba riuscì a vincere i pregiudizi del suo tempo nei confronti delle donne artiste,  tanto da conseguire una chiara fama ed

anguissola_sofonisba-portrait_of_giuliano_ii__cesarini~OM0d7300~10509_20120418_38A20418_615Giuliano II Cesarini

essere grandemente celebrata in un’epoca in cui,  per la prima volta, le  opere e la biografia delle donne attive nell’arte vennero divulgate.
Le sue opere – i mirabili ritratti –   si rivelano ancora oggi  particolarmente interessanti per la vivacità e l’attenzione dedicata allo sfondo e ai dettagli degli abiti indossati dai protagonisti dei suoi quadri.
Sofonisba Anguissola morì a Palermo nel 1626 e fu sepolta in San Giorgio dei
Genovesi.

 

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Vivaldi – La Primavera (Allegro)

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