L’Angolo del dialogo – Politica ed Economia

 

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Ho letto questo articolo di Andrea Saba, già Professore di Economia all’Università La Sapienza di Roma, nel Corriere della Sera – Sette n. 33 del  15 agosto 2014, a pag. 122.

Nei confronti del  Prof. Saba ho un debito profondo di riconoscenza: allievo di Paolo Sylos Labini, ci insegnò lui, a me e altri ragazzi dell’Università di Catania dei corsi di studi in Economia e Scienze Politiche, i primi, essenziali  rudimenti dell’economia e della politica economica. Ci diresse come ricercatori nella fondamentale, per noi, ricerca sui Problemi dell’economia siciliana promossa  da Feltrinelli negli                                                                              anni Sessanta. E’ una persona di cui mi fido. Molto. Non è un chiacchierone e va al fondo dei problemi. Leggendo l’articolo, ho ritenuto che “non ne potesse più di tante chiacchiere e fosse sbottato finalmente in un grido liberatorio”. Ve lo sottopongo, perciò, questo articolo che tanto mi ha impressionato, sperando che possa essere utile nei nostri dialoghi.

Il titolo completo dell’articolo è “La prima delle riforme? Rottamare il PIL. L’indicatore “principe” ci porta sulla strada sbagliata”.

 

 

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“Nel 2007, all’inizio della crisi, il maggior economista vivente, Paul Samuelson, , premio Nobel, scrisse che la natura della crisi era così complessa nella sua globalità e nella natura sconosciuta  di molte variabili determinanti, che gli economisti erano del tutto impotenti ad individuare una terapia. Aveva ragione.

 

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Oggi è patetico vedere economisti, politici e giornalisti affannarsi a individuare politiche che, dopo qualche tempo,  si rivelano prive di senso. Tutti aspettano la ripresa e spiano il PIL e le sue variazioni millimetriche come foriere di fondamentali significati. Il PIL – Prodotto Interno Lordo – è un indicatore rozzo  della evoluzione della produzione  nazionale di reddito che, specie  durante una crisi complessa,  può variare in alto e in basso di variazioni minime che son frutto della malattia in atto (come se a un paziente  gli salisse o scendesse la febbre di due o tre gradi).

 

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Non a caso  un noto economista scozzese dichiarava che se uno sposa  la propria domestica il PIL diminuisce. Ed aveva ragione: la domestica divenuta moglie non ha più un salario e quindi vi è un reddito in meno nel calcolo del PIL. Figuriamoci in Italia dove sembra che trenta mila anziani abbiano sposato la propria badante: che disastro per il povero PIL.
Se  la ripresa arrivasse  ed il PIL crescesse del 2% la disoccupazione al massimo  si ridurrebbe  di un centinaio di migliaia e ci rimarrebbero sempre almeno tre milioni di disoccupati.

 

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Il PIL viene stimato ogni tre mesi  da Ministero del Tesoro, ISTAT, Banca d’Italia, Confindustria, Unione Europea, Fondo Monetario Internazionale. Non ci azzecca nessuno. O meglio: ognuno dice quello che gli pare, poi si incontrano tutti in un elegante caffè  vicino a Via Nazionale fra il Tesoro, la Banca d’Italia e l’ISTAT e parlano per ore del PIL, e il caffè si trasforma in un pollaio.

 

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Propongo che anche il PIL venga tradotto in inglese – come era una volta -  GNP, cioè Gross National Product, almeno, come tutte  le manovre  di politica economica  scritte in inglese, nessuno sa che cosa siano e a che cosa servano. Hanno iniziato con le Authorities. Quella sulla Privacy dovrebbe tutelare la riservatezza degli italiani e viviamo in un Paese dove, se starnutisci al telefono, lo vengono a sapere anche in Cina: vengono intercettati e le conversazioni pubblicate uomini politici, imprenditori, dirigenti, calciatori ed escorts e dicono che la riservatezza è tutelata.

 

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Poi è nata la spending review, che sarebbe il taglio delle spese inutili e credo che per vederne i risultati benefici ci vorranno venti anni; poi c’è il fiscal compact che nessuno ha veramente capito cosa sia, ma dovrebbe ridurre il debito pubblico italiano, che continua a crescere nel frattempo; bellissimo è il job act (questo non lo capirebbero neppure gli inglesi). E così via. Se il PIL si chiamasse GNP saremmo tutti più tranquilli.

 

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La ripresa arriverà quando aumenteranno i consumi interni, che però non possono aumentare  se non aumenta il reddito, cioè il PIL – e così continuiamo a girare, non solo in Italia e in Europa , ma in tutto il mondo occidentale e in Giappone. In realtà questa crisi segna la fine di un sistema  basato sugli iperconsumi: tutta la società, dalla tv all’educazione, alla forma delle città, ha il fine esplicito di trasformarci tutti  esclusivamente in insensati  consumatori.

 

Lo stato del benessereLo stato del benessere

 

Questa crisi segna la fine di questo sistema.  Il pianeta non lo regge, la morale e la religione – vedi Papa Francesco – lo condannano esplicitamente. Sempre più le persone civili  si orientano verso scelte e comportamenti che non sono più  puro consumo. E’ meglio così, ma il problema dell’occupazione deve essere visto non più come dipendente da una inattendibile variazione del PIL. O meglio del GNP”.

 

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Questo è l’articolo. Da qui bisognerebbe partire per proporre nuovi modelli e non la solita aria fritta. Che ne pensate?

 

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Giovanni  Marradi  – Softly

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LA DOMENICA DEL BOSCO

 

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Ogni giorno la vita scorre nella sua normale monotonia fino anche ad annoiarci. A volte pensiamo che sarebbe bello avere una vita diversa, piena di emozioni e sentimenti da vivere con piacere e allegria, in armonia con tutti ma ci lasciamo sfuggire ciò che abbiamo intorno, le cose che abbiamo vicino che rappresentano la nostra vita e che invece trascuriamo perché non gli diamo l’importanza che meritano.

Poi, all’improvviso, un fatto casuale ci desta dal nostro torpore, dalla nostra apatia e ci fa riflettere e capire il valore del bene che fa parte di noi, il nostro bene, che non possiamo trascurare né dimenticare perché è parte integrante del nostro esistere.

Di queste considerazioni, comuni ad ogni essere vivente, ce ne dà una concreta e palese dimostrazione l’amica Enrica Bosello con un racconto che descrive un episodio pieno di significato e che induce ad una profonda riflessione, vissuto in prima persona, e che oggi ha voluto portare all’attenzione dei lettori della nostra Buona Domenica.

Grazie Enrica.

 

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Chiedersi perché

(Riflessioni di una madre)

 

A volte, quando tutto sembra davvero un susseguirsi di momenti in cui la delusione e la sensazione di essere inadeguata, tanto che ti senti stupida, non perché tu lo sia, ma perché non sai anticipare, non sai prevedere la malizia di alcune persone, ogni volta, ogni maledettissima volta rimani spiazzata, e delusa.

Tutto si accumula e diventi nervosa, la rabbia, lo sconforto ti fanno vedere tutto nero, non che sia un bel periodo ma la preoccupazione ti fa perdere il controllo delle emozioni, ti convinci che i problemi sono tuoi, agli altri non importa un bel niente delle tue difficoltà, perché continuano a vivere la loro vita, a fare quel che a loro piace, ti infastidisce e reagisci male, anche con chi ti sta vicino e non c’entra nulla.

Un miscuglio di sensazioni solo negative.

 

Madre e figlio

 

Poi alle nove di sera, quando fuori è buio, piove, fa freddo come se fosse novembre, non agosto, hai già chiuso la porta, senti bussare, vedi tuo figlio in lacrime, che ti dice: “mamma fammi qualcosa da mangiare, non ho voglia di prepararmi nulla, sono a terra”

Spontanea sorge la domanda:

“Cosa è successo?”

Piangendo, mio figlio mi dice che un suo carissimo amico è deceduto, ha avuto un incidente in moto, mentre si recava al lavoro, un camion gli ha tagliato la strada.

 

mamma che accudisce il figlio 1

-”aveva 25 anni, un anno meno di me, era bravo, ci eravamo ripromessi di fare una grigliata in giardino, mi sembra che ogni tanto, come se si timbrasse un cartellino, qualcuno se ne va, ne ho già messi via diversi di amici, il mese scorso un’altro amico si è tolto la vita.”

Guardo mio figlio, mentre mangia un panino imbottito, farcito di lacrime, lacrime vere di sincero dolore che viene dal cuore. Lo ascolto mentre parla, lacrimoni grossi scendono sul viso e nasce naturale la voglia di abbracciarlo come quando era bambino.

 

Figlio alle elementari 3Alle elementari

 

Poi mi dà la buona notte, ritorna a casa sua, in un momento, mentre lo vedevo piangere pensavo alla meschinità, alla viscidità di alcune persone, mi sono messa in discussione, ho pensato alla madre di quel ragazzo, ho pensato a me, se dovesse succedermi una cosa simile ancora, non voglio nemmeno pensare, credo che impazzirei….

Ho ripensato a questi ultimi periodi, dove lo sconforto ha raggiunto in me un livello altissimo, ho permesso alla negatività di prendere il sopravento mentre è solo alla morte che non c’è rimedio.

 

bambini che giocano in campagna 4Gioco sui prati

 

Come spiegare a chi agendo per gelosia, per apparire superiore, perché è falso e ipocrita, e ti fa cattiverie gratuite, che ci sono cose più importanti, che spesso la vita ti toglie più di quanto ti ha dato… non capirebbero, perché in fondo non sono toccati e in questo, la vita è ingiusta, perché sembra accanirsi sempre con gli stessi.

Ho la consapevolezza di avere un figlio di animo buono, e sono orgogliosa di questo, se davvero, come spesso mi ripetono, c’è qualcuno sopra di noi che vede e provvede, mi auguro che lo abbia notato.

 

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Richard Clayderman  -  Lettre à ma mère

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Il mondo degli animali

 

 

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Si è  appreso,  poco fa, con grande indignazione,  che Daniza,  una femmina di orso bruno, di 18 anni, che viveva da tempo nel suo habitat nei Boschi di Pinzolo, nel Trentino,  è stata uccisa dalla stupidità dell’uomo, non chiamatela anestesia!
Molti conosceranno la storia, ma riteniamo di dare alcuni brevi cenni  dei fatti precedenti.
Il giorno di Ferragosto l’Orsa  aveva fiutato, nei suoi pressi, la presenza di  un cercatore di funghi che  si era avvicinato troppo al luogo dove si trovava lei con i suoi cuccioli.

 

Daniza e uno dei suoi piccoliL’Orsa Daniza con uno dei suoi cuccioli

 

Quest’ultimo, con grande genialità, anziché allontanarsi con calma, senza ulteriori provocazioni, si era nascosto dietro un albero, per guardare cosa facessero gli animali.
Daniza, ovviamente, avvertendo sempre la sua presenza, sentendosi minacciata a casa sua, gli aveva mollato due zampate che, in realtà, gli avevano procurato solo qualche graffio. L’Orsa aveva a attaccato l’uomo per la ragione più naturale e antica del mondo, per proteggere i suoi  piccoli.
Da quel momento l’animale  è stato ritenuto pericoloso ed è partita una caccia spietata.

 

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Dopo un mese di fuga, per la sopravvivenza, sono riusciti ad ucciderla, colpevole di  aver amato i suoi cuccioli!
Daniza è morta per colpa di un farmaco, simile all’iniezione letale per la pena capitale che, che in molti Stati  degli USA, è ancora in vigore.
L’Orsa non aveva mai  ucciso ne’ tantomeno è stata vista aggirarsi per i paesi, eppure è stata trattata come un animale  pericoloso.
Quello che stupisce, ulteriormente, è che non si letto una parola di biasimo nei confronti del “fungarolo”, quasi fosse lui la vittima!!!

 

cucciolo orsoCucciolo di Orso bruno

 

Che ne sarà dei cuccioli ora? Perché si parla di uno solo, che sarebbe stato monitorato, per poterlo seguire e proteggere (mi auguro!), e l’altro, che fine ha fatto?
La  provincia di Trento non aveva previsto  un progetto    “Life Ursus”  per la “tutela” di questo animale? Se questo è il risultato di tale progetto  c’è proprio da indignarsi  profondamente e mi  domando   dove fossero i massimi responsabili dell’Ambiente  quando si è proceduto alla decisione della cattura dell’Orsa.  L’indignazione è più che legittima perché è l’ennesima dimostrazione  della mancanza di rispetto e sensibilità nei confronti degli animali  che, peraltro, vivevano tranquilli nel loro habitat.

 

mamma orsa con cuccioliDaniza e i suoi cuccioli

 

Questo  increscioso evento sarà sicuramente criticato, ancora una volta, dai vari  Paesi Europei, e non solo, e l’Italia sarà  di nuovo  nel mirino, come spesso accade!
C’è solo da augurarsi che un certo giorno – e  auspichiamo che  ciò avvenga molto presto -  il titolare del Ministero dell’Ambiente sia persona saggia e sensibile e non permetta più che accadano casi di questo genere.

 

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Giovanni  Marradi  -  Free

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