LA DOMENICA DEL BOSCO

 

Buona Domenica

 

Post diSandravi_08390    

 

LA  PASQUA  ORTODOSSA

 

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DIN   DON   DAN  

KRISTOS ANESTIS

IL SIGNORE E’ RISORTO

LA PACE SIA CON VOI

Questo è l’augurio che vi mando della Pasqua Ortodossa che si celebra oggi

1° MAGGIO

 

 

Conoscere il motivo per il quale non coincide con la nostra non e’ molto semplice perche’ il calcolo è piuttosto complicato. La maggioranza degli Ortodossi segue il calendario Giuliano, ma se la data cade in coincidenza con la Pasqua Ebraica, la data viene spostata. Viene preceduta dalla quaresima della durata di 40 gg; si inizia il lunedì che segue l’ultima domenica di carnevale ed e’ detto “KATARA’ DEFTERA” cioè ”LUNEDI PULITO” ed e’ un giorno speciale i  ragazzi preparano e fanno volare gli aquiloni ed e’ un gareggiare a chi lo fa più bello, e poi chi lo fa volare piu’ in alto. E’uno spettacolo bellissimo questi colorati uccelli che volano sempre più in alto nel cielo azzurro.

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E’ anche il primo giorno di stretto digiuno, per il quale viene cotto un pane speciale chiamato “LAGANA”. Non si possono mangiare prodotti di origine animale. Il venerdì che precede la Domenica delle Palme viene ricordata la morte di Lazzaro e dopo una cerimonia in chiesa solo le bambine con un cestino ornato di fiori vanno di casa in casa cantando. Nel cestino ricevono dolcetti e… magari qualche euro (*NONNI ). Domenica, in chiesa durante la messa,  si benedicono i rami d’alloro (non ulivo)  che poi  si portano a casa come simbolo della benedizione.

 

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Ha inizio la Settimana SANTA o Grande Settimana chiamata “MEGALI EVDOMADA”,nella quale, ogni giorno, si celebra una cerimonia particolare.

MERCOLEDÌ: si va in chiesa dove il Papas (sacerdote),dopo aver celebrato la messa, segna la fronte e le mani dei presenti con l’olio benedetto.

GIOVEDI: viene portato in chiesa un pane speciale con impresso un simbolo, servira’per l’ultima comunione (qui viene data sotto specie pane e vino). Tacciono le campane e comincia la preparazione del sepolcro. Nelle case invece si comincia a colorare le uova e a preparare pagnotte dolci chiamate “TSOUREKI” che verranno mangiate a Pasqua.

VENERDI: Gesù in Croce viene adagiato nell’interno del baldacchino detto “EPITAFFIO” tutto abbellito ed adornato da fiori in modo veramente molto suggestivo. Ogni chiesa cerca di gareggiare e farlo il piu’ bello possibile. La cerimonia inizia al calar del sole, i fedeli si avviano alla chiesa portando un cero che il venerdì è lungo sottile e di colore beige. Dopo la cerimonia, inizia la processione e l’EPITAFFIO viene portato sulle spalle dai ragazzi più robusti per un giro prestabilito intorno alla chiesa. Alla fine viene deposto al centro e i fedeli passano sotto e se possono sfilano un fiore… tutto tace fino alla cerimonia del Sabato Santo.

 

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Sabato verso sera, iniziano le cerimonie in chiesa, sul tardi anche la piazza si riempie di gente, è gremitissima, si sente un brusio unico. Al primo rintocco della mezzanotte si apre la porta della chiesa esce il Papas col seguito dei sacerdoti, ha in mano il cero acceso portato da Gerusalemme. Accende il cero più vicino esclamando:

”KRISTOS ANESTIS”

(IL SIGNORE E’ RISORTO).

Ognuno accende il cero vicino e di colpo la piazza è una sola fiamma, si sente esclamare “KRISTOS ANESTIS”, ognuno scambia col vicino il bacio della pace e del bene. Forse detto così dice poco, ma bisogna essere presenti per cogliere tutta l’atmosfera e la grande emozione del momento.

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Gli occhi luccicano di lacrime… La piazza si svuota lentamente, il Papas rientra in chiesa, molti fedeli lo seguono, portando il cero acceso (bianco), deve battere 3 volte il portone per farsi aprire e continuare la cerimonia. Altri tornano a casa cercando di tenere acceso il cero col quale si deve fare il segno della croce sulla soglia di casa. Il giorno dopo è Pasqua, c’è il gran pranzo, lo scambio delle uova e l’augurio battendo un uovo sull’altro “KRISTOS ANESTI” al che l’altro risponde “ALITOS ANESTI”, É risorto, dando inizio al pranzo piuttosto luculliano dopo 40 gg di digiuno.

 

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La Festa della Pasqua ortodossa.   

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SABATO MUSICA

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VOLTIAMO  PAGINA

OGGI  APRIAMO

 

La pagina della musica

BUON ASCOLTO

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Dmitri Shostakovich – The Second Waltz    

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Oggi si festeggiano: S.Pio V papa – S.Sofia vr. m. – S.Quirino – S.Donato – S.Diodoro m.

 

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 Ultimo quarto di luna a ore 08.28

 

  • Aforisma del giorno: «Il tempo dissolve il superfluo e conserva l’essenziale.»  [Alejandro Jodorowsky]

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ROMPICAPO

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  • ▒▒▒░░►►►☼ VENERDÌ 29 APRILE ☼◄◄◄░░▒▒▒

  • Oggi si festeggiano:  S.Caterina da Siena vr.  – Prima donna Dottore della Chiesa – Patrona d’Italia e d’Europa.

  • Aforisma del giorno: «Il successo di una persona non si misura dalla quantità di soldi che ha in banca, ma dalla quantità di gioia che ha nel cuore.»  [Omar Falworth]

a seguire il ROMPICAPO

provateci ancora

 

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COSA VEDETE IN QUESTA IMMAGINE ?

 

Diamo spazio alla fantasia e all’immaginazione

BUON DIVERTIMENTO

 

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Faces of nature – ERNESTO CORTAZAR

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LA DOMENICA DEL BOSCO

 

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  • ▒▒▒░░►►►☼ MERCOLEDÌ 27 APRILE ☼◄◄◄░░▒▒▒

  • Oggi si festeggiano:  S.Zita vr. – S.Simeone – S.Liberale – B.Maria Antonia vr.

  • Aforisma del giorno: «É NELLA CRISI CHE EMERGE IL MEGLIO DI OGNUNO, PERCHÉ SENZA CRISI TUTTI I VENTI SONO LIEVI BREZZE» [Albert Einstein]

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    a seguire il post del Bosco

 

 

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Ricordate la storia di Federico?

 

Sappiamo che la curiosità è femmina e infatti da alcune amiche è pervenuta la richiesta per conoscere la conclusione della storia di Federico.

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Come avevo detto la vicenda di quell’uomo dal cuore di ragazzo era un po’ romanzata ma traeva spunto da una storia vera. La storia di Federico si conosceva in parte per le confidenze che lui stesso faceva al suo amico fraterno con il quale si era instaurata una complicità per l’amicizia nata fin da bambini, ma soprattutto per alcune conferme che vennero fuori sia dagli scritti ritrovati in parte nella documentazione cartacea ma soprattutto in una pennetta nel PC che dopo la morte del povero Federico erano andati a finire, per lascito, proprio all’amico fraterno.

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Fino alla fine Federico aveva sperato che Ornella tornasse da lui e ne parlava con l’amico il quale, molto fraternamente cercò di convincerlo che la cosa sarebbe stata impossibile, dicendogli: Caro Federico, tu non conosci le donne… quando una donna prende una decisione difficilmente torna sui propri passi, anzi non torna indietro assolutamente.

Forse non era andata così perché, per un po’ di tempo, ogni fine settimana, Federico scompariva e al ritorno dopo qualche giorno diceva che era stato a trovare Ornella e che le cose si erano messe a posto. Tutto restava racchiuso nel mistero e, comunque, la verità non si venne mai a sapere.

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Passarono gli anni e Federico si chiuse nel suo silenzio ma traspariva in lui tanta tristezza derivante certamente dalla sua solitudine interiore.

Viveva di ricordi analizzando le vicende di una vita cosparsa di molte tristezze e di pochi momenti felici che forse non erano stati neppure di vera gioia.

Federico era stato proprio uno stupido a credere ad Ornella, una donna che sapeva come far battere il cuore di un uomo e con quel cuore di ragazzo aveva avuto facilmente buon gioco, elevandolo alla massima esaltazione nei momenti d’amore per abbatterlo poi nella delusione più estrema.

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Gli amici di Ornella lo avevano messo sull’avviso dicendogli che lei si sarebbe comportata così ma quel cuore di ragazzo era talmente preso di lei che non aveva voluto credere. Lei aveva giurato che lui era il suo più grande amore e aveva preteso da lui la promessa che non l’avrebbe mai lasciata. Non poteva essere come dicevano i suoi amici che evidentemente la conoscevano bene: era una donna con la sindrome dell’Ape Regina.

Ora aveva capito ma ormai era troppo tardi, Ornella non voleva più sentirne di lui, gli aveva raccontato tante di quelle bugie da spezzargli il cuore. Federico era un uomo distrutto. Pur vivendo ormai in quel periodo della vita alle soglie della terza età aveva creduto di aver trovato il vero amore, quello agognato nel corso di una vita ma mai trovato. Si era sbagliato e, ancora una volta, era stata una grande delusione.

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Questa è la storia, un po’ di fantasia, ma che trae spunto da una storia vera venuta a galla dalle carte ritrovate tra i documenti lasciati dal protagonista dopo la sua dipartita. Tra queste carte c’era un foglio con una poesia manoscritta e una busta con una lettera, pronta per essere spedita ma sicuramente mai partita, Era indirizzata ad una delle donne della vita di Federico.

C’è scritto il nome, quindi non dobbiamo indovinare a quale donna era destinata mentre per la poesia è facile capirlo.

 

Ecco lettera e poesia scritte da Federico.

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Carissima Genny,

perdonami, sei stata il mio vero e unico amore ma allora non ero in grado di capire, non per causa mia, credimi… non ti avevo mai parlato del dramma vissuto da ragazzo, ma tante volte nella vita ho pensato a te, a quel periodo che siamo stati insieme da ragazzini, perché, in fondo al cuore, sapevo che sei stata il mio unico vero amore, ti ho voluto bene davvero e ancora, nella mia tarda età, ti penso sempre.

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CUORI MIGRANTI

All’arrivo dell’inverno

come vento sei volata via.

Già con la prima neve

Il tuo cuore è raggelato.

È tornata primavera

ma non sei tornata tu.

Non c’è sole che riscaldi,

non c’è fiore che infonda profumo

ad un cuore che di ghiaccio si è ammantato,

insensibile ai palpiti d’amore,

spazzati tra folate di tormenta.

Vani inviti di ritorno,

respinto ogni approccio,

e tutti i tentativi di un abbraccio.

Quanta crudeltà, quante bugie,

quante finzioni

per nasconder verità

che conosci solo tu!

Addio dolce sogno,

non ti credo più.

Un infranto

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E così si conclude la storia di Federico, un uomo che ha avuto la vita condizionata in gioventù dalle voglie di una donna che lui, con il cuore di ragazzo, aveva creduto fosse amore.

 

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Massimo Ranieri – Perdere l’amore

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ROMPICAPO

CHI SA’ LA SOLUZIONE ??

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