NOSTALGIA DI ROMA ANTICA

 

 

Nostalgia di Roma antica

NOSTALGIA DI ROMA ANTICA

 

Non ci riferiamo alla Roma dei Cesari o dei sette Re ma ad una Roma più recente, quella “der novecento” contemporanea alla nostra vita:

Una Roma che non c’è più.

Chi non è stato a Roma alzi la mano….

Bene, nessuna mano alzata, quindi ci siete stati tutti, almeno una volta e se avete gettato la monetina all’indietro nella Fontana di Trevi, ci siete ritornati o siete in attesa di tornare nella nostra bella Roma Caput Mundi.

Ma oggi com’è Roma?

 

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Non è come una volta, non ha più quelle caratteristiche prettamente romanesche, la cadenza della parlata nelle vie di Trastevere, gli odori più che i profumi, i colori, le bancarelle, le trattorie e osterie, i pittori e le mostre di quadri per strada, i torpedoni dei turisti, gli sfottò a voce alta per le vie tra tifosi romanisti e laziali nei giorni del derby calcistico tra le due squadre romane, il Pincio, via Veneto, l’Altare della Patria, il Colosseo, il Panteon, la Barcaccia, Piazza di Spagna, la scalinata di Trinità dei Monti, Villa Borghese, i clochard alla Stazione Termini… e quant’altro di tipico o particolare possiamo ricordare di una Roma incontaminata prima dell’arrivo in massa degli immigrati.

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Com’eri bella Roma, quanta nostalgia di te, ricordando: tagliatelle paglia e fieno, coda alla vaccinara, carciofi alla giudia, agnello alla scottadito, porchetta di Ariccia, vino dei castelli… e che dire delle caldarroste d’autunno o le fette di cocomero tenute fresche col ghiaccio e mangiate nelle piazze per dissetarsi nella calura di una giornata estiva?

Penso che tutto questo doveva essere nella mente dell’amico Antonino quando ci ha inviato il testo di una canzone romanesca chiedendo di farne un post per il Bosco. “Vecchia Roma”, una canzone passata nell’ugola di cantanti come Claudio Villa, Lando Fiorini, Gabriella Ferri, Antonio Romano, Sergio Centi, Piero Mirigliano e tanti altri ancora, cantanti e no.

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Il Bosco ha accolto il tuo invito Antonino ed ecco il post che volevi, per te, per le amiche e amici tuoi che ti vogliono bene e che sono anche Amici nostri.

 

Apriamo con la canzone “Vecchia Roma” cantata da Claudio Villa pubblicandone il testo integrale e chiudiamo infine con “Arrivederci Roma”sempre dall’ugola di Claudio Villa in un video con una bella carrellata di vedute della nostra capitale.

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VECCHIA ROMA1Post proposto da Antonino5Claudio Villa- Vecchia Roma (Anni 60)

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Vecchia Roma

Oggi er modernismo der novecentismo
rinnovanno tutto va
e le usanze antiche e semplici
so ricordi che sparischeno
            e tu roma mia senza nostargia
            segui la modernita’
            fai la progressistaPyramide-de-cestius-3658
            l’universalista
dici okay i love thank you ja ja
vecchia roma sotto la luna
nun canti piu’
li stornelli
            le serenate de gioventu’
            er progresso t’ha fatto grande
            ma sta citta’
            nun e quella ‘n do se viveva
            tant’anni fa
piu non vanno l’innammorati
per lungo tevere
a rubbasse li baci a mille
la sotto l’arberi
            e li sogni sfojati all’ombra
            de un cielo blu
            so ricordi de un tempo bello
che nun c’e’ piu’the-spanish-steps-photo_6619891-360tall
oggi le maschiette
co le polacchette
certo nun le vedi piu’
            l’abbiti scollati porteno
            contro luce trasparischeno
            senza complimenti

nei caffè le senti
de politica parla’
vanno a ogni comizio
chiedeno er divorzio
mentre a casa se sta a digiuna’
vecchia roma sotto la luna
            nun canti piu’
            li stornelli
            le serenate de gioventu’best-of-rome-walking-tour-photo_7079963-360tall
            er progresso t’ha fatto grande
ma sta citta’
nun e quella ‘n do se viveva
tant’anni fa

piu non vanno l’innammorati
            per lungo tevere
            a rubbasse li baci a mille
            la sotto l’arberi
            e li sogni sfojati all’ombra
            de un cielo blu
so ricordi de un tempo bello
che nun c’e’ piu’.

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Arrivederci Roma – Claudio Villa  

 

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STORIA DEI TEMPI ANDATI (2)

 

LA DONAZIONE2

 

 

LA DONAZIONE

 La storia di Camilla

(seconda puntata)

 

 

La storia di Camilla continua… Abbiamo detto di tutto: do ut des; dare e avere, nessuno dà niente per niente, ecc… ma vediamo come la storia continua.

Ciascuno, nella sua esistenza, gioca le proprie carte e, volenti o nolenti, c’è chi vince e chi perde. Nella vita sarebbe bello pareggiare ma è la soluzione più difficile, in ogni situazione c’è sempre chi domina e chi subisce.

Camilla faceva regolarmente e onestamente il suo lavoro nella casa di Franciscu e saltuariamente accontentava l’arzillo vecchietto nei desideri che conosciamo ma bisognava salvare le apparenze onde evitare ogni eventuale maldicenza.

 

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Si sa, nel paese piccolo la gente mormora.

Consapevole di questo, l’accorta Camilla si adoperava per evitare ogni possibile sospetto sia da parte delle pettegole comari paesane, vigili e attente ad ogni possibile motivo di pettegolezzo, ma soprattutto da parte di Antonicu, suo marito, che al primo cenno di sospetto avrebbe annientato tutto vietando a Camilla di andare a  sbrigare le faccende di casa da Franciscu.

Quindi la brava Camilla, entrando nella casa di Franciscu per i lavori, spesso e volentieri lo mandava fuori dicendogli:

“Sei troppo disordinato, guarda come lasci le stanze, c’è tanto da fare, devo anche preparti la cena, vai al bar… ci sono gli amici che ti aspettano per lo scopone”. Franciscu voleva fare un altro tipo di scopone ma veniva costretto a sottomettersi al volere di Camilla che gli faceva capire che era meglio così altrimenti rischiava di perdere tutto: dovevano stare molto accorti.

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La lungimirante Camilla guardava lontano e la semplice soluzione dell’affitto gratuito non le bastava, lei pensava di andare oltre e doveva gestire bene la faccenda perché tutto tornasse a suo favore.

Intanto Franciscu si faceva ogni giorno più esigente, nel suo egoismo non gli bastavano più i brevi approcci pomeridiani, pretendeva che Camilla restasse a dormire da lui almeno una notte ogni tanto. Camilla gli diede del pazzo ma il furbo vecchietto che evidentemente tanto vecchio non era, riuscì anche in questo intento. Un giorno che si prese una leggera influenza, si finse grave, chiamò il medico a casa e questo oltre a prescrivergli la cura, gli ordinò che doveva stare senza uscire di casa almeno per una settimana, alla sua età una ricaduta sarebbe stata molto pericolosa.

 

Flora sarda

Questa era l’occasione che Franciscu aspettava per chiedere a Cammilla di assisterlo la notte, dichiarando che in quelle condizioni aveva bisogno di aiuto per ogni evenienza e non se la sentiva di restare solo. D’altra parte Camilla non era nuova ad assistere nella notte persone ammalate: lo aveva fatto già altre volte, recentemente anche con Donna Eleonora, una nobildonna del paese, quando era stata gravemente ammalata.

Camilla avvisò i suoi che doveva stare la notte in casa di Ziu Franciscu per tenere acceso il caminetto e per eventuale assistenza perché il “vecchio” era grave e non doveva essere lasciato solo. Lei avrebbe riposato nel divano nella camera a fianco e per questo servizio avrebbe ricevuto un compenso a parte… un po’ di soldi facevano sempre comodo.

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Fu così che Franciscu riuscì nel suo intento e si tenne Camilla nel letto, almeno per quella notte, per scaldarsi senza consumare legna; dormirono abbracciati insieme, perché poi, tanto grave non era.

Dopo quell’episodio la vita continuò con la solita routine.

Passò un po’ di tempo e Camilla si era scoperta incinta. Era alla sua terza gravidanza che in questo momento non avrebbe voluto ma ormai doveva accettare la realtà e pensava di sfruttare questa situazione a proprio vantaggio.

Quando ne ebbe la certezza lo disse prima al marito e per il buon Antonicu era normale che lui e la moglie avessero un altro figlio, erano una famiglia ed era naturale che la famiglia crescesse. Dopo qualche giorno lo disse pure a Franciscu, paventando che questo figlio non poteva essere che suo e lasciandoglielo credere dicendo che lei con il marito aveva quasi perso l’abitudine di fare l’amore (bugie di donna, utile alla circostanza). Franciscu non se l’aspettava ma, in fondo, in fondo gli faceva piacere ed era egoisticamente orgoglioso nel sapere che c’era un suo figlio in arrivo, tanto sarebbe stato un altro ad assumerne la patria potestà ed a prendersene cura, lui avrebbe potuto seguire a distanza. Questo è un aspetto negativo delle miserie dell’umano pensiero.

Punto interrog. animato 2Non è dato conoscere come stavano veramente le cose… solo Camilla avrebbe dovuto sapere chi era il padre del suo prossimo figlio, oppure, forse, neppure lei. Misteri dell’infinitesimo attimo del concepimento che prelude la nascita di una nuova vita.

Camilla continuò a lavorare per sé e per tutti, fin quasi all’ultimo mese di gravidanza. Pur nella fatica, Camilla ricorda con piacere i momenti belli di quel periodo della gestazione: tutti avevano mille attenzioni per lei, Antonicu e Franciscu compresi.

 

bimbo di pochi giorni

Nacque una bella bambina alla quale, per decisa e perentoria volontà di mamma Camilla fu dato il nome di Maria Grazia. Questo nome doveva avere sicuramente un grande significato per lei.

 

La solidarietà del paese non si fece attendere e per la bimba arrivarono tanti bei regalini, in prevalenza effetti di corredo per neonata, non nuovi ma puliti e in buono stato d’uso. Era usanza, allora, passare da una nascita all’altra vestitini, copertine e quant’altro poteva essere utile in questi casi. Ebbe in prestito anche un lettino per neonati… lo avrebbe restituito quando sarebbe cessato il bisogno.

 

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Camilla riprese presto a lavorare, si può dire che quasi non aveva mai smesso, solo che ora doveva distribuire diversamente le ore della giornata, alternando con i tempi dell’allattamento e la cura della piccola.

 

Lavoro, sempre lavoro e anche nelle difficoltà della miseria, la vita continua a scorrere.

 

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Questo il contesto dell’intricata storia, quasi Boccaccesca, ma conto di raccontarvi l’epilogo tra una settimana.

Un po’ di pazienza, grazie e Felice Domenica per tutti.

  B. D. - E

 

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Barra div. - GIF - stelline minuscole color.

 

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OH CAMPAGNOLA BELLA – – I GIRASOLI

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14 FEBBRAIO SAN VALENTINO

 

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SAN VALENTINO

FESTA DEGLI INNAMORATI

 

Ogni innamoramento non prescinde dalla seduzione da una parte e dall’altra, maschile e femminile.

Proviamo a fare una piccola analisi. La seduzione ha diverse componenti: la figura che può essere più o meno sexy, il nudo più o meno spinto ma ancora meglio se ben celato tra il vedere e il non vedere, ovvero lasciando alla fantasia di chi guarda quanto si nasconde dietro un velo, un accappatoio, una vestaglia, una maglietta o un maglioncino. L’immaginazione gioca una parte importante perché lascia intravedere le cose come si vorrebbero secondo i propri desideri e non come sono realmente.

E che dire di un bel viso, degli occhi e soprattutto di uno sguardo che molto spesso crea emozioni forti e può essere più sexy del nudo? A volte basta uno sguardo per sedurre e anche per innamorarsi.

La forza degli occhi e quindi dello sguardo, lo sanno molto bene tante attrici di grande successo ma soprattutto i fotografi professionisti che sanno immortalare in una foto l’anima che si nasconde negli occhi e sono capaci di cogliere l’attimo per lasciare immaginare cosa c’è dietro uno sguardo, a volte malizioso, a volte ingenuo ma spesso con tanta finzione. In un viso e ancora meglio in uno sguardo possiamo trovare tutto e più di tutto.

Chiedo perdono, è chiaro che sto parlando dal punto di vista maschile ma poi cedo la parola alle gentili signore, ciascuna è invitata a dire la sua, grazie.

Intanto facciamo gli auguri a tutti gli innamorati (senza differenza di genere), a quelli che lo sono stati, almeno una volta nella vita, a quelli che lo sono ancora e anche a coloro che si innamorano in continuazione per sentirsi sempre giovani e vitali.

Ho raccolto alcune frasi o aforismi che riguardano l’amore e li accompagno con alcune immagini femminili che, dal mio umile punto di vista, ritengo belle e anche seducenti da far pensare persino allo scoccare di un amore a prima vista.

 

 

Innamorati a Venezia

La festa di San Valentino è la Festa degli INNAMORATI, vale per fidanzati, coppie sposate, coppie conviventi, ragazze e ragazzi al primo appuntamento ma solo se sono veramente innamorati.

 

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Occhi e labbra

Una delle cose più belle nella vita,

è trovare qualcno che riesce a capirti,

senza il bisogno di dare spiegazioni.

 

 

 

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Occhi guardami

La sola cosa che si possiede

è l’amore che si dà.

 

 

 

 

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Occhi Ingenuità

Gli incontri più importanti sono già combinati

dalla anime prima ancora che i corpi si vedano.

(Paulo Coelho)

 

 

 

Due rose gialle

 

 

Occhi di ghiaccio

 

Niente è più intimo di due

pensieri che si toccano.

 

 

 

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Chi ti vuole bene sa sempre comeOcchi sa ciò che vuole

starti accanto ma soprattutto

non stare lonano da te!

 

 

 

 

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Occhi vedo come sei

Hai conquistato il mio cuore,

sei in un posto riservato solo

alle persone come te: uniche!

 

 

 

 

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Avrei tante cose da dirti, ma in questo Occhi di mora

momento è il silenzio a far da padrone,

un silenzio strano, un silenzio che urla

tutto il mio amore.

 

 

 

 

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Hodrey EpburnQuesta notte vorrei vestirmi del tuo

sguardo, camminare nei tuoi pensieri

e dormire sul tuo cuore…

Anche questa notte ti aspetterò,

stesso posto, stesso sogno.

 

 

 

 

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PEPPINO DI CAPRI- INNAMORARSI ANCORA 

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STORIE DEI TEMPI ANDATI

 

 

LA DONAZIONE1

 

LA DONAZIONE

 

 La storia di Camilla

 

Camilla aveva già due figli ma ne sarebbero arrivati altri perché, com’era d’uso allora, ogni unione era destinata a divenire una famiglia numerosa. Lei e Antonicu, suo marito, erano giovani, nel pieno della vita di sposi felici, forse avevano perso la verve dell’iniziale innamoramento ma, pur nella loro miseria, erano ancora traboccanti di reciproco e vicendevole amore.

Era stato un matrimonio di riparazione perché Camilla era rimasta incinta e avevano messo su casa affrettatamente con il minimo indispensabile. Una casa presa in affitto: due stanze e cucina con dietro un cortile dov’era ubicato in un angolo una sorta di gabinetto e al centro un pozzo per il pescaggio dell’acqua non potabile ma necessaria per i lavori di casa. Qualche albero da frutta tra i quali il classico albero dei limoni che non mancava mai in tutte le case di questo tipo. Galline ruspantiCompletavano l’ambiente poche galline ruspanti che fornivano le uova fresche ogni mattina. L’acqua da bere si andava a prenderla con le brocche di terracotta alla fontanella pubblica.

L’arredamento: un letto, un tavolo e quattro sedie, il tutto rimediato dalla donazione di qualche parente o benestante del paese grazie all’intercessione del parroco, il buon Don Peppino, che si prodigava in aiuto dove c’era miseria e povertà.

Un prete come pochi, un sant’uomo, che Dio l’abbia in gloria.

Dunque una casetta che oggi verrebbe chiamata casupola ma che Camilla teneva in ordine, molto pulita e decorosa con il suo lavoro di brava donna di casa. L’aveva arredata con quel poco che le avevano regalato parenti e amiche e un minimo di biancheria acquistata a credito, da pagare alla “raccolta”. Così si usava, non esistevano le rate ma i debiti si pagano nel periodo dei grandi lavori nei campi: la raccolta del grano, la vendemmia ecc.-

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Antonicu, infatti, era un bracciante agricolo e lavorava “a giornata” nei campi, nei vari periodi dei lavori agricoli: aratura, mietitura, potatura, vendemmia, raccolta della frutta e via dicendo. Camilla faceva la sua parte andando a prestare servizio nelle case delle famiglie benestanti sia per fare il pane, per il bucato, la stiratura e altri lavori domestici ricevendo in cambio, di volta in volta, legumi, farina, una caciotta o  mezza forma di pecorino, lardo, salumi, olio o altri beni di sostentamento. Raramente veniva compensata con un po’ di denaro.

funghi-val-di-fiemme-predazzoblog.it_Antonicu, uomo di campagna, nei giorni di non lavoro si dedicava alla ricerca di funghi, raccolta di asparagi, cicoria, ricerca di lumache, secondo la stagione e così la vita andava avanti con l’amore della famiglia.

L’impegno maggiore e a scadenza fissa era il pagamento dell’affitto della casa ma non sempre poteva essere assolto con puntualità e il proprietario, ziu Franciscu, si lamentava e si recava nell’abitazione di Camilla per sollecitare il pagamento, strano a dirsi, proprio quando sapeva di trovarla sola in casa. Camilla, donna intelligente, abbozzava, spiegava le sue ragioni e riusciva ad ottenere una proroga.

 

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Purtroppo si rendeva conto che con le esigue risorse economiche della famiglia, non sarebbe riuscita a rispettare ogni mese l’impellente scadenza e il debito della pigione cominciava ad accumularsi. Consapevole di questo, un giorno che Franciscu si presentò per richiedere il pagamento del canone, gli fece un certo discorso. In considerazione che lui era ormai un uomo di una certa età e viveva solo, gli propose che lei avrebbe potuto estinguere il debito compensando con i lavori domestici nella casa dove lui abitava. Gli avrebbe preparato il pranzo o la cena e avrebbe tenuta pulita la casa, la biancheria ecc.- Franciscu si dimostrò felice di accettare e così Camilla iniziò a dedicarsi anche alla casa dove abitava quest’uomo, accudendo alle faccende domestiche, due o tre volte la settimana, per qualche ora, generalmente nel pomeriggio.

La cosa andava avanti così da un po’ di tempo, Camilla era contenta di aver risolto un problema non indifferente per la sua famiglia ma l’astuto Franciscu, felice di trovarsi questa giovane donna in casa, aveva in testa ben altre mire e non mancava di palesarle in ogni occasione. Camilla, molto accorta, riusciva sempre gentilmente a respingerle, ma un giorno successe quello che era ormai imponderabile e nell’ordine delle cose e si trovò a scaldare il letto dell’arzillo vecchietto. La vicenda ebbe poi a ripetersi con una certa regolarità e tutti felici e contenti finché la cosa restava nel massimo segreto tra loro, chiuso tra le mura domestiche della casa di Franciscu. Per la gente del paese Camilla faceva la domestica per il disbrigo delle faccende casalinghe nell’abitazione del vecchio ziu Franciscu, come faceva, del resto, a turno, durante la settimana, anche in altre case del paese. Poteva essere considerata un’opera buona e in effetti lo era perché andava anche oltre i limiti della bontà.

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La vicenda è riferita ad un fatto realmente accaduto in una località della Sardegna ma, a quei tempi, poteva succedere la stessa cosa in qualsiasi altra parte della Terra. Tutto il mondo è paese.

La storia non finisce qui, è ancora lunga per cui preparo la puntata conclusiva per la prossima domenica.

So che vi stuzzica conoscere il seguito e la finale della storia, ma abbiate pazienza… sette giorni passano presto.

Un saluto a tutti in serenità e allegria.

Buona e felice Domenica.

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La Marianna la va in campagna

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Il Mondo degli Animali

 

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IL SALVATAGGIO DI UN RICCIO

Passando sul marciapiede vedo un batuffolino scuro, mi fermo e mi accorgo che è un riccio piccolissimo uscito forse dalla sua tana ubicata in qualche angolo nascosto nelle grandi aiuole del giardino pubblico. Si muove appena, lo prendo in mano prima che finisca calpestato o schiacciato sotto una macchina. Lo porto a casa. Lo adagio in una scatolina con delle salviette di carta che fanno da cuscino, fa dei piccoli movimenti con le zampette. Avvicino una lampada da tavolo per dare calore. Arriverà a domani… Non volevo lasciarlo morire, dovevo fare qualcosa per salvarlo. Mi viene una idea la polizia provinciale, trovo il numero del centro, chiamo al telefono, spiego al centralinista di turno cosa ho trovato, mi dicono che verranno due agenti provinciali a prenderlo alla mia abitazione. Suonano alla porta le guardie provinciali. Consegno la scatolina, mi ringraziano. E’ stata una bella soddisfazione salvare la vita al piccolo riccio… La giornata è iniziata bene, sono contento e mi sento a posto con me stesso e con la natura che mi circonda.

 

Guglielmo 

Il mondo degli animali 2

 

Bravo Gugli, così si fà… tutti coloro che amano gli animali ti approvano.

Ricordiamo che in ogni provincia si trova una sede delle tante Associazioni animaliste che provvedono al recupero e all’assistenza degli animali abbandonati, perduti o feriti. Ricordiamo le principali (Enpa, Animalisti Italiani, Lav, Lipu, Lndc, Lac,)

 

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Ente Nazional Protezione Animali

 

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Animalisti Italiani, associazione nata con lo scopo di contribuire a diffondere, nel nostro Paese, una cultura basata sul rispetto del diritto alla vita di tutti gli esseri

 

 

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LAV  Lega Anti Vivisezione

 

 

 

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LIPU – Lega Italiana Protezione degli Uccelli

 

 

 

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LNDC – Lega Nazionale perla Difesa del Cane

 

 

 

 

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LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia

 

 

IL RICCIO DI CAMPAGNA

 

Prendiamo spunto dal raccontino flash dell’Amico Gugli per ricordare qualche caratteristica di questo simpatico animaletto.

IL RICCIO DI CAMPAGNA

 

Il riccio è un animale comune in campagna, facile da trovare al margine dei boschi ma anche nei giardini domestici. Ha abitudini prevalentemente notturne, riesce a dormire oltre 12 ore durante il giorno!

hedgehog-child-1710690__340Il riccio appartiene all’ordine degli insettivori, animali che si nutrono di insetti, vermi, molluschi, piccoli invertebrati e piccoli serpenti anche velenosi. È l’unico insettivoro che va in letargo, in un periodo compreso tra Novembre a Marzo. Durante il letargo la temperatura del suo corpo scende fino a raggiungere quella dell’ambiente esterno (ma raramente va sotto i 4 gradi), le pulsazioni si riducono a circa 20 al minuto e le respirazioni a 10 al minuto.
Il riccio in caso di pericolo: è dotato di particolari muscoli dorsali che gli permettono di appallottolarsi e rizzare gli aculei diventando una palla pungente quasi inattaccabile.hedgehog-850306__340

La durata media della vita del riccio è 8-10 anni. La sua casa è una tana scavata nel terreno a oltre 50 cm di profondità che serve come rifugio diurno, ricovero durante i mesi invernali e nido per l’allevamento dei piccoli durante l’estate. L’interno del rifugio è accomodato con erba e foglie secche.
La riproduzione del riccio avviene in estate: la femmina partorisce fra Giugno e Settembre dopo una gestazione di 40 giorni. Alcune femmine hanno 2 nidiate l’anno, ciascuna di 3-6 cuccioli. Lo svezzamento dura 3 settimane, ma i giovani in seguito restano con la madre ancora a lungo.
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I ricci nascono nudi e bianchi. Sono ciechi e hanno gli aculei piccoli e morbidi, quasi nascosti sotto la pelle. Dopo qualche giorno gli aculei fuoriescono e dopo circa un mese diventano rigidi.

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ANZIANO IERI, OGGI, DOMANI

 

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ANZIANO IERI, OGGI, DOMANI

 

Come eravamo ieri,

Come  siamo oggi,

Come saremo domani.

 

Vogliamo mettere in evidenza alcune domande che l’anziano di oggi si pone con sempre maggiore frequenza in relazione agli avvenimenti che le cronache mettono quotidianamente in risalto e proviamo a darci delle risposte.

 

  • Perché non posso

  • sentirmi sicuro nella mia stessa casa?

  • essere sicuro nell’aprile la porta

  • non posso uscire liberamente da casa da solo;

  • Perché

  • devo diffidare anche del postino o del venditore ambulante

  • devo stare particolarmente attento agli scippi per strada

  • devo avere attenzione agli automobilisti spericolati e indisciplinati;

  • devo avere particolare attenzione ad uno scalino non segnalato o alle tante buche nei marciapiedi;

  • vengo spesso spintonato da persone poco attente o prepotenti che non hanno attenzione per il prossimo sia per strada che sui mezzi pubblici;

  • E ancora perché

  • Viene calpestata la mia dignità;

  • Non viene riconosciuto il mio titolo;

  • Da tempo ormai vengo chiamato con disprezzo ”vecchio”

  • Da tempo non ho più una famiglia;

  • Da tempo non ho più un amico;

  • Non ho più la disponibilità del mio patrimonio;

  • Viene rimandata a lunga scadenza la visita per il riconoscimento della indennità di accompagnamento;

  • Non si tiene conto della mia preferenza a vivere a casa mia e vengo relegato in un istituto per anziani;

  • Da tempo sono ormai una persona sola.

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Questo e tanto altro ancora i problemi che emergono nelle persone della terza età.

Proviamo ad aggiungere il resto e a dare una risposta. Intanto leggiamo i versi del nostro grande Ottorino che da persona saggia, in una delle ultime creazioni,  ha suggerito una sua ponderata soluzione.

 

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TU ANZIANO OGGI

 

vecchi_panchina_caldoVecchio non essere

né anziano sei.

Il cervello attiva

sfuggi i ricordi, crea.

 

 

 

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festoso e felice.

Impara cose nuove,

partecipa solerte

ai beni della vita.

 

 

 

10440891_718190951593219_6762928575714231672_nCerca sole e affetti

in ampi spazi.

Godi i boschi verdi,

ascolta le sinfonie del mare

che arriva a dolci rive.

 

 

 

I giovani ti chiamano “matusa”?Mare e cielo

Con ironia non vi badare,

sono il primo fiore,

hanno il sangue acceso

e la primavera in cuore.

 

 

 

14716288_632984793529083_9202323235109538064_nDomani al tramonto

di turno saranno

e forse allora

avranno un dolce

ricordo di te.

 

 

 

Non avere crucci interno del bosco

stai all’erta:

ancora dalla fronda

non sono cadute

le tue ultime foglie.

 

 

 

candele_candele_00002Vai col vento

vecchio bianco

con gioia

senza rimpianti

e nostalgie

 

 

 

arzillo e fresco12832431_1181627655182507_1511167672279545875_n

pacato

raggiungi

le sagge guglie

della speranza.

 

 

Ottorino Matino

 

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Vecchio frac (L’uomo in frac) Domenico Modugno

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