AMORE IN CHAT di Tonia.fi

 

AMORE IN CHAT

TRA VIRTUALE E REALTÀ

 

Ringrazio il Bosco perché leggendo il post con la storia d’amore e amicizia sono stata presa dall’entusiasmo per questo bel racconto e mi sono sentita interessata e coinvolta.

È bello provare queste sensazioni quando senti che anche in un post di svago può esserci tanta verità.

 

In passato è successo anche a me, chattando, di avere trovato tanti amici affettuosi e tra questi, con uno in particolare, siamo rimasti in amicizia per tanti anni, confidandoci le nostre pene, i nostri problemi e le peripezie della vita. Mi rendevo conto che parlarne con questo amico mi dava vero sollievo. Mi diceva che anche lui provava la stessa cosa parlando con me. Abbiamo continuato così per lungo tempo camminando sullo stesso binario.

   

Poi succede una cosa imprevista e per me inaspettata: lui si innamora perdutamente di me. Io ero molto prudente, lo scongiuravo di stare calmo, gli dicevo che per me era solo amicizia e tale doveva restare. Da subito si dimostra molto geloso e questo mi infastidiva, insiste e diceva di volermi incontrarmi a tutti i costi.

 

Con i tempi che corrono e con certi inganni di cui si sentiva e si sente ancora parlare, dicevo a lui ma soprattutto a me stessa: “Mai, non è possibile.

Poi lui, molto garbato, mi disse: “Se hai paura, chiedi ad una tua amica di accompagnarti e vieni con lei.”

Questa frase mi aveva dato coraggio e decisi di conoscerlo personalmente.

In cuor mio non ero entusiasta e restavo molto timorosa, avevo ancora dei dubbi, non sapevo cosa avrei trovato dall’altra parte, nella realtà, era sempre un salto nel buio.

Mi feci coraggio e arrivai all’appuntamento che avevamo fissato. Appena lo vidi fu una delusione, ebbi l’impeto di scappare ma la mia educazione e il mio senso morale mi hanno trattenuto e costretta a far buon viso a cattivo gioco.

Lui si dimostrava sempre innamorato e io sempre più delusa, sentivo che nel mio cuore, dopo mio marito, non c’era posto per un'altra persona o un altro amore.

Dopo questa conoscenza visiva, ripartii e continuammo le nostre conversazioni in chat. Per me era solo amicizia, un’amicizia molto forte, lui era sempre più innamorato ma io fui molto chiara, gli dissi che non volevo illuderlo e piano, piano e con molto tatto, mi sono allontanata anche se con tanto rimpianto perché penso di aver perso un grande amico. Un amico con l’animo sensibile come pochi.

Ancora oggi, ripensandoci, lo rimpiango perché ricordo che nei momenti tristi, confidandomi, lui riusciva veramente ad aiutarmi e devo ammettere che mi ha aiutato tanto.

Sento ancora la sua mancanza, sempre da caro amico e mi sono fortemente emozionata nel ricordare ed anche nello scrivevo questa storia.

Scusatemi, è una vicenda che ho vissuto e ho voluto raccontarla a voi cari amici del Bosco.

       

CUORE MONTANARO di Gabriella.bz

         

CUORE MONTANARO

 

Sappiamo che il cuore vola sempre alto ma il pensiero di una montanara è capace di andare ancora più su, oltre le cime bianche di neve e ghiaccio, e, a volte, sbocciano parole che sono poesia, almeno così vorrebbe un animo gentile.

   

 

SOLIDARIETÀ

Un sogno:

accompagnate e sorrette

ho visto incontrarsi

due anziane signore,

separate da un recinto di filo spinato.

Una camminava

come lenta essenza

sull’erba soffice di un prato,

l’altra arrancava incespicando

su un asfalto sconnesso.

Attraverso l’insidia

un sorriso luminoso,

una stretta di mano sincera.

Parole, parole di ricordi

raccolte solo dal vento.

 

 

           

 

 

 

INEBRIANTE

Cammino, la testa china

per troppi pensieri.

Il passo pesante, stanco,

un profumo intenso mi ferma,

alzo gli occhi ,

una miriade di colori mi affascina.

Cespugli di rose, rosse come fuoco,

arancio con il cuore verde,

petali blu intenso,

una rosa nera vellutata, bellissima.

In un angolo, quelle color rosa

ricordano la fresca pelle del neonato.

Abbagliata da tanti colori,

inebriata dai forti profumi,

come non aver voglia di andare avanti?

Con passo leggero i pensieri volano via,

alti nell’immensità del cielo.

 

 

 

 

 

FELICITA’

Essere gioiosa del poco,

magari dell’acqua che ho

per dissetarmi,

sentire un profumo,

domandarmi,

è la mia essenza

o il profumo di tutti i fiori

che sale fino a me dal giardino.

La sera cercare di avere

gli occhi sereni

per contare le stelle,

se poi c’è sorella luna

chiederle che devo fare

per essere sempre lieta.

E per finire,

un pensiero allegro

per gli amici,

ed uno,

di grande gioia

per i miei cari.

questa è la felicità.

 

 

                     

 

   

 

       

IL TEMPO

Vento, polvere, pioggia,

ed il ruscello

si gonfia d’acqua.

I sassi sul fondo

vengono levigati,

con il tempo

diventano piccolissimi.

I fiori che in primavera

cominciano a crescere

lungo il corso d’acqua

con il sole dell’estate prosperano,

ed in autunno muoiono.

Di loro rimarrà

solo la radice per ricrescere

il prossimo anno.

 

 

 

   

               

 

   

 

 

TRE SENTIMENTI

CONOSCERSI

parlare del tempo

dei nostri paesi d'origine

delle nostre conoscenze comuni.

 

 

 

AMICIZIA

dialogare con enfasi

scoprire fatti della nostra vita

qualche piccolo segreto

essere aperti a confidenze.

 

AMARE

un sentimento profondo

aprire il cuore

attendere il suo arrivo

il tvb, una gioia infinita

per un abbraccio esultare

per un suo bacio godere

ma per un momento buio

per un buongiorno dimenticato

intristirsi, soffrire…

 

 

   

STORIA D’AMORE E AMICIZIA

     

STORIA D’AMORE...

...E AMICIZIA

Dora e Andrea, ormai da tantissimo tempo erano legati da una solida sincera amicizia, iniziata per caso negli intricati meandri delle conoscenze web ma non si erano mai incontrati personalmente.

Vivevano in due città molto distanti e nei dialoghi delle frequenti chat, poi estesi pure al cellulare, si confidavano, con una certa regolarità, le traversie della vita ma, in modo particolare, le ultime vicende delle delusioni d’amore di Dora, che risultavano fallimentari e le procuravano tanta pena, quindi cercava conforto confidandosi con l’amico Andrea, sempre disponibile ad ascoltarla, consigliarla e rincuorarla. Ne scaturivano lunghe conversazioni e l’amicizia si rinsaldava e diventava ogni volta più forte.

Dora chiamava Andrea tutte le volte che era in crisi con il suo compagno. Lei diceva che quello era un uomo insensibile, non si sentiva amata e metteva in dubbio che le volesse bene veramente, che lui aveva mille altri interessi, che spesso la trattava con rudezza, che era notevolmente cambiato dall’inizio del loro rapporto e che dedicava poco tempo a lei, certamente non quanto essa avrebbe voluto.

Andrea, ormai, conosceva bene l’animo di Dora, una donna romantica e passionale e, a quanto diceva lei, era veramente innamorata, insomma, una donna di un’altra epoca alla quale sarebbe piaciuto il quieto vivere e non si era adeguata alle continue vorticose variazioni dei tempi moderni. Il suo compagno, invece, secondo quanto lei stessa raccontava, doveva essere un tipo volitivo e forse anche disinteressato all’aspetto romantico/sentimentale del rapporto amoroso tra un uomo e una donna che pure dicevano d’amarsi.

Ogni volta Andrea tentava di calmarla, la invitava a cercare di capire l’atteggiamento di un uomo che non si sentiva legato da nessun vincolo dal momento che il rapporto, almeno dalla parte di lei, era comunque un rapporto extraconiugale e, in ogni caso, clandestino, anche se durava ormai da diversi anni.

Dora diceva ad Andrea: - "Tu hai tanta sensibilità, mi capisci sempre, mi piacerebbe che fossimo vicini, ci si potrebbe incontrare per una pizza insieme, mi piace parlare con te…"  e chiudeva sempre con: “Scusami per lo sfogo, ti ammiro per la pazienza, perdonami” e aggiungeva sempre il classico “Un abbraccio, ciao

Nel corso degli anni si erano confidati quasi tutto: Dora aveva raccontato del suo non buon rapporto con un padre autoritario con il quale non aveva avuto mai dialogo e del suo matrimonio precoce con il primo ragazzo che aveva conosciuto e che per lei era stata più l’occasione per scappar via di casa che vero amore ma che, ben presto, si era poi rivelato in grave errore. Il marito si era ammalato gravemente, l’amore non c’era più e vivevano da separati in casa anche se lei, per spirito umanitario, continuava ad assisterlo nelle cure e necessità.

Da parte sua Andrea aveva confidato che il suo rapporto con la moglie si era praticamente concluso dopo la nascita del primo e unico figlio per la depressione post-partum della consorte che, dedicandosi completamente al figlio, aveva trascurato casa e marito e dava la colpa si tutti i suoi mali all’innocente consorte, che aveva il solo difetto, o pregio, di essere buono e paziente. Per il bene della famiglia, Andrea si era adattato alla situazione e, oltre al lavoro, doveva prendersi cura della moglie ammalata, della casa, e, chiaramente, anche del figlio.

Tra Dora e Andrea, dunque, era nata un’amicizia profonda che sconfinava spesso nelle confidenze personali, ciascuno per le cose della propria parte: una vera amicizia tra un uomo e una donna, rara ma che comunque ne esistono.

Andrea, almeno inizialmente, osservando una foto che Dora gli aveva mostrato all’inizio della loro conoscenza, aveva provato subito tenerezza e forse si era un po’ innamorato al solo vedere l’immagine del viso con quel velo di tristezza che trasparica negli occhi di questa donna alla quale, comunque aveva iniziato subito a voler bene.

Era da un po’ che non si sentivano ma ecco che, una sera, subito dopo cena, Andrea riceve la chiamata in Skype da parte di Dora. Capisce subito che doveva esserci qualcosa che non andava tanto bene. Infatti Dora piangeva, era distrutta: tra lei e il suo boy-friend era finito tutto, dopo l’ennesimo litigio, si erano lasciati ma lei ne soffriva tanto, aveva paura di restare sola e non voleva perderlo.

Chiedeva consigli ad Andrea per sapere come comportarsi per tentare di riconquistarlo.

In questi frangenti c’era sempre l’opera di soccorso da parte di Andrea che le disse:

- “Ricordi quel racconto che ti avevo inviato nel quale si diceva che la vita è come un viaggio in treno? Il treno effettua tante fermate, ad ogni fermata salgono e scendono le persone e così è la vita. Nelle tue conoscenze ci sono le persone buone e quelle che invece ti fanno soffrire ma il treno continua il suo cammino per arrivare poi alla fine del percorso e così è anche la vita: la tua vita deve continuare, con o senza quell’uomo.

La vita in effetti è come un viaggio in treno nel quale si incontrano tante persone. Il viaggio a volte è piacevole, altre volte meno ma cerchiamo di farlo durare il più a lungo possibile ma anche, per quanto si può, con poche sofferenze, anzi, possibilmente con tante gioie.

Dora risponde: "Si mi ricordo, grazie per avermelo ricordato. Mi aveva commossa e ora sto piangendo, non so se per le emozioni che mi aveva dato quel racconto o per le mie disavventure ma forse perché ho paura che quando scenderò dal treno, le persone che avrei voluto avere sedute vicino nel mio viaggio, non si accorgeranno nemmeno del mio posto vuoto."

"Ma che dici," risponde Andrea, "forse non hai notato che nello scompartimento a fianco ci sono io, ma si che lo sai, mi hai visto perché ogni tanto andiamo insieme nel corridoio e ci diamo la mano e ci scambiamo un abbraccio. La nostra stazione di arrivo è ancora lontana, Dora, non pensarci e vivi serena. Vedrai che tutto si aggiusterà, ora vai a letto, chiudi gli occhi e dormi, ci sentiremo domani."

Risponde Dora: "Grazie, tu riesci sempre a capirmi, riesci a farmi sorridere, sai rasserenarmi e darmi coraggio. Ogni volta le tue risposte mi commuovono perché tu sai toccare il mio cuore” e aggiunge: "Perché non sei qui, avrei tanto bisogno di un amico come te vicino ma tu sei troppo lontano anche se sei capace di farmi sentire la tua vicinanza virtuale. Ti ringrazio ancora e ti auguro la buonanotte, ciao."

Andrea: "Buonanotte anche per te Dora, domani voglio darti una notizia."

- "Dammela subito," risponde Dora, "mi conosci, sai che sono ansiosa e il solo pensiero non mi lascerà dormire questa notte."

- Andrea: "Bene, allora ti annuncio che lunedì dovrò essere a Milano per un convegno di lavoro, pensavo di partire un giorno prima e fermarmi da te per la Domenica, cosi possiamo finalmente incontrarci e pranzare insieme, se vuoi."

- Dora: "È un notizia bellissima ma potresti arrivare già da Sabato, così abbiamo più tempo per stare insieme, dopo tanti anni è un’occasione che non dobbiamo perdere."

- Andrea: "Sei fantastica, non mi aspettavo questo entusiasmo ma farò in modo di accontentarti, ci tengo tanto anch’io, ok, ti darò conferma domani, ora dormi serena, ciao."

   

Andrea cambia il programma di viaggio previsto in treno e fa in modo di essere nella città di Dora già dal Sabato mattina e finalmente si incontrano dopo oltre cinque anni di amicizia in chat. Hanno due giorni interi per loro e, in due giorni, tutto può succedere. Ma cosa?

 

La storia si ferma qui… lascio alle affezionate lettrici del Bosco e, naturalmente ai lettori, dare spazio alla fantasia e inventare quale sviluppo si potrebbe dare al seguito di questa bella amicizia nata un giorno, per caso, in un imprevisto incontro in chat tra un uomo e una donna.

 

Amiche e Amici, date i vostri suggerimenti e vediamo se possiamo scrivere insieme l'eventuale proseguimento di questa storia.

 

 

       

TRA MONTI E VALLI

     

MONTI E VALLI, INNATA PASSIONE

Una ciliegia tira l’altra, così come la lettura di un libro può stimolare il racconto dei propri ricordi giovanili e quel racconto della montagna, poi, può indurre a stendere su carta, o meglio sul PC, un piccolo approccio di versi sciolti in ricordo di una lontana passeggiata sulle pendici di una sperduta montagnosa valle.

Niente di eccezionale, solo alcune parole in libertà per raccontare una bella scarpinata all’aria aperta, in salita e discesa con scarponi e zaino in spalla, ricordi indelebili di tanti anni fa.

   

ZAINO IN SPALLA

Con passo forzato vado su per l’erta.

Sotto gli scarponi, foglie gialle,

sassi instabili, cespugli e rami secchi.

Brevi soste per riprender fiato,

e infine, al culmine del crinale,

improvvisa e immobile appare,

una visione impensata.

Nel silenzio dei monti

dorme un laghetto:

acque calme, lucenti,

limpide, cristalline,

specchio di cielo e nuvole bianche ,

riflette contorni di cime nevate,

immensa distesa arborea

di verdi boschi perenni.

Emergente dal suolo

un macigno di roccia è vicino,

muto m’invita a sedermi,

mi rilasso e rimango estasiato

di tanta eterna millenaria bellezza,

antica naturale opera del creato.

Una visione che rasserena l’animo,

calma i battiti di un piccolo cuore

impazzito nell’arrancante salita.

Con la carezza di tanta beltà,

la fatica aleggia e scompare.

Pur senza strumenti,

nell’animo adorno di festa

suona musica soave,

tripudio di fugace estasi ma,

come un quadro d'artista,

imprime orma indelebile

nella mente e nel cuore.

Nella via del rientro non v’è stanchezza,

tutto semplice, facile, senza intralci,

non per la strada in discesa,

ma per l’animo sereno,

irradiato di poesia.

S'allarga il petto,

vigoroso e profondo il respiro,

inala aria pura a rigenerare

anima, corpo e mente.

Il pensiero và leggero,

incurante di gelidi brezze,

s'ivola alto nell'azzurro del cielo,

oltre le bianche cime.

Il cuore sorride e attende fidente,

il ritorno di un amore lontano.

 ..

 

     

LE STELLE ALPINE di Gabriella.bz

 

 LE STELLE ALPINE

 

Pochi giorni fa, ho letto un bellissimo libro che parlava di montagne, mentre leggevo mi son sentita una morsa al cuore; Ho ricordato un fatto avvenuto quando ero ancora molto giovane, dodici o tredici anni potevo avere non di più. Ho già detto in un racconto che con il papà andavo spesso in giro per la montagna, alle volte andavamo su verso i duemila metri, altre volte ci si fermava appena sopra il mio paese di origine che è poco meno di settecento metri, per raccogliere funghi, asparagi selvatici, tarassaco, e altro. Di solito con papà andavo con passo svelto, ma adatto ad una ragazzina. Mi piaceva quando al mattino si partiva con zaino in spalla e mi annunciava: prepara le gambe che andiamo verso la malga, era a poco meno dei duemila m. in zone dove era facile camminare ma subito dopo c’erano le rocce che tanto mi attiravano e dove cominciavo a imparare a salire ed erano fonte di grande emozioni. Sono sempre stata una a cui i pericoli non hanno mai fatto paura, e non ho mai avuto paura di bestie feroci, a quei tempi c’era un orso che girava, era solitario ed erano in pochi che avevano occasione d’incontrarlo veramente, però erano in tanti che davano la loro parola di averlo visto.

 Papà mi raccomandava di non allontanarmi mai da lui, ma io viceversa speravo tanto di vederlo, almeno in lontananza, ma non mi è stato possibile avere l’opportunità di vederlo e dopo alcuni anni è stato ritrovato morto di vecchiaia. Alla malga era doveroso fermarsi, io mi bevevo un bicchiere di latte e papà uno di vino, poi si fermava per due chiacchiere con uno dei malgari, mentre io girovagavo nei dintorni. Rare volte trovavo ragazze della mia età, le mamme non lasciavano che venissero in montagna, potevano salire i ragazzi con i papà o con fratelli maggiori niente femmine, ma per me non era una grande perdita la mancanza di amiche, le sensazioni profonde che la montagna mi dava, e mi offre ancora, erano sicuramente migliori delle amicizie.

Un giorno che stavo a guardare le rocce, ho visto delle stelle alpine, erano belle grosse, la rampicata era facile a vedersi, poi non era in verticale la si poteva fare senza corda secondo i miei pensieri, mi son guardata attorno e visto che papà non veniva mi sono arrampicata senza timore ed era semplice davvero salire, dopo aver preso le stelle alpine, mi son guardata attorno e dentro di me mi son chiesta: ed ora come scendo? È stata di una semplicità incredibile salire, ma scendere la vedevo brutta, la discesa è sempre più difficile, ci sono più difficoltà della salita. Con una mano ho messo le stelle alpine nella tasca della giacca e mi son provata a scendere, ad un certo punto sento papà che mi dice: sei salita? Ed ora scendi. Forse la presenza del papà o la forza di non dover ammettere lo sbaglio, mi ha aiutata a scendere piano piano, ma arrivata a terra ho dovuto vedere il viso del papà, non prometteva niente di buono, non aveva mai alzato né le mani né la voce con me, questa volta mi ha fatto capire con i disegni delle rocce dove potevo cadere se non avessi avuto la forza sufficiente nelle mani e nelle gambe, ho anche dovuto promettere che non avrei mai fatto un gioco del genere. Siamo poi ripartiti tranquilli, almeno io speravo, ma ho sempre ricordato quella mia scalata chiamiamola così, da ragazzina che per avere le stelle alpine potevo cadere e non certo su un materasso.

Siamo passati tante volte davanti a quella roccia e sempre mi diceva, perché non vai a cercare fiori, mentre ti sto a guardare? Io lo guardavo e stavo in silenzio, perché sapevo che chi era stato più male è stato lui, tante volte la mamma me lo ha detto. Aveva anche pensato di aspettare ancora pochi anni prima di prendermi nuovamente con se, ma la mamma è intervenuta in mia difesa, era stata l’unica volta che avevo sbagliato e sono stata perdonata.

Ora vi chiedo: Conoscete la leggenda della stella alpina?  Ecco, ve la racconto.

     

 

La Leggenda della Stella Alpina

 

Una volta, tanto tempo fa, una montagna malata di solitudine piangeva in silenzio. Tutti la guardavano stupiti: i faggi, gli abeti, le querce, i rododendri e le pervinche.

Nessuna pianta però poteva fare qualcosa, poiché legata alla terra dalle radici. Così neppure un fiore sarebbe potuto sbocciare tra le sue rocce. Su dal cielo, se ne accorsero anche le stelle, quando una notte le nuvole erano volate via per giocare a rimpiattino tra i rami dei pini più alti, una di loro ebbe pietà di quel pianto e senza speranza scese guizzando dal cielo. Scivolò tra le rocce e i crepacci della montagna, finché si posò stanca sull’orlo di un precipizio. Brrr!!! … Faceva freddo Era stata proprio pazza per aver lasciato la serena tranquillità del cielo! Il gelo l’avrebbe certamente uccisa… Ma, la montagna corse ai ripari, grata per quella prova d’amicizia data col cuore, avvolse la stella con le sue mani di roccia in una morbida peluria bianca. Quindi, la strinse legandola a sé con radici tenaci… E quando l’alba spuntò, era nata la prima

 

Stella Alpina

                             

PER SORRIDERE UN PÒ

TITOLO 1

 

Frugando qua e là in internet ho trovato queste vignette che hanno attirato la mia attenzione per il loro spirito ironico. Per ciascuna ho aggiunto una battuta, che invito a leggere, nella speranza di suscitare almeno un sorriso... ma se non sono riuscito nell'intento invito a proporre la vostra.

Grazie e buone risatine.

 

Giuseppe_08171    

VVVgattino che ride (Muzzioli)Sorridere_se_04154

   

 AUTORISCALDAMENTO DEL PITTORE Se non ci penso io, muoio di freddo n

IL PITTORE: CON COLORI E PENNELLI E UN PÒ DI FANTASIA, MI RISCALDO A CASA MIA

     

CORTEGGIAMENTO Al primo appuntamento _nCORTEGGIAMENTO:AL PRIMO APPUNTAMENTO

(Un mazzolin di fiori per la dichiarazione d'amore)

 

BALLERINE PRIMA FILA Come noi non c'è nessuno n

 BELLERINE PRIMA FILA

SIAMO BRAVE E SI VEDE, CHI CI VUOLE SCRITTURARE?

     

BALLO SUL CUBO _n

   

BASTA UN BUON BICCHIERE

 E SUL CUBO SONO

BRAVA PURE IO

                 

DANZA CLASSICA mi sento Carla Sfracci_n

   

 

DA BAMBINA ERO UNA PICCOLA CARLA FRACCI

       

 

      DUETTO VOCI BIANCHE_n        

DUETTO VOCI BIANCHE

           

 

   

GIOIA E LIBERTÀ _nSIAMO DONNE LIBERE, ABBIAMO OTTENUTO IL DIVORZIO, ALLEGRIA E FELICITÀ

 

 

      IL BAGNETTO DELBAMBINO Orgoglio di mamma _n            

IL BAGNETTO DEL BIMBO

Orgoglio di mamma

         

 

      LA DANZA DELLA PIOGGIA 19399263_n

LA DANZA DELLA PIOGGIA

Finalmente piove dopo la siccità

             

 

   

La nonnina aveva premura e ha chiesto un passaggio _nLA NONNINA É IN RITARDO... DEVE PRENDERE IL TRENO,

SERVIZIO  CICLO-TAXI

         

 

      LA RACCOLTA DELLE MELE da portare a casa _n

É INIZIATA LA RACCOLTA DELLE MELE

(quantitativo per uso personale non è reato)

                LA SAI L'ULTIMA _n

NON SAI L'ULTIMA? TE LA RACCONTO IO

                   

       

LAVASTOVIGLIE A RISPARMIO ENERGETICO _nLAVASTOVIGLIE AAA

AD ALTO  RISPARMIO ENERGETICO

           

 

     

LEGGEREZZA Evviva, cento grammi in meno _nLA DIETA FUNZIONA, EVVIVA,SONO CALATA DI PESO

(Ha perso cento grammi)

                 

       

MI PREPARO PER SAN REMO _nVOCI NUOVE, PROVA NEW ENTRY PER SAN REMO

           

 

       

MODELLE IN PASSERELLA _nSAGGIO DI EQUILIBRIO, PASSERELLA SUL MURETTO.

MODELLE OVER 60

           

     

Oggi facciamo conquiste una strage _nPRONTE PER NUOVE CONQUISTE... FACCIAMO UNA STRAGE

             

°

   

Prego, vuol ballare con me -Grazie, preferisco di no. Non ballo il tsngo col casqué. perciò, grazie, prego, scusi, tornerò. _n

-Prego, vuol ballare con me? -Grazie, preferisco di no.

-Non ballo il tango col casqué. -Grazie, prego, -scusi, tornerò.

         

 

          PREPARO UNA FRITTATA _n

VENGO SUBITO, PREPARO UNA FRITTATA E ARRIVO

               

 

        QUESTA NON LA SAPEVO _n        

BELLISSIMA,

QUESTA NON LA SAPEVO

             

 

       

RISVEGLI DI GIOVENTÚ _nLA GIOSTRINA, RISVEGLI DI GIOVENTÚ

       

 

  RITORNO DI FIAMMA _n        

GIOVANILI

RITORNI DI FIAMMA

                    TRAINING MATTUTINO PER TENERSI IN FORMA _n        

ALLENAMENTO MATTUTINO

PERSONAL TRAINING

PER TENERSI IN FORMA

             

 

      UN DO DI PETTO _n      

UN DO DI PETTO

IN DUETTO

       

   

 

      Sono equilibrata e so andare in bicicletta, chi mi vuole mi prenda _n  

SONO UNA DONNA

MOLTO EQUILIBRATA,

SO PEDALARE IN BICI,

CHI MI VUOLE MI PRENDE

           

 

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