VACANZE A VENEZIA di Sandra.vi

VACANZE A VENEZIA

 

Con alcune amiche sono sul piazzale del mio istituto in attesa che vengano esposti i quadri cogli scrutini finali della maturità, finalmente si apre il portone, ci precipitiamo ecco il nostro, siamo tutte lì col naso in su, salvo qualche eccezione tutte promosse. Abbiamo superato le prove!! Lo dico a mamma e penso di passare in ditta da papà e dagli zii.

Come prevedevo sono felicissimi, e naturale commento “Bene, sai che il posto in ditta è tuo, come vuoi puoi aiutare la zia”. Dovrei fare i salti di gioia secondo il loro punto di vista, solo che non è il mio.... Ricordo era un luglio caldissimo, la ditta avrebbe chiuso per ferie e io avrei iniziato a lavorare a settembre. Mi chiama lo zio Angelo, dicendomi “Dovrei telefonare per degli ordini a Murano, se li facessimo a voce e passassimo due settimane a Venezia? ti piacerebbe venire con tuo fratello?” Pensavo scherzasse, era troppo bello, invece dopo qualche giorno eravamo a Venezia. Il mio sogno era una realtà. Appena usciti dalla stazione, guardandoci con un bel sorriso, lo zio ci disse “Da questo momento, ragazzi, scordatevi ogni mezzo di trasporto, qui si va col caval di S. Francesco, se volete conoscere la vera Venezia”. E per calle e campielli raggiungemmo il nostro albergo, alle spalle di piazza S. Marco.

Eravamo un pò stanchi, contenti di vederci assegnare le camere, una per noi, una per lo zio “saliamo in fretta a prepararci, per stasera ceniamo qui, faremo un giro e poi andrete a riposare; domani cominceremo i nostri giri”. Tutto fu perfetto, la cameretta in stile veneziano, una gustosa cena, una passeggiata fino alla caratteristica torre del Bovolo, poi a dormire. Il mattino dopo era una splendida giornata e dopo una rapida colazione, uscimmo e in pochi passi raggiungemmo p.za S.Marco;

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davanti ai nostri occhi in tutta la sua magnificenza ecco la stupenda basilica. Lo zio ci spiegò che fu costruita per ben tre volte, la prima per contenere la salma del Santo fu distrutta da un incendio, la seconda fu abbattuta per far posto ad una chiesa più adatta ad una Venezia che diventata sempre più potente, copiata dalla chiesa degli Apostoli di Costantinopoli. Nel giro di secoli fu abbellita e completata da tanti artisti fino a diventare quella magnificenza che vedevamo ora. Entrammo ammirando i bassorilievi che incorniciavano i portale d'ingresso e i mosaici, ma all' interno era tutto un mosaico iniziando dall'atrio fino alla cupola, uno splendore; lo zio ci portò a vedere, salendo alcuni gradini, la Madonna di Nicopea, un'icona bizantina incastonata di gioielli trafugata nel 1200, una delle immagini più riverite di Venezia, anche lo zio ne è devoto. Qui ammiriamo i cavalli della basilica e la Pala d'oro. Poi un scalinata ci porta verso il museo della cattedrale, da qui abbiamo una stupenda vista sulla basilica, alla fine della sala gli stupendi cavalli di bronzo dorato, sempre lo zio ci dice che furono trafugati dall'ippodromo di Costantinopoli sempre nel 1200 circa. Siano greci o romani, la loro origine è un mistero. Scendiamo e usciamo, ammirando quella stupenda piazza che si può dire il più elegante salotto d' Europa. Il suo bel campanile, Palazzo ducale, le Procuratie vecchie e nuove che la delimitano, coi suoi eleganti e prestigiosi caffè Florian e Quadri. Lo zio ci guarda e dice “e se si andasse a mangiare? ascoltate cosa suona il campanile..............”. Approvazione unanime e in un ristorantino che lo zio conosce ci riposiamo e divoriamo tutto quello che abbiamo visto. Torniamo in albergo per riposarci e riprendere una nuova visita più tardi.

Così giorno per giorno con vari itinerari lo zio ci fa ammirare e ci trasmette il suo amore per Venezia. Ricordo l'emozione alla vista della stupenda Assunta di Tiziano nella chiesa dei Frari, CA' Rezzonico il palazzo che dà sul Canal Grande, ha ancora sale addobbate con mobili e dipinti del XVIII SECOLO, la CA' D'oro, il più bel palazzo in stile gotico-veneziano.

Cà d'oro

Alla sera una passeggiata fino al Ponte dei Sospiri costruito per collegare Palazzo Ducale alle prigioni. Il nome naturalmente ricordava i sospiri dei prigionieri portati ai piombi, vi passò Casanova, dopo la sua condanna.

Un giorno dopo una telefonata lo zio fissò un appuntamento con sig, Toso, che era proprietario di una fonderia, e col traghetto andammo a Murano. Lo zio passò gli ordini e poi il sig. Toso ci invitò a visitare la fonderia e le varie lavorazioni. Fu veramente interessante vedere da queste fornaci uscire il liquido, scendere nelle forme, passare rapidamente con appositi attrezzi all'operaio che soffiando e modellando, dava subito sagoma alla massa, sembrava quasi un gioco di prestigio. Le vetrerie si erano trasferite in quest'isola fin dal XII secolo, per paura degli incendi nella città di Venezia, in quanto esse usavano il fuoco. Finito il giro, prima di salutare, il sign. Toso chiese allo zio come mai eravamo a Venezia, e saputolo ridendo disse “allora, un piccolo omaggio alla signorina ci vuol” ; e, giratosi, prese dalla vetrina e mi porse un delizioso scoiattolo, alto più della mia mano con pagliuzze dorate nella coda, era veramente delizioso!!

Scoiattolo in vetro

Non sapevo come ringraziare. “Allora vista l'ora andiamo a pranzo”, continuò, “assaggerete delle granseole (grossi granchi), che non vi capiterà mai più di trovare, infatti fu un pranzo squisito. Avevamo fatto un po' tardi, e dopo una rapida visita all'isola c'imbarcammo per Venezia, io guardavo felice il mio stupendo scoiattolo.

S.Antonio Padova

 

Infine la sorpresa …... la gita a Padova, però non per via terra, ma per acqua; ci imbarcammo a Fusina sul Burhiello; era l'imbarcazione che adoperavano i ricchi Veneziani per raggiungere le loro sontuose ville costruite sulle rive del Brenta, e navigammo il fiume ammirando le ville in parte Palladiane come Cà Foscari o villa Nazionale col soffitto affrescato dal Tiepolo, insomma non sapevamo più cosa ammirare. Sbarcammo a Padova e ricordo l'impressione che mi fece mettere i piedi sulla terra ferma. Ci dirigemmo alla Basilica di S. Antonio, una delle più ricche Chiese della cristianità, costruita dai Padovani per ospitare le spoglie di S. Antonio, che fu un uomo semplice seguace S. Francesco. Entrammo per pregare (siamo molto devoti al Santo) sulla tomba ricoperta di offerte votive, Sulle pareti in marmo sono scolpite scene della vita del Santo. Passammo poi dall'altare maggiore dove dei magnifici rilievi di Donatello rappresentano dei miracoli di S. Antonio. All' uscita della chiesa, la stupenda statua del Gattamelata di Donatello, le cose da vedere erano molte e tutte interessanti, ma il tempo limitato, perciò dovevamo scegliere.

Gattamelata di Donatello

 

Lo zio pensò che valeva la pena di andare a vedere la cappella degli Scrovegni per una prima conoscenza di Giotto. Io ne fui veramente entusiasta, una meraviglia, non sarei più uscita...ma il tempo è il solito tiranno........................... Infatti le vacanze stavano per finire, ma questi giorni che lo zio mi aveva regalato sarebbero sempre rimasti come lui, uno dei più bei ricordi della mia vita, un sogno ad occhi aperti.

       

MOSTRA di Calligrafia araba e Miniatura

QUESTO POST FU' TRADOTTO DA GIOVANNA DALL'INGLESE ALL'ITALIANO ....VE LO RIPROPONIAMO SPERANDO CHE SIA DI VOSTRO GRADIMENTO

    MOSTRA di Calligrafia araba e Miniatura          

La miniatura in Iran si chiama “negargaré” è un'arte molto antica, è difficile dire quando è nata perché la maggior parte delle miniature è andata perduta nel corso di diverse guerre quando con il fuoco veniva distrutto tutto. Basandosi su reperti di vasi, piatti ornati con le miniature, si può affermare che esisteva già 2500 anni fa Nel periodo preislamico l'arte della miniatura veniva utilizzata per decorare le pareti dei castelli dei re, 1400 anni fa per mano degli arabi vennero distrutte molte miniature, ciò che è rimasto si può ammirare nei musei ovunque nel mondo. Con l'avvento dell'islam e quindi la proibizione di raffigurare immagini di persone o di animali, i pittori più importanti sono emigrati in altri paesi (India e Cina) dove hanno continuato la loro attività di pittori. Alcuni artisti sono rimasti in Iran adattando la miniatura al mondo musulmano, cominciando ad esempio a decorare le moschee e i libri sacri, arte che ora viene chiamata arte islamica “Tazhib”; alcuni artisti continuarono di nascosto a dipingere miniature nel modo antico.

   

   

Ci sono due periodi importanti nella storia della miniatura. Il periodo del “Teimurian” sotto i mongoli che avevano occupato l'Iran e incoraggiavano l'arte persiana da cui erano particolarmente affascinati, si interessavano non solo alla miniatura, ma anche alla musica e all'architettura. Così fu un periodo di grande rinascita per l'arte e in particolare per la miniatura. Si ha un secondo periodo “Abbassiam” con il re Shaabbas che spinse gli artisti famosi del paese a lavorare nel suo “darbar”. Proprio nel castello si possono ammirare i capolavori del pittore più famoso del periodo, Reza Abbasi, gli artisti odierni si rifanno ancor oggi alle sue tecniche di pittura. I miniaturisti usavano, e alcuni li usano tuttora, colori naturali che estraevano dalle piante o da pietre particolari, si usava molto anche l'oro e l'argento. Gli artisti costruivano pennelli e carte speciali. Nella miniatura persiana non esiste la prospettiva e non c'è luce fissa proveniente da un punto determinato, è invece molto importante il modo con cui si formano le linee e come vengono dati i colori che devono essere perfetti, spesso vivaci e vanno accostati in modo che diano piacere all'occhio di chi guarda. Oggi le miniature si dividono in “negargari” (le figure) e “tazhib” (decorazione), “tashir” (figure che vengono dipinte utilizzando un solo colore), “tarsi” (si usano sulle pietre), “gaomorg” (figure di fiori, uccelli e disegni per realizzare i tappeti).

   

   

Fereshteh Rezaeifar E’ nata a Teheran nel 1973. Ha frequentato le scuole elementari e medie a Isfahan. A Teheran ha conseguito il diploma di maturità scientifica, successivamente ha conseguito il diploma di laurea in letteratura e lingua russa. Durante la scuola secondaria si è avvicinata all'arte pittorica studiando sotto la guida di importanti maestri di pittura e calligrafia (arte tradizionale in Iran). Si è dedicata, frequentando accademie specializzate, all'apprendimento dell'arte della miniatura tradizionale persiana, partecipando ad alcune importanti mostre dove il suo lavoro ha suscitato l'interesse di esperti. E' convinta che l'arte della miniatura costituisca ancora oggi un tutt'uno con la tessitura di soggetti tradizionali (soggetti spesso ispirati alla letteratura classica persiana o a soggetti semplicemente decorativi) in quanto portatori di valori estetici e intrinseci universali. Continua tuttora a dedicarsi all'attività di pittura che rappresenta per lei un ambito stimolante e di rilevante interesse. Nel 2001 ha seguito la sua famiglia in Italia ed attualmente risiede a Roma.

Sono alcuni disegni x farti capire che arte è io ne o tante    

   

SCOIATTOLINA

 

MOSTRA DI FOTOGRAFIA di Gabriella.bz

   

MOSTRA DI FOTOGRAFIA

   

MOSTRA DI FOTO DELLA REGIONE

 

Tempo fa con un’amica siamo andate a vedere una mostra fotografica. Era una delle solite giornate che non sai dove andare causa il tempo umido, la noia che avevamo noi, ma come abbiamo cambiato subito il nostro umore! Una bellezza! Vedere ogni cosa che esista e vederla fotografata; se non era bella la mettevano in posizione che potesse sembrare almeno interessante. Una damigiana con accanto dei grappoli d’uva, una fontana dove scendevano solo poche gocce d’acqua; na goza, doi goze en colp de sanglot, c’era scritto.

Chi ha inventato questa mostra aveva una fantasia come pochi. Su una foto grande ecco una prateria con cavalli alcuni al galoppo altri con passo calmo. Ecco una foto con una baita e tutti fiori di montagna, bellissima. Spostandoci c’erano dei fiori con accanto solo una foglia o cespugli con un solo fiore, alberi con i fiori del frutto, o alberi con tante foglie da non credere. Io e Anna, la mia amica, ci si guardava e ci si chiedeva, dove mai hanno trovato tutte queste foto, pensando che era solo l’inizio.

               

       

Hanno fotografato un carro tirato da buoi carico di fieno, ma in mezzo al fieno si notava la corolla di un fiore. Bimbi con un sorriso bellissimo, ma pieni di fango, o bimbe tutte vestite come tante bambole, un bijou! C’erano mici che si coccolavano tra loro o si rincorrevano, veniva la voglia di prenderli e portarli a casa dalla tenerezza che sentivi.

 

 

Foto, foto di ogni tipo. Cani di tutte le razze, poi c’erano quelli allegri e altri che ti guardavano con occhi tristi, la foto riusciva a farti capire il tutto.

 

Non mancavano tanti altri tipi di animali, come i lupi sempre belli, gli orsi, aquile, falchi, rondini, dei semplici passerotti, le rane, pesci, insetti e farfalle variopinte che davano sfogo di colore alle foto. Gruppi di famiglie che si rincorrevano su un prato dove non mancavano fiorellini variopinti o il viso allegro di una famiglia in automobile. Girando ci siamo fermate ad ammirare un’attrice che molti anni fa era partita dalla nostra città, ha fatto carriera ma io non l’ho più vista qui, l’ho trovata nelle pagine dei settimanali e poi in questa foto da giovane, ma è sempre bella, forse di più. Con Anna abbiamo dovuto fermarci davanti alle splendide montagne, non perché noi siamo appassionate di montagna ma perché la foto lo meritava.

La Marmolada regina delle Dolomiti, le Tre Cime di Lavaredo, lo Stelvio, Pian de Corones, Sassolungo, e altre ancora. C’erano i laghi che abbiamo in abbondanza, erano belli e colmi d’acqua, con quei colori tra il verde e l’azzurro del cielo. Quante foto e ancora dovevamo passarne altre. Avevano fotografato personaggi dei vecchi tempi, alcuni italiani altri tedeschi, belle le foto ma le persone immortalate non mi dicevano niente. Avevamo lasciato per ultime le foto dei fiori, e abbiamo fatto bene! Rose, rose di tutti i colori e sembrava che le avessero messe in posa per fotografarle, alle volte una sola ed erano le migliori, con la rosa il cielo che le faceva compagnia, una rosa con una farfalla su un petalo, un’altra con il vento che soffiava leggermente ed i petali che si aprivano.

Una con un paio di boccioli semi aperti, che potevano ispirare? Dopo le rose altri fiori, una casa coperta di glicine, sembrava una favola. Gli anemoni di tutti i colori, i lillà sia in pianta che in un delizioso cestino, avremmo voluto portarlo a casa da tanto era bella la foto e sembrava dicesse: Prendimi, prendimi. Semplici margherite da poter contare m’ama, non m’ama. Orchidee di tanti tipi, le migliori erano quelle bianche grosse con il cuore giallo, avevano una eleganza più di quelle colorate. Camelie che con la loro delicatezza sembrava la facessero uscire dalla foto. E poi tanti altri tipi di fiori, se mi allungo a descriverli ne sento la fragranza.

Guardando le foto sembrava di sentire un profumo da non credere, ho detto ad Anna, sai mi sembra che tu abbia addosso l’olezzo di tutti i fiori. Giriamo per andare, quando ad un tratto vedo altre foto con fiori, mi giro e guardo meglio, narcisi in un vaso in cristallo dal vederlo, ciclamini sotto un grosso tronco in un bosco, violette in un prato ed un cestino colmo di non ti scordar di me. Basta è troppo vorrei prendermi il cestino e correre via dalla bellezza della foto. Piano, piano ci incamminiamo verso l’uscita. Una mostra davvero bella, dove non mancava niente anche se io non ho descritto il tutto.

Arrivederci amici

 

       

VECCHIO O DIVERSAMENTE GIOVANE

Parlando da persone adulte, diciamo pure, di una certa età, siete a destra o a sinistra? Facciamo un gioco ma non per sapere da che parte siete schierate politicamente (il Bosco è apolitico e apartitico e c’è piena libertà d'azione e di pensiero) ma per scoprire se siete giovani o vecchi biologicamente, senza guardare la data di nascita scritta sulla carta d’identità.

Abbiamo elencato a SINISTRA l’atteggiamento di chi si sente ancora pieno di risorse e a DESTRA, invece, la situazione nella quale si inquadra chi è già stanco della vita.

Provate a totalizzare quante volte vi sentite nella situazione a SINISTRA e quante in quella di DESTRA, poi fate il totale e potere trarre le conclusioni. Il test è valido per tutti giovani e meno giovani perché noi del Bosco… possiamo essere diversamente giovani ma “vecchi” non lo saremo mai.

Buon divertimento.

Giuseppe

   

                       

   

SINISTRA                         DESTRA

È GIOVANE              È VECCHIO

   

Chi vede la metà

piena del bicchiere

Chi vede solo

la metà vuota

 

 

Chi ha gli occhi

sempre rivolti

dove sorge il sole

Chi è perennemente

rivolto verso le ombre

sfuggenti del passato

 

   

Chi sogna ancora

molte Primavere

Chi si vergogna di far

sapere quanti anni ha

 

 

   

Chi è ancora pronto ad

affrontare le battaglie

di ogni giorno

Chi si è arreso alle

sfide della vita

 

   

Chi sorride al

giorno che viene

Chi si lamenta del

giorno che è passato

 

 

Chi non tralascia

nessuna occasione

per conoscere e

progredire

Chi è convinto che

ciò che sa gli

basta e avanza

 

   

Chi apre alla solidarietà,

all’amicizia e all’amore

Chi ha tirato i remi in

barca e vive con l’invidia

e l’acredine nel cuore

 

Chi mette a servizio

di tutti la propria

esperienza, senza

sentirsi il padrone

della verità

Chi vive nell’attesa

di essere osannato

incensato e riverito

 

 

 

Chi è pronto ad

imparare sempre

qualcosa di nuovo

Colui che senza

sapere pretende

di insegnare

agli altri

   

 

Chi si accontenta di

ciò che la vita gli

offre ogni giorno

Chi vive nel terrore

della morte che

si avvicina

 

 

Chi è pronto a donare

 quel che ha, magari

un semplice sorriso

Chi si aggrappa

alle proprie cose

come a una zattera

di salvataggio

 

   

Chi elabora ancora

progetti per il futuro

Chi continua a

lamentarsi nel

 rimpianto di

una gioventù

che non ritorna

 

 

Bene, sei arrivato fin qui, allora puoi dire se fai parte di quelli di sinistra o di quelli di destra.

 

   

           

É ARRIVATA LA BEFANA

   

Eccomi qua, nel giorno dell’Epifania, ma non sono la Befana, sono Sabrina, la Scoiattolina di questo BOSCO incantato che voi, tutti insieme, sapete tenere meravigliosamente vivo. Vi seguo sempre anche se non mi vedete. Vi ringrazio tutte/i e in particolare quelle che, anche attraverso Giuseppe, hanno sollecitato la mia presenza: eccomi, non dubitate, sono con voi.

Oggi propongo di leggere questa poesia di Gianni Rodari, è un po’ vecchiotta, come la Befana del resto, ma è sempre bella e a me piace tanto. Leggiamola insieme e Buona Epifania per tutti con un caloroso abbraccio da parte mia.

     

 

   

LA BEFANA

 

La befana vien di notte 

con le scarpe tutte rotte…

Vien dal cielo con la scopa

e sui tetti pian si posa,

e poi scende lesta lesta

dai camini con la cesta.

 

La befana é una vecchietta

un po’ brutta poveretta,

ma ai bambini poco importa

se la cesta é colma colma

tutta piena di regali,

dolci, treni, bamboline

per riempire le calzine.

 

La befana con la cesta

cerca, cerca la calzetta

e soltanto ai bimbi buoni

lei ci mette tanti doni

ma a chi é stato un po’ birbone,

lei la colma con carbone.

 

La befana é già sul tetto

presto bimbi tutti a letto!

Lasciam sola la vecchietta

a riempire la calzetta,

che doman di buon mattino

scopriremo il regalino!

 

 

Gianni Rodari

   

     

SCENARIO NUOVO ANNO

 

IL NUOVO ANNO

 

L'anno vecchio

 

una dura realtà,

 

l'anno nuovo

 

cosa cambierà?

     

IL NUOVO ANNO

 

 

Senza trucco e senza inganno

È arrivato il Nuovo Anno

Quello Vecchio se n’è andato

Quali cose ci ha lasciato?

   

 

Tzunami e terremoti

Eruzioni e cenere,

Incendi e distruzioni

Guerre e terrorismo.

 

 

Popoli in fuga

Dal sopruso e dalla fame

Sulla via della salvezza.

Incontrano la morte.

   

Auto impazzite

travolgono le folle.

Mani assassine

si accaniscono

su donne e bambini.

 

 

Uomini di governo

Litigano per il potere

In nome della pace

Costruiscono le bombe

Seminando tanti morti

Senza croce e senza tombe.

Non hanno nome quelle ossa,

Tutte insieme in una fossa.

     

 

 

Sagome come zombi,

Imbottite di chiodi ed esplosivi

Incuranti della vita,

Si inseriscono tra i vivi

Per seminar la morte.

 

 

Ho cercato in ogni dove

Ma non vedo cose nuove.

Sono in pochi

Ad ascoltar la voce

Del buon Francesco

Che in ogni lingua

Si prodiga a predicar la pace.

 

 

Dovrà tornare in Terra

Il Cristo a portar la Redenzione?

Per ora speriamo ci dia la forza

Per mantenere ancora

La fiducia negli Uomini,

Nel Bene e nella Pace.

Buon Anno per tutti.