TI PENSO

 

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Si dice che una ciliegia tira l’altra, ma anche le parole si legano l’una all’altra, in successione, vuoi per analogia di significato, assonanza, rima, o perché destano un ricordo, fanno riflettere, ci commuovono ed altro.

 

Viola del pensiero

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Che pensiamo di questa successione di parole?

 

Ti penso perché nel pensiero c’è il ricordo,

ti ricordo perché nel ricordo c’è l’amore,

ti amo perché nell’amore c’è la vita,

io vivo perché nella mia vita… ci sei tu!

 

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È una bella dichiarazione d’amore!

Vi ricorda qualcosa?

Amore chiama amore

Quante/i di voi vorrebbero ancora sentirsi dire queste parole dalla persona amata, che sia vicina o lontana o magari non c’è più e vorreste averla accanto seppure solo un attimo per abbracciarla ancora… almeno una volta?

 

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Quanti ricordi ridestano poche parole che sanno toccare il cuore e una parola tira l’altra e tutte insieme possono fare:

 

una frase,

un discorso,

una poesia,

una favola,

un racconto,

un romanzo,

un poema.

 

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Viva le ciliegie e le belle parole.

 

Grazie carissime/i, poche parole, giusto per una pagina infrasettimanale aspettando la Domenica del Bosco.

 

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Giuseppe - A

 

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Dean Martin ~ Non Dimenticar

 

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MERANO

 

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700 ANNI di MERANO

I 700 anni di Merano

Fervono i preparativi per l’apertura del Giubileo dei 700 anni della mia città. Non potevo esimermi dallo scrivere quello che gli organizzatori hanno deciso di fare. L’inizio ufficiale sarà con le autorità al Teatro Puccini per ascoltare della musica che suonerà il quartetto di archi del Mozarteum di Salisburgo, città gemellata con Merano. Dovrebbe esserci anche il Sindaco della città gemella.

 

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Merano oltre che città di cura (le terme sono assai note e rinomate), è anche una città di cultura. Divenuta una delle tante capitali del turismo della monarchia asburgica verso la metà del XIX secolo.

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Al teatro Puccini, grazie a moderne tecniche di proiezione potremmo tuffarci nel passato e rivedere scene fantastiche della nostra città, rivivere le scene virtuali di incendi, inondazioni e naturalmente ammirare le tante bellezze che la città offre.

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L’Istituto musicale Vivaldi e la Musikschule ci accompagneranno per i tre giorni di festa. Al Kurhaus ci saranno delle proiezioni degli anni ‘50/’60/’70 sempre della nostra città. I musei e luoghi di cultura saranno aperti al pubblico, Palais Mamming Museo, Museo delle donne, Castello Principesco.

 

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Saranno visitabili anche l’istituto delle ex Dame inglesi, la Biblioteca del convento dei Padri Cappuccini, e forse, la più attesa, la Stanza del Boia. Sarà aperta anche la chiesetta di tavolozza fioriSan Leonardo.

Le scuole alberghiere offriranno assaggi e aperitivi analcolici, il Savoy, ed il Ritz potrànno essere visitati. Verranno aperti luoghi difficilmente accessibili come le vecchie carceri, un’antica cantina, la collezione di costumi del teatro Puccini, la sacrestia della chiesa di S. Spirito dove vengono custoditi i paramenti sacri. 

 

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Ci saranno altri luoghi di una certa importanza che ora mi sfuggono. Lungo il Passirio ci saranno le bancarelle con i prodotti della nostra terra, i giochi fatti in legno per bambini , come pure delle Madonne o Crocefissi.

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Donne che fanno la calza per poter averne in quantità l’inverno da usare con gli scarponi, e quelle che si dedicano all’uncinetto per farne sia dei centrini, o lunghe sciarpe per ripararsi dal freddo. Lo sport avrà il suo coinvolgimento nei primi tre giorni di settembre.

 

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Ci saranno le Olimpiadi della città, calcio, tennis, nuoto, basket e altro. In una mostra verrà poi esposta al pubblico la collezione di fiaccole impiegate in occasione dell’inaugurazione ufficiale dei Giochi Olimpici, dove dei nostri concittadini hanno gareggiato e vinto. Per il giubileo la Cantina sociale di Merano metterà in vendita quattro tipi di vino in una confezione cui è riprodotta la più antica stampa di Merano.

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Inutile dire come stanno abbellendo la città, fiori sia nelle piazze che lungo le strade, gli alberi con le loro lunghe fronde daranno ombra e sollievo, il lungo Passirio sembra avere la meglio ci offre un po’ di fresco in questa arsura. 

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Ci saranno sì tanti fiori ma sarà una passeggiata attraverso la storia, l’arte, la cultura e la musica. Credo che più di tutto sia un segno all’ospitalità che Merano è solita saper offrire. Chiudo nel dire che nel 1317 re Enrico di Carinzia dotò Merano del suo primo ordinamento civico.

 

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Il Giubileo dei 700 anni, che ricorda questo evento fondativo, ci offre anche un’occasione per riflettere sul passato, sul presente e soprattutto sulle possibilità future della nostra città.

Riporto le parole di un grande statista:

 

Chi non conosce il passato,

 

 

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N.B. – Date e programmi rilevati dal giornale di Merano.

 

Richard Clayderman – Claro de luna

 

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INCENDI ESTIVI

 

INCENDI ESTIVI

 

L’Italia brucia, dal Lazio alla Campania, dalla Sicilia alla Sardegna ma non solo.

 

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Per la maggior parte sono incendi dolosi, ma quali sono i motivi che spingono i piromani ad appiccare il fuoco nelle zone boschive. Per quali fini si vuole distruggere l nostro patrimonio arboreo di fondamentale importanza per la vita degli esseri viventi e dello stesso pianeta?

 

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I motivi sono molteplici:

  • Recuperare aree per i pascoli;

  • Acquisire nuove zone da destinare all’edilizia abitativa e turistica;

  • Vendette personali verso i proprietari dell’area… per causare un danno economico con la distruzione di sugherete ed altre colture di reddito;

  • Non sono escluse semplici manie incendiarie di menti malate;

  • Incendi casuali dovuti ad incuria o disattenzione sono più rari ma ci sono anche quelli: basta un mozzicone di sigaretta buttato a caso sulla sterpaglia secca riarsa dal sole e il gioco è fatto. Occorre molta attenzione su quello che facciamo inavvertitamente, basta un niente per causare disastri irreparabili.

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Non sempre è face risalire alle cause e ancora più difficile scoprire i colpevoli se non colti sul fatto. Gli incendiari di professione sono esperti. Per provocare un incendio ad effetto ritardato basta sistemare dalla sera prima alcune lenti o fondi di bottiglia, che funzionano da lente, su ciuffi di sterpaglia secca, magari imbevuta di carburante, e il sole del mattino fa il resto con l’aiuto del vento, quando il responsabile è ben lontano dal luogo del misfatto e magari fa la sua presenza in aiuto ai soccorritori.

(Notizie riferite, tempo fa, da un amico che aveva raccolto le confessioni di un piromane pentito)

 

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La sorveglianza non è mai abbastanza e non può arrivare dappertutto. Anche quando la segnalazione è tempestiva i tempi di intervento, sebbene immediati, non sono in tempo reale. Ci sono i tempi di individuazione dei punti di intervento e preparazione delle Squadre Antincendio, Vigili del Fuoco, Elicotteri e Canadair attrezzati per lo spegnimento. Il fuoco, una volta partito, non aspetta… fa la sua opera distruttiva favorito dal vento che i piromani hanno avuto l’accortezza di cogliere nel momento favorevole. Sembra che tutto gioca a favore di chi vuole distruggere e i soccorritori hanno un’opera immane da svolgere.

Spesso ci sono delle vittime pure tra gli addetti ai lavori.

 

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Gli incendi boschivi non è un problema solo italiano ma siamo primi in Europa per numero di roghi:

371 In Italia nell’estate 2017

Siamo secondi per l’estensione delle aree bruciate: oltre 72.000 ettari contro i 115 mila del Portogallo.

Grecia e Croazia con oltre 20 mila ettari.

In Spagna 43 incendi per 19.666 ettari;

In Francia 22 per 9585 ettari

ed a seguire altri.

(dati aggiornati al 27 luglio 2017)

 

Che dire poi del caso dei volontari antincendio di Ragusa accusati di appiccare loro stessi il fuoco per poter intervenire ed avere diritto alle indennità di rimborso per l’opera di soccorso.

Evidentemente c’è qualcosa che non funziona nel sistema di prevenzione:

É TUTTO DA RIFARE.

 

 

PIROMANI, QUALSIASI COSA VI SPINGA

AD APPICCARE IL FUOCO,

FERMATEVI..

DISTRUGGENDO L’AMBIENTE

DISTRUGGETE VOI STESSI

 

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Ricordiamo i numeri validi su tutto il territorio nazionale per la segnalazione incendi, con la speranza di non avere mai la necessità di doverli usare:

 

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Corpo Nazionale Vigili del Fuoco

 

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Corpo Forestale dello Stato

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Guardiamo questo video che riporta alcune vedute della nostra meravigliosa Terra e dite se sono da distruggere col fuoco per mano dell’uomo.

 

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Richard Clayderman Besame Mucho

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SAPIENZA DEI PROVERBI (3)

 

PROVERBI REGIONALI

 

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ROMANESCO

 

Asinello animato

Fa’ der bene all’asini che ce ricevi i carci in panza

A far del bene agli asini si ricevono calci nella pancia

 

Va in piazza e pija consijo, antorna a casa e ffa come te pare

Vai in piazza e ascolta ciò che ti dicono, dopo torna a casa e fai di testa tua

 

Anni e bbicchieri de vino nun se conteno mai!

Anni e bicchieri di vino non si contano mai

 

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Franco Muzzioli

 

 

Lacuna emiliana che cerco di colmare con il dialetto modenese:

 

Quand al pèl al dvèinta bianchèin, lasa la dàna e ciàpa al vèin.

Quando il pelo diventa bianchino , lascia la donna e prendi il vino-Public-art18477-vino-rosso_19280(1)

 

 

 

 

A sam come trii in nà scrana

Siamo come tre in una sedia

(cioè siamo già stretti abbastanza)

 

Bèl in fasa, brot in piàza

Bello nelle fascie e brutto nella piazza…

(Lo si dice di un brutto o di una brutta quando fanno vedere la foto di quanto erano belli da bambini)

 

Quand la mòrt la vìn , an gh’è òss c’al tin

Quando la morte viene non c’è uscio che tenga

 

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VENETI

 

A’ sto mondo ghe  chi che la ghe  piase  crua e chi la ghe piase cotta

In questo mondo c’è chi le piace cruda e chi le piace cotta

 

 

 

A chi no ghe piase el vin, che Dio ghe toga anca l’aqua

A chi non piace il vino, che Dio gli tolga anche l’acqua

 

 

 

Na man lava l’altra e tute do lava el muso.

Una mano lava l’altra e tutt’è due lavano la faccia

 

 

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 TRENTINI

 

 

Cà senza om, car senza timon

Casa senza uomo casa senza timone

 

 

Baso de dòna varda che el te ‘ncoiona

E’ bene non fidarsi del bacio di una donna

 

hqdefault RONDINIQuando le ròndole le sfrisa la terra el piove de zert

Quando le rondini volano basso comincia la pioggia

 

 

Chi te loda en facia te sgrifa drè alla schiena

Mai fidarsi degli adulatori

 

 

El bon mercà straza la borsais

Le buone occasioni svuotano il portafoglio

 

 

 

 

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 PADOVA

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Siamo nel Veneto. Se posso essere sincera non amo i dialetti, ma sono felicissima che dalla nostra Universita’ di Padova, sono usciti e usciranno grandi Dottori. ne vado fiera, un pò  meno per i dialetti.

 

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Quando tutti te dise imbriago va in leto

Quando tutti ti dicono ubbriaco, va a letto

 

Se l’invidia fosse freve tutto il mondo scotaria

Se l’invia fosse una febbre il mondo scotterebbe

 

 

Signor fè che non sia beco: se no ghe badaimg_cornuto1175163824

Signore fa e che non sia cornuto,  se lo sono, basta che non ci badi

 

 

 

Tacali a un ciodo, Ma vivi-

Appesi a un chiodo, ma vivi

 

Chi va per il mondo vede e chi sta a casa non crede

Chi va per il mondo tutto vede,  chi resta a casa non lo crede.

 

 

Barra separ. blu con specchietti cangianti

 

Gianna VR

 

 

 

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Pensa e ripensa, che de giovedi vien la sensa, de ogni dì nadale e de marti carnevale

Pensa e ripensa che di giovedi viene l’Ascensione, Natale può essere ogni giorno mentre Carnevale è sempre di martedi.

(Come a dire… pensi le cose ovvie!!!)

 

 

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MILANESI

 

A Milan anca i moron fan l’uga

A Milano anche i gelsi fanno l’uva

(quando era la città del miracolo economico)

 

 

Va in ca’ de lu ‘ se te set parent de lee

Va in casa di lui se sei parente di lei

 

 

la cativa lavandera, la troeuva mai la  preja bonna

la cattiva lavandaia non trova mai la pietra che le va bene

 

 

Marz l’e’ fioeu d’una baldracca,on di fa bel’,on di pioveuv,on di fiocca

Marzo è figlio di una poco di buono un di ‘fa bello ,un di’ piove ,un di nevica

 

 

Val pussee la lappa che la zappa

Vale più saper chiacchierare che saper lavorare

 

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   PIEMONTESI

 

Al toort l’e’ un bel giovan ma al vol nisün

Il torto è un bel giovane, ma non lo vuole nessuno

 

 

Veent e cuss tri di a l’üss

Vento e pioggia tre giorni di pioggia sull’uscio senza poter uscire

 

 

Par santa catarina i vac a la cascina

Per santa Caterina le mucche si chiudono in cascina

(comincia il freddo invernale)

 

 

Al püse’ bel ciucacc l’e’ par al mes ad mag

Il ceppo di legna più grosso bisogna serbarlo per il mese di maggio

(spesso fa freddo anche a maggio)

 

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Mi sembra che sia venuta una pagina ben nutrita per cui mi astengo dall’inserire altri proverbi della lingua sarda e li riservo per una prossima occasione, ma mi piace chiudere con questa filastrocca che sentivo decantare dalla mia nonna:

 

Veneziani, gran Signori;

Padovani, gran dotori;

Visentini, magna gati;

Veronesi … tuti mati;

Udinesi, castelani

co i cognòmj de Furlani;

Trevisani, pan e tripe;

Rovigòti, baco e pipe;

I Cremaschi fa coioni;

I Bresàn, tàia cantoni;

Ghe n’é ncora de pì tristi…

Bergamaschi brusacristi!

E Belun? Póre Belun,

te se proprio de nisun!

 

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LONTANE PERLE DI SAGGEZZA

Perle di antica saggezza

 

Motti di saggezza che vengono da lontano nel tempo e nello spazio.

Trattasi, infatti, di precetti degli indiani d’America, della tribù degli Apache, in particolare. Sono perle di saggezza non solo per i nativi americani ma, validi ancora oggi, per tutti i popoli del mondo.

Leggiamoli insieme.

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Tieni stretto ciò che è buono,

anche se è un pugno di terra.

 

 

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Tieni stretto ciò in cui credi,

anche se è un albero solitario.

 

 

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Tieni stretto ciò che devi fare,

anche se è lontano da te.

 

 

 

 

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Tieni stretta la vita,

anche se è più facile lasciarsi andare.

 

 

 

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Tieni stretta la mia mano,

anche se dovessi allontanarmi da te.

 

 

 

 

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SAPIENZA DEI PROVERBI (2)

 

PROVERBI REGIONALI

 

 

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Sicilia Naif

Lorenzo ce ne manda uno siciliano ma ci consiglia di non seguirlo né applicarlo mai… perché è l’anticamera di tutti i guai e di tutte le mafie.

 

“Nenti sacciu, nenti visti e nenti sintìi”

Niente so, niente ho visto e niente ho sentito,

(In pratica: “Fatevi i fatti vostri)

Tanti giovani di oggi seguono il tuo suggerimento, grazie Lorenzo.

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Ci inseriamo subito con alcuni proverbi inviati da

AnnaMaria1grigioCarr. sicil.

 

 

 

Cu sapi travagghiri, di fami non ci mori,

Chi sa lavorare, di fame non muore

 

Cu mania nun disia,

Chi maneggia non desidera

 

Campa cavaddu, ca l’erba crisci

Campa cavallo che l’erba cresce

 

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Dalla Sicilia alla Sardegna con tre proverbi che ci propone

 

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SARDEGNA

che sebbene con cultura e conoscenze internazionali ha mantenuto un saldo ricordo dei suo vissuto in Sardegna e la ringraziamo per aver suggerito questi proverbi isolani:

 

“A sciacquai sa conca a su burriccu, si perdidi abba, tempu e saboni”

A lavare la testa all’asino, si spreca acqua, tempo e sapone.

 

 

“Sos maccos e sos pizzinnos narat sa veridade”

I pazzi e i bambini dicono la verità

 

 

“Faeddare pagu, sabidorìa meda”

Parlare poco, sapienza tanta.

(Bastano poche parole per dimostrare la sapienza)

 

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Ci trasferiamo a Milano con i proverbi suggeriti dall’Amica

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Quand el so el torna indre’ la matina chem l’aqua ai pe’

Quando il sole appare alla sera ,al mattino piove

 

 

La gata troppa svelta la fa i gatin orbe

La gattina frettolosa fa i micini ciechi

 

 

Tanto va la gata al lard che la che lasa el sciampin

La gatta a furia di rubare lardo fini per essere presa

 

 

Santa lucia l’è el di pusè curt che ghe sia

Santa Lucia è il giorno più corto che ci sia

 

 

NATAL bac d’un gal e l’EPIFANIA tut i fest porta via

NATALE, sbadiglio di un gallo, EPIFANIA, tutte le feste porta via.

(Con l’Epifania sono finite le feste natalizie)

 

 

Dag la biada a un asin se diventa mul.

Dare il fieno ad un asino si diventa muli.

(Nel senso che non puoi insistere ad istruire un asino, l’asino, sempre asino resta)


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ci regala la sapienza della Val di Non

Lago Tovel in Val di NonIl lago rosso di Tovel

 

Sel pueu da st. Anna pueu en mes e na senmana.

Se piove da st. Anna, piove un mese e una settimana

 

 

L’è bòn de darte da ‘ntender che el giobia la ven el vènder

È capace di farti intendere che il giovedì venga di venerdì

 

L’ è msi spènder dal pistor che dal speziàl

E’ meglio spendere dal fornaio che in farmacia

 

Chi che dòrm col sol e l’leva con la luna el màgna for ogni fortuna

Chi dorme con il sole e si alza con la luna spende ogni fortuna

 

L’è sule pontare che se vèt se i boi i è bòni

E’ sulle salite che si vede se i buoi sono buoni. (resistenti)

 

Can che el Brenta el ghià el chiapel torna a chiasa a tuor l’ombrel

Quando il Brenta ha il capello torna a casa a prendere l’ombrello.

 

San Lorenz dala gran calura, san Vincenz dala gran fredura l’un e l’auter poc i dura.

A San Lorenzo gran calura, a San Vincenzo gran freddura, l’un e l’altro poco dura.

 

Sel tonegia prima de plover stai en tel champ e no te mover.

Se tuona prima di piovere dal campo non ti muovere

 

Cando l’pleo e tira vent anche el diaol l’è malcontent.

Quando piove e tira vento anche il diavolo non è contento.

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Ci manda questi di pura estrazione veneta

 

hqdefault2L’Arena di Verona

 

I schei no i ga gambe ma i core

I soldi non hanno gambe ma corrono

 

 

Quando el caveo el tra’ al bianchin, lassa la done e tiente al vin

Quando il capello inizia a diventare bianco…, lascia perdere le donne ed aggrappati al vino

 

 

Al lume de la candela, non se tol ne la dona, ne la tela

Con la luce della candela, non si prende ne la donna, ne la tela

 

(cioè sia la ragazza sia un vestito si devono scegliere di giorno, alla luce del sole.)

 

 

Schei e amicissia, stofega la giustissia

Soldi e amicizie, soffocano la giustizia

 

 

A ci nasse sfortuna’, ghe pioe sul cul anca se le’ sentà

A chi nasce sfortunato piove sul sedere anche se è seduto

(contro la sfortuna non ci sono situazioni favorevoli)

 

 

El pesse el ga da noar tre olte: prima nel’acua, dopo nel’oio e la terza nel vin

Il pesce deve nuotare tre volte: prima nell’acqua, poi in  olio ed infine nel vino

(deve essere fritto in abbondante olio e… accompagnato con tanto vino!)

 

 

La dona par esere giusta bisogna che la piasa, la tasa e la staga in casa!

La donna, per essere una brava moglie bisogna che piaccia, che stia zitta e che non esca di casa!!!

(Ragazze così non esistono più)

 

 

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Con questo simpaticissimo proverbio suggerito da Gianna.VR, chiudiamo la pagina ma anticipo che c’è stata una grande partecipazione e sono arrivati veramante tanti proverbi che possiamo fare subito un altro post a seguire, tra pochi giorni.

Grazie a tutte/tutti.

Giuseppe

 

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LUCIO BATTISTI – PENSIERI E PAROLE

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