CARTOLINE D’AMORE

 

Buona domenica

Post by   Giuseppe_56456

 

Riprendiamo il nostro consueto stare insieme con la lettura di alcune frasi sull’Amore, scritte da grandi personaggi del  passato.

 

Dante Layout titolo2

Frase1

FRASE 2

FRASE 3

FRASE 4

FRASE 5

FRASE 6

FRASE 7

 

 

Barra div. - separ. - disegni che ruotano

 

My Love For You – ERNESTO CORTAZAR 

 

Immagine anteprima YouTube

 

 

Barra div. - separ. - disegni che ruotano

 

LA TERRA TREMA

QUESTA NOTTE LA TERRA TREMA COME SUCCESSE 7 ANNI FA ALL’AQUILA ….

 

Terremoto 6.0 devasta il centro Italia:

Si scava fra le macerie. Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto i centri piu’ colpiti.

 

GRAZIE A TUTTI I VOLONTARI CHE SONO SUL POSTO.

 

NON CI SONO PAROLE DA DIRE, C’E’ SOLO TANTA TRISTEZZA E NOI, REDAZIONE DEL BOSCO, ESPRIMIAMO IL NOSTRO CORDOGLIO A TUTTE LE VITTIME DI QUESTA CATASTROFE.

 

UN SALUTO A ROBERTO24.RM E LA SUA FAMIGLIA CHE E’ DI ORIGINE DI CORNILLO NUOVO PAESE VICINO AD AMATRICE.

 

 

 

La_Redazione_02177

 

Ore 4.30 del 25 agosto

Con l’ultimo aggiornamento di cronaca si ha notizia di 159 morti e otre 270 feriti ma come bilancio provvisorio. Prosegue la ricerca dei dispersi con l’aiuto dei Gruppi speciali delle Unità Cinofile.

Confluiscono da tutta l’Italia i contingenti dei Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Volontari e Forze dell’Ordine per la gestione delle emergenze nell’area interessata dal sisma.

Sono state subito operative le unità per l’allestimento delle tendopoli e delle cucine da campo per l’assistenza ed il conforto delle prime necessità logistiche.

Possiamo essere orgogliosi dei nostri connazionali che si prodigano nella circostanza ed ai quali inviamo il nostro sincero grazie ed un virtuale incoraggiamento.

 

Ore 6.30 DATI ULTERIORE AGGIORNAMENTO.

  • 247 morti

  • oltre 370 feriti

  • oltre 2500 sfollati

  • circa 80 persone disperse

ma di positivo c’è che si è riusciti a trovare ed estrarre dalle macerie qualche persona ancora in vita.

 

Barra separ. natal. gif

 

I morti accertati ammontano a 250 dei quali 204 nel Comune di Amatrice ma ci sono ancora decine di dispersi e la ricerca continua sperando ancora nel miracolo di trovare dei sopravvissuti;

I feriti portati nei vari ospedali sono 365;

Si contano 2550 sfollati;

La disponibilità dell’accoglienza nelle tendopoli finora allestite ammonta a 3400 posti;

Sono state estratte vive 215 persone grazie all’intensa e ammirevole opera dei Vigili del Fuoco;

Il Centro Sismico ha registrato il susseguirsi di 460 scosse dall’inizio del sisma;

L’ENEL comunica che le dighe dei centri colpiti, non hanno subito danni;

Nell’opera di soccorso sono impiegate complessivamente oltre 7000 persone, uomini e donne, di cui 1000 Vigili del Fuoco, 3000 volontari, 400 militari dei Corpi specializzati, si aggiungono medici e infermieri, personale delle ambulanze, addetti all’assistenza, alla distribuzione dei generi di conforto, i vari staff organizzativi;

Riportiamo ancora i numeri per le emergenze comunicati dalla Protezione Civile:

Generale: 800 840840

Per la regione Lazio: 803555

Per la regione Marche: 840 001111

 

Barra separ. natal. gif

27 AGOSTO 2016

 

OGGI LUTTO NAZIONALE E FUNERALI DI STATO PER IL SISMA DEL CENTRO ITALIA

 

AGGIORNAMENTO DATI ORE 4.00 DEL 27 AGOSTO 2016

 

Il numero delle vittime sale a 281 (221 ad Amatrice; 49 ad Arquata del Tronto e 11 ad Accumuli)

388 il numero dei feriti; 238 le persone estratte vive dalle macerie; 15 persone risultano ancora disperse e continuano le ricerche sebbene con speranze sempre più deboli di riuscire a trovarle ancora in vita.

Si contano oltre 2400 sfollati e sono stati allestiti 44 centri di accoglienza con una capacità di 3600 posti.

Prosegue l’opera di primo soccorso e assisteza alla popolazione con la distribuzione di pasti caldi, prima all’aperto con le cucine da campo, poi con l’allestimento delle maxitende che fungono da sala mensa.

Ora si deve pensare alla fase organizzativa per la ripresa e dai malcapitati si leva un unico grido:

“NON SIAMO TERREMOTATI,

DOBBIAMO RISORGERE”

Noi glielo auguriamo di cuore e non faremo mancare il nostro contributo di solidarietà.

Grazie.

 

La_Redazione_07833

 

 

 

 

 

 

 

 

IL PAESE SOMMERSO

 

IL CAMPANILE

 

 

IL CAMPANILE CHE EMERGE DALLE ACQUE

Il racconto trae spunto da un fatto realmente accaduto, ma può esserci una variante. I vecchi del luogo la raccontano in modo un po’ diverso ma questo lo dirò alla fine. All’inizio del 1900 c’erano tre laghi di montagna che a quei tempi erano in territorio austriaco, ed erano chiamati lago di Resia, lago di S. Valentino alla Muta, e lago di Curon Venosta.

resia-3

I laghi erano in una posizione ideale per costruire sul luogo una diga, che con gli opportuni impianti idroelettrici, avrebbe prodotto energia per tutta la zona. Chi aveva effettuato il sopralluogo aveva assicurato agli abitanti che il livello delle acque si sarebbe alzato solo di cinque metri. Sopraggiunse la Prima Guerra Mondiale e si bloccarono tutti i permessi e conseguentemente anche i lavori che allora erano opera degli austriaci. Solo nel 1920 quando quei territori erano passati all’Italia, il governo italiano di allora concede il permesso di innalzare il livello del lago di Resia di cinque metri. L’ultimo paese italiano prima di entrare in Austria è Curon Venosta e al lato c’è la Svizzera.

 

italia austri e svizzera

 

Sono i capitali svizzeri a finanziare i lavori e aiutare l’Alto Adige, a quei tempi gli Altoatesini non avevano il denaro per costruire una diga. Cominciarono a lavorare sodo, solo che non si fermano ad elevare il livello delle acque solo ai 5 metri annunciati. La gente del luogo si esaspera e, impaurita, vuole andare a Roma dal Santo Padre a portare la propria preoccupazione. A Roma ci va don Alfred Rieper, ma nemmeno lui potrà far niente ed i lavori continueranno. A fine lavori l’innalzamento delle acque arriverà fino a 22 metri.

 

imagesvvv

 

Dall’Argentina si erano fatti inviare per la prima volta gli esplosivi, e il legname era giunto dalla Sila. Lavorano 7000 operai, verranno utilizzati 1,5 milioni di quintali di cemento, ma un costo notevole sarà rappresentato dalla evacuazione degli abitanti e dal dover radere al suolo tutte le case di Curon Venosta e un pezzo di Resia. Un paese e mezzo se ne va, ma gli abitanti non vogliono perdere le loro case e tutto quello che hanno lasciato, cuore compreso. Poi ci sono i frutteti con il loro valore non indifferente, campi che poi verranno pagati con un pugno di spiccioli, una miseria.

3504176731_6872a95807_o

Curon e Resia sono in fin di vita. Come un malato muore poco a poco, giorno per giorno l’acqua si fa strada, le case vengono demolite con l’esplosivo. Solo la chiesa con il suo campanile verrà fatta esplodere quando la costruzione della diga è già completata. Questa viene inaugurata il 28 agosto 1949 e nel 1950 verrà fatta esplodere la chiesetta. Il campanile solitario e triste rimane a custodire tutto quello che la mano dell’uomo ha distrutto e fatto morire. Posso aggiungere che il lago di Resia è il più grande dell’Alto Adige, viene visitato per il suo caratteristico campanile in mezzo all’acqua che d’inverno si ghiaccia e consente pure di pattinare.

turmwinter

Se non fosse per la tristezza del paese sotto il lago, sarebbe stupendo quel grandioso specchio d’acqua, con nel mezzo un campanile solitario che emerge dalle acque, unico ricordo di un paese che non esiste più. Ora un piccolo aneddoto, non so se è vero ma gli anziani affermano che sia verità. Al ritorno da Roma di Don Alfred Rieper, dopo aver saputo che non c’era niente da fare e nessuno poteva fermare, i lavori, alcune persone del luogo aprirono una falla nella diga non ancora finita, pensando, in tal modo, di mettere in salvo il paese. Non avevano pensato che se si apre una falla nella diga per mano dell’uomo, l ’acqua defluisce e il paese s’inonda in poco tempo, non nei tempi dilazionati che avevano programmato gli ingegneri. Questo il racconto che io ho sentito fin da piccola, e fino a che punto possa essere di fantasia non lo so.

resia1.gif

Posso però dire che le case non erano pronte al momento di chiudere la diga, che sia stata colpa di un gruppo di gente che voleva salvare la loro abitazione non lo so, mi sembra incredibile che ingegneri, geometri ecc. abbiano fatto funzionare la diga senza che le case fossero tutte pronte! Sarà vera la memoria dei vecchi o la documentazione delle carte bollate?

Come sempre, in queste vicende, rimane sempre il mistero.

Un saluto per tutti cari amici.

 

BUONA DOMENICA

 

Gabriella_38771

 

Gif sep. Fiori celeste-blu

 

ERNESTO CORTAZAR – Autumn Rose      

Immagine anteprima YouTube

Gif sep. Fiori celeste-blu

CLAUDIO BAGLIONI

 

CLAUDIO BAGLIONI

 

CLAUDIO BAGLIONI

Baglioni è nato a Roma nel 1951, ed ha cominciato a cantare da giovane, pare abbia cominciato in un’osteria a cantare “Una casetta in Canadà”.  Il primo strumento che le venne regalato è stata una chitarra ma in seguito imparerà a suonare il pianoforte. Sarà proprio nel suo quartiere che vince il primo concorso; nel frattempo continua a studiare e consegue il diploma di geometra. Incide il suo primo 45 giri con “Signora Lia”, e poco dopo il suo primo album intitolato

Un cantastorie dei giorni nostri”.

 

unafavolablu

 

Nei suoi primi spettacoli non manca di dedicare sinceri accenni ai Beatles ed anche ad autori classici, da cui prenderà poi spunto per realizzare alcune sue arie. In questo periodo la sua casa discografica punta su di lui proponendolo in varie manifestazioni canore: “Un disco per l’estate” e “La Caravella dei successi” dove presenta “Una favola blu”, e alla “Gondola d’argento” dove canta “Notte di Natale”.  Sarà una delusione, l’insuccesso lo spinge a fermarsi.

 

Claudio_Baglioni_(cropped)

Solo nel 1972 ricomincia il successo con l’uscita del disco “Questo piccolo grande amore”, che entrerà a far parte della canzone italiana.

0 0 qpga

Poco dopo altre due canzoni si riveleranno un successo: “Io me ne andrei”, e “Amore bello”.  Parte per Parigi e ritorna con una canzone che non sentirà mai sua, “E tu”.

17228

Vuole ricominciare da capo, e ci riesce tutto da solo come era nel suo animo, nasce “Solo”, e dopo un po’ “Strada facendo”, altra canzone di un successo senza precedenti. Nel frattempo le nasce il primo figlio e le dedicherà la canzone “Giovanni”, l’ha scritta in una notte e vince il Disco d’oro, è un omaggio alla sua paternità. Altra canzone dedicata al figlio sarà “Avrai”.

1_10_282_dischi 518

Da allora sarà un successo quasi continuo, provo ad elencare alcune delle sue canzoni. E tu, Io me ne andrei, E tu come stai?, Sabato pomeriggio, Amore bello, Acqua nell’acqua, I vecchi, Ragazza di campagna, Notte di Natale, La prima volta, Gira che ti gira amore bello, La vita è adesso, Quanto ti voglio, Tutto in un abbraccio, Fammi andare via, La suggestione, Ci fosse lei, Amori in corso, Porta portese, e tanti altri, troppi per ricordarli tutti.

 

baglioni_interna

 

Ascoltiamo qualche brano augurando Buon Fine settimana per tutti. Ciao.

Gabriella_55938

 

 Barra separatrice animata multicolor

Immagine anteprima YouTube

Immagine anteprima YouTube

 

 

Immagine anteprima YouTube

 

 

 

 

Barra separatrice animata multicolor

 

LA PAGINA DELL’ARTE

 

Arte 1 V

NON INTENDITORI

MA ESTIMATORI DEL BELLO

 

Possiamo non essere intenditori d’arte ma ci piace il bello e, all’occasione, ci fermiamo ad ammirare un quadro, una scultura, un’opera d’arte.

Propongo questa rubrica per aprire una sorta di Galleria che, di volta in volta, potrà consentirci di passare in rassegna qualche artista e ammirare alcune delle sue principali opere.

Oggi presentiamo il pittore

 

indexAntonio Allegri detto

IL CORREGGIO

(1489 – 1534)

 

Pittore Antonio Allegri detto

 

Formatosi nell’ambiente del Mantegna, si accostò poi a più sfumature e moderne invenzioni del chiaro/scuro di origine Leonardesca, creando dipinti di intensa ricchezza psicologica e di misterioso calore cromatico.

 

Recentemente le sue opere, insieme a quelle di Francesco Mazzola, detto il “Parmigianino” (1503-1540) hanno fatto parte di una rassegna espositiva nella blasonata cornice delle Scuderie del Quirinale a Roma.

 

Innumerevoli opere del Correggio sono distribuite in Italia e in varie parti del mondo, osserviamone alcune:

 

 

8-correggio-la-zingarellaLa zingarella (1516-17 Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte)

 

Correggio-Antonio-Allegri-Noli-me-tangere-Madrid-Museo-Nacional-del-Prado-©-Photographic-Archive.- Noli me tangere Museo-Nacional-del-Prado-MadridNoli me tangere (1523-24 Madrid, Museo del Prado)

 

 Correggio_Ecce_Homo-457x580Ecce Homo (1526 circa, Londra, National Gallery )

 

Correggio_-_The_Adoration_of_the_Child_-_WGA05325Madonna in adorazione del Bambino

(1524-26 Firenze, Uffizi)

 

 

Correggio_045 Madonna S Girolamo partMadonna di San Girolamo – particolare –

(1527-28 Parma Galleria Nazionale)

 

22-la-notte La Notte (1529-30 Dresda, Gemäldegallery)

 

correggio-ganimedeGanimede (1530-32 Vienna, Kunsthistorisches Museum

 

 

danaeDanae (1531-32 Roma Galleria Borghese)

 

Immagini web

 

Barretta separ. natal. gif

 

Sempre all’insegna del bello passiamo  dall’arte pittorica a quella delle note per ascoltare questo bel video musicale. Buon Ascolto.

 

Giuseppe_51980

Barretta separ. natal. gif

GIOVANNI MARRADI – Crying    

 

Barretta separ. natal. gif

 

 

UNA STORIELLA PER RIDERE

 

hqdefault

Fiori animati violetto

Siamo a Ferragosto, la maggior parte dei nostri amici che possono godere di un periodo di ferie, sono in vacanza, in villeggiatura al mare, in montagna o al lago, in Italia o all’estero. Noi, invece, siamo qui, nel nostro Bosco incantato, che possiamo fare?

Sistemandoci in un angolino riparato dalla calura ci consoliamo con la lettura di una simpatica storiella.

 

STORIA DI CORVI 2

 

STORIA DI CORVI

IL SALOTTO DI MADAME CLARY

Madame Clary era una corvina le cui piume avevano perso la lucentezza di una volta ma mantenevano ancora un bel nero vivo.

corvo_N5

 

Madame Clary, corvina diligente e di modi gentili, teneva cura del suo nido facendosi aiutare, di volta in volta, da due amici: Schioppo e Sprizzo, due corvi non più giovanissimi pure loro, ma che mantenevano ancora un bel piumaggio nero che, all’occorrenza, spolveravano e tenevano lucido per mostrarsi disponibili qualora le circostanze offrissero qualche buona occasione.

 corvo1

Madame Clary li teneva alla corda entrambi: Schioppo aveva sede in un albero più distante ma Clary si faceva aiutare da lui per tutte le cose che potevano servire per mantenere un bell’aspetto per sé e per il suo nido.

Sprizzo era ubicato più vicino e veniva utilizzato, quando serviva, per l’approvvigionamento delle cibarie e spesso e volentieri si tratteneva sull’albero di Clary per un pasto mattiniero o serale.

corvi

 

Insomma si era creato una sorta di triangolo che Madame Clary gestiva molto abilmente perché accortamente destinava una parte della giornata a Sprizzo e un’altra a Schioppo.

I due poveri corvi sapevano poco l’uno dell’altro, ovvero, solo ciò che Clary riferiva loro ma ad entrambi assicurava che i rapporti con “l’altro” erano solo di amicizia e non c’era niente di tenero…  Per i due non c’era mai stata occasione di incontrarsi, questo fatto non era mai avvenuto.

In entrambi comunque era nato il sospetto che Madame Clary potesse fare il doppio gioco e quindi poteva raccontare bugie sia all’uno che all’altro.

Mentre Schioppo, di carattere forte tendenzialmente venoso si adirava quando veniva a conoscenza degli incontri di Clary con Sprizzo fino ad arrivare ad accese litigate di gelosia, quest’ultimo era più accomodante e, forse per una sua interiore convenienza, fingeva di credere e restava sottomesso al volere di Clary che lo dominava caratterialmente.

 465798498

La vita continuava così da un pezzo e Madame Clary riusciva a tenere calmi i due uccelli che continuavano a svolazzarle attorno ma solo fino al punto che lei concedeva sia all’uno che all’altro.

Pur senza una legge sancita da un Parlamento, anche tra gli animali vige il tacito rispetto della privacy per cui non pretendiamo di sapere se Madame Clary allargasse le ali o alzasse la coda con l’uno o con l’altro, lei assicurava di no, ma tutto era possibile, sono cose della vita anche nel mondo degli uccelli.

Molto abile a gestire il suo tempo libero Clary era anche brava ad inventarsi delle astute fole quando mancava un appuntamento con l’uno o con l’altro oppure le serviva uno spazio solo per sé stessa. Clary era molto orgogliosa della sua autonomia e ne pretendeva il rispetto.

A lungo andare le cose si erano stabilizzate così e sia Sprizzo che Schioppo si erano adattati ai voleri di Madame Clary che continuava a dominare sui due secondo il suo perentorio e insindacabile volere.

Demonic_Raven_by_varsaigen

Un giorno, però, si affacciò alla corte di Clary un terzo corvo: Zirlo che aveva casa due alberi più in là. Era una vecchia conoscenza di Clary e, nel ritrovarsi, ci fu subito intesa tra loro.

corviimperiali1

 

Uscirono alcune volte insieme, saltando di ramo in ramo, svolazzando tra gli alberi e giocando a nascondino tra le foglie. Manco a dirlo, finirono entrambi nel nido ad ali allargate, forse era nato quel sottile sentimento che, anche per gli animali, si chiama amore…

I due si resero conto che erano fatti l’uno per l’altra e Clary si dimenticò presto dei suoi due amici di prima.

6273__kruki-(3)

 

Scoperta la cosa, Sprizzo e Schioppo, si ritrovarono a guardarsi reciprocamente com’era cresciuto il loro becco e scoprire che altro non erano che due poveri, miseri merli solitari, vaganti, senza fissa dimora, tra il fogliame di una immensa foresta. D’altra parte, non poteva essere diversamente con una corvina che voleva sentirsi regina ma che in fondo, anche lei, non era che una piccola merla.

 1581453-merlo

Questa la storiella per trascorrere insieme una domenica d’agosto… spero vi sia piaciuta e non dubito che saprete trarre le vostre conclusioni e anche una spiritosa morale: grazie!

Auguro Buon Ferragosto in allegria per tutte/tutti, Ciao.

Giuseppe_63662

 

Barra div. - GIF - Rametto con fiori fucsiaseparatore

 

Fiori animati violetto

separatore

 

GIUSEPPE VERDI

 

Giuseppe Verdi

GIUSEPPE VERDI

 Roncole di Busseto 1812 – Milano 1901

Il più grande compositore dell’Ottocento italiano.

 

Cenni di vita:

Di umili origini è aiutato negli studi musicali da un mercante di Busseto. Nel 1832 viene respinto all’esame di ammissione al Conservatorio di Milano. Dal 1844 al 1849 sono anni di duro lavoro; avvia la collaborazione con il librettista Francesco Maria Piave (1810-1876). Il nome Verdi diventa acronimo di patriottismo (Viva V.E.R.D.I. equivale a Viva Vittorio Emanuele Re D’Italia).

Già con le prime opere si manifestano le doti peculiari del genere verdiano che ha una concezione tragica e virile della vita.

Dopo un periodo di transizione l’arte verdiana si manifesta con i suoi capolavori più popolari nella triade Il Rigoletto, Il Trovatore e La Traviata, nella quale perviene alla perfezione lo stile operistico italiano dell’Ottocento.

 

RIGOLETTO-di-Giuseppe-Verdi-riduzione-speciale-pianoforte-parole-canto-331845270711-500x710841708

d628918c67d5c8d78f84efa699ca9f60

 

Nel 1852 si ritira a vivere nella tenuta di S.Agata con la soprano Giuseppina Strepponi. Nel 1855 rappresenta a Parigi il Grand Opéra

“I vespri siciliani”.

Nel 1868 incontra a Milano Alessandro Manzoni. Ancora un periodo di transizione con opere minori per arrivare al culmine con l’Aida (1871).

 

Aida Cairo

Verdi rinnova ancora il suo stile operistico ispirandosi a Shakespeare (che gli aveva già suggerito il giovanile Macbeth nel 1847), nascono così, su libretti di Arrigo Boito (1842-1918), le opere Otello (1887) e Falstaff (1893) che aprono nuove vie al dramma musicale italiano.

 

893360861092

 

 

 

 

 

 

Nel testamento Verdi chiede “funerali modestissimi” e questo lascia intendere il senso della sua grande umiltà.

 

Giuseppe_51980

  • Opere:

  • 1839 – Oberto conte di San Bonifacio;

  • 1842 – Nabucco

  • 1843 – I I lombardi alla prima crociata;- Ernani;

  • 1944 – I due Foscari;

  • 1845 – Giovanna d’Arco;

  • 1846 – Attila;

  • 1847 – Macbeth; – I Masnadieri

  • 1848 – Il Corsaro;

  • 1849 – La battaglia di Legnano; – Luisa Miller

  • 1851 – Rigoletto;

  • 1853 – Il Trovatore – La Traviata

  • 1855– I vespri siciliani;

  • 1857 – Simon Boccanegra;

  • 1859 – Un ballo in maschera;

  • 1867 – Don Carlos;

  • 1871 – Aida;

  • 1887 – Otello;

  • 1893 – Falstaff;

  • Compose anche musica sacra tra cui Messa da requiem (1874)

 

separatori (212)

 

‘Va pensiero sull’ali dorate’

dal ‘Nabucco’ di Giuseppe Verdi

 

 

 

separatori (212)

Giuseppe Verdi – La Traviata 

Sempre libera degg io

 

separatori (212)

Giuseppe Verdi – Il Trovatore

(Coro degli zingari e canzone “Stride la vampa”)

 

separatori (212)

Luciano Pavarotti – La Donna È Mobile (Rigoletto)

 

 

separatori (212)

ROMPICAPO

13092046_534198193429879_1837700807318912405_n

DISASTRO AMBIENTALE

 

Stimolata dalla lettura dei post di “Bosco” sul salvataggio della Terra, l’Amica Sandra ha voluto raccontarci un episodio italiano che ha vissuto da vicino.

É una bella testimonianza e te ne siamo grati Sandra.

 

Buona_domeni_27045

 

Giuseppe_51980

 

 

IL DISASTRO DI SEVESO

 

DISASTRO DI SEVESO

Disastro di Seveso sotto questo nome si ricorda l’incidente avvenuto il 10/07/1976 a mezzogiorno. Era una tranquilla soleggiata giornata di sabato, niente poteva presagire quello che nel giro di poche ore si sarebbe scatenato. Verso le 12.30 nello stabilimento di MEDA il sistema di un reattore chimico andò in avaria, facendo salire la temperatura oltre i limiti previsti. La causa prima fu probabilmente l’arresto volontario della lavorazione senza che fosse azionato il raffreddamento della massa.

 

nube_diossina1254761835

L’esplosione venne evitata grazie all’apertura delle valvole di sicurezza, questo però provocò la formazione di quella sostanza micidiale nota come diossina, una delle sostanze chimiche più tossiche. La TCDD (diossina) fuoruscì nell’aria in quantità non ben definita e venne trasportata dal vento verso sud. Si formò una nube tossica che investì i comuni di Meda, Seveso, Cesano Maderno e Desio. Il comune maggiormente colpito fu Seveso, in quanto situato immediatamente sotto la fabbrica. Le prime avvisaglie furono un odore acre e infiammazione agli occhi. La nube non causò morti, ma moltissime persone, si calcola più di 200, furono colpite da /CLORACNE/ una dermatosi provocata dall’esposizione al cloro o ai suoi derivati, e che causa lesioni e cisti sebacee.

 

Copia di 9-krqC-U10801115463013Uv-680x524@LaStampa.it

 

Quanto agli effetti generali sulla salute, sono ancora oggi oggetto di studio.

I vegetali investiti dalla nube si dissecarono e morirono a causa del potente diserbante quale la diossina. Migliaia di animali contaminati dovettero essere abbattuti. Passò più di una settimana prima che la ditta ammettesse che si era verificata la fuga di una nube tossica, e la cosa fu resa ufficiale anche se in ritardo. La Regione Lombardia aveva già avviato un processo giudiziario contro la ICMESA.

IL territorio di Seveso fu suddiviso in tre zone a decrescente livello di contaminazione, zona “A” – “B” e “R”.

 

Contaminazione_Seveso

 

Gli abitanti della zona A, la più colpita, furono evacuati e ospitati in strutture alberghiere, le abitazioni furono demolite e uno strato superficiale del terreno venne rimosso. La zona fu presidiata dalle forze dell’ordine per impedire a chiunque di entrarvi. La zona B meno contaminata, e la zona R, zona di rispetto, vennero tenute sotto controllo e in quelle zone fu imposto il divieto di coltivazione e allevamento del bestiame.

 

S4_MGTHUMB-INTERNA

 

In seguito furono create due enormi vasche di contenimento nelle quali fu gettato tutto quello che veniva asportato dalla zona A, costantemente monitorata, terreno rimosso, macchinari utilizzati per gli scavi e per la demolizione. Al di sopra di queste due vasche poi sorse il /PARCO NATURALE BOSCO DELLE QUERCE/ tuttora aperto alla popolazione.

1468153838446seveso

Oggi queste due vasche (quella Medese di 60 metri cubi, e quella Sevesina di 200 metri cubi sono ancora monitorate per evitare il rischio di nuove contaminazioni.

Fu un periodo particolarmente difficile per le popolazioni locali. L’aborto era vietato a quell’epoca, ma dato il caso eccezionale fu accordato il permesso a chi ne faceva richiesta. Gli aborti furono praticati alla Mangiagalli di Milano e a Desio.

 

seveso

 

Pure noi siamo stati colpiti, anche se indirettamente da quel disastro. I nostri cugini abitanti (per fortuna)  nella zona R, ebbero la visita degli specialisti in camice bianco. Fu asportata una falda di terra, e confiscarono per la distruzione sia i prodotti dell’orto che i pochi capi di bestiame.

È rimasto molto controverso il riconoscimento dell’aumento dei casi di tumore riscontrati comunque nella zona.

 

il-10-luglio-1976-il-disastro-di-seveso_777761

 

I danni furono liquidati dalla multinazionale nel giro di tre anni con una spesa complessiva di 200 miliardi di lire per un totale di settemila pratiche di richiesta di risarcimento.

Questa è la realtà dei fatti.

 

Sandra_11283

 

separatori gif separators glitter 15

 

 

Eppure soffia di Pierangelo Bertoli  

Immagine anteprima YouTube

 

separatori gif separators glitter 15

 

DOMENICO MODUGNO

 

Oggi ricorre l’anniversario della morte di Domenico Modugno, cantautore, chitarrista, attore, regista e anche uomo politico italiano. L’amica Gabriella coglie l’occasione per ricordarlo in questo post e  ci invita ad ascoltare le sue canzoni .

Una bella idea, grazie Gabriella.

 

Giuseppe - A

 

 

 

Presentazione standard1

 

DOMENICO MODUGNO

 

Cantautore, compositore e attore, nato il 9 gennaio 1928 a Polignano a Mare, morto all’isola di Lampedusa il 6 agosto 1994. Nasce in una famiglia composta da cinque figli, a sette anni si trasferiscono in provincia di Brindisi. Si sposa nel 1955 con la signora Franca Gandolfi e avranno tre figli. Modugno impara presto a guadagnarsi qualche soldo con lavoretti saltuari ma impara anche a suonare la chitarra.

 1394905033542Domenico_Modugno_2

E’ un ragazzino inquieto ed esuberante e poco dopo impara a suonare pure la fisarmonica con una certa abilità. Si iscrive a ragioneria ma con poca volontà, tenta la fortuna con fughe da casa, va a Torino, ma è durissima la vita, deve fare di tutto un po’, compreso il gommista se non vuol saltare i pasti e dormire all’addiaccio. Intanto dentro di lui si fa chiara l’idea che vuol fare l’attore, ma Torino non è la città giusta.

 

domenico_modugno_nel-blu-dipinto-di-bluParte per Cinecittà a Roma, ma saranno altri digiuni e umiliazioni, in cambio di piccole particine. A vent’anni deve poi interrompere i sogni per assolvere gli obblighi di leva a Bologna. Finita la leva, ritorna a Roma deciso a tutto e questa volta ottiene un primo successo; Supera il concorso e le viene assegnata la borsa di studio in modo che non debba fare sempre piccoli lavori umilianti per poter vivere. Comincia così anche a esibirsi con la chitarra nei ristoranti e teatrini. Per i film ottiene una piccola parte in “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo e “Anni difficili”, di Luigi Zampa. Fa esperienza con il teatro, nel 1953 è ne “il borghese gentiluomo”, nel 1954 “Controcorrente”, nel 1956 “Italia sabato sera”.

rmcds_4440

Nel 1956 scrive Resta cu ‘mme, Strada ‘nfosa, La donna riccia, tutte canzoni che poi faranno tanta strada ma al momento interpretate da altri cantanti.

 

rmcd_4477

Nel 1958 sconvolge tutti i risultati del Festival di Sanremo con “Nel blu dipinto di blu” che conquista subito un grande successo e notorietà ma con il titolo di “Volare”. Sarà un successo enorme, come pure quello dell’anno successivo con la canzone “Piove”. Nel 1962 vincerà nuovamente con “Addio, addio” e nel 1966 con “Dio come ti amo”. Il secondo posto lo aveva vinto con “Libero” nel 1960 e nel 1964, al Festival di Napoli, vince il primo premio con ”Tu sì ‘na cosa grande”. Altre canzoni che ci ricordiamo: Che me ne importa a me, Vecchio frak, Lazzarella, U pesce spada,  Come stai, Un calcio alla città, Piange il telefono, Il maestro di violino, Io mammeta e tu, Notte di luna calante, Amara terra mia, Pasqualino Marajà, Io, Selene, Mariti in città, Se Dio vorrà, Meraviglioso.

rmcd_4456pasqualino-maraja-cd-libro-1

Senza dubbio ci sono altre canzoni, ma sono davvero tante. Aggiungo che dopo il grande successo della canzone, anche gli impresari di commedie si sono accorti che era un attore nato. In Rinaldo in campo, ha avuto un successo straordinario, e nell’Opera da tre soldi, un altro successo, oltre alle commedie ha fatto l’attore per i film delle sue canzoni, come Nel blu dipinto di blu, Io mammeta e tu, Piange il telefono, e Il maestro di violino. Con De Sica ha avuto una parte in Il giardino universale, e di Pier Paolo Pasolini un posto in Uccellacci e uccellini.

domenico_modugno2

Aggiungerei che è indiscusso che anche come attore avrà fatto molto altro, io ho scritto quello che il nome del Grande Domenico Modugno mi ha fatto ricordare.

Un saluto e buon Sabato per tutte/tutti.

 

Gabriella_38771

 

separatori (209)

Propongo per prima la canzone “Il maestro di violino” che per me ha la capacità di trasmettere emozioni fortissime poi lascio a voi la scelta nella successiva compilation che si può ascoltare in sequenza automatica cliccando sul triangolino al centro oppure scegliendo singolarmente la canzone di vostro gradimento cliccando sul titolo della stessa. Buon ascolto.

 

Giuseppe_53475

 

Domenico Modugno – Il maestro di violino

Immagine anteprima YouTube

separatori (209)

 

separatori (209)