SIGNORINE GRANDI FIRME di Franco Muzzioli

   

SIGNORINE GRANDI FIRME

 

Le cartoline di Hilde mi hanno stimolato a proporre i principali disegnatori italiani e le loro eroine.

Comincio da Gino Boccasile e le sue "signorine grandi firme", illustrazione nata intorno agli anni trenta. Nascendo io alla fine di quell'epoca ricordo una immagine trovata nella libreria di casa (il sig. Gi Bi), che ha fatto sobbalzare spesso il mio cuore di adolescente.

 

Nel dopoguerra in ogni casa c'era

"La Domenica del Corriere",

settimanale nazionalpopolare nato molti anni prima, dove la copertina era una grande illustrazione di Walter Molino, noto anche per le sue splendide pin-up-girl, che non mancavano mai nelle autofficine, nelle cabine dei camion e nei reconditi cassetti delle camerette dei maschietti di allora.

 

In quel periodo sono arrivati anche i famosi "calendarietti profumati" da barbiere, di autori vari, soggetti spesso presi anche dalle pubblicità e dalla moda.

   

Negli anni sessanta Guido Crepax ci ha regalato Valentina la prima eroina spregiudicata, longilinea, eroticamente conturbante, che non disdegnava a mostrare tutto il suo corpo... e oltre! Ha fatto scoprire a noi ventenni le prime immagini al limite della pornografia.

             

Negli anni settanta ha cominciato a disegnare Milo Manara che è forse l'autore più geniale di fumetti dove la femminilità nuda e decisamente osé è arrivata a livelli eccelsi.

   

Da allora quasi tutti i grandi disegnatori di fumetti da Saudelli a Magnus, da Pratt a Rotundo hanno donato alla curiosità erotica del popolo maschile, splendide immagini di fanciulle.

   

Se vogliamo fare un parallelo con la rossa burrosa casalinga americana, l'unica eroina italiana che abbia raggiunto la fama, può essere la notturna e perversa fotografa Valentina, decisamente più intrigante, forse sconvolgente e spiazzante, ma con tanto fascino in più.

         

LA DOMENICA DI HILDA

   

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LA DOMENICA DI HILDA

Tranne qualche assenza, della quale non si conosce il motivo, (forse per contrarietà al genere?), il post delle vignette della simpatica Hilda della scorsa settimana ha destato vivo interesse per cui colgo l’occasione per presentarne un’altra serie nello stesso spirito di allegra ironia e sempre nell'intento di suscitare un sorriso.

A me piace, giudicate voi.

     

 

Scusate, ogni mattina, quando mi alzo, faccio il bagnetto.

I maschietti presenti sono invitati a voltarsi dall'altra parte, grazie.

       

 

Volevo mungere un pò di latte per la colazione ma la mucca è scappata, non ha voluto che le toccasi le tette.

       

   

Sono andata a cogliere un cesto d mele ma mi ha scoperto il padrone.

             

   

Mi sono preparata per una mattinata in spiaggia,

ho portato l'esca, chissà se qualcuno abbocca.

           

Vado a farmi la tintarella e una nuotatina ma per sicurezza mi porto il salvagente

               

La pesca mi rilassa e colgo l'occasione per unire l'utile al dilettevole, qualche pesce che si fa prendere lo trovo sempre.

               

Le bolle di sapone mi fanno salire nel cielo, in alto, in alto.

               

Cosa c'è di più bello che dondolare sull'altalena? mi sembra di volare.

           

     

Il selfie l'ho inventato io prima dell'avvento dei telefoni cellulali. Per l'autoscatto a me bastava una cordicella e mi sembra che le foto mi venivano proprio bene, che ne dite?.

       

PERDUTO AMORE

 

Quando finisce un amore restano indelebili i ricordi nella mente e nell’anima, non riesci a cancellarli neppure se trovi un altro amore.

Non è vero che chiodo scaccia chiodo… ogni amore è una storia a sé, unica, inizia e finisce, si apre e si chiude.

Dal profondo dell’animo riemergono inesorabili i ricordi e in quei momenti sgorgano parole che possono essere lamenti oppure poesia. Ogni poesia ha una sua storia, un ricordo di vita, specialmente, in modo particolare, le poesie che raccontano sentimenti vissuti.

Questi versi fanno parte di quel tipo di poesia?…. Forse, chissà, giudicate voi.

 

 

PERDUTO AMORE

 

Solo, in silenzio,

i nostri ricordi

mi fanno compagnia.

 

Ricordi di mani intrecciate,

di intensi sguardi

che penetrano l’anima.

 

Ricordi di fugaci momenti

rubati al tempo nemico

Ricordi di corpi vibranti,

di mille “Ti amo”.

 

Ricordi dei nostri

abbracci stretti,

di mille carezze,

di maliziosi sguardi.

 

Stupenda magia

di un amore immenso,

impensato, improvviso.

 

Geme la nostalgia

di una passerina

palpitante d’amore.

 

                                 

 

Secondo voi, un cuore abbandonato riesce a ritrovare la forza per salire ancora sulla collina della felicità?

 

Sono qui,

come passero solitario,

solo e sconsolato.

Non sento piú cinguettii d'amore,

quell'albero é appassito,

ha perso le foglie,

ingiallite e stanche.

Non sente piú la musica

per cantare d'amore.

Ti prego, ritorna Primavera

fammi sentire che sai darmi ancora

quei palpiti d'ardore

che sono gioia della vita.

     

HILDA

 

 

HILDA, VITA BEATA

Una prosperosa pin-up, nata dalla matita dell’illustratore Duane Bryers ebbe grande successo negli Stati Uniti su riviste e calendari ad iniziare dagli anni ’50 e fino ad oltre il 1980. Una figura di donna ben proporzionata ma che abbondava un pò oltre le classiche misure 90-60-90 che erano di moda nell’epoca e che rappresentavano l'ideale della bellezza femminile.

Lo stesso autore, deceduto nel 2012, ebbe a dichiarare:

E’ una creazione assolutamente pazza. Ho avuto a che fare con molte modelle durante la mia carriera, ma Hilda veniva disegnata senza alcun modello fisico.”

Ci sono tante vignette che rispecchiano situazioni simpatiche e nelle quali ogni donna, con un po’ di umorismo, potrebbe ritrovarsi per un sorriso autocritico.

Proviamo a pubblicarne qualcuna considerandola una prima parte e nel caso fosse di gradimento per i lettori del Bosco, possiamo pensare ad una seconda raccolta per una prossima puntata.

Per ogni vignetta ho aggiunto una didascalia e spero possiate trovarla spiritosa.

Un saluto a tutti voi, Amiche ed Amici.

   

La colazione a letto è un piacere per iniziare bene

la giornata, ma voglio dormire ancora un poco.

 

Devo proprio alzarmi, ho tanto da fare oggi.

 

Immancabile igiene personale mattutina

     

la giornaa è fredda, mi scaldo un pò e...

   

...faccio qualche esercizio per rimettermi in forma.

 

Aiutooooo, un topo... un imprevisto fuori programma

   

Una pulizia svelta alla casa

   

e un buon caffè per riprendermi dalla fatica

     

Duane B. "Dick" Bryers (July 2, 1911— May 30, 2012

     

BUONA PASQUA

               

Post di

E’ Pasqua nel mondo: curiosità, tradizioni

Nel nostro Paese, le tradizioni pasquali si differenziano da una regione all’altra. Da Nord a Sud è un susseguirsi di processioni, riti sacri e feste popolari. A Firenze, il giorno di Pasqua si festeggia con l’accensione del fuoco sacro e lo “scoppio del carro”, uno storico calesse trainato da buoi bianchi inghirlandati e scortato da armati, musicisti e sbandieratori. A Enna, come in gran parte della Sicilia, si celebrano cerimonie religiose e folcloristiche durante tutta la Settimana Santa. Particolare interesse suscitano le sfilate in costume medievale delle singole Confraternite verso il Duomo. Nelle tradizioni culinarie italiane, immancabile l’agnello pasquale, la distribuzione delle uova di cioccolato e i dolci a forma di colomba.

Spagna

La tradizione pasquale a Barcellona è sentita soprattutto durante la domenica delle Palme, in cui si ricorda l’ingresso di Gesù nella città di Gerusalemme, dove fu accolto con palme e rami d’ulivo.Tempo fa i rami di palma venivano tagliati, le foglie intrecciate e messe da parte in un luogo scuro e umido, quindi veniva mantenuto il loro originale colore bianco con lo zolfo. Le palme pasquali dono fatte da rami intrecciati, ma ci sono anche i “palmons” ossia rami interi che vengono portati dai bambini in chiesa perché siano benedetti. Esse vengono decorate con un rosario di zucchero e dolci. E’ usanza appendere alle porte e alle finestre palme e “palmons” per proteggere la casa da streghe e spiriti maligni. In Catalogna, è costume mangiare una torta pasquale, chiamata “Mona”, decorata con uova di cioccolato, piume e una piccola figura di cioccolato che rappresenti o un personaggio noto ai bambini o uno proveniente dal mondo delle fiabe. Questo dolce viene tradizionalmente dato al proprio figlioccio dal padrino . La ricetta è molto semplice, facile e veloce da preparare e adatta soprattutto per i bambini: che poi somiglia molto al dolce tipico del sud Italia.

Germania

In tedesco si chiama “Ostern” probabilmente dal nome anglosassone “Eostre” della dea della primavera. Gli aspetti religiosi sono simili a quelli italiani, la festa pasquale in Germania è felicità per la resurrezione di Cristo, ed insieme per il ritorno della primavera. Le scuole chiudono per circa tre settimane. Nessuno lavora il venerdì Santo, sabato e domenica di Pasqua. In questo giorno sacro in cui il bene prevale si attribuisce all’acqua e al fuoco la proprietà di purificare, di favorire la fertilità dei campi, di smascherare i malefici. I fuochi di Pasqua, sono un costume ancora vivo specialmente nella Germania settentrionale, e offrono un incantevole spettacolo notturno. Il fuoco di Pasqua deve essere acceso o con la silice o strofinando due pezzi di legno, o con una grossa lente; qualche volta i lumi delle chiese vengono spenti e poi riaccesi con la fiamma di questo “fuoco sacro”. Anche alle ceneri vengono attribuite proprietà divine: la sera, soprattutto in campagna, si fanno dei fuochi, dove i contadini bruciano tutti rami secchi che trovano e che simboleggiano la fine dell’inverno e la venuta della primavera. La domenica di Pasqua le famiglie fanno insieme la prima colazione. I genitori nascondono i cestini di Pasqua con dolci, uova ed i piccoli regali. Le uova, dipinte a mano e decorate con disegni tradizionali, vengono scambiate fra gli amici. Tempo fa, era abituale in molte regioni che le ragazze del villaggio si presentassero ai loro corteggiatori con un uovo rosso. Per i bambini il simbolo della Pasqua è un coniglietto che la sera prima nasconde le uova nel giardino. Le finestre vengono abbellite con disegni di coniglietti, uova e altri motivi. Nei vasi si mettono alcuni rami che vengono poi addobbati. La domenica di Pasqua è il giorno in cui i bambini vanno alla ricerca delle uova di cioccolato nascoste dai genitori nel giardino o in casa. Molti usano mangiare pesce il Venerdì Santo. Il pranzo pasquale è quasi sempre a base di agnello e anche il dolce tradizionale ha la forma di un agnello.

Francia

In francese di chiama “Paques”.

La celebrazione principale si svolge il Venerdì Santo con una nota solenne. Le campane delle chiese non suonano per tre giorni a partire dal Venerdì Santo fino alla domenica di Pasqua: questo in segno di dolore per la crocifissione di Cristo. Nella prima mattina di Pasqua i bambini corrono veloce nei giardino per guardare le campane che volano nuovamente verso casa. Al loro ritorno, i bambini troveranno le piante di sambuco che nascondono le uova di cioccolato. Attorno alla fine del ’700, veniva messo da parte l’uovo più grande, che doveva essere destinato al re, che a sua volta lo affidava a maestri della pittura o agli orafi migliori, arricchendoli di pietre preziose, smalti o gemme, trasformandolo in un uovo gioiello.

Gran Bretagna

In inglese si chiama “Easter”

In Inghilterra, una delle cerimonie più sentite è quella del Giovedì Santo, giorno dedicato alla carità. A Londra nell’abbazia di Westminster vengono donate ai poveri borse di denaro. Le borse, vengono distribuite dal Sovrano su di un vassoio d’argento, dopo la cerimonia religiosa. Il Venerdì Santo vive ancora l’antichissima tradizione di mangiare dolci a protezione contro il fuoco. A Preston le uova colorate si fanno rotolare su di un prato o lungo una strada, fino a quando tutti i gusci non siano stati spezzati. Altra tradizione è quella di contendersi le uova e le torte con battaglie, combattute principalmente da ragazzi. La Pasqua anche è celebrata con lo scambio di uova e altri regali ingegnosi. In particolare si creano cofani o cestini di Pasqua, contenenti mini uova o grandi giunchiglie. I bambini a volte partecipano alle gare organizzate dai ritrovi comunali locali per eleggere il “cofano più bello” e vincere un uovo di Pasqua. Come in Germania, anche il coniglietto fa parte della tradizione pasquale. I negozi ne hanno a migliaia e la gente li compra per regalarli. Altra usanza culinaria è quella degli “Hot Cross Buns” , panini caldi che si mangiano il Venerdì Santo. Sono sandwich dolci alla frutta con delle croci sulla parte superiore: i negozi ne vendono migliaia nella settimana precedente la Pasqua. Il nome deriva dal fatto che sopra a ciascuna di queste focaccine è disegnata con la glassa una croce che ricorda la Passione e la Morte di Cristo sulla croce. Una leggenda narra che un tempo una vedova, madre di un marinaio, avesse la consuetudine ogni anno di preparare questi dolcetti per il ritorno del figlio dai suoi lunghi viaggi per mare. Quando un giorno, però, questi non fece più ritorno, inghiottito dai flutti dell’oceano in tempesta, la vedova, sempre secondo quanto si dice, continuò tutti gli anni a preparare gli Hot-Cross Buns che si accumularono così fino alla morte della donna. Ora la sua casa è un pub (The widow’s son, Il figlio della vedova) e a Pasqua il proprietario prepara le focaccine e le vende ai clienti devolvendo parte del ricavato alla Società Britannica dei Marinai. Altra usanza tipicamente inglese è quella di comprare vestiti nuovi da indossare la domenica di Pasqua Esiste anche una filastrocca che si intitola proprio Hot Cross Buns che i piccoli anglosassoni imparano a memoria nel periodo pasquale e durante la primavera che recita più o meno così:

Hot cross buns!

Hot cross buns!

One a penny,

Two a penny,

Hot cross buns!

If you have no daughters,

Give them to your sons;

One a penny,

Two a penny,

Hot cross buns!

Danimarca

A Pasqua, in Danimarca, la tradizione vuole che tutto sia colorato di giallo, dalle candele alla tovaglia, mentre le case vengono decorate con rami fioriti e uova dipinte. Tradizioni antiche usavano, per l’inizio della Settimana Santa, a dimostrazione del rispetto a Gesù ed alle sue sofferenze, mettere al posto dei batocchi di metallo dei batocchi in legno nelle campane delle chiese per attutire il suono. Per la maggior parte dei danesi la Pasqua oggi significa primavera, narcisi ed altri fiori da bulbo, rami decorati, conigli pasquali e agnelli – e naturalmente uova di cioccolato. Durante la notte tra la vigilia e Pasqua i genitori nascondono le uova colorate attorno alla casa, che i bambini cercano e raccolgono il mattino seguente.

Finlandia

In finlandese si chiama “pääsiäinen”. A Pasqua, i finlandesi accolgono la primavera, anche se essa cade alla fine di marzo quando, in aprile, l’inverno ancora regna. Molto prima di Pasqua, i bambini piantano i semi del loglio in piccoli vasetti. L’ erba verde è un sicuro segno della primavera, anche se germogliano soltanto sui davanzali. I salici sono antiche decorazioni di Pasqua ed i ramoscelli della betulla sono disposti in vasi. Al giorno d’oggi i tulipani, i gigli ed le giunchiglie vengono portati dal continente, infatti questi “particolari” fiori sono fatti a mano, con carta velina e piume tinte. Il significato della Pasqua cristiana non è molto sentito in Finlandia in quanto l’86% della popolazione appartiene alla chiesa Evangelica Luterana e quindi è la ricorrenza è semplicemente un giorno di vacanza. La tradizione vuole che le notti tra il venerdì e la domenica di Pasqua, le streghe escano dai loro nascondigli e volino nel cielo. La Pasqua in Finlandia ha gli stessi riti e tradizioni della vicina Svezia. Durante il pranzo pasquale, si mangiano il “Pasha” a base di formaggio e il “Maemmi”, il tradizionale budino pasquale di segale.

Olanda

in olandese si chiama “Pasen” o “Pasen Zontag”. In tutto il paese la Pasqua è celebrata come una grande festa di primavera. La gente si prepara per il pranzo di Pasqua in anticipo, decorando le uova colorate con i fiori e si usa appendere una corona decorata alla porta di casa. Il pane dolce farcito con uva passa ed il ribes, è uno dei piatti favoriti della festività. Anche qui, come in Germania, il coniglietto pasquale nasconde in giardino le uova sode colorate che poi i bambini cercheranno per tutta la mattinata La maggior parte della gente appende una corona decorata alla porta di casa. Si pitturano le uova che poi vengono appese ad un albero nel giardino. Una delle specialità culinarie di questo periodo è il “Paasbrod”, un buonissimo pane dolce pieno di uvetta.

Svezia

In svedese si chiama “Påskdagen”e la maggior parte delle celebrazioni avvengono durante la settimana santa che precede la domenica di Pasqua . Il giovedì santo (o in alcune regioni il sabato) le bambine si vestono da Streghe di Pasqua, ossia befane con grembiuli e scialli scuri, labbra e guance rosse, e viaggiano da porta a porta (stile Halloween) offrendo disegni fatti a mano in cambio di dolci. Questa tradizione risale al medioevo e deriva da una vecchia credenza svedese che narra come le streghe fossero più potenti e distruttive durante la settimana santa. La domenica delle Palme è celebrata con le fronde della palma, mentre la vigilia con i falò. Anche i fuochi d’artificio fanno parte della tradizione. In tutto il paese l’uovo, simbolo di vita e resurrezione, è presente in tutti gli alimenti e nei giochi di Pasqua. Ogni famiglia partecipa a feste per la colorazione delle uova. I concorsi di decorazione dell’uovo di Pasqua sono l’attività preferita dei ragazzi e ragazze più giovani. Durante il giorno delle Palme vengono benedetti i gattici (rami del pioppo bianco con le gemme che assomigliano alla coda di gatto) e la domenica di Pasqua, gli svedesi festeggiano con un grande pasto mattiniero con uova sode con il guscio colorato, pane, dolci e caffè.

Grecia

In greco e latino si chiama “pascha”

La Pasqua greca, è la manifestazione religiosa più sacra e importante del paese. Molte sono le tradizioni che legano insieme le diverse generazioni durante queste festività. La settimana santa è dedicata al digiuno, e durante i 40 giorni di preparazione possono essere mangiati soltanto alimenti naturali. Niente carni, latticini, pesci, o pollame. La domenica delle palme, che è il primo giorno della settimana santa, sono serviti soltanto piatti di pesce. Il giovedì santo vengono colorate le uova di un rosso profondo, ad indicare l’anima di Cristo. Queste vengono utilizzata sia come decorazione per lo “sweet-bread” oppure, la domenica di Pasqua durante la cerimonia, vengono rotte e aperte in ricordo del miracolo della rinascita e della resurrezione di Gusù. Il proprietario dell’ultimo uovo rotto viene considerato fortunato. Nella notte di Pasqua vengono suonate le campane. I fedeli si recano in chiesa, che è tenuta al buio, ed accendono una candela che successivamente porteranno a casa. Il pranzo pasquale inizia intorno a mezzogiorno per prolungarsi fino alla sera. Il sabato prima di Pasqua, i cibi che saranno serviti la domenica vengono portati in chiesa e benedetti dal prete. I greci festeggiano l’interruzione del digiuno con un grande pranzo composto da alimenti tradizionali come la “soupa mayeritsa” accompagnata da riso alla greca, le uova colorate di rosso, il pane pasquale e la tipica “Maghiritsa”, una zuppa fatta con le interiore dell’agnello.

Russia

Per la Chiesa ortodossa russa la Pasqua è la festa più importante dell’anno e nelle città e nei villaggi la si celebra con grande solennità: la messa di mezzanotte, che termina con la scambio di un triplice bacio rituale e un canto composto da inni di esultanza, mentre tutte le chiese scampanano. Lunghe processioni escono da ogni tempio, s’accendono tutte le luci, e fuochi d’artificio; nelle campagne il corteo dei fedeli, una volta ultimata la messa, si avvia con i ceri vacillanti verso il cimitero per rendere onore ai defunti. Nella cittadina di Sagorsk, il rito pasquale inizia a mezzanotte di sabato con una processione attorno alla cattedrale. La mattina della domenica le famiglie si recano sulle tombe dei parenti e lì consuma un picnic. Il banchetto è composto da diversi tipi di carne, pesce e funghi. Piatto tipico è il “Pabcha”, una pietanza sostanziosa a base di quark e il panettone pasquale “Kulitch” accompagnato dalla ricotta dolce. In Russia le uova sode vengono colorate di rosso, simbolo di nuova vita ottenuta mediante il sacrificio di Cristo. Per il popolo Russo tutti i riti e le festività legate alla Pasqua sono un saluto alla primavera, un segno d’esultanza per il suo arrivo e in questo periodo, si liberano le bestie nei pascoli e ogni contadino per fare ciò usa un ramoscello d’olivo. Il Pope benedice i pastori e santificava le mandrie. I giovani vanno in campagna per spogliare le betulle con i quali compongono delle corone con le quali ornano la testa.

Romania – Pastele

Il Giovedì Santo è per i rumeni il giorno dei morti ed è chiamato il “gioia mare” (in italiano “giovedì grande”). In questo giorno si portano in chiesa dolci fatti con farina o con grano bollito ricoperto di zucchero e noci, del vino e della frutta, che sono offerti in memoria dei morti e distribuiti ai vecchi e ai poveri. Il Venerdì Santo si pone davanti alla Croce un tavolo molto alto, in modo che vi si possa passare sotto. Sul tavolo si mette l’epitaffio, un pezzo di stoffa che porta ricamato o dipinto il seppellimento di Cristo, e i fedeli, recandosi in chiesa, portano fiori al Cristo e ai loro morti, passando per tre volte sotto il tavolo sul quale è sistemato l’epitaffio. In Romania a sera si svolge il canto Prohod, una cerimonia affascinante alla quale partecipa tutto il villaggio, diviso in gruppi seguendo il cammino della Croce. Qualcosa che rassomiglia alla nostra Via Crucis. Il sabato mattina donne e bambini fanno la Comunione, mentre gli uomini intervengono alla messa di mezzanotte portando in chiesa un gallo bianco e uova colorate. La cerimonia si conclude con una processione intorno alla chiesa, con le candele accese.

             

ANIMALI IN SICILIA di Lorenzo.rm

 

ANIMALI IN SICILIA

"Per ridere un po':

a Pasqua non è proibito".

Post di Lorenzo.rm

 

 

Si incontrano un elefante ed un topino. E l’elefante approfitta dell’incontro per deridere il piccolo animale.

(Io qui metto il classico eloquio di chi, siciliano, usa la lingua nazionale, cioè con il verbo alla fine.)

 

 .

 

Dunque, dice l’elefante additando il topo, e tu un vero animale sei?

E quelle che hai, orecchie sono? Le mie sono orecchie, che sembrano due pale di fichi d’India.

E quelle, zampe sono? Le mie sono zampe, che sembrano tronchi d’albero.

E quello un corpo è? Il mio è un vero corpo, grande e grosso come un vero animale della foresta.

E quelli denti sono, I miei sono denti, lunghi e forti come spade potenti.

 

Il topino, man mano che l’elefante parlava, si faceva sempre più piccolo, vergognandosi.

     

Alla fine, mentre l’elefante continuava a screditarlo, non ne poté più.

E disse: Ma io malato sono stato.